MARIO MONTI, Presidente del Consiglio dei ministri:

Signor Presidente, onorevoli deputati, il Governo è consapevole di aver ricevuto, dal Capo dello Stato e dalla fiducia del Parlamento, un mandato limitato nel tempo per far fronte a una situazione estremamente grave. Ritiene, pertanto, di dovere intervenire con urgenza e determinazione. Al tempo stesso, il Governo è convinto che, al fine di affrontare un’emergenza finanziaria che ha portata europea e internazionale e che mette a rischio il benessere conquistato in sessant’anni, attraverso gli sforzi e i sacrifici compiuti da quattro generazioni di italiani, sia necessario operare impegnando tutte le energie per disegnare una strategia organica di riforma strutturale di tutti i punti che frenano il nostro futuro.

Gli interventi, anche dolorosi, deliberati e trasmessi alla valutazione del Parlamento – deliberati nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri – contengono in sé i semi di un’azione che mira a disegnare l’Italia dei nostri figli, un’Italia seria, europea, saldamente ancorata ai valori del lavoro e del risparmio ma, finalmente, capace di esprimere una crescita duratura.


Questo è uno di quei momenti storici nei quali il dovere di tutti è di essere fedeli all’Italia e di pensare, in ogni istante e in ogni comportamento, alla salvezza di questa grande nazione che attraversa un momento molto critico. Sappiamo bene quanto siano acuti i sacrifici che il Governo chiede, oggi, a tutti i gruppi sociali e a tutte le componenti del Paese. Dobbiamo sapere tutti che non fare questi sacrifici significherebbe farne di ben più gravi, tra poche settimane e forse tra pochi giorni, e mettere a rischio la ricchezza e il benessere accumulati. Inoltre, la stabilizzazione della nostra economia e del nostro sistema finanziario e produttivo rappresenta un contributo decisivo al superamento di una crisi europea che ha più volte, in questi mesi, sfiorato la natura di crisi sistemica.

È bene, dunque, avere presente anche questo: al di fuori dell’euro e della casa comune costruita nell’Unione europea ci sono – e misuro le parole – il baratro della povertà e della stagnazione, il crollo dei redditi e del potere d’acquisto, il prosciugamento delle fonti del credito, l’isolamento e, soprattutto, l’assenza di futuro per il Paese e per le giovani generazioni. Non esiste alternativa.

I sacrifici di oggi ci danno la speranza di poter costruire, nei prossimi mesi, le basi per una fase di crescita. Ci consentono di sbloccare le strozzature di un Paese ricco che, però, cresce troppo poco e non riesce a produrre un reddito proporzionato alle proprie risorse morali ed economiche. Gli interventi che proponiamo alla nazione mirano a riportare l’Italia nella dignità di uno dei Paesi fondatori della Comunità europea, un Paese che ha costruito con le sue mani, con i suoi lavoratori, con i suoi imprenditori e con le sue famiglie la ricchezza e la capacità produttiva che lo collocano tra le potenze industriali del mondo.

È lì che intendiamo rimanere con orgoglio e con credibilità. Lo sforzo che si richiede al Paese è non solo grande, ma urgentissimo. Soltanto creando nuovamente un robusto avanzo primario nel bilancio pubblico – avanzo primario adeguato al peso del nostro debito pubblico – e rispettando scrupolosamente gli impegni assunti a livello europeo, è possibile ritornare all’investimento e alla creazione di posti di lavoro. Ma sappiamo bene che questo sforzo non sarà sufficiente se ciascuno di noi, ciascun cittadino, non cercherà di cooperare alla salvezza dell’Italia anche nei suoi comportamenti personali“.

Segue qui


CONDIVIDI
Articolo precedenteParafrasando Manzoni…
Articolo successivoManovra, una stangata da 635 euro per ogni famiglia

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here