Senza aspettare il disegno di legge di modifica della Costituzione il Governo Monti mette mano alla abolizione delle province e le trasforma in enti intermedi di coordinamento.
Il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei Ministri nel riorganizzare la provincia assegna all’ente “esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale”.
La provincia riorganizzata perde la giunta, mentre restano gli organi (che durano in carica 5 anni) relativi a:
– Consiglio, composto al massimo da 10 membri eletti dai consigli comunali; le modalità di elezione sono fissate dalla regione entro il 30 aprile 2012 (in caso di inerzia interviene lo Stato).
– Presidente, eletto dal Consiglio tra i suoi componenti.
E’ previsto che gli organi della Provincia siano coadiuvati da una segreteria particolare e da una segretaria tecnica.

Come avviene la riorganizzazione? Le funzioni spettanti alla province sulla base della normativa vigente sono trasferite entro il 30 aprile 2012 (in caso di inadempimento scatta l’intervento sostitutivo dello Stato) dalla Regione ai Comuni, salvo i casi in cui per assicurare l’esercizio unitario siano conferite alle regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Insieme alle funzioni sono  trasferite le risorse umane, finanziarie e strumentali. Dall’entrata in vigore della legge regionale o statale di trasferimento delle funzioni cessano anche gli organi politici in carica; è previsto che comunque decadano entro il 30 novembre 2012.
Va ricordato, infine, che la legislazione vigente (articolo 19 del D.Lgs. n. 267/2000) assegna alla provincia le funzioni nei settori:
a) difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell’ambiente e prevenzione delle calamità;
b) tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche;
c) valorizzazione dei beni culturali;
d) viabilità e trasporti;
e) protezione della flora e della fauna parchi e riserve naturali;
f) caccia e pesca nelle acque interne;
g) organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni atmosferiche e sonore;
h) servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
i) compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed alla formazione professionale, compresa l’edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e regionale;
l) raccolta ed elaborazione dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali.


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3 COMMENTI

  1. posto che i comuni coprono per intero l’area provinciale, una volta soppresse le province, esse resterebbero quale mera burocrazia con funzione di coordinamento e gestione di servizi e quant’altro rivesta carattere ed interesse intercomunale, secondo una puntuale e rigida regolamentazione da adottarsi da organismi politici regionali, competenti per materia, alle dirette dipendenze dei relativi assessori.

  2. Mi sembra veramente grave che tra le competenze delle province dimentichiate i servizi per l’impiego!

  3. Forse la possibile eliminazione delle provincie dovrebbe passare da due fasi:
    ! Eliminazione delle provincie sotto un certo numero di abitanti (500.000?)
    2 Se i risultati sono eclatanti, eliminare gradualmente tutte le provincie, altrimenti
    lasciarle solo per alcune aree

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