Arriva dall’Unione europea il primo spiraglio di luce per la generazione (gli attuali 20/30enni) che precede la “Generazione perduta“. A Bruxelles si sta infatti aprendo un fronte politico che, se concretizzato, potrebbe sanare una delle piaghe peggiori del mercato del lavoro attuale nel vecchio continente, ma soprattutto in Italia. Ciò che sta stuzzicando i vertici dell’Unione europea è una corsia preferenziale per immettere i giovani laureati nel mercato del lavoro, che va sotto il nome di “Youth Guarantee“.

Addirittura, la riforma sarebbe già in odore di ricevere una Comunicazione ufficiale da parte dell’Unione europea: per gli studenti che si affacciano sul mondo del lavoro, potrebbe essere presto realtà l’accompagnamento guidato alle prime esperienze nell’universo professionale. Un rimedio che sarebbe volto a scongiurare il prolungamento di stati di quiescenza post-studentesca, nel quale molti giovani incappano appena usciti dall’ambito scolastico.

La certezza di un’offerta di lavoro, tirocinio o apprendistato, dunque, sarebbe sicuramente una base di partenza solida, oggi impensabile per tanti ragazzi disoccupati, che rinunciano in molti casi anche a cercare lavoro, logorati da un mercato che li respinge sistematicamente, con il risultato che le capacità apprese in sede accademica o scolastica vengono abbandonate in una stasi prolungata che limita anche le peculiarità dei giovani.


Ora, però, dalle istituzioni comunitarie potrebbe arrivare il ponte tanto atteso tra scuola e lavoro: un rimedio che, comunque, richiederebbe elevati esborsi economici e organizzativi. Investimento, comunque, più che giustificato: alcuni studi dimostrano che i giovani inattivi oggi in Europa sono quasi sei milioni, il che comporterebbe un deficit del Pil europeo in circa 100 miliardi di euro. Un tesoro inutilizzato che andrebbe solo accompagnato a crescere per dare il meglio e per il quale potrebbe oggi arrivare la “Youth Guarantee”.

La soluzione caldeggiata dagli osservatori, è che tra le misure di risanamento finanziario attuate a livello continentale rientri anche questo incentivo per gli ex studenti, a fianco delle misure di stimolo alla crescita. Uno dei maggiori propulsori in termini di sviluppo economico sarebbe infatti una più diffusa occupazione giovanile, con risorse, conoscenze e capacità che vengono messe in grado di fruttare al meglio, invece che rifiutate senza troppi convenevoli dal loro stesso ambito di vita.


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