Se lo dice Maro Draghi, presidente della Bce e del Comitato europeo per il rischio sistemico (Cers), allora siamo tutti più convinti.
Ma francamente la situazione dell’economia nel Vecchio Continente è talmente chiara, in negativo, che sarebbe forse il caso di agire secondo metodi comuni, mentre si cercano le cause di una recessione che non accenna a diminuire. “Anche se non sono allo stesso livello del novembre 2009, ci sono ancora incertezza e sfide fondamentali da affrontare, in particolare quella di limitare il contagio”.
Draghi auspica più collaborazione, quindi, tra i Paesi, che invece tendono a deprimersi a vicenda: l’esempio dell’Italia e della Grecia è sotto gli occhi di tutti e anche molto semplice da cercare fra le parole. “L’Eurozona fronteggia anche la sfida della promozione di nuove strategie macroeconomiche che, assieme al consolidamento del bilancio, promuovano la crescita e l’occupazione.
Tutte queste sfide devono essere affrontate e risolte con determinazione e in modo sostenibile per il futuro”.


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