Il neopresidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, è giunto oggi a Bruxelles per partecipare alla conferenza “Missione crescita”, aperta dal Presidente della Commissione europea Manuel Barroso.

Nel contesto di una crisi sistemica che Squinzi non esita a definire “la maggiore affrontata dal Continente dalla seconda guerra mondiale”, sostanziale è agire con tempismo, per evitare un avvitamento del sistema economico su sé stesso ed un contagio generalizzato della crisi del debito.

Fondamentale, da questo punto di vista, è restituire centralità alle politiche industriali: una crescita imperniata sulle manifatture, ha infatti spiegato il Presidente di Confindustria, è in grado di garantire uno sviluppo sostenibile, duraturo nel tempo e, al tempo stesso, la creazione di posti di lavoro, dando in questo modo anche una risposta alla crisi occupazionale.


Nuove politiche industriali significano anche incentivi all’innovazione, soluzioni per diversificare le fonti energetiche, sviluppo delle infrastrutture, senza dimenticare l’accesso al credito (oggi molto ridotto) per le imprese. In questo senso la Commissione europea può giocare un ruolo molto importante, sostenendo “il credito per le aziende, in un momento in cui le banche sono spesso reticenti a prestare denaro e a supportare l’economia. Le aziende stanno soffrendo, si battono per sopravvivere e devono essere aiutate”.

Squinzi ha inoltre sottolineato la miopia di una visione tutta fondata sul solo consolidamento fiscale che, disincentivando la crescita, finirebbe in ogni caso per mettere in pericolo la tenuta dei conti pubblici.


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