La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha concluso l’esame del Libro verde sulla modernizzazione della politica dell’UE in materia di appalti pubblici. Come noto, Bruxelles ha avviato una consultazione, conclusa il 18 aprile, per acquisire elementi di valutazione in vista della revisione delle due direttive europee (direttive 2004/17 e 2004/18) che disciplinano il settore dei contratti pubblici.

Al termine dell’esame del Libro verde, la Commissione ha approvato un documento finale in cui, oltre ad esprimere una valutazione positiva sulle proposte di Bruxelles, si evidenziano le peculiarità del mercato degli appalti pubblici italiano, contraddistinto dall’eccessiva frammentazione del numero di operatori, dalla rigidità della regolamentazione e dall’eccessivo ricorso al contenzioso.

La Commissione Ambiente ha quindi sottoposto all’attenzione delle istituzioni europee alcuni interventi che potrebbero risolvere le maggiori criticità evidenziate.


Tra questi, in particolare, con riferimento all’ambito di applicazione delle norme sugli appalti pubblici, la Camera ha auspicato un innalzamento delle soglie di rilevanza comunitaria, valutando l’opportunità di prevedere forme di pubblicità semplificate in relazione agli appalti sottosoglia di importo tale da non generare un interesse transfrontaliero e coniugando l`esigenza di semplificazione con la garanzia della massima concorrenza tra gli operatori comunitari.

Il documento inoltre sottolinea l’esigenza – ferma restando la tutela della concorrenza, della parità di trattamento e di non discriminazione tra le imprese e con necessarie garanzie sulle condizioni economiche al fine di preservare l’efficienza della spesa pubblica dell’ampliamento delle possibilità di utilizzo della procedura negoziata previa pubblicazione del bando negli appalti più complessi.

Ancora, tra le altre proposte avanzate dalla VIII Commissione, si segnala:

– un ampliamento della possibilità di ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando con contestuale obbligatoria adozione di strumenti quali l’aumento del numero delle imprese da invitare, il criterio della rotazione di tali imprese, la pubblicità delle informazioni relative allo svolgimento della procedura e la pubblicazione ex post degli atti della procedura medesima;

– la limitazione del criterio di aggiudicazione del massimo ribasso, prevedendone il ricorso nel caso di appalti di importo non elevato, e privilegiando il criterio dell`offerta economicamente più vantaggiosa.

Sul Libro verde aveva già espresso parere favorevole anche la XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea) nella seduta del 12 aprile. In quell’occasione la Commissione ha chiesto di:

a) valutare con particolare attenzione le proposte avanzate nel documento volte a semplificare alcune procedure e a ridimensionare gli adempimenti e gli oneri burocratici non soltanto a carico delle imprese ma anche delle stesse stazioni appaltanti, specie quando si tratta di enti di minore dimensioni;

b) considerare le potenzialità degli appalti ai fini dell’attuazione della strategia Europa 2020, in particolare per quanto concerne la promozione dell’innovazione, il rispetto dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici.


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