Un intervento su Twitter del 21 agosto del Sottosegretario all’Economia e alle Finanze Gianfranco Polillo in cui affermava: “Per l’opacità dei loro bilanci molti Enti Locali sono la Grecia dell’Italia” e “Occorrerebbe una due diligence” mi aveva indotto a chiedere di non generalizzare e di affrontare il tema con maggiore approfondimento e più dati (vd. articolo precedente).

Gli stessi concetti sono stati ripresi, sviluppati e precisati dal sottosegretario Polillo in una intervista apparsa su Italia Oggi di venerdì 24 agosto in cui fra l’altro precisava: “La situazione è molto variegata, ma al tempo stesso piuttosto oscura. A tutt’oggi i conti degli enti locali non parlano un linguaggio comune, nonostante il decreto sull’armonizzazione dei bilanci che però entrerà in vigore dal 2013. E così, accanto a enti virtuosi che hanno ben amministrato e rispettato il Patto e oggi si trovano in difficoltà per questo, c’è chi ha fatto il furbo mascherando situazioni di default occultate dietro gestioni apparentemente irreprensibili”.

Sempre tramite Twitter riceviamo la risposta del sottosegretario Polillo al nostro commento, che integralmente riportiamo:


Capisco la passione di Carlo Rapicavoli un po’ meno il suo richiamo all’ordine e l’invito rivolto non si sa a quale superiore autorità. Siamo gente seria e quando parliamo lo facciamo a ragion veduta, partendo dai dati e non dalle impressioni. C’è una lunga indagine dell’Istat, svolta su incarico del Ministero dell’economia e la Conferenza Stato – regioni, che dimostra, senza possibilità di dubbio, il crescente peso della finanza locale sugli squilibri della finanza pubblica italiana. Le relative tabelle sono state trasmesse e pubblicate da Camera e Senato. Basta vederle. Poi si può discutere seriamente” (@polillog, 25 agosto).

Innanzitutto un’osservazione: apprezzo molto il tempestivo intervento di precisazione del sottosegretario che ha voluto chiarire il senso del suo intervento. Fatto non consueto e pertanto di per sé, al di là del merito, rilevante, in quanto testimonia un modo diverso di intendere il ruolo di Governo rispetto ai modelli “tradizionali” che abbiamo purtroppo imparato a conoscere.

Nel merito: nel mio breve intervento precedente di commento al twitter del sottosegretario Polillo del 21 agosto non erano contenuti “richiami all’ordine o inviti a superiori autorità”.

Il tema della finanza locale è molto complesso per essere generalizzato o semplificato. E non è quello che intendo fare.

Mi limito ad alcune osservazioni generali, indicando per titoli i temi principali che richiedono approfondimenti anche alla luce dei contenuti dell’indagine Istat segnalata dal sottosegretario:

1) Il rapporto tra il crescente peso della finanza locale ed il processo di decentramento di funzioni accentuato dopo la riforma costituzionale del 2001;

2) La necessaria differenziazione tra le diverse realtà;

3) I primi esiti della procedura di individuazione dei costi e dei fabbisogni standard e degli obiettivi di servizio già ultimata per alcune funzioni.

4) Le procedure di verifica, controllo e sanzione a carico di quegli Enti che non rispettano i vincoli di finanza pubblica. E solo a carico di quelli senza generalizzazioni e senza interventi e tagli lineari e indiscriminati;

5) Il rispetto dei principi costituzionali di autonomia amministrativa e finanziaria di Regioni e Enti Locali – Comuni e Province – con il connesso ed inscindibile principio di responsabilità.

Al Sottosegretario mi permetto di ribadire: discutiamo seriamente di questi temi.

Una richiesta di serietà che, Le assicuro, proviene in primo luogo proprio da tutte le tante Amministrazioni Locali che operano seriamente e correttamente, nel rispetto di tutti i vincoli di finanza pubblica, al servizio dei cittadini verso i quali rappresentano il primo presidio di legalità e democrazia e di presenza delle Istituzioni sul territorio.

Un sentito apprezzamento dunque per la disponibilità al Sottosegretario; dalla seria analisi sulla gestione degli Enti Locali, dalla effettiva semplificazione della struttura amministrativa complessiva dello Stato, senza generalizzazioni, potranno derivare effettivi benefici per l’intera collettività.

Al Sottosegretario Polillo assicuro che tanti, tantissimi amministratori e funzionari che operano negli Enti Locali operano con responsabilità, passione e dedizione al servizio delle Istituzioni del nostro Paese.

Sempre pronti al confronto, all’impegno, alla corresponsabilità.

Carlo Rapicavoli


CONDIVIDI
Articolo precedenteDelitto senza castigo
Articolo successivoLast minute Africa

4 COMMENTI

  1. Di seguito, la risposta di Carlo Rapicavoli:

    “Prendiamo atto delle ulteriori precisazioni del sottosegretario Polillo, che ringraziamo della disponibilità, ma dobbiamo necessariamente rilevare che i provvedimenti adottati finora dal Governo non denotano pero’ un percorso federalista ma, al contrario, una costante e sistematica compressione delle autonomie.

    Autonomia e responsabilità devono andare di pari passo.

    Il Sottosegretario invita ad “andare avanti lungo questa strada“.

    Bene!

    Ma perché si possano trovare le convergenze necessarie alcuni punti sono irrinunciabili:

    1) la condivisione delle scelte fra le Istituzioni costitutive della Repubblica;

    2) il rispetto dei principi costituzionali sulle autonomie territoriali;

    3) politiche economiche, anche rigorose, ma che non si traducano sempre in tagli lineari e indifferenziati in gran parte a carico degli Enti Locali, a danno dei servizi ai cittadini;

    4) il riordino delle competenze attraverso la semplificazione delle strutture burocratiche, individuando con chiarezza “chi fa cosa”, e riportando tutte le funzioni in capo a Comuni, Province e Regioni secondo il disegno costituzionale, con contestuale eliminazione di enti, agenzie ed organismi intermedi che spesso sfuggono ad ogni controllo sulla spesa;

    5) un’analisi seria della finanza locale che tenga conto della peculiarità della stessa, non semplicemente confrontabile con la struttura della spesa dello Stato centrale; l’accelerazione dell’analisi dei fabbisogni standard; l’omogeneizzazione della struttura dei bilanci pubblici;

    6) l’abbandono di decisioni, come il “il riordino” delle Province che, come oggi previsto, non producono alcun beneficio ma determinano caos istituzionale, disservizi e nessun risparmio di spesa;

    7) evitare ogni generalizzazione, ogni spinta demagogica, dettata talvolta da illustri commentatori che pero’ perseguono l’onda emotiva dell’attuale momento storico senza un effettivo approfondimento.

    Auspichiamo dunque un deciso cambio di rotta nei rapporti tra Governo e Autonomie, indispensabile per individuare soluzioni praticabili ed efficaci.”

    Carlo Rapicavoli

  2. Il sottosegretario Polillo ha così replicato, su Twitter (@polillog) ieri pomeriggio:

    “@LeggiOggi_it @rapic1 @sabrina_tosti @giurdanella @PaoloTognutti
    Sono un federalista convinto, ma questa prospettiva richiede un grande rigore nella gestione della finanza pubblica: locale e centrale. Un senso di responsabilità che si sta affermando, ma che è ancora troppo debole di fronte ai dilemmi che pone una crisi così devastante e di cui ancora non si scorge la fine. Andiamo, quindi, avanti lungo questa strada, trovando le convergenze necessarie con tutti quegli amministratori – al centro come in periferia – che hanno, innanzitutto, a cuore le sorti dell’Italia.” Gianfranco Polillo

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here