E’ nell’esperienza quotidiana l’imbattersi in iscrizioni ipotecarie effettuate dall’Agente della Riscossione sugli immobili dei contribuenti.

Non pare azzardato affermare che queste misure (la cui natura è da alcuni qualificata come meramente cautelare e da altri come strumentale all’espropriazione forzata) non di rado siano adottate in maniera illegittima.

Se possono dirsi ormai scomparse le iscrizioni d’ipoteca a garanzia di crediti inferiori ad € 8.000,00 (diffusissime fino a poco più di un anno fa), non altrettanto può dirsi di altri vizi che spesso inficiano la validità di tali misure.


In particolare, in giurisprudenza si dibatte sulla necessità che l’iscrizione ipotecaria ex art. 77 dpr 602/73 venga adottata solo a seguito della notifica dell’atto di intimazione ad adempiere.

L’art. 50 dpr 602/73 prevede che il concessionario possa procedere ad esecuzione forzata quando è inutilmente decorso il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento e che, se è trascorso oltre un anno dalla detta notifica, possa procedervi solo dopo avere notificato un avviso contenente l’intimazione ad adempiere entro un termine non inferiore a 5 giorni.

Secondo il Giudice Tributario (cfr., ex multis, Commissione Tributaria Reg. di Firenze sent. n. 26/2010; Commissione Tributaria Prov. di Milano n. 156/2010) la mancata notifica dell’avviso ex art. 50 dpr 602/73 (laddove sia trascorso oltre un anno dalla notifica della cartella esattoriale) rende radicalmente nulla l’iscrizione ipotecaria eseguita in suo difetto, ed incombe sull’Agente della Riscossione l’onere di provare di avervi piuttosto provveduto.

Secondo il Giudice Ordinario (cfr. sentenza Tribunale di Roma n. 5216 del 10/03/2011), invece, “…ai fini dell’iscrizione di ipoteca è sufficiente rispettare il termine dilatorio di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento restando, a tal fine, irrilevante la previsione di cui all’art. 50 comma 2…”.

In realtà, il contrasto giurisprudenziale sopra segnalato affonda le sue radici nella qualificazione giuridica da attribuire all’iscrizione ipotecaria ex art. 77 dpr 602/73.

Se si accede alla tesi (fermamente ancorata sulla pronuncia delle SS.UU. sent. n. 2053/2006) secondo cui essa non costituisce una mera misura cautelare ma un atto strumentale e preordinato alla successiva espropriazione, non può che concordarsi sull’ulteriore tesi secondo cui, una volta cessata l’efficacia esecutiva del titolo (la cartella esattoriale, trascorso il termine di un anno dalla sua notifica) non può procedersi alla detta iscrizione.

Del resto, appare assai strano che per poter procedere all’iscrizione del fermo amministrativo (misura altrettanto lesiva ma certamente meno “afflittiva”) l’Agente della riscossione debba notificare il relativo preavviso e non debba fare altrettanto prima di procedere ad una iscrizione ipotecaria.


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3 COMMENTI

  1. buongiorno volevo ricevere un parere ho un debito di 8000 euro nei confronti del condominio che mi ha fatto pervenire un atto di pignoramento io gli ho proposto di pagargli a rate o di cedergli la cantina di mia proprieta ma non ha acettato so che il prossimo passo e’ lipoteca sulla casa.Io nel fra tempo sto cercando di venderla per poter comprarne una piu piccola e poter saldare il debito che ho volevo sapere le tempistiche dell’iscrizione ipoptecaria

  2. la se nel decreto del fare gia e legge l ipingorabilita della prima e unica casa seriti con tutti quelli che gia la fatto e stiamo pagando e onesto che la toglie e manda avviso a casa con raccomandata che la casa e libera sarebbe un segno di rispetto per il cittadino continua a pagare con dignita

  3. Sull’argomento da te egregiamente esposto vedremo come la pensa la Commissione Tributaria di Ragusa, in quanto proprio quando ci siamo visti in CT l’ultima volta, discutevo un ricorso avverso iscrizione ipotecaria nel quale avevo eccepito, tra le tante, anche la mancanza della notifica dell’intimazione ad adempiere, rifacendomi alle SU citate nel tuo articolo e a numerose altre pronuncie di CTP.

    Invece volevo porti un quesito attinente al tuo articolo, avuto riguardo al limite di valore di 8.000,00 euro per l’iscrizione ipotecaria.
    La oramai famosa sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 4077/10 acclarava il principio secondo cui: rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, anche l’ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000,00 euro.
    Tale principio veniva recepito nel decreto legge n. 40 del 25 marzo 2010, convertito con legge n. 73 del 22 maggio 2010 (art. 3, comma 2 ter) secondo cui: “A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, l’agente della riscossione non può iscrivere l’ipoteca di cui all’articolo 77 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni, se l’importo complessivo del credito per cui procede e’ inferiore complessivamente ad 8.000 euro”.
    Dal 26 maggio 2010 (giorno di entrata in vigore della legge 73/2010), Equitalia non può più iscrivere ipoteca per debiti inferiori a 8.000,00 euro.
    Il quesito è il seguente: per le iscrizioni ipotecarie (per crediti inferiori a 8000,00 eu) operate dalla SERIT successivamente al 22 febbraio 2010 (data sentenza SU 477/10) al 25 maggio 2010 (periodo precedente all’entrata in vigore della legge 73/10) cosa accade? Le iscrizioni sono valide o no? Può essere instaurato un proc. giudiziario per ottenere un ordine di cancellazione dal giudice?
    Grato anticipatamente. Saluti. Ale

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