A distanza di soli 9 mesi dall’entrata in vigore del D.M. 180 del 2010 in materia di mediazione civile e commerciale, è già stato pubblicato un nuovo Decreto (6 luglio 2011, n. 145) che modifica parzialmente il precedente.

Il provvedimento è finalizzato a rispondere, almeno in parte, ai rilievi evidenziati dall’ordinanza 12 aprile 2011, n. 3202 con cui il TAR ha sollevato la questione di legittimità costituzionale davanti alla Consulta di alcuni articoli del D.Lgs. 28 del 2010 (che ha introdotto nel nostro Ordinamento l’istituto della mediazione civile e commerciale).

Il nuovo Decreto del Ministero della Giustizia, tra le altre cose, si occupa della qualificazione professionale del mediatore civile.


Per diventare mediatori civili è necessaria una laurea anche triennale (in qualsiasi materia) oppure, in alternativa, l’iscrizione presso un Ordine o Collegio professionale.

Con l’inclusione nell’elenco dei possibili mediatori degli iscritti ai Collegi si è voluto, giustamente, valorizzare una categoria di professionisti che, se pur privi di laurea, fossero abilitati (e quindi preparati) a specifiche attività.

Di qui il primo problema che si è posto in questi mesi: l’interpretazione letterale del D.M. 180 esclude quegli iscritti a Enti o Organismi a metà strada fra un Collegio professionale ed una associazione di categoria come i Ruoli, gli Albi, i Registri, ecc.

Risultato: possono accedere all’attività di mediatore civile Geometri, Periti industriali, Agrotecnici, Ostetriche, Tecnici di Radiologia ed altri tra cui, dulcis in fundo, gli iscritti al Collegio delle Guide Alpine. Non possono accedere, invece, Periti assicurativi, Promotori finanziari, Agenti immobiliari, ecc.

E’ evidente che la pregressa normativa presentava qualche lacuna.

Ad esempio, consentiva la possibilità che, per una controversia in materia di responsabilità medica, ci si potesse trovare davanti ad un mediatore – Guida alpina (magari con tanto di picozza e cappello piumato), o che per un sinistro stradale fosse chiamato a mediare un laureato in conservazione dei beni culturali (ottima soluzione in caso di auto particolarmente attempata).

La questione può apparire di poco rilievo, dandosi per scontato che un mediatore Ingegnere non si voglia occupare di una controversia in materia di responsabilità medica.

Ma il problema è più complesso.

Negli ultimi mesi la mediazione è apparsa come una nuova opportunità lavorativa, una risposta alla difficile situazione occupazionale dei nostri giorni.

Quindi non stupisce che in tanti si siano affrettati a partecipare ai corsi formativi di 50 ore pur avendo una preparazione scolastica/universitaria molto lontana da quella giuridica o economica.

Beninteso, per essere un buon mediatore, soprattutto nella c.d. “fase facilitativa”, non è necessario avere una preparazione giuridica, anzi, una scuola di pensiero abbastanza diffusa sostiene esserci una notevole difficoltà per il giurista a svolgere bene il ruolo del mediatore (differente dal ruolo di “negoziatore“).

Tuttavia, appare regola di buon senso che per svolgere l’attività di mediazione sia necessaria una conoscenza del quadro normativo, una capacità di gestione del conflitto ed in alcuni casi una certa affinità con la materia oggetto del contendere.

Tali caratteristiche possono essere garantite nella mediazione attraverso la presenza di più co-mediatori (per esempio un giurista ed un tecnico).

Il D.M. 145/2011 risolve solo parzialmente la questione, introducendo una limitazione “per materia” delle controversie di cui si può occupare un mediatore.

Infatti, con l’entrata in vigore del nuovo Decreto del Ministero della Giustizia, gli Organismi di mediazione potranno utilizzare i propri mediatori unicamente nelle controversie di loro competenza in considerazione della rispettiva professionalità e degli studi universitari.

Ma il legislatore è andato oltre e oggi impone al neo mediatore un tirocinio che consiste nell’assistere ad almeno 20 procedure di mediazione.

Questo per integrare la formazione che il mediatore ha acquisito nel corso di 50 ore previsto dal D.M. 180 con una esperienza “sul campo” al fine di valorizzare anche le capacità di gestione dei conflitti.

Ma anche la nuova normativa presenta dei problemi operativi: attualmente il numero delle mediazioni non è molto elevato e non permette di garantire le 20 mediazioni ad un numero ragionevole di aspiranti mediatori.

Inoltre, sembrerebbe che il testo della nuova norma non preveda una fase transitoria per coloro che, abilitati con i corsi ai sensi del D.M. 180/2010 (esclusi, quindi, i vecchi conciliatori societari che avranno qualche mese per mettersi in regola), svolgono già l’attività di mediatore.

Il rischio è che la maggior parte dei mediatori oggi operativi decada, bloccando di fatto molti organismi di mediazione.

Insomma, senza ulteriori provvedimenti, a rimetterci non sarà solo la povera Guida alpina…


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13 COMMENTI

  1. Preg.mo dott. Puglisi, dopo aver svolto il corso al modico prezzo di 1000 euro a luglio con un Organismo: ADR NETWORK che poi non ha voluto né iscrivermi né aiutarmi a trovare una soluzione, ad oggi che sono passati quattro mesi e ho fatto quattro domande ad alltrettanti organismi, non sono stato iscritto. Credo e lo ripeto che sia nato un business in una materia che richiederebbe onestà intellettuale e pratica e che come al solito siamo di fronte ad una speculazione a vantaggio di pochi ma a danno di molti. A mio parere il problema delle venti mediazioni assistite è nulla a confronto del fatto che dopo quattro mesi non sia stato possibile iscriversi in alcun organismo ed alcuni di essi mi abbiano fatto pagare altri 160 euro per avviamento alla professione senza poi farmi sapere più alcunchè. Per fortuna ho un lavoro e dubito che riuscirò a coltivare questa passione. Il problema delle venti mediaizoni è un problema irrisolvibile perchè il fenomeno è in via di sviluppo e nessuno può garantire a nessuno le venti mediazioni almeno per un bel pò ma ancora più triste nessuno iscrive nel proprio Organismo chi non si presenti pomposamente referenziato o chi non abbia svolto il corso nell’organismo con seri dubbi, in quest’ultimo caso, su una effettiva utilizzazione.

  2. Ho letto molte delle discussioni di questo forum e mi sorge un dilemma: vale la pena pagare un corso di mille euro e più, per poi farti sbattere la porta in faccia anche solo per fare un tirocinio di 20 mediazioni?
    Ho sentito molte persone che, dopo aver conseguito l’abilitazione professionale, non ha avuto modo di poter esercitare. C’è qualcuno che è riuscito ad esercitare? Quale consigli e quali soluzioni?

    Grazie

  3. Buonasera a tutti, ho svolto il corso di mediatore con ADR NETWORK con termine al 4 luglio 2011. Ho pagato 1000 euro e alla fine del corso mi hanno detto che per me era impossibile iscrivermi nel loro Organismo perchè non avevo una partita IVA aperta. Per fortuna ho già un lavoro e per me la mediazione è una passione che purtroppo non posso coltivare perchè da allora mi sono rivolto ad innumerevoli organismi di conciliazione che in un modo o nell’altro non mi hanno acconsentito l’iscrizione e quindi l’accreditamento. La prima impressione di questa nuova esperienza è che sia un business in due fasi: la prima ha consentito agli Organismi accreditati per la formazione di fare guadagni cospicui e la seconda consente agli stessi Organismi di dividere il lavoro tra i propri iscritti discrezionalmente renedendo di fatto impossibile fare questa esperienza. Se qualcuno ha qualcosa da consigliarmi o da condividere sarei lieto lo facesse

  4. […] il Ministero della Giustizia, giocando in difesa, con il D.M. 145/2011 tenta di rimediare ad alcuni degli aspetti più critici al vaglio della Consulta, limitando le […]

  5. Salve.Io ho svolto il corso di mediatore fra Aprile e Maggio.
    Non faccio parte di nessun organismo di mediazione, pur avendo spedito curricula dettagliati a diversi organismi che mi hanno risposto in maniera evasiva.
    Penso di possedere un minimo di competenza giuridica, da irrobustire sul campo ovviamente, avendo partecipato al corso con il requisito del possesso della Laurea in Scienze politiche ind.polit. amministrativo.
    Altri organismi, mi hanno proposto di farne parte dietro il pagamento di una sorta di tassa d’iscrizione annuale.
    Un solo organismo di mediazione mi ha richiesto documentazione, onde potermi candidare alla selezione per potermi iscrivere all’ Albo del MInistero di Grazia e Giustizia.
    Ad oggi, non avuto ancora nessun riscontro.
    Vi domando, dove posso svolgere questo tirocinio formativo essendo di Altamura? Grazie

  6. Buongiorno. Mi inserisco nell’ampia discussione. In qualità di Conciliatore in Mediazione Civile già Abilitato ed iscritto ad Organismi del MinGiustizia, nell’attesa di una esplicitazione ministeriale al DM 145/2011, ritengo che la logica interpretativa vada nella direzione che la prevista norma ( tirocinio etc… ) debba essere intesa come operativa dal 26.08.2011 e non retrodatata ( in verità non vi è scritto ). In ordine alle Specializzazione dei Mediatori Civili, ritengo importantissimo la specifica previsione di competenza nella materia, solo per ragioni di facilitazione nell’esperire l’intesa tra le parti e non già per giudizio – compito non previsto dal Legislatore – . A tal fine, ritengo ad esempio, che gli AVVOCATI ( esperti di SOLO diritto ) non potranno svolgere l’80% delle aree mediative previste ( TRA LE ALTRE, es: Infortunistica Stradale RCA > Materia di Fisica Applicata ed Estimo Industriale NON di competenza Specialistica degli Avvocati ma di Tecnici Laureati con Esame Idoneità previsto dall’ Art. 158 D.Lvo 205/2005 e/o Abilitazione Ordine Professionale ..etcc….etc… ). Mi sembra che il DM 145/2011 abbia centrato la necessità di operare con “Qualificazione Specialistica” e che le materie di Conciliazione/Mediazione Civile specifiche ( es: Eredità ), siano di ESCLUSIVA competenza degli AVVOCATI. Benvenuto DM 145/2011…

  7. Premettendo che concordo con alcuni dei commenti su riportati, in particolare con quelli di Pistone e Romeo, sono per l’ennesima volta amareggiato nel vedere come il Ministero e quindi il Ministro della Giustizia operi, sottostando alle volontà di qualche “casta” che per paura di perdere il lavoro, cerca di accaparrarsi questa “nuova” opportunità. Il DM 145/2011 ne è la riprova.
    Io faccio parte di un Organismo di Mediazione che conta oltre 950 Mediatori, forse l’Organismo più numeroso in Italia, che oggi si trova a fare i conti con l’obbligo di far fare il “tirocinio” ai suoi Mediatori, coinvolgendoli nelle sue attuali 220 circa procedure di mediazione avviate e distribuite sul territorio nazionale. E’ vero che l’Organismo ha tempo 2 anni per far fare ai suoi Mediatori il “tirocinio”, così come è vero che dei circa 950 Mediatori iscritti, solo alcune decine hanno i requisiti oggi per svolgere le mediazioni e quindi poter fungere da “formatori sul campo”, come previsto dal DM 145/2011.
    Allora mi domando, ma come potranno i 950 Mediatori assistere ad almeno 20 mediazioni in due anni in queste situazioni?
    e qui mi fermo…

  8. … Indubbiamente un regolamento come il 180 non poteva che essere modificato da una norma di difficile esegesi. Vogliate scusarmi se ritorno sull’argomento del tirocinio assistito, ma si tratta di un aspetto che mi interessa abbastanza. Ho intenzione con un gruppo di amici che hanno frequentato il corso di 54 ore di far costituire un ODM da un ente di categoria ma nessuno di noi è ancora iscritto a un organismo e pertanto non abbiamo mai svolto mediazioni. La norma novellata prevede, come sappiamo, “il possesso, da parte dei mediatori, di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all’articolo 18, nonché la partecipazione, da parte dei mediatori, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti”. Parto dal mio caso e formulo una possibile interpretazione, per la quale ho cercato di attenermi al significato letterale del testo: Successivamente alla data di entrata in vigore della novella regolamentare, ma solo dopo che sono diventato mediatore (e cioè quando l’ODM è stato riconosciuto dal Ministero) scatta per me l’obbligo di partecipazione alle 20 mediazioni assistite,oltre che l’obbligo di aggiornamento. Le mediazioni assistite le potrei fare nell’organismo del quale farò parte. Secondo una interpretazione leggermente più restrittiva si potrebbe ritenere che l’obbligo di specifico aggiornamento (previsto anche dal vecchio testo) decorra dalla data di superamento del corso di “specifica formazione” (nel mio caso, superato nel maggio 2011). In tal caso, decorrendo da questo mese di maggio il biennio di aggiornamento, in tale biennio dovrei anche fare le 20 mediazioni assistite. Ma se si accede a una interpretazione come questa, allora chi fa passare due anni dal corso senza fare mediazioni assistite non può più diventare mediatore, a meno che non rifaccia il corso.
    Qualcuno sa quando esce una circolare ministeriale ?

  9. è assolutamente scorretto ed illegale obbligare prima il corso di 54 ore, pagato profumatamente, anche 1000 euro ed illudere l’aspirante mediatore a farlo operare subito dopo e a distanza di pochi mesi non farlo più operare con il “giochetto” delle 20 mediazioni da assistere. Ciò non ha senso, in quanto la presunta incompetenza del mediatore contrasta con l’obbligo di dividere i vari mediatori in base alle proprie competenze professionali. Sarebbe il caso di invitare tutti i mediatori a rivolgersi alla INCOMPETENZA o
    CATTIVERIA dell’Illustre e SCARSO legislatore che opera in tal senso-
    Ma, ikn Italia chi fà le LEGGI, con quale CRITERIO e SENZA ALCUNA LOGICA E BUON SENSO. Cordiali saluti Arch. Paolo ROMEO

  10. Molti delle osservazioni e dubbi espressi da Paolo Romeo, dall’Avv. Pistone e da Giorgio , li condivido.
    In particolare la previsione del “tirocinio formativo” suscita forti perplessità in riferimento ai risvolti operativi.
    Le interpretazioni che ad oggi ho raccolto dagli operatori si possono sintetizzare in tre:
    1- Il tirocinio è un requisito indispensabile, quindi coloro che hanno frequentato il corso dopo la pubblicazione del D.M. 180 devono effettuarlo per proseguire nella loro attività. Mentre per coloro che hanno frequentato il corso con la pregressa normativa (D.M. 222/2004) hanno tempo fino al prossimo novembre (12 mesi dall’entrata in vigore del D.M. 180) per adeguarsi potendo nel frattempo esercitare l’attività.
    2- Il tirocinio è necessario solo per i nuovi mediatori, cioè solo per coloro che non sono ancora iscritti a nessun organismo, oppure che non hanno mai svolto mediazioni.
    3- Poiché l’art. 2 del D.M. 145/2011, parla di tirocinio assistito nel biennio di aggiornamento, questi sarebbe una forma di aggiornamento professionale da svolgersi ciclicamente.

    A mio parere la soluzione più realistica è la seconda. La prima paralizzerebbe di fatto l’attività di molti organismi, la terza è illogica anche in considerazione del significato terminologico della parola “tirocinio”.

    Ci sono anche (giusti) dubbi anche sul cosa sia in effetti questo tirocinio:
    – il tirocinante gestisce la mediazione sotto la supervisione di un mediatore esperto?
    – il tirocinante assiste ad una mediazione gestita da un mediatore esperto?
    – o, come alcuni cominciano a dire, parlando la norma di “casi di mediazione” e non di “procedimenti”, potrebbe essere sufficiente assistere a delle simulazione effettuate presso l’organismo di mediazione?
    In questo caso la logica mi porterebbe a propendere per la seconda ipotesi, ma, in considerazione numero attuale delle mediazione e dell’impossibilità di creare platee per assistere a veri procedimenti di mediazione, la soluzione più pratica sarebbe la terza.
    Cosa ne pensate?

  11. La norma imposta dal nuovo DM n 145/2011, che obbliga il mediatore già abilitato con il superamento del corso delle 54 ore, di assistere ad almeno 20 mediazioni, è assurda e ridicola. E’ come se ad un professionista qualsiasi (architetto, ingegnere, ecc) una volta iscritto al relativo albo non si faccia redigere alcuna consulenza, se non abbia assistito ad almeno 20 perizie redatte da altro professionista !
    In Italia, per riparare a iniziali norme incomplete o superficiali, si assiste a successive norme, che invece di riparare a quelle precedenti, finiscono col danneggiare gli interessati. E tutto questo perchè si agisce con poca logica e competenza;
    mi chiedo se la Corte Costituzionale, che deve esprimersi sulle norme precedenti, possa intervenire anche in tal senso…

  12. Io da mediatore che ha svolto 2 mediazioni mi chiedo:
    Quali sarebbero i Mediatori che possono svolgere le mediazioni cui assistere ?
    Quanti mediatori possono assistere ad una stessa mediazione?
    Contando che una mediazione comporta spesso più incontri, si tratterebbe di assistere a circa 30 incontri gratis!!!
    Come faranno i responsabili degli organismi ad assicurare a tutti i loro mediatori (in media 200) lo svolgimento del tirocinio?
    Ai fini del tirocinio, sono valide anche le mediazioni con verbale negativo per mancata adesione dell’altra parte?
    Visto che il requisito sembra condicio sine qua non per potere validamente esercitare, si tratta di bloccare tutti i mediatori per circa un anno, vi sembra ragionevole?
    Visto il requisito della specifica competenza, in poche parole solo gli avvocati potrebbero svolgere tutte le mediazioni, e i vari psicologi, ingegneri, ecc.?

  13. Buongiorno. Mi permetto di esprimere un garbato dissenso rispetto alle osservazioni rese dal dott. Pari, con particolare riguardo alla supposta necessità di partecipare alle 20 mediazioni assistite prima di poter far parte di un organismo di mediazione. Le modifiche all’art. 4 del DM 180 sono, tra le altre, queste: “… nonche’ la partecipazione, da parte dei mediatori, nel biennio di aggiornamento e in forma di tirocinio assistito, ad almeno venti casi di mediazione svolti presso organismi iscritti …”. Poiché il regolamento parla di “mediatori”, o è imposto anche a quelli già appartenenti a un organismo il tirocinio assistito nel biennio di aggiornamento, oppure quelli semplicemente abilitati sono considerati anche essi mediatori, pur con l’obbligo della iscrizione a un organismo di mediazione e a quello aggiuntivo delle 20 mediazioni assistite…

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