Nei giorni scorsi era stata opinione diffusa, da Squinzi passando addirittura per Travaglio fino a Monti stesso, che riflettere ad alta voce del clima politico e, conseguentemente, della crisi economica che ad esso, a doppia mandata, si lega è pericoloso. Se il messaggio non fosse stato abbastanza chiaro, questa mattina ci hanno pensato gli zelanti addetti dell‘agenzia Moody’s che hanno declassato di ben due scalini i nostri titoli di stato. Da A3 a Baa2, che è proprio cacofonico da pronunciare; i titoli di stato italiani tornano dunque ad avere un outlook negativo e questo ha generato una immediata flessione dei mercati, da sempre ricettivi a notizie del genere.

Ai mercati fa compagnia lo spread che è risalito pericolosamente e attualmente sfiora quota 480 a dispetto di ieri quando era rimasto più tiepido; l’ironia della sorte vuole che tutto ciò si verifichi proprio quando il premier Monti sia in volo per raggiungere l’Idaho,  dove avrà modo di confrontarsi con l’elite degli economisti d’oltre oceano nella Allen Conference di Sun Valley. Va detto, ad onor del vero, che la considerazione di Moody’s non è solo su una sensazione dettata dal clima, viene tenuto conto anche del “deterioramento delle prospettive economiche nel breve termine“, certamente la spending review, tanto apprezzata in Europa, ha chiesto un ingente contributo alla penisola che si vede costretta a pagarne il conto anche in ambito internazionale. Non convince, inoltre, il futuro politico dell’Italia, l’avvicinarsi delle prossime elezioni e la lotta politica che ne sta derivando non viene percepito come un elemento di continuità, ma soprattutto di garanzia per il rispetto delle riforme che così faticosamente si stanno cercando di attuare.

Moody’s, comunque, promuove la spending review del governo Monti, l’agenzia sostiene infatti che è “un programma di riforme che ha davvero le potenzialità per migliorare notevolmente la crescita e le prospettive di bilancio”, tuttavia lo spettro della recessione aleggia sul nostro paese e questo fa si che l’attenzione sia tutta su di noi e sul sospirato pareggio del bilancio, al momento slittato di due anni.


CONDIVIDI
Articolo precedenteSe anche Silvio fa la spending review
Articolo successivoTutela patrimonio culturale immateriale: dalla Puglia, un primo, seppur limitato, segnale

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here