Che i genovesi avessero la fama di risparmiatori, è risaputo, ma che ciò potesse dipendere anche dall’inflessibilità dei vigili liguri è una vera sorpresa. Paradossi a parte, i fischietti della regione di confine si affermano, e di gran lunga, i più severi d’Italia, secondo le stime inserite dalla Commissione sul federalismo fiscale nei costi standard della Polizia municipale. Materia spinosa, quella delle contravvenzioni, in cui è quantomai difficile far combaciare efficienza del lavoro svolto e soddisfazione del servizio da parte degli utenti. A guidare la graduatoria delle Regioni dal blocchetto facile troviamo, dunque, la Liguria, che surclassa le altre amministrazioni regionali con una media di 618,7 euro comminati ogni mille abitanti. A un abisso di distanza, figura la media nazionale, ferma a “soli” 274 euro. Fanalini di coda, in entrambe le classifiche, sono le regioni del Mezzogiorno, con valori intorno ai 100 euro ogni mille abitanti. Ma a rafforzare ancor più la supremazia ligure, sono gli altri “gradini del podio” della speciale classifica: seconda, troviamo la Toscana, con 354 euro ogni mille cittadini, tallonata dalla Lombardia con 312. Tradotto: la somma della seconda e della terza regione più severa d’Italia con gli automobilisti, è appena più alta della “capolista”, la Liguria, territorio davvero ostile per gli indisciplinati delle quattro ruote.

Anche le rimozioni forzate dei veicoli mantengono la tendenza: margini, ovviamente, più modesti, per la conferma, in vetta, della solita Liguria, che porta in cassa 12,1 euro ogni mille abitanti, superando largamente, ancora una volta, la media nazionale di 5,7. I “poveri” automobilisti liguri, dal canto loro, possono solo sperare che dall’agenda del Parlamento non scompaia il regolamento attuativo che permetterà agli enti locali di redigere la “lista della spesa” coi proventi da contravvenzioni. Già, perché in seguito all’approvazione del decreto sulle semplificazioni fiscali, poi commutato nella legge 44/2012, gli enti locali sono stati messi alle strette: a cadenza annuale, Province e Comuni, che si ripartiscono i ricavi delle multe rilasciate dalla Polizia municipale, dovranno spiegare la destinazione finale di ogni centesimo figlio delle infrazioni stradali. Per chi non adempie, la pena si annuncia altrettanto salata: decurtazione, per i 12 mesi successivi, del 90 percento delle entrate da contravvenzioni. Un’invocazione alla trasparenza, dunque, che può far digerire il boccone amaro delle multe quando l’automobilista si ricorda di essere, prima di tutto, cittadino. Sapere, infatti, che il versamento del nostro divieto di sosta ha contribuito alla sistemazione di un manto stradale in un’area dissestata, può certamente rendere più simpatici i vigili e, soprattutto, più eque le contravvenzioni. Manca ancora l’ultimo step: il regolamento attuativo che consentirà alla norma di entrare formalmente in vigore, atteso entro fine luglio. Un documento che gli automobilisti Italiani, ma i liguri, c’è da giurarci, più di tutti, attendono con ansia.


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