Per le case all’estero l’Imu non è dovuta se il suo importo calcolato non supera i 200 euro. Sbloccata la possibilità per i sindaci di aumentare aliquote e tariffe dei tributi locali. Super-rateizzazione dei debiti fiscali.

Sono solo alcune delle misure contenute nel decreto legge in materia di semplificazioni fiscali approvato venerdì scorso in tarda serata dal Consiglio dei ministri. Sull’Imu per gli immobili degli enti no profit e della Chiesa non rientranti nell’ambito delle attività non commerciali, e quindi tenuti al pagamento del nuovo tributo, l’esecutivo ha invece deciso di presentare un emendamento al decreto legge n. 1 del 2012 in materia di liberalizzazioni, che è all’esame della commissione Industria del Senato. L’emendamento prevede che l’esenzione dal tributo scatti solo per la porzione dell’immobile in cui non si svolge attività commerciale o di servizi, il tutto comunque solo a partire dal 2013. Dunque, non pagheranno piu’ l’Imu solo le attivita’ della Chiesa esclusivamente no profit.

Per quanto riguarda invece l’Imu sulle case all’estero, ”per valore dell’immobile, ai fini dell’imposta, si assume non piu’ solo il valore di mercato ma quello utilizzato nel Paese estero per le imposte patrimoniali o sui trasferimenti”. Inoltre per gli italiani che lavorano all’estero per lo Stato (es. diplomatici) si prevede la riduzione dell’aliquota di 0,4 punti percentuali (ma solo per il periodo in cui si lavora all’estero). Viene anche riconosciuta la detrazione (200 euro) se l’immobile e’ adibito ad abitazione principale. Vediamo in sintesi le altre novità del pacchetto fiscale di più stretto interesse per le amministrazioni locali.


– LISTE SELETTIVE EVASORI. Conterranno i nominativi dei contribuenti che sono stati ”ripetutamente” colti in fallo nella emissione di scontrini o ricevute. I controllori potranno attingere da queste liste i nominativi per nuovi accertamenti.

– VIA I MINI-DEBITI. Nessuna iscrizione a ruolo per quelli inferiori ai 30 euro.

– RATE FLESSIBILI ANTI-CRISI. Per la rateizzazione dei debiti si potra’ optare, invece di rate costanti, per rate variabili di importo crescente.

– LIMITE A PIGNORAMENTI PER STIPENDI. Si potra’ arrivare al massimo ad un decimo per importi fino a 2.000 euro e a un settimo per importi da 2.000 a 5.000 euro.

– TORNA L’ELENCO CLIENTI-FORNITORI. Di fatto sostituira’ lo ‘spesometro’ e consentira’ un controllo fiscale su tutti i rapporti che interccorono tra il contribuente e terzi.

– BLITZ ANCHE IN LOCALI ONLUS. Per contrastare l’evasione dell’Iva potranno essere fatte ispezioni anche nei centri di queste organizzazione dove si svolgono attivita’ commerciali o di servizio.

– 5 X MILLE, PORTA APERTA AI RITARDATARI. Anche se scade il termine saranno inclusi nella lista, per accedere ai contributi, i contribuenti che hanno tutti i requisiti.

– CHIUSURA D’UFFICIO PARTITE IVA INATTIVE. Ci pensera’ l’Agenzia delle Entrate quando registrera’ che non sono stati effettuati movimenti.

– PARTITE IVA, VETRINA ON LINE. Chiunque potra’ consultare tutti i dati.

– GIOCHI, ISPETTORI-SCOMMETTITORI. Arriva un fondo da 100.000 euro l’anno per le giocate degli ispettori dei Monopoli. Ma saranno possibili solo nelle operazioni messe in campo per scovare i giochi illegali e l’evasione nel settore.

– RINCARA MULTA PER FUGHE CAPITALI. La sanzione passa dal 5 al 30% della maggiore valuta esportabile.

– VIA DOMICILIO FISCALE. Non sara’ piu’ richiesto negli atti destinati all’amministrazione finanziaria.

– LEGGE-MANCIA. Il ministero dell’Economia, d’intesa con il ministero degli Interni, dovra’ vigilare sul corretto utilizzo dei micro finanziamenti. Previsti anche controlli da parte della Corte dei Conti.

– TARES. Il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi e’ corrisposto, per le unita’ immobiliari a destinazione ordinaria, sulla base dell’80% della superficie catastale.

– CONTRATTI PUBBLICI. Il contribuente ammesso a reateizzazione del debito tributario e’ considerato a tutti gli effetti adempiente e saranno gli uffici finanziari a rilasciare le apposite certificazioni per partecipare a gare di affidamento di concessioni e di appalti.

– RIDUZIONE TASSE. Salta il fondo in cui convogliare i proventi della lotta all’evasione da destinare alla riduzione delle tasse.

Qui lo schema del decreto legge sulle semplificazioni fiscali

Qui il testo dell’emendamento sull’Imu per gli immobili degli enti no profit e della Chiesa 

Giuseppe Manfredi


CONDIVIDI
Articolo precedenteGoverno, novità su lavoro interinale e stato civile
Articolo successivoItalia contro Unione Europea: “Sicuramente inquino, ma…”

1 COOMENTO

  1. Desidero formulare alcune riflessioni sulle semplificazioni proposte dal Governo Monti per lo sviluppo e la crescita.Sono provvedimenti utili ma poco efficaci per un’Italia che risente di una crisi globale.Avrei preferito che il Governo avesse posto una sollecita attenzione sul dibattuto e attuale problema di interesse particolare per tutti coloro che fino al 2011 hanno dato in uso gratuito ad un familiare in linea retta l’appartamento in esenzione da ICI con un contratto di comodato anche verbale ed ora con la manovra Monti dovranno versare l’IMU come 2a casa,.L’alternativa sarebbe di costituire un diritto reale di abitazione,sempre che ricorrano i presupposti della residenza anagrafica e della dimora abituale.Poichè il problema presenta molti dubbi sulla forma da dare a detto atto ho posto interpello al Comune di Roma per conoscere la forma di contratto da dare a favore di un familiare che per dare assistenza al fratello non vedente ha trasferito residenza e dimora in un vicino appartamento di proprietà di mia moglie.La risoluzione n.19 rilevabile in Internet è stata che nel caso in esame occorre una scrittura privata autenticata e trascritta oppure un rogito notarile.Il ricorso alla scrittura privata autenticata e trascritta è inattuabile in quanto l’autentica da parte del Comune non è accettata, non essendo l’ufficiale comunale autorizzato per gli atti privati, nonostante che il codice civile prevedesse tale atto.Il notaio ugualmente non è disposto ad effettuare tale atto perchè preferisce stupulare tutto l’atto. Avrei posto al Comune un riesame della risoluzione alla luce delle seguenti considerazioni ( purtroppo il riesame non è ammesso per l’interpello): 1)il Comune non dovrebbe rifiutarsi di autenticare la scrittura privata in quanto ciò è previsto dal codice civile 2)l’obbligo della trascrizione cui fa riferimento il codice civile non dovrebbe applicarsi al caso in esame in quanto: a) detto istituto ha carattere prettamente pubblicistico (con la vecchia ICI bastava la comunicazione al Comune su apposito modello colore celeste)e non costitutivo di diritto, b)la funzione della trascrizione prevista dal codice civile è quella di tutelare i “”TERZI””(in buona fede)che abbiano acquistato il bene e non certo i diritti vantabili da fisco, c)in base all’orientamento di una consolidata giurisprudenza e dottrina giurisprudenziale (V.ad es.Cassaz.Sez.U.n.00071 del 12.2.1972 e altre)per l’art.2704 C.C.in giurisprudenza sono considerati “”TERZI””solo coloro che sono titolari di diritti giuridicamente incompatibili con il contenuto della scrittura e di conseguenza dalla nozione di “”TERZO”” andrebbe escluso il fisco che agisce in veste d’impositore del tributo,del tutto distinto e non in conflitto con quelli derivanti ai contraenti dell’atto sottoposto a registrazione. Pertanto ci troviamo di fronte ad un circolo viziozo dal quale possiamo uscire solo rivolgendoci al notaio versando la somma non indifferente di € 2.000/2.300 che in questo periodo di crisi costiuisce un vero salasso.

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here