Il nuovo redditometro per smascherare i contribuenti infedeli è pronto e sarà operativo a giugno“.

Lo ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, nel corso di un’audizione svoltasi ieri in Commissione Finanze della Camera dei Deputati.

Il nuovo redditometro prevede oltre cento voci di spesa, dagli asili alle colf. “Le informazioni fornite dagli intermediari finanziari saranno raccolte solo dalla struttura centrale dell’Agenzia dell’Entrate. Soltanto dopo che sarà avviato un controllo, l’amministrazione periferica potrà avere accesso ai dati. Per quanto riguarda il nocciolo delle informazioni fornite dalle banche si tratta delle voci del conto che riguardano saldo e movimenti in dare e in avere“, ha spiegato Befera.


Entro la prossima primavera l’Agenzia delle Entrate avrà anche un’altra arma in campo contro i tanti “furbetti del nascondino“: l’accesso diretto ai conti bancari, l’archivio dei depositi inventato nel 1996 ma sbloccato solo adesso dal Governo Monti.

In ogni caso, spiega il direttore Befera, il bilancio del contrasto all’evasione fiscale nel 2011 è il più alto degli anni precedenti: i controlli fatti nel 2011 sono stati due milioni, di cui oltre 700mila su imposte indirette; 1 milione sulle dichiarazioni dei redditi e 300mila su materia di registro. Circa 11.500 controlli hanno utilizzato indagini finanziarie, “con un ottima performance: oltre 1 miliardo di euro recuperati“.

Le dichiarazioni controllate nel 2011 sono state circa 40 milioni, il che ha consentito, oltre al recupero delle imposte non versate, anche l’esecuzione di circa un milione 200mila rimborsi per un valore complessivo di oltre 8,7 miliardi.

Solo in Piemonte sono stati stanati 353 evasori totali, che avevano nascosto al fisco ben 457 milioni di eruo.

I blitz antievasioni sono sì a sorpresa, ma mirati – sottolinea Befera – siamo andati dove sapevamo che c’era un rischio fiscale. Nella grave crisi economica avanza la richiesta di equità fiscale contro la furbizia“.

L’ultima incursione ieri a Perugia, e anche lì niente scontrino nel 30% dei locali controllati. Risultati analoghi nei precedenti blitz di Milano, Cortina e Roma, in cui i numeri parlano da soli: l’evasione si aggira sui 120 miliardi, il sommerso sui 250 miliardi.

Befera mette in guardia anche contro il ritorno dei c.d. spalloni: l’esportazione illegale di capitali e beni dall’Italia è stata di 11 miliardi a fine 2011, e, secondo le stime attuali dell’Agenzia delle Entrate, cresce senza sosta da gennaio. In Svizzera, le banche in overbooking, ovvero in sovraprenotazione, avrebbero addirittura affittato cassette di sicurezza nei grandi alberghi per coprire le richieste.

Qui il testo integrale dell’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate


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6 COMMENTI

  1. […] L’evasione fiscale, uno dei peccati capitali di cui, praticamente da sempre, l’Italia si macchia ed è probabilmente per questo che sul redditometro, la contromisura a questo dannoso fenomeno, l’attenzione degli addetti ai lavori è molto alta. Altrettanto alta, del resto, è la pressione sul creaotore del redditometro, il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera che, quasi alle corde, ha sbottato contro chi lo ha pressato su Equitalia e severità dei controlli “è una guerra”. […]

  2. […] si elude anche l’aumento dell’Ipt, ma soprattutto si diventa invisibili al temutissimo “redditometro”. Basta consultare internet per scoprire decine di offerte da parte di broker e intermediari: […]

  3. Per stanare gli evasori é corretto applicare il redditometro, ma sarebbe più corretto accedere ai c/c e controllare i movimenti A mio avviso, col calcolo del redditrometro ci sarà una “inondazione” rilievi e di evasori, perché sono applicati coefficienti che non prendono in corsiderazione l’effettiva spesa sostenuta ed ogni quantificazione, a mio avviso, é fuori dalla realtà.
    Ad esempio il calcolo su un’auto prevede gli HP(misura inglese) anzicché i Kw o CV. Applicando il calcolo con gli HP si ottengono, salvo mio errore, cifre altissime che non rispecchiano l’effettivo valore di un’auto. Non sarebbe pià corretto far riferimento al l’effettivo valore delle auto usate o nuove ? E per la casa, perché non si applica la tabella dell’OMI? Porto alcuni esempi, ma di ogni voce c’è quacosa da discutere.
    Non sono questi i mezzi per stanare gli evasori. Si potrebbe creare un sistema di rilevazione di movimento (a meno che non esista già!) secondo il quale ogni spesa deve essere segnalata dal venditore sul codice fiscale ed alla fine di ogni anno si tirano le somme per ogni singolo contribuente.
    Speriamo in tempi migliori e vi saluto. Nello

  4. Buon giorno
    Per contrastare alla evasione fiscale esiste secondo me un strumento efficiente come semplice. Basta dare al singolo citadino di poter scaricare le sue spese quotidiane dal suo reddito.
    Questo avvrebbe tre effetti.
    1. Il lavoro nero sparisce perche ogniuno chiede la ricevuta e il esecutore e obbligato di rilasciare tale.
    2. Cosi si crea un flusso di affari che fanno aumentare le entrate dello stato. Perche la economia e solo sana se i soldi girano. Ogniuno ha voglia di spendere se riceve qualcosa di ritorno.
    3. I controlli non avvrebbero piu senso, perche il “finanziere” fa il popolo comune e quindi nonservono piu e possono essere impiegati altrove.
    4. Se e vero che esiste un terzo del PIL che viene prodotto dalla forza maffiosa allora anche quella sicuramente si va redurre fortemente.
    5. Infine sarebbe anche ridicolo il flusso finanziario verso l´estero perche conviene investire in ilalia e creare richezza.
    6. Cosi si riduce il debbito pubblico in modo tale di poter ridurre anche le tasse a ciascuno.
    Cosa ne pensate. Saluti da Lauregno. August

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