Il nuovo redditometro, come spiegato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, è “uno strumento di compliance a disposizione dei contribuenti che consente di rilevare la coerenza tra le loro spese e il reddito che hanno dichiarato”.

Rispetto al precedente meccanismo, basato sul rapporto fra la disponibilità di alcuni beni e quanto dichiarato, il nuovo redditometro si basa sul concetto di “spesa effettiva” e presuppone, quindi, una coerenza tra il reddito dichiarato e la capacità di spesa.

Dal gennaio 2012, gli accertamenti si concentreranno sui redditi a partire dal 2009. In particolare, saranno undici i tipi di nuclei familiari sotto controllo e circa 100 le voci di spesa, articolate in sette categorie:


– abitazione

– mezzi di trasporto

– contributi e assicurazioni

– istruzione

– attività sportive e ricreative e cura della persona

– altre spese significative

– investimenti immobiliari e mobiliari netti.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che per individuare le caratteristiche dell’evasione sarà necessario un disallineamento tra reddito effettivo e dichiarato del 25% ripetuto per due annualità consecutive.

In assenza di questi requisiti, non sarà possibile effettuare l’accertamento sintetico.

I contribuenti, infine, dovranno “giustificare” le spese ricostruendo i movimenti delle somme di denaro e i flussi di spesa, con i “documenti alla mano”. Solo in tal modo, la difesa dall’accertamento sintetico potrà risultare efficace. 


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6 COMMENTI

  1. […] rete fittissima di indicatori, dunque, cento ad essere fiscali e visto l’argomento è proprio il caso. Tramite questi parametri lo Stato è […]

  2. Buon giorno, solo una considerazione : a me pare che si sta cercando di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati dal recinto da anni. Spiegherò anche il motivo della mia affermazione: La città nella quale vivo è universitaria vi sono centinaia di persone che affittano appartamenti o affittavano in nero ed anche a studenti stranieri, che non possono essere tracciati fiscalmente, io stesso ho pagato per anni affitti in nero, ma i locatari non sono MAI stati controllati da nessuno, così come numerosissimi commercianti, artigiani ,professionisti ecc.. che ai tempi d’oro anni 1960-2000, incassavano 1000 e dichiaravano 100, nessuno veniva controllato o avvisati preventivamente del controllo, in quanto c’era chi scroccava cene nei ristoranti e bar ,generi alimentari, viaggi e favori di vario tipo, queste cose in Italia non accadono o non sono mai accadute! OVVIAMENTE ILLECITI OGGI PRESCRITTI. Non è forse vero che che la corruzione in Italia vale 80 MILIARDI DI EURO all’anno secondo le stime! Oggi i controlli contro gli evasori chi li esegue! Quelli che c’erano prima?

  3. Una mia amica si preoccupa perché la sua dichiarazione dei redditi indica solo il reddito da pensione e la prima abitazione. Gli altri redditi di cui dispone provengono da una gestione di fondi curata da una banca primaria italiana, sui quali redditi già paga tutte le ritenute alla fonte previste dalle leggi vigenti.
    Teme tuttavia che il suo tenore di vita possa apparire incongruo, avendo per l’appunto altre entrate. Deve preoccuparsi?

  4. quando mio marito andava in Guardia di Finanza per via di un accertamento assisteva quotidianamente alle telefonate che uno degli accertatori faceva al muratore che gli stava rifacendo il bagno , muratore che nella pratica è un >Vigile del Fuoco in servizio e che nei giorni liberi fa il doppio lavoro !!!!!

    Mia madre la scorsa estate ha rifatto il bagno e il muratore chi aveva come aiuto ????
    il maresciallo della Finanza che aveva partecipato all’accertamento di mio marito !!!!!già ma ora è in pensione !!!!!!!

    e poi rompono le scatole a noi !!!!

  5. Credo siamo di fronte all’ennesimo marchingegno che non risolverà il problema dell’evasione e che sarà rimpiazzato con un altro ancora.. Vedasi, per esempio, il caso degli studi di settore: gli artigiani non fanno fattura ai privati (perché rifiutano l’aggravio dell’IVA) e quindi un equivalente (o quasi, discrezionalmente) volume di fatturato lo fanno ad aziende che hanno fame di costi per pagare meno tasse. Così per l’Erario l’iva diventa una partita di giro – da una parte la incassa e dall’altra la restituisce . Ma la beffa per l’Erario è anche un’altra: l’industriale paga meno tasse e l’artigiano risulta congruo agli studi di settore! Non è divertente? Nella mia via Kennedy di residenza, mi consta che nessuno dei tanti proprietari di ville e villini abbia mai ricevuto fattura per lavori di giardinaggio. Altrettanto per lavori nei bagni privati: sono diventate fatture di manutenzione per bagni e giardini di aziende della zona. Il Dott Befera ha mai sospettato queste realtà? E sì che lo vado scrivendo da anni in tutti i siti, in tutti i blog perché è una mia crociata.
    Un altra considerazione che qui voglio diffondere è la seguente, che riporto da un blog di B.Grillo: “La regolarità fiscale degli acquisti a livello di consumo, garantirebbe, per una sorta di effetto domino, la regolarità a monte dei vari passaggi di beni.
    Occorre spiegarlo?
    Ecco la spiegazione: il barista che ha emesso scontrini per tutti gli incassi, deve documentare tutti gli acquisti e le spese di esercizio. Non potrebbe nemmeno pagare in nero la ragazza al banco, perché il suo reddito fiscale risulterebbe maggiore di quello reale, con grave danno personale. Il fornitore dell’esercente, a sua volta, se deve fatturare tutto ai suoi clienti baristi, non ha interesse a comprare in nero bevande e derrate alimentari, perché fiscalmente andrebbe in rovina. Continuate voi la catena a ritroso e arriverete alla materia prima. Questo tra l’altro era il b enefico effetto dell’iva istituita come imposta scientifica, rivolta a gravare sui consumatori finali ma a garantire la regolarità dei processi a monte. Mi pare che questa prerogativa dell’IVA sia ignorata.
    Dunque, basterebbe agire attentamente al livello di consumatore finale e non mandarlo invece esente dall’obbligo di ricevere lo scontrino fiscale come s’è fatto improvvidamente!!!
    Da qui la mia disistima per i vari Befera, per i Ministri delle Finanze e loro direttori, per comandi e militi della GdF.

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