Dopo Montale, c’è Aristotele. Almeno al Liceo Classico, dove bisognerà interpretare (perché le versioni si interpretano, non si traducono, o almeno così dicono i professori che amano di più greco e latino) la versione greca “Non il caso ma la finalità regna nelle opere della natura”, passo un tantino macchiavellico che, a pensarci bene, si abbina perfettamente con lo status quo del mondo contemporaneo.

Mentre al Classico sfogliano il vocabolario (rigorosamente vietati tutti i tipi di dispositivi elettronici esistenti al mondo) nel tentativo di venire a capo di un autore che da 34 anni non appariva su una prova d’esame, allo Scientifico c’è ovviamente matematica mentre all’Itis la prova di meccanica, entrambe pubblicate alle 8.51 su Studentville, giusto per rivendicare il ‘potere’ di Internet.

Un potere che, comunque, pare non aver scalfito il tutto sommato ottimo esperimento del plico telematico, che secondo fonti del Ministero dell’Istruzione ha consentito un risparmio di 240 mila euro. La prima voce è rappresentata dalla vecchia e cara (e oggi pensionata) imbustatrice che, fino a ieri, appunto imbustava e sigillava le prove di esame per non permettere contraffazioni. Acquistato nel 1992 era costato 628 milioni di vecchie lire, circa 325mila euro. Poi, bisogna aggiungerci i costi del personale addetto alla macchina (6 persone esterne con contratto di 30 giorni a 3 mila euro lordi l’uno…), per un totale di 18 mila euro a cui vanno aggiunti i costi del personale del Miur, che dagli uffici periferici si spostava nel ‘mezzo’ per ritirare le buste e consegnarle nelle sedi d’esame.


Ma non è finita qua: considerando anche il risparmio di tutti i viaggi che le Forze dell’Ordine effettuavano, prima, nei piccoli centri, e che col plico telematico si sono utilizzate la metà delle vetture, c’è un risparmio netto di 20 mila euro più ovviamente le ‘ore uomo’, circa 4.000 persone in meno che si muovono per altri 130 mila euro di differenza. Ecco, questo è un buon esempio di spending review…


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  1. Sono di Brindisi, un supplente in A020, con un medio putiggeno e adesso mi vedo costrtto a lasciare la mia famiglia e fare domanda al nord per il prossimo triennio pur di insegnare la mia classe di concorso. E’ previsto un inspiegabile esodo dalle province vicine ed ora sono a spasso!L’esodo e8 inspiegabile perche8 nelle province di Bari e Taranto ci sono tantissime cattedre per la classe A020, ma il fatto che qualche tempo fa ci siano state alcune (relativamente poche) cattedre non assegnate (in verite0 sono poi state tutte assegnate ai supplenti), sommato al panico generato dai tagli del ministero, ha creato un folle fenomeno per cui parecchi colleghi (con super-punteggi) hanno pensato (non so in base a quale criterio logico) di trasferirsi nella provincia di Brindisi.Il fatto che anche ingegneri che insegnano A020 stiano a spasso o debbano emigrare e8 sintomatico di un malessere assoluto dell’istituzione scolastica e di una assoluta precariete0 di tutti i lavoratori: anche coloro che svolgono insegnamenti delle materie tecniche, sulle quali, invece, si dovrebbe puntare per lo sviluppo di un Paese.I nostri ragazzi sono anche loro vittime quantomeno di mancanza di continuite0 didattica generata dalla politica dei tagli insensati, operati in maniera trasversale, senza tenere conto della rilevanza strategica di alcuni specifici insegnamenti.CHE VERGOGNA!

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