Il dl sviluppo potrebbe slittare di una settimana, dopo i tanti “no” agli emendamenti presentati in sede parlamentare. Sono 887 gli emendamenti giudicati inammissibili al decreto, secondo quanto spiegato, oggi pomeriggio, dai presidenti delle commissioni Finanza e Bilancio della Camera. Ma il tempo è già scaduto per la presentazione dei ricorsi: alle 17, infatti, il termine ultimo per riaprire le pratiche. Dopodiché, non sarà più possibile apportare cambiamenti al decreto sviluppo, esclusione fatta, naturalmente, per il governo e i relatori del progetto di legge. I casi contestati, quindi, finiranno, domattina, al vaglio delle commissioni, riunite per chiudere definitivamente la pratica delle modifiche alla riforma Fornero. Il decreto sviluppo, dunque, si ritrova più intatto del previsto dopo i tantissimi tentativi di correzione che, con linea bipartisan, erano stati approvati anche a colpi di maggioranza. Sui suggerimenti congiunti di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, infatti, il Partito democratico, Popolo della libertà e Terzo polo si erano trovati in sintonia nell’inserire urgentemente nuove disposizioni alla riforma del lavoro. Ora, la bocciatura inattesa per quasi metà delle correzioni proposte, potrebbe allungare l’iter di conversione del decreto in legge dello Stato. A decidere, sarà la conferenza dei capigruppo della Camera, che verrà convocata dopo l’inoltro della richiesta formale al presidente Gianfranco Fini.


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