Mentre tutte le categorie toccate sono sul piede di guerra, arrivano i primi, importanti apprezzamenti sul pacchetto di misure volte a ristrutturare la spesa pubblica italiana, noto sotto il nome di spending review. A distanza di poche ore, infatti, sono arrivati tre pareri autorevoli che hanno promosso a pieni voti la revisione di spesa proposta dal governo assieme al supercommissario Enrico Bondi. Da Strasburgo, passando per Bruxelles, fino a Roma, infatti, il coro odierno sulla spending review è stato unanime: la linea intrapresa da Monti sulla spesa pubblica è quella giusta. Lodi alle misure presentate dal governo sono infatti arrivate dal Presidente della Bce Mario Draghi, che parlando al Parlamento europeo ha sottolineato come «la perserveranza nelle riforme audaci necessarie è fondamentale». L’ex Governatore di Bankitalia pareva riferirsi proprio al governo italiano, quando ha affermato che i Paesi europei farebbero meglio  “a riorientare il consolidamento verso un aumento dei tagli della spesa e la riduzione della pressione fiscale”. Insomma, un elogio sui tagli, ma anche un invito a battere, da subito, la via dell’alleggerimento tributario.

Più esplicito il commento del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn, che, incontrando Monti a Bruxelles, non ha mancato di spiegare come le misure contenute nella spending review siano “in linea con le raccomandazioni dell’Ecofin. La Commissione europea – ha proseguito – apprezza molto gli impegni dell’Italia in campo economico e fiscale“.

Non solo Europa: anche in ambito interna Monti può sorridere. Giudizio positivo alla spending review è arrivato, infatti, anche dalla Corte dei Conti, dopo che sulle critiche alla manovra si era formato, ieri, l’inedito asse Confindustria-sindacati. “E’ il primo provvedimento in cui si va verso una revisione qualitativa della spesa – ha detto il presidente Luigi Giampaolino – il nostro giudizio in proposito è sostanzialmente positivo”.


Mario Monti  incassa, dunque, un filotto di apprezzamenti convinti, dopo le forti critiche dalle parti sociali dei giorni scorsi. Nonostante il governo abbia più volte rimarcato di voler tirare dritto per la propria strada, portando fino in fondo tutte le misure ritenute necessarie, la spending review si avvia, dunque, verso un ok unanime dalle istituzioni contabili e finanziarie.


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