Pubblichiamo di seguito, per comodità di consultazione, il testo integrale del decreto legge  29  dicembre  2010  n.  225  (in vigore dallo stesso giorno), coordinato con le modifiche introdotte dalla legge di conversione 26 febbraio 2011 n. 10 (pubblicata in Gazzetta il 26 ed in vigore dal 27 febbraio), recante: “Proroga  di  termini previsti da disposizioni  legislative  e  di  interventi  urgenti  in materia tributaria e di sostegno  alle  imprese  e  alle  famiglie”.

Art. 1
Proroghe non onerose di termini in scadenza

1. E’ fissato al 31 marzo 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata  con  scadenza in data anteriore al 15 marzo 2011.


2. Con  uno  o  piu’  decreti  del  Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, da adottare di concerto con  il  Ministro  dell’economia  e delle finanze, puo’ essere disposta l’ulteriore proroga  fino  al  31 dicembre 2011 del termine del 31 marzo 2011 di cui al comma 1  ovvero la proroga fino al 31 dicembre 2011 degli ulteriori termini e  regimi giuridici indicati nella tabella 1 allegata.

2-bis. Le proroghe di termini di  cui  al  comma  2  sono  disposte previo parere della Commissione parlamentare per la  semplificazione, di cui all’articolo 14, comma 19, della legge 28  novembre  2005,  n. 246, e successive modificazioni,  e  delle  Commissioni  parlamentari competenti per le conseguenze  di  carattere  finanziario.  I  pareri parlamentari sono  resi  entro  il  termine  di  dieci  giorni  dalla trasmissione degli schemi dei decreti del  Presidente  del  Consiglio dei  Ministri  che,  decorso  il  termine,  possono  essere  comunque adottati.

2-ter. Al comma 1 dell’articolo  245  del  decreto  legislativo  19 febbraio 1998, n. 51, e successive modificazioni, le  parole:  «  non oltre il 31 dicembre 2010 » sono sostituite  dalle  seguenti:  «  non oltre il 31 dicembre 2011 ».

2-quater. Al comma 2 dell’articolo 1 del decreto-legge 29  dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  febbraio 2010, n. 24, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: « il cui mandato e’ scaduto 31 dicembre 2009  »  sono sostituite dalle seguenti: « il cui mandato e’ scaduto il 31 dicembre 2010 »;
b) le parole: « il cui mandato scade entro il 31  dicembre  2010  » sono sostituite dalle seguenti: « il cui mandato scade  entro  il  31 dicembre 2011 »;
c) le parole: « a far data dal 1° gennaio 2010  »  sono  sostituite dalle seguenti: « a far data dal 1° gennaio 2011 »;
d) le parole: « non oltre il 31 dicembre  2010  »  sono  sostituite dalle seguenti: « non oltre il 31 dicembre 2011 ».

2-quinquies. I termini e i regimi giuridici indicati nella  tabella 1 allegata al presente decreto, la cui scadenza e’  fissata  in  data successiva al 31 marzo 2011, sono prorogati al 30 aprile 2012. La disposizione di cui al presente comma non si applica ai  termini  e ai regimi giuridici di cui all’articolo 4, comma 9, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  2 agosto 2008, n. 129, e a quelli  di  cui  all’articolo  1,  comma  1, secondo periodo, del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  31 maggio 1999, n. 195, per i quali resta ferma la previsione di cui  al comma 2 del presente articolo, nonche’ a quelli di  cui  all’articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, per i quali  resta fermo  quanto  previsto  dal  citato  articolo  12,  comma  7,   come modificato dall’articolo 2, comma 17-sexies, del presente decreto.

2-sexies. Il termine di proroga, riferito alla «  FONTE  NORMATIVA. articolo 17, comma 19, del  decreto-legge  1°  luglio  2009,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.  102  », di cui alla tabella 1, si intende  riferito  anche  agli  idonei  nei concorsi pubblici di cui alle medesime disposizioni.

2-septies. L’articolo 4-bis del decreto-legge 23 dicembre 2003,  n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004,  n. 39, si interpreta nel  senso  che  le  modificazioni  degli  obblighi assunti attraverso il concordato dall’ente assuntore, ovvero dai suoi successori o aventi causa, sono inefficaci,  anche  se  contenuti  in emendamenti statutari, prima della decorrenza  dei  termini  previsti nel concordato.

Art. 2
Proroghe onerose di termini

1. Le disposizioni di cui  all’articolo  2,  commi  da  4-novies  a 4-undecies, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, relative al riparto della quota del cinque  per  mille  dell’imposta  sul  reddito  delle persone fisiche in base alla scelta del  contribuente,  si  applicano anche relativamente all’esercizio finanziario  2011  con  riferimento alle dichiarazioni dei redditi 2010. Le  disposizioni  contenute  nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data  23  aprile 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 dell’8 giugno  2010, si applicano anche all’esercizio finanziario 2011  e  i  termini  ivi stabiliti  relativamente  al  predetto  esercizio  finanziario   sono aggiornati per gli anni: da 2009 a 2010, da 2010 a 2011 e da  2011  a 2012. Le risorse complessive destinate alla liquidazione della  quota del 5 per mille nell’anno 2011 sono quantificate nell’importo di euro 400.000.000; a valere su tale importo, una quota fino a  100  milioni di euro e’ destinata ad interventi in tema  di  sclerosi  amiotrofica per  ricerca  e  assistenza   domiciliare   dei   malati   ai   sensi dell’articolo 1, comma 1264, della legge 27 dicembre  2006,  n.  296. Alla  determinazione  delle  risorse   nell’ammontare   indicato   al precedente periodo, concorrono le risorse di cui alle  voci  indicate nell’elenco 1 previsto all’articolo  1,  comma  40,  della  legge  13 dicembre 2010, n. 220, stanziate per le stesse finalita’. Al maggiore onere derivante dai precedenti periodi, pari a 200  milioni  di  euro per l’anno 2011, si provvede ai sensi dell’articolo 3.

1-bis. All’articolo 2, comma 121, della legge 23 dicembre 2009,  n. 191, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per l’anno 2011, una parte dell’intervento finanziario di cui al comma 117,  nella  misura dello  0,6  per  cento  del  totale,  e’  riservata  per   le   spese dell’organismo di indirizzo relative all’istruttoria e  verifica  dei progetti di cui al medesimo comma 117».

1-ter. Fino alla completa realizzazione del processo di  attuazione dei trasferimenti  di  cui  all’articolo  3,  comma  1,  del  decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85,  l’autorita’  competente  provvede alla ricognizione, limitatamente ai terreni agricoli e alle valli  da pesca della laguna di  Venezia,  dei  compendi  costituiti  da  valli arginate alla data di entrata in vigore dell’articolo 28  del  codice della navigazione.

1-quater. Ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo  1,  comma 1, e alla  tabella  1,  con  riferimento  alla  disposizione  di  cui all’articolo 17, comma 2, della legge 29 luglio  2010,  n.  120,  con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il medesimo termine di proroga di cui all’articolo 1, comma  1, sono disciplinate le modalita’ e le procedure di richiesta e rilascio di un’autorizzazione al candidato al conseguimento del certificato di idoneita’ alla guida del ciclomotore, che  consenta  allo  stesso  di esercitarsi alla guida, dopo  aver  superato  la  prevista  prova  di controllo delle cognizioni. Sono altresi’ disciplinate  la  validita’ di tale autorizzazione e le modalita’ dell’esercitazione  alla  guida del ciclomotore, almeno  in  conformita’  alle  disposizioni  di  cui all’articolo 122, commi 2, 3, 4, 5 e 6, del  decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n.  285,  e  successive   modificazioni,   in   quanto applicabili, anche in deroga  alle  disposizioni  dell’articolo  170, comma 2, dello stesso decreto legislativo, prevedendo altresi’ che la prova pratica di guida non  possa  essere  sostenuta  prima  che  sia trascorso  un  mese  dalla   data   del   rilascio   della   predetta autorizzazione,  che  tra  una  prova  d’esame  sostenuta  con  esito sfavorevole ed una successiva prova debba trascorrere almeno un  mese e che nel limite  di  validita’  dell’autorizzazione  sia  consentito ripetere una volta soltanto la prova pratica di guida.  Si  applicano altresi’ le disposizioni di cui all’articolo 122, commi 7, 8 e 9, del predetto decreto legislativo. Il  conducente  che  si  esercita  alla guida  di  un  ciclomotore  senza   aver   ottenuto   la   prescritta autorizzazione ovvero con autorizzazione scaduta e’ punito  ai  sensi dell’articolo 116, comma 13-bis, del decreto  legislativo  30  aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni.

1-quinquies. Il termine di cui  all’articolo  15,  comma  1,  della legge 19 febbraio 2004, n. 40, e’ prorogato al 30 aprile 2011.  Fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 11 della legge 19  febbraio 2004, n. 40, nonche’  le  disposizioni  di  cui  all’articolo  8  del decreto legislativo 6 novembre  2007,  n.  191,  tutte  le  strutture autorizzate   all’applicazione   delle   tecniche   di   procreazione medicalmente assistita inviano i dati richiesti  al  Ministero  della salute, che cura il successivo inoltro, nell’ambito delle  rispettive competenze, all’Istituto superiore di sanita’ e al  Centro  nazionale trapianti. Con decreto del Ministero  della  salute,  di  natura  non regolamentare, sono disciplinate le modalita’  di  comunicazione  dei dati di cui al presente comma da parte  delle  strutture  autorizzate all’applicazione  delle   tecniche   di   procreazione   medicalmente assistita, ai fini del successivo inoltro, sia in forma aggregata che disaggregata, rispettivamente all’Istituto superiore di sanita’ e  al Centro nazionale trapianti. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente comma nell’ambito  delle  risorse  umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione  vigente,  senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

1-sexies. In attuazione dell’articolo 40, comma 2,  della  legge  4 giugno 2010, n. 96, e con  efficacia  protratta  fino  alla  data  di entrata  in  vigore  delle   disposizioni   conseguenti   all’Accordo concernente  i  «requisiti  minimi   organizzativi,   strutturali   e tecnologici delle attivita’ sanitarie  dei  servizi  trasfusionali  e delle unita’ di raccolta e sul modello per le  visite  di  verifica», sancito in data 16 dicembre 2010  tra  il  Governo  e  le  regioni  e province autonome di Trento e di Bolzano, in conformita’ allo  stesso Accordo, il Ministro della salute,  con  propri  decreti  da  emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore  della  legge  di conversione del presente decreto:
a) istituisce l’elenco nazionale  dei  valutatori  per  il  sistema trasfusionale, affidandone la tenuta al Centro nazionale sangue,  per lo svolgimento dei  compiti  previsti  dall’articolo  5  del  decreto legislativo 20 dicembre 2007, n. 261;
b) definisce, ai  fini  dell’emanazione  del  decreto  ministeriale previsto dall’articolo 40, comma 4, della  citata  legge  n.  96  del 2010, le modalita’ per la presentazione da parte degli interessati  e per la valutazione, da parte dell’Agenzia italiana del farmaco, delle istanze volte a ottenere l’inserimento fra  i  centri  e  le  aziende autorizzati alla stipula delle convenzioni;
c) disciplina, nelle  more  della  compiuta  attuazione  di  quanto previsto dal citato Accordo del 16 dicembre 2010, che comunque dovra’ avvenire entro il 31 dicembre 2014, le modalita’ attraverso le  quali l’Agenzia italiana del farmaco assicura l’immissione in commercio dei medicinali emoderivati prodotti da  plasma  raccolto  sul  territorio nazionale nonche’ l’esportazione del medesimo per la  lavorazione  in Paesi comunitari  e  l’Istituto  superiore  di  sanita’  assicura  il relativo controllo di stato.

1-septies. Dall’attuazione delle disposizioni  del  comma  1-sexies non devono derivare nuovi o maggiori oneri  a  carico  della  finanza pubblica. Alle attivita’ disposte  dal  comma  1-sexies  si  provvede nell’ambito  delle   risorse   umane,   strumentali   e   finanziarie disponibili a legislazione vigente.

1-octies. Il Comitato per la verifica delle cause  di  servizio  di cui al regolamento di cui al decreto del Presidente della  Repubblica 29 ottobre 2001, n. 461, e’ prorogato,  fino  al  31  dicembre  2013, nella composizione in atto alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, senza nuovi o maggiori  oneri  a carico della finanza pubblica.

2. Il termine del  20  dicembre  2010,  previsto  dal  decreto  del Ministro dell’economia e delle finanze  in  data  1°  dicembre  2010, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale  n.  293 del 16 dicembre 2010, relativo al versamento dei tributi, nonche’ dei contributi  previdenziali  ed   assistenziali   e   dei   premi   per l’assicurazione obbligatoria  contro  gli  infortuni  e  le  malattie professionali,  sospesi  in   relazione   agli   eccezionali   eventi alluvionali verificatisi nel Veneto, e’ differito alla  data  del  30 giugno 2011. Alle minori entrate derivanti  dal  periodo  precedente, pari a 93 milioni di euro per  l’anno  2010,  si  provvede  ai  sensi dell’articolo 3.

2-bis. Nelle more della completa attuazione delle  disposizioni  di carattere finanziario in materia di ciclo di  gestione  dei  rifiuti, comprese le  disposizioni  contenute  negli  articoli  11  e  12  del decreto-legge   30   dicembre   2009,   n.   195,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010,  n.  26,  la  copertura integrale dei costi diretti e indiretti dell’intero ciclo di gestione dei  rifiuti  puo’  essere  assicurata,  anche  in  assenza  di   una dichiarazione dello stato di emergenza e anche in deroga alle vigenti disposizioni in  materia  di  sospensione,  sino  all’attuazione  del federalismo fiscale, del potere di deliberare  aumenti  dei  tributi, delle addizionali,  delle  aliquote  ovvero  delle  maggiorazioni  di aliquote  attribuiti  agli  enti  territoriali,   con   le   seguenti modalita’: a)  possono  essere  applicate   nella   regione   interessata   le disposizioni di cui all’articolo 5, comma 5-quater,  della  legge  24 febbraio 1992, n. 225, introdotto dal  comma  2-quater  del  presente articolo, con limite di incremento dell’imposta raddoppiato  rispetto a quello ivi previsto; b)  i   comuni   possono   deliberare   un’apposita   maggiorazione dell’addizionale   all’accisa   sull’energia   elettrica    di    cui all’articolo 6, comma 1,  lettere  a)  e  b),  del  decreto-legge  28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 gennaio 1989, n. 20,  con  maggiorazione  non  superiore  al  vigente importo della predetta addizionale; c)  le  province  possono  deliberare   un’apposita   maggiorazione dell’addizionale   all’accisa   sull’energia   elettrica    di    cui all’articolo 6, comma 1, lettera c), del  decreto-legge  28  novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge  27  gennaio 1989, n. 20, con maggiorazione non superiore al vigente importo della predetta addizionale.

2-ter. I comuni della regione Campania destinatari della  riduzione dei  trasferimenti  disposta  in  attuazione  dell’articolo  12   del decreto-legge   30   dicembre   2009,   n.   195,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 26, ferma la facolta’ prevista  dal  comma  2-bis,  lettera  b),  del  presente   articolo, deliberano, a decorrere dall’anno  2011,  anche  in  assenza  di  una dichiarazione dello stato  di  emergenza,  un’apposita  maggiorazione dell’addizionale   all’accisa   sull’energia   elettrica    di    cui all’articolo 6, comma 1,  lettere  a)  e  b),  del  decreto-legge  28 novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 gennaio 1989, n. 20, con un’aliquota indifferenziata e un gettito non inferiore all’importo annuale dei trasferimenti ridotti, incrementato fino al 10 per cento.

2-quater. All’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, dopo il comma 5-ter sono inseriti i seguenti:
«5-quater. A seguito della dichiarazione dello stato di  emergenza, il  Presidente  della  regione  interessata  dagli  eventi   di   cui all’articolo 2, comma  1,  lettera  c),  qualora  il  bilancio  della regione non  rechi  le  disponibilita’  finanziarie  sufficienti  per effettuare le spese conseguenti all’emergenza ovvero per la copertura degli oneri conseguenti alla  stessa,  e’  autorizzato  a  deliberare aumenti,  sino   al   limite   massimo   consentito   dalla   vigente legislazione, dei tributi, delle addizionali, delle  aliquote  ovvero delle maggiorazioni di aliquote attribuite alla regione,  nonche’  ad elevare  ulteriormente  la  misura  dell’imposta  regionale  di   cui all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 21  dicembre  1990, n. 398, fino a un massimo di cinque centesimi  per  litro,  ulteriori rispetto alla misura massima consentita.

5-quinquies. Qualora le misure adottate ai sensi del comma 5-quater non siano sufficienti, ovvero in tutti gli altri casi  di  eventi  di cui al comma 5-quater di rilevanza nazionale,  puo’  essere  disposto l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale  di  protezione  civile. Qualora sia utilizzato il fondo di cui all’articolo 28 della legge 31 dicembre  2009,  n.  196,   il   fondo   e’   corrispondentemente   e obbligatoriamente reintegrato in pari misura con le maggiori  entrate derivanti dall’aumento  dell’aliquota  dell’accisa  sulla  benzina  e sulla benzina senza piombo,  nonche’  dell’aliquota  dell’accisa  sul gasolio usato come carburante di cui all’allegato I del  testo  unico delle  disposizioni  legislative   concernenti   le   imposte   sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,  e  successive modificazioni. La  misura  dell’aumento,  comunque  non  superiore  a cinque  centesimi  al  litro,  e’  stabilita  con  provvedimento  del direttore dell’Agenzia delle dogane in  misura  tale  da  determinare maggiori entrate corrispondenti all’importo prelevato  dal  fondo  di riserva. La disposizione del terzo  periodo  del  presente  comma  si applica anche per la copertura degli oneri derivanti dal differimento dei termini per i versamenti tributari e contributivi  ai  sensi  del comma 5-ter.

5-sexies. Il Fondo di cui  all’articolo  28  del  decreto-legge  18 novembre 1966, n. 976, convertito, con modificazioni, dalla legge  23 dicembre 1966, n. 1142, puo’ intervenire anche nei  territori  per  i quali e’ stato deliberato lo stato di emergenza ai sensi del comma  1 del presente articolo. A tal fine sono conferite al predetto Fondo le disponibilita’ rivenienti dal Fondo di cui all’articolo 5 della legge 31 luglio 1997, n.  261.  Con  uno  o  piu’  decreti  di  natura  non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita  la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,  nel  rispetto  della disciplina comunitaria,  sono  individuate  le  aree  di  intervento, stabilite le condizioni e  le  modalita’  per  la  concessione  delle garanzie, nonche’ le misure per il contenimento dei  termini  per  la determinazione della perdita finale  e  dei  tassi  di  interesse  da applicare ai procedimenti in corso».

2-quinquies. Alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, sono apportate le seguenti modificazioni: a)all’articolo 5, comma  2,  e’  aggiunto,  in  fine,  il  seguente periodo: «Le ordinanze sono emanate di concerto,  relativamente  agli aspetti di carattere finanziario, con  il  Ministro  dell’economia  e delle finanze»;
b) all’articolo 5, comma 5-bis: 1) al penultimo periodo, le parole: «e all’ISTAT»  sono  sostituite dalle seguenti: «, all’ISTAT  e  alla  competente  sezione  regionale della Corte dei conti»; 2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al fine di garantire la trasparenza dei flussi finanziari e della rendicontazione  di  cui al  presente  comma  sono  vietati  girofondi  tra  le   contabilita’ speciali».

2-sexies. All’articolo 3, comma 1, della legge 14 gennaio 1994,  n. 20, dopo la lettera c), e’ inserita la seguente:
«c-bis) i provvedimenti commissariali adottati in attuazione  delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri emanate ai  sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;».

2-septies. All’articolo 27, comma 1, della legge 24 novembre  2000, n. 340, dopo il  primo  periodo  e’  inserito  il  seguente:  «Per  i provvedimenti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera  c-bis),  della legge 14 gennaio 1994, n. 20, il termine di  cui  al  primo  periodo, incluso quello per la risposta ad eventuali richieste istruttorie, e’ ridotto a complessivi sette giorni; in ogni caso l’organo emanante ha facolta’, con motivazione espressa, di  dichiararli  provvisoriamente efficaci».

2-octies. I funzionari e commissari delegati, commissari di Governo o  in  qualunque  modo  denominati,  nominati  dalla  Presidenza  del Consiglio dei Ministri, autorizzati alla gestione di  fondi  statali, titolari di contabilita’ speciali per la realizzazione di interventi, programmi e progetti o per lo svolgimento di  particolari  attivita’, rendicontano nei termini e secondo le modalita’ di  cui  all’articolo 5, comma 5-bis, della legge 24 febbraio 1992, n.  225.  I  rendiconti sono trasmessi all’Ufficio centrale del bilancio presso il  Ministero dell’economia e delle finanze per il controllo e  per  il  successivo inoltro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, all’ISTAT e  alla competente   sezione   regionale   della   Corte   dei   conti.    Le amministrazioni interessate provvedono agli  adempimenti  di  cui  al presente  comma  nell’ambito  delle  risorse  umane,  strumentali   e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

2-novies. Entro il termine del 15 marzo 2011 sono revocati i  fondi statali  trasferiti  o  assegnati  alle  Autorita’  portuali  per  la realizzazione di opere infrastrutturali, a fronte dei quali  non  sia stato pubblicato il bando di gara per l’assegnazione dei lavori entro il quinto anno dal trasferimento o dall’assegnazione. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il Ministro dell’economia e delle finanze, da  adottare  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede  alla  ricognizione  dei  finanziamenti revocati e all’individuazione  della  quota,  per  l’anno  2011,  nel limite di 250  milioni  di  euro,  che  deve  essere  destinata  alle seguenti finalita’:
a) nel limite di 150 milioni di euro alle  Autorita’  portuali  che hanno attivato investimenti con contratti  gia’  sottoscritti  o  con bandi  di  gara  pubblicati  alla  data  del  30  settembre  2010  in attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 991, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
b) nel limite di 20 milioni di euro alle Autorita’ i cui porti sono interessati da  prevalente  attivita’  di  transhipment  al  fine  di garantire l’attuazione delle  disposizioni  di  cui  all’articolo  5, comma 7-duodecies,  del  decreto-legge  30  dicembre  2009,  n.  194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25;
c) per le disponibilita’  residuali  alle  Autorita’  portuali  che presentano progetti cantierabili.

2-decies. Con il decreto di  cui  al  comma  2-novies  si  provvede altresi’ all’individuazione delle somme che devono essere versate  ad apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato, nell’anno 2011,  dalle  Autorita’  portuali  interessate dalla revoca dei finanziamenti per essere riassegnate  ai  pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e  delle  somme  di  cui  al  comma  2-undecies.  Con successivi decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle  finanze,  per  gli anni  2012  e  2013  si  provvede  ad  individuare   le   quote   dei finanziamenti revocati ai sensi del comma 2-novies  e  ad  assegnarle alle Autorita’ portuali, secondo criteri di priorita’ individuati nei medesimi decreti, per progetti cantierabili,  compatibilmente  con  i vincoli di finanza pubblica. In caso  di  mancato  avvio  dell’opera, decorsi centottanta giorni dall’aggiudicazione definitiva  del  bando di gara, il finanziamento si intende revocato ed  e’  riassegnato  ad altri interventi con le medesime modalita’ dei finanziamenti revocati ai sensi del comma 2-novies.

2-undecies. Nel  caso  in  cui  la  revoca  riguardi  finanziamenti realizzati mediante operazioni finanziarie  di  mutuo  con  oneri  di ammortamento a carico dello Stato, con i  decreti  di  cui  al  comma 2-decies e’ disposta la cessione della parte di finanziamento  ancora disponibile  presso  il  soggetto  finanziatore  ad  altra  Autorita’ portuale, fermo restando che il Ministero delle infrastrutture e  dei trasporti continua a corrispondere alla  banca  mutuante,  fino  alla scadenza quindicennale, la quota del contributo dovuta  in  relazione all’ammontare del finanziamento erogato. L’eventuale risoluzione  dei contratti di mutuo non deve comportare oneri per la finanza pubblica. All’articolo 4 del decreto-legge 25 marzo 2010,  n.  40,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, i commi  8-bis, 8-ter e 8-quater  sono  abrogati.  Le  previsioni  di  cui  al  comma 2-novies non si  applicano  ai  fondi  trasferiti  o  assegnati  alle Autorita’ portuali per il finanziamento di opere in  scali  marittimi da esse amministrati ricompresi in  siti  di  bonifica  di  interesse nazionale ai sensi dell’articolo 1 della legge 9  dicembre  1998,  n. 426.

2-duodecies. Con il decreto di cui all’articolo 1, comma 40, quinto periodo,  della  legge  13  dicembre  2010,  n.  220,   si   provvede all’assegnazione di un contributo di euro 200.000 per l’anno  2011  a favore dell’associazione Alleanza degli ospedali italiani nel  mondo. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione  finanziaria  di  cui  all’articolo  1,  comma  40,  quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

2-terdecies. Le risorse stanziate ai sensi dell’articolo  1,  comma 219, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono prorogate per  l’anno 2011, nel limite di 2 milioni di euro. Al relativo onere,  pari  a  2 milioni di euro, si provvede mediante corrispondente riduzione  della dotazione  finanziaria  di  cui  all’articolo  1,  comma  40,  quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

2-quaterdecies. E’ differita  al  1°  gennaio  2012  l’applicazione dell’articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito, con modificazioni, dalla  legge  30  luglio  2010,  n.  122,  per  le federazioni sportive iscritte al CONI, comunque nel limite  di  spesa di 2 milioni di euro. Con decreto del Presidente  del  Consiglio  dei Ministri, da adottare di concerto con  il  Ministro  dell’economia  e delle finanze entro trenta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  sono  dettate apposite modalita’ attuative della presente  disposizione,  anche  al fine di prevedere misure che assicurino adeguate forme  di  controllo sul rispetto del predetto limite  di  spesa.  Al  relativo  onere  si provvede, per l’anno 2011, mediante  corrispondente  riduzione  della dotazione  finanziaria  di  cui  all’articolo  1,  comma  40,  quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220. All’articolo 1,  comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e’  aggiunto,  in fine, il  seguente  periodo:  «Fino  alla  revisione  organica  della disciplina di settore, le disposizioni di  cui  al  presente  decreto continuano ad applicarsi anche al CONI».

2-quinquiesdecies.  Il  termine  del  31  dicembre  2010   di   cui all’articolo 3, comma 3-bis, del decreto-legge 3  novembre  2008,  n. 171, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2008,  n. 205, e’ differito  al  31  dicembre  2011.  Entro  tale  termine,  il Ministero delle politiche agricole alimentari e  forestali  provvede, con le procedure di cui all’articolo 26 del decreto-legge  25  giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto 2008,  n.  133,  all’adozione  del  regolamento  di  riordino  o   di soppressione,  previa  liquidazione,  dell’Ente   per   lo   sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia,  Lucania  e Irpinia.  In  caso  di  soppressione  e  messa  in  liquidazione,  la responsabilita’ dello Stato e’  limitata  all’attivo  in  conformita’ alle norme sulla  liquidazione  coatta  amministrativa.  Al  relativo onere, pari a 272.000 euro per l’anno 2011, l’Ente  per  lo  sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia,  Lucania  e Irpinia  provvede  con  proprie  disponibilita’  di  bilancio.   Alla compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e  indebitamento netto derivanti dall’applicazione del precedente periodo si  provvede mediante corrispondente utilizzo, per euro 272.000 per l’anno 2011 in termini di sola cassa, del fondo di cui all’articolo 6, comma 2,  del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con  modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

3. E’ sospesa la riscossione delle  rate  in  scadenza  tra  il  1° gennaio 2011 e il 31 ottobre 2011 previste  dall’articolo  39,  commi

3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31  maggio  2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. La ripresa della  riscossione  delle  rate  non  versate  ai  sensi  del presente  comma  e’  disciplinata  con  decreto  del  Presidente  del Consiglio  dei  Ministri  in  modo   da   non   determinare   effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

3-bis.  In  ragione  della  straordinaria  urgenza  connessa   alle necessita’ di  tutela  ambientale,  di  tutela  del  paesaggio  e  di protezione  dai  rischi  idrogeologici,  le   disposizioni   di   cui all’articolo 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93, si attuano entro il 30 settembre 2011. Trascorso inutilmente tale  termine,  con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da emanare entro i successivi trenta giorni, si procede alla nomina di un commissario ad acta  che  provvede  alla  predisposizione  e  attuazione   di   ogni intervento necessario.

3-ter. All’attuazione delle disposizioni di cui al comma  3-bis  si provvede nei limiti delle risorse di cui  all’articolo  8,  comma  3, della legge 23 marzo 2001, n. 93, allo scopo appostate.

3-quater. All’articolo 39 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3-bis, le parole: «entro lo stesso mese di gennaio 2011 con le modalita’ stabilite» sono sostituite dalle seguenti: «entro il mese di dicembre 2011 con le modalita’ e i termini stabiliti»;
b) al comma 3-ter, le parole: «entro lo stesso mese di gennaio 2011 con le modalita’ stabilite» sono sostituite dalle seguenti: «entro il mese di dicembre 2011 con le modalita’ e i termini stabiliti».

3-quinquies. All’articolo 4 del decreto-legge 23 dicembre 2003,  n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004,  n. 39, dopo il comma 4-ter.1, e’ inserito  il  seguente:  «4-ter.2.  Nel caso  in  cui  al  termine  di  scadenza  il  programma  non  risulti completato, in ragione del  protrarsi  delle  conseguenze  di  ordine economico e produttivo determinate  dagli  eventi  sismici  del  2009 nella regione Abruzzo che continuano a  generare  complessita’  nelle operazioni attinenti alla ristrutturazione o alla  cessione  a  terzi dei complessi aziendali, il Ministro  dello  sviluppo  economico,  su istanza  del  Commissario  straordinario,  sentito  il  Comitato   di sorveglianza, puo’ disporre la proroga del termine di esecuzione  del programma per i gruppi industriali con imprese o unita’ locali  nella regione Abruzzo,  fino  al  30  giugno  2011.  Agli  oneri  derivanti dall’attuazione delle disposizioni di  cui  al  presente  comma,  nel limite massimo di 2.500.000 euro  per  l’anno  2011,  si  provvede  a valere  sulle  risorse  di  cui  all’articolo  14,   comma   1,   del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77».

3-sexies. Il comune dell’Aquila, in deroga all’articolo  14,  comma 9,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,   con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e all’articolo 24, comma 1, del decreto  legislativo  27  ottobre  2009,  n.  150,  puo’ stipulare contratti di lavoro a tempo determinato per gli anni  2011, 2012 e 2013 nel limite massimo di spesa di  1  milione  di  euro  per ciascun anno. I comuni montani della provincia dell’Aquila e  di  cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28  aprile  2009,  n.  39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, con popolazione inferiore a 15.000 abitanti,  che  al  31  dicembre  2010 abbiano una dotazione di personale pari  o  inferiore  ai  due  terzi della pianta organica, possono stipulare contratti di lavoro a  tempo determinato per gli anni 2011, 2012  e  2013,  nel  limite  di  spesa complessivo di 1 milione di euro per ciascun anno, per  avvalersi  di personale fino al limite di quattro quinti della  pianta  organica  e nel rispetto delle condizioni  prescritte  dal  patto  di  stabilita’ interno, fatto comunque salvo il limite del 40 per cento nel rapporto tra spese per il personale e spesa  corrente.  I  predetti  contratti sono consentiti nel rispetto del patto di  stabilita’  interno.  Alla compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e  indebitamento netto derivanti dall’applicazione dei precedenti periodi si  provvede mediante corrispondente utilizzo, per euro  1  milione  per  ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013, in termini di sola cassa, del fondo  di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7  ottobre  2008,  n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n. 189.

3-septies.  Al  fine  di  agevolare  la  definitiva  ripresa  delle attivita’ nelle aree colpite dal sisma del  6  aprile  2009,  di  cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 28  aprile  2009,  n.  39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  giugno  2009,  n.  77, l’avvio delle procedure per il rinnovo degli organi dell’Accademia di belle arti e del Conservatorio di musica Alfredo Casella dell’Aquila, e’ differito al 1° novembre  2012  con  la  conseguente  proroga  del termine di operativita’ dei rispettivi organi.

3-octies.  Al  fine  di  contribuire  alla  ripresa   economica   e occupazionale delle zone colpite dagli eventi sismici  nella  regione Abruzzo nel mese di aprile 2009, di cui al capo III del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge  24 giugno 2009, n. 77, il Commissario delegato di cui all’ordinanza  del Presidente del Consiglio  dei  ministri  4  ottobre  2007,  n.  3614, provvede, entro il 30 giugno 2011, ad avviare la  bonifica  del  sito d’interesse nazionale di  «Bussi  sul  Tirino»,  come  individuato  e perimetrato con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare  29  maggio  2008,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 172 del 24 luglio 2008. Le opere  e  gli  interventi  di bonifica  e  messa  in  sicurezza  dovranno  essere  prioritariamente attuati sulle aree industriali dismesse e siti limitrofi, al fine  di consentirne   la   reindustrializzazione.   Agli   oneri    derivanti dall’attuazione del presente comma, nel limite di 15 milioni di  euro per l’anno 2011, 20 milioni di euro per l’anno 2012 e 15  milioni  di euro per l’anno 2013, si provvede  a  valere  sulle  risorse  di  cui all’articolo 14, comma 1, del decreto-legge 28 aprile  2009,  n.  39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77.

3-novies. Agli enti locali della  provincia  dell’Aquila,  soggetti responsabili di impianti fotovoltaici, che alla data  di  entrata  in vigore  del  presente  decreto  abbiano  ottenuto  il  preventivo  di connessione o la  Soluzione  tecnica  minima  generale  di  cui  alla delibera dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas  n.  ARG/elt 99/08 del 23 luglio 2008, continuano ad applicarsi, anche in deroga a quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 19 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 agosto  2010,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 197 del 24 agosto 2010, le condizioni previste  per  gli impianti fotovoltaici di cui all’articolo 2, comma 173,  della  legge 24 dicembre 2007, n. 244, nonche’ le  tariffe  incentivanti,  di  cui all’articolo 6 del decreto del Ministro dello sviluppo  economico  19 febbraio 2007, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  45  del  23 febbraio 2007, previste per gli impianti entrati in  esercizio  entro il 31 dicembre 2010.

3-decies. A decorrere dall’anno 2011 e’ istituita, per il giorno  6 aprile, la Giornata della memoria per le vittime del terremoto del  6 aprile 2009 che ha colpito la provincia dell’Aquila  e  altri  comuni abruzzesi, nonche’ degli  altri  eventi  sismici  e  delle  calamita’ naturali che hanno colpito l’Italia. Tale  giornata  non  costituisce festivita’ ai fini lavorativi.

4.  Adecorrere  dal  1°  gennaio  2011,  le  disposizioni  di   cui all’articolo 1, commi da 325 a 328 e da 330 a  340,  della  legge  24 dicembre 2007, n. 244, e  successive  modificazioni,  sono  prorogate fino al 31 dicembre 2013.

4-bis. Il limite di cui all’articolo 1, comma 53,  della  legge  24 dicembre 2007, n. 244, non si applica ai crediti  d’imposta  concessi in base all’articolo 1, commi 325, 327 e 335, della medesima legge.

4-ter. A decorrere dal 1° luglio 2011 e fino al 31 dicembre 2013 e’ istituito, per l’accesso a pagamento nelle sale cinematografiche,  ad esclusione di quelle  delle  comunita’  ecclesiali  o  religiose,  un contributo speciale a carico dello  spettatore  pari  a  1  euro,  da versare  all’entrata  del   bilancio   dello   Stato.   Con   decreto interdirigenziale dei Ministeri per i beni e le attivita’ culturali e dell’economia  e  delle  finanze  sono  stabilite   le   disposizioni applicative del presente comma,  anche  relative  alle  procedure  di riscossione e di versamento del contributo speciale.

4-quater. All’onere derivante dai commi  4  e  4-bis  si  provvede, entro il limite di spesa di euro 90.000.000 per ciascuno  degli  anni 2011, 2012 e 2013:
a) quanto a euro 45.000.000 per l’anno 2011,  con  le  modalita’  e nell’ambito delle risorse indicate all’articolo 3;
b) quanto a euro  45.000.000  per  l’anno  2011  e  quanto  a  euro 90.000.000 per ciascuno degli anni 2012 e 2013 mediante  utilizzo  di parte delle maggiori entrate derivanti dal contributo speciale di cui al comma 4-ter. L’eventuale maggior  gettito  eccedente  il  predetto limite di spesa e’ riassegnato allo stato di previsione del Ministero per  i  beni  e  le  attivita’  culturali  per  essere  destinato  al rifinanziamento  del  fondo  di  cui  all’articolo  12  del   decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e  successive  modificazioni.  Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato  ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

4-quinquies. Le disposizioni di cui all’articolo  3,  comma  2-ter, della legge 7 agosto 1990, n. 250,  e  successive  modificazioni,  in materia di concessione di contributi alle emittenti  radiotelevisive, comunque costituite, che trasmettano programmi  in  lingua  francese, ladina, slovena e  tedesca  nelle  regioni  autonome  Valle  d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, si applicano  anche  per l’anno finanziario 2011. All’onere derivante dal presente comma,  nel limite di 1 milione di euro per l’anno 2011,  si  provvede  a  valere sulle risorse di  cui  all’articolo  1,  comma  61,  della  legge  13 dicembre 2010, n. 220.

4-sexies. Fatti salvi gli investimenti a reddito da  effettuare  in via indiretta in Abruzzo ai sensi  dell’articolo  14,  comma  3,  del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito,  con  modificazioni, dalla  legge  24  giugno  2009,  n.  77,  nell’ambito  delle  risorse finanziarie  disponibili  di  cui  all’articolo  8,  comma   4,   del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, gli enti di  previdenza  pubblici possono proseguire l’attuazione dei piani di investimento  deliberati dai competenti organi dei predetti enti alla  data  del  31  dicembre 2007  e   approvati   dai   Ministeri   vigilanti,   subordinatamente all’adozione da parte dei medesimi organi, entro il 31 dicembre 2011, di   provvedimenti   confermativi   delle   singole   iniziative   di investimento inserite nei piani.

4-septies. Le disposizioni di cui  all’articolo  2,  comma  4,  del regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  8 luglio 2005, n. 169, si applicano per i componenti  degli  organi  in carica alla data di entrata in vigore della legge di conversione  del presente decreto, con il limite massimo di  durata  corrispondente  a tre mandati consecutivi.

4-octies. Sono prorogati per l’anno  2011  gli  interventi  di  cui all’articolo 1, commi 927, 928 e 929, della legge 27  dicembre  2006, n. 296. Per le finalita’ di cui al periodo precedente e’  autorizzata la spesa di 30 milioni di euro  per  l’anno  2011,  da  destinare  al rifinanziamento del  Fondo  per  il  passaggio  al  digitale  di  cui all’articolo 1, comma 927, della legge 27 dicembre 2006, n.  296.  Ai relativi oneri, pari a  30  milioni  di  euro  per  l’anno  2011,  si provvede nell’ambito delle risorse finalizzate ad interventi  per  la banda  larga  dalla  legge  18  giugno  2009,  n.  69,   nell’importo complessivo deliberato dal CIPE in data 11 gennaio 2011.

4-novies.  Il  servizio  all’estero   del   personale   docente   e amministrativo della scuola e’ prorogato, nella stessa sede, fino  al raggiungimento  di   un   periodo   di   permanenza   non   superiore complessivamente a nove anni scolastici non  rinnovabili.  La  durata del servizio all’estero non puo’ quindi essere superiore ai nove anni scolastici.  La  proroga  del  servizio  all’estero  non  si  applica conseguentemente al personale che abbia  gia’  prestato  un  servizio all’estero per un periodo pari o superiore ai nove  anni  scolastici. Limitatamente agli anni scolastici 2010-2011, 2011-2012 e  2012-2013, sono sospese le procedure di mobilita’ estero per estero relative  al predetto personale  a  tempo  indeterminato  in  servizio  presso  le iniziative e istituzioni scolastiche italiane all’estero e  presso  i lettorati. Sono comunque garantite  le  procedure  di  mobilita’  del personale  in  servizio  presso  le  Scuole  europee.  Sono  altresi’ assicurati i trasferimenti d’ufficio e quelli da sedi particolarmente disagiate.  Ai  fini  dell’applicazione  del  presente  comma,   sono utilizzate sino al  31  agosto  2012  le  graduatorie  riformulate  e aggiornate per la destinazione all’estero del personale scolastico  a tempo  indeterminato,  relative  al  triennio  scolastico  2007-2008, 2008-2009 e 2009-2010.

4-decies. Previa autorizzazione dell’Unione  europea,  la  garanzia richiesta ai sensi del decreto del Ministro  delle  infrastrutture  e dei trasporti 21 settembre 2010, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale n. 257 del 3 novembre 2010, e’ concessa,  entro  il  termine  del  31 dicembre 2011, quale aiuto sotto forma di  garanzia,  nei  limiti  ed alle condizioni di cui all’articolo 4 della direttiva del  Presidente del Consiglio dei ministri del 23 dicembre 2010, recante le modalita’ di applicazione della comunicazione della Commissione europea «Quadro temporaneo dell’Unione per le misure di aiuto  di  Stato  a  sostegno dell’accesso  al  finanziamento  nell’attuale  situazione  di   crisi economica e finanziaria», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  n.  13 del 18 gennaio 2011.

4-undecies. All’articolo 83-bis del decreto-legge 25  giugno  2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 14 la parola: « 6, » e’ soppressa;
b) al comma 15 e’ aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:  «Un elenco   contenente   le    sole    informazioni    necessarie    per l’identificazione   dei   destinatari   delle    sanzioni    e    per l’individuazione del periodo di decorrenza delle stesse  puo’  essere pubblicato nel sito internet della suddetta autorita’  competente  ai fini della relativa  conoscenza  e  per  l’adozione  degli  eventuali specifici provvedimenti da parte degli enti e  delle  amministrazioni preposti alla verifica del rispetto delle sanzioni stesse».

4-duodecies. Per l’anno 2011, il termine di  cui  all’articolo  55, comma  5,  della  legge  17  maggio  1999,  n.  144,   e   successive modificazioni, per il versamento  dei  premi  assicurativi  da  parte delle imprese di autotrasporto di merci in conto terzi, e’ fissato al 16 giugno. Per l’anno finanziario 2011 una quota delle risorse,  pari ad euro 246 milioni, del Fondo per il proseguimento degli  interventi a  favore  dell’autotrasporto  di  merci,  iscritto  nello  stato  di previsione del Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  e’ ripartita tra i pertinenti programmi degli stati di previsione  delle Amministrazioni interessate e destinata agli  interventi  a  sostegno del settore dell’autotrasporto con le modalita’ di  cui  all’articolo 1, comma 40, ultimo periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

4-terdecies.  All’articolo  11-bis  del  decreto   legislativo   21 novembre 2005, n. 286, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
«3. Per l’esercizio dell’attivita’ di commercio di tutte le  unita’ di movimentazione usate si applicano le disposizioni  degli  articoli 126 e 128 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,  di  cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 ».

4-quaterdecies. E’ prorogato al 31 marzo 2011  il  termine  di  cui all’articolo 38, comma 2, primo periodo, della legge 1° agosto  2002, n. 166, per la sottoscrizione dei contratti relativi  ai  servizi  di trasporto ferroviario di interesse nazionale da sottoporre al  regime degli  obblighi  di  servizio  pubblico  tra   il   Ministero   delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto  con  il   Ministero dell’economia e delle finanze, e la societa’  Trenitalia  Spa.  Nelle more della stipula  dei  nuovi  contratti  di  servizio  pubblico  il Ministero  dell’economia   e   delle   finanze   e’   autorizzato   a corrispondere a Trenitalia le somme previste, per  gli  anni  2009  e 2010, dal bilancio di  previsione  dello  Stato,  in  relazione  agli obblighi di servizio pubblico nel settore dei trasporti per ferrovia, in applicazione della vigente normativa comunitaria.

4-quinquiesdecies.  Fino  al  31  dicembre  2011  si   applica   la disciplina previgente all’articolo 2, comma 212, lettera  b),  numero 2), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, per la parte relativa  alle controversie in materia di lavoro dinanzi alla Corte  di  cassazione. Agli oneri derivanti  dall’attuazione  della  presente  disposizione, pari a euro 800.000, si provvede  mediante  corrispondente  riduzione della dotazione finanziaria di cui all’articolo 1, comma  40,  quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

4-sexiesdecies. All’articolo 6, comma 1, lettera  p),  del  decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e successive modificazioni,  dopo le  parole:  «31  dicembre  2010»  sono  inserite  le  seguenti:  «ad eccezione  dei  rifiuti   provenienti   dalla   frantumazione   degli autoveicoli a fine vita e  dei  rottami  ferrosi  per  i  quali  sono autorizzate discariche monodedicate che possono continuare ad operare nei limiti delle capacita’ autorizzate alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge  29  dicembre  2010,  n. 225».

4-septiesdecies. Fino al 31 agosto 2012 e’ prorogato il Commissario straordinario attualmente in carica presso l’Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica (ANSAS).

4-octiesdecies.  Al  fine  di  definire  il  sistema  nazionale  di valutazione in tutte le sue componenti, con regolamento  da  emanare, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n. 400, entro sessanta giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della legge  di  conversione  del  presente  decreto,   e’   riorganizzata, all’interno del Ministero dell’istruzione, dell’universita’  e  della ricerca, la funzione ispettiva, secondo parametri che  ne  assicurino l’autonomia e l’indipendenza, finalizzata  alla  valutazione  esterna della scuola, da effettuare periodicamente, secondo modalita’  e  protocolli  standard  definiti  dallo  stesso regolamento. La relativa pianta organica rimane quella gia’  prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica  20 gennaio 2009, n. 17. La riorganizzazione non comporta alcun  onere  a carico della finanza pubblica.

4-noviesdecies. Con regolamento da emanare, ai sensi  dell’articolo 17, comma 2, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  entro  sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, e’ individuato il sistema nazionale di  valutazione definendone l’apparato che si articola:
a) nell’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, con compiti di sostegno ai  processi  di  miglioramento  e innovazione educativa, di formazione in servizio del personale  della scuola e di documentazione e ricerca didattica;
b) nell’Istituto  nazionale  per  la  valutazione  del  sistema  di istruzione e formazione, con compiti di predisposizione di  prove  di valutazione degli apprendimenti per le scuole di ogni ordine e grado, di  partecipazione   alle   indagini   internazionali,   oltre   alla prosecuzione  delle  indagini  nazionali  periodiche  sugli  standard nazionali;
c) nel corpo ispettivo, autonomo e indipendente, con il compito  di valutare le scuole e i dirigenti scolastici secondo  quanto  previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.

5. Le disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo 21  della  legge 23 dicembre 1998, n. 448,  in  materia  di  deduzione  forfetaria  in favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti,  sono prorogate per il periodo di imposta 2011 nel limite di  spesa  di  24 milioni  di  euro  per  l’anno  2012  cui  si   provvede   ai   sensi dell’articolo 3. Con decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e  delle  finanze,  di  concerto  con  il  Ministero  dello  sviluppo economico, sentita l’Agenzia delle entrate, sono  stabiliti  i  nuovi importi della deduzione forfetaria in misura tale  da  rispettare  il predetto limite di spesa. I soggetti di cui al  primo  periodo  nella determinazione dell’acconto dovuto per il  periodo  di  imposta  2012 assumono quale imposta del periodo precedente quella che  si  sarebbe determinata senza tenere conto della deduzione forfetaria di  cui  al primo periodo.

5-bis. Il termine del 31 dicembre 2010 previsto  dall’articolo  19, commi 8, 9 e 10, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  e’  differito al 30 aprile 2011. Conseguentemente, in  considerazione  della  massa delle operazioni di attribuzione della  rendita  presunta,  l’Agenzia del territorio notifica  gli  atti  di  attribuzione  della  predetta rendita mediante affissione all’albo pretorio dei  comuni  dove  sono ubicati gli immobili. Dell’avvenuta affissione e’  data  notizia  con comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, nel sito  internet dell’Agenzia del territorio, nonche’ presso gli uffici provinciali ed i  comuni  interessati.  Trascorsi  sessanta  giorni  dalla  data  di pubblicazione del comunicato nella Gazzetta  Ufficiale,  decorrono  i termini per la proposizione  del  ricorso  dinanzi  alla  commissione tributaria   provinciale   competente.   In   deroga   alle   vigenti disposizioni, la rendita catastale presunta e quella  successivamente dichiarata come rendita proposta o attribuita come rendita  catastale definitiva producono effetti fiscali fin  dalla  loro  iscrizione  in catasto, con decorrenza dal 1° gennaio 2007, salva la prova contraria volta a dimostrare, in sede di autotutela, una diversa decorrenza.  I tributi,  erariali  e  locali,  commisurati  alla   base   imponibile determinata con riferimento alla  rendita  catastale  presunta,  sono corrisposti a titolo di acconto  e  salvo  conguaglio.  Le  procedure previste per l’attribuzione della rendita presunta si applicano anche agli  immobili  non  dichiarati  in  catasto,  individuati  ai  sensi dell’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  a far data dal 2 maggio 2011.

5-ter. All’articolo 14  del  regolamento  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 29 ottobre 2010, n. 222,  sono  apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «entro tre mesi»  sono  sostituite  dalle seguenti: «entro sei mesi»;
b) al comma 2, le parole: «entro sei mesi»  sono  sostituite  dalle seguenti: «entro nove mesi».

5-quater.  All’articolo  7,   comma   20,   ultimo   periodo,   del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo le parole: «per le  stazioni sperimentali» sono inserite le seguenti: «,  il  Banco  nazionale  di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali».

5-quinquies. All’allegato 2 di cui all’articolo 7,  comma  20,  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dopo l’ottava voce e’ inserita la seguente: «Enti soppressi: Banco nazionale di prova per  le  armi  da fuoco portatili  e  per  le  munizioni  commerciali.  Amministrazione subentrante nell’esercizio dei relativi compiti e attribuzioni: CCIAA Brescia».

5-sexies. All’articolo 3, comma  3,  del  decreto-legge  31  maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio 2010, n. 122, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A tal fine, qualora non si raggiunga un accordo con le  organizzazioni  sindacali sulle materie oggetto di  contrattazione  in  tempo  utile  per  dare attuazione ai suddetti principi, la  Banca  d’Italia  provvede  sulle materie oggetto del mancato accordo, fino alla  successiva  eventuale sottoscrizione dell’accordo».

5-septies. Le societa’ di capitali di cui all’articolo 3-bis, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165,  devono  risultare in possesso dei requisiti previsti dal  decreto  del  Ministro  delle politiche agricole alimentari e forestali 27 marzo  2008,  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 7 maggio 2008, entro il 31  marzo 2011.

5-octies. Il termine di cui all’articolo 3, comma 25,  della  legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ prorogato fino alla completa definizione delle  attivita’  residue  affidate  al  commissario  liquidatore   e comunque non oltre il 31 dicembre 2014.

5-novies. Il termine di validita’ del Programma nazionale triennale della pesca e dell’acquacoltura di cui all’articolo 5, comma  1,  del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, adottato con decreto  del Ministro delle politiche agricole alimentari  e  forestali  3  agosto 2007, pubblicato nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 236 del 10 ottobre 2007, e’ prorogato al 31 dicembre 2011.

5-decies.  Il  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari   e forestali, sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca  e l’acquacoltura, adotta il Programma nazionale triennale della  pesca, di  seguito  denominato   «Programma   nazionale»,   contenente   gli interventi di esclusiva competenza nazionale indirizzati alla  tutela dell’ecosistema marino e della  concorrenza  e  competitivita’  delle imprese di pesca nazionali,  nel  rispetto  dell’articolo  117  della Costituzione ed in coerenza con la normativa comunitaria.

5-undecies.  Sono  destinatari  degli  interventi   del   Programma nazionale gli imprenditori ittici di cui agli  articoli  2  e  3  del decreto  legislativo  18  maggio   2001,   n.   226,   e   successive modificazioni,  i  soggetti  individuati  in  relazione  ai   singoli interventi previsti dal Programma  nazionale  e,  relativamente  alle iniziative di cui agli articoli 16, 17 e 18 del  decreto  legislativo 26 maggio 2004, n. 154, le associazioni nazionali riconosciute  delle cooperative della pesca, le associazioni nazionali delle  imprese  di pesca con rappresentanza diretta nel CNEL, le associazioni  nazionali delle imprese di acquacoltura e le organizzazioni sindacali nazionali stipulanti il contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento nel settore della pesca  e  gli  enti  bilaterali  previsti  da  tale contratto  collettivo  di  riferimento  del   settore,   i   consorzi riconosciuti ed  i  soggetti  individuati  in  relazione  ai  singoli interventi previsti dal Programma nazionale.

5-duodecies.  Gli  uffici  della  Direzione  generale  della  pesca marittima e dell’acquacoltura provvedono ad  informare,  con  cadenza annuale, la Commissione consultiva  centrale  circa  l’andamento  del Programma nazionale, fornendo  altresi’  un  quadro  complessivo  dei risultati raggiunti. Sono abrogati gli articoli 2,  4,  5  e  19  del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154. Dall’attuazione dei commi da 5-novies al presente comma non devono derivare  nuovi  o  maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

5-terdecies. La durata  dell’organo  di  cui  all’articolo  10  del decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n.  82,  e  successive  modificazioni,  e’ prorogata ogni tre anni, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, con le modalita’ previste dallo stesso articolo 10.  Non si applica l’articolo 3, comma 2, del regolamento di cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 85.

6.  Per  garantire  l’operativita’  degli   sportelli   unici   per l’immigrazione nei compiti di  accoglienza  e  integrazione  e  degli uffici immigrazione delle Questure nel completamento delle  procedure di emersione del lavoro irregolare,  il  Ministero  dell’interno,  in deroga alla normativa vigente, e’ autorizzato a rinnovare per un anno i contratti di lavoro di cui all’articolo 1, comma 1,  dell’ordinanza del Presidente del Consiglio 29 marzo 2007, n. 3576. Ai fini  di  cui al presente comma non si applica quanto stabilito dall’articolo 5 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, dall’articolo 1,  comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e  dall’articolo  3,  comma 90, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Agli  oneri  derivanti  dal presente comma, pari a 19,1 milioni  di  euro  per  l’anno  2011,  si provvede ai sensi dell’articolo 3.

6-bis. All’articolo 6 della legge 30  dicembre  2010,  n.  240,  il comma 5 e’ abrogato.

6-ter. Fino al 31 dicembre 2011, nonche’ per gli anni 2012 e  2013, le risorse  di  cui  all’articolo  585  del  codice  dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo  2010,  n.  66,  nei limiti di 14,8 milioni di euro per l’anno 2011,  di  9,6  milioni  di euro per l’anno 2012 e di 6,6 milioni di euro per l’anno  2013,  sono utilizzate ai fini di cui all’articolo 2, comma 98,  della  legge  24 dicembre 2007, n. 244. Alla compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e  indebitamento  netto  derivanti  dall’applicazione  del precedente periodo, quantificati in 7,5 milioni di  euro  per  l’anno 2011, 4,9 milioni di euro per l’anno 2012 e 3,4 milioni di  euro  per l’anno 2013, si provvede mediante corrispondente utilizzo, in termini di sola cassa,  del  fondo  di  cui  all’articolo  6,  comma  2,  del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con  modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

6-quater.  All’articolo  1,  comma  4-bis,  del  decreto-legge   28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge  26 febbraio 2007, n. 17, e successive modificazioni,  le  parole:  «  si applicano alle promozioni da conferire con decorrenza  successiva  al 31 dicembre 2012 » sono sostituite dalle  seguenti:  «  si  applicano alle promozioni da conferire con decorrenza successiva al 31 dicembre 2015 ».

6-quinquies. In deroga a quanto previsto dall’articolo 57, comma 5, del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 334,  la  disposizione  di cui al comma 3 del medesimo articolo 57 non si applica agli  scrutini per l’ammissione al corso di formazione per l’accesso alla  qualifica di  primo  dirigente  della  Polizia  di  Stato,  da  conferire   con decorrenza anteriore al 31 dicembre 2015.

6-sexies. A decorrere dal termine di proroga fissato  dall’articolo 1, comma 1, del presente decreto, il Fondo  di  solidarieta’  per  le vittime delle richieste estorsive e dell’usura previsto dall’articolo 4, comma 1, del regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della Repubblica 16 agosto 1999, n. 455, e il Fondo di rotazione  per  la  solidarieta’ alle vittime dei reati di tipo mafioso di cui all’articolo  1,  comma 1, della legge 22 dicembre 1999, n. 512, sono unificati nel  «  Fondo di rotazione per la solidarieta’  alle  vittime  dei  reati  di  tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura », costituito  presso il Ministero dell’interno, che e’ surrogato nei diritti delle vittime negli stessi termini e alle stesse condizioni  gia’  previsti  per  i predetti fondi unificati e subentra in  tutti  i  rapporti  giuridici gia’ instaurati alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto. Per l’alimentazione  del  Fondo  di cui  al  presente  comma  si  applicano  le   disposizioni   previste dall’articolo 14, comma  11,  della  legge  7  marzo  1996,  n.  108, dall’articolo 18, comma 1, della legge 23 febbraio  1999,  n.  44,  e dall’articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 1999,  n.  512.  E’ abrogato l’articolo 1-bis della legge 22 dicembre 1999, n. 512. Entro il termine di tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con regolamento adottato  ai  sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  e successive  modificazioni,   il   Governo   provvede   ad   adeguare, armonizzare e coordinare le disposizioni dei regolamenti  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 16 agosto 1999, n. 455, e  al decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2001, n. 284.

6-septies. Ferma restando l’aliquota massima di  17  posti  fissata dall’articolo 42 della legge 1° aprile 1981, n. 121, all’articolo  2, comma 93, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  sono  apportate  le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le  parole:  «  con  almeno  quattro  anni  di servizio nella qualifica » sono  sostituite  dalle  seguenti:  «  con almeno due anni di servizio nella qualifica »;
b) al secondo periodo, le parole: « Ai dirigenti in possesso  della predetta anzianita’ di servizio  nella  qualifica  rivestita  »  sono sostituite dalle seguenti: «  Ai  dirigenti  in  possesso  di  almeno quattro anni di servizio nella qualifica rivestita ».

6-octies. La disposizione di cui al comma  6-septies  non  deve  in ogni caso comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza  pubblica, ne’ dalla nomina dei  dirigenti  generali  di  pubblica  sicurezza  a prefetto deve conseguire un incremento delle dotazioni organiche  dei dirigenti  generali  di  pubblica  sicurezza   e   delle   qualifiche dirigenziali sottostanti.

6-novies. Al fine di assicurare la piena operativita’  delle  nuove prefetture   di   Monza   e   della   Brianza,   di   Fermo   e    di Barletta-Andria-Trani, il termine per il conferimento degli incarichi ai rispettivi prefetti  e’  differito  fino  al  quindicesimo  giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di  conversione del  presente  decreto.  Conseguentemente,  e’  ridotta  da  9  a   6 l’aliquota di prefetti stabilita  dall’articolo  237,  comma  3,  del testo unico di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica  10 gennaio 1957, n. 3, ed e’ incrementata di  tre  unita’  la  dotazione organica della qualifica di prefetto di cui alla tabella  B  allegata al decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139.

6-decies.  Al  fine  di  completare  l’azione  di  contrasto  della criminalita’ organizzata e  di  tutte  le  condotte  illecite,  anche transnazionali,  ad  essa   riconducibili,   nonche’   al   fine   di incrementare la cooperazione  internazionale  di  polizia,  anche  in attuazione  degli  impegni  derivanti  dall’appartenenza  dell’Italia all’Unione  europea   ovvero   in   esecuzione   degli   accordi   di collaborazione con i Paesi interessati, a decorrere  dal  termine  di proroga fissato dall’articolo 1, comma 1, del  presente  decreto,  il Dipartimento  della  pubblica  sicurezza  puo’  inviare   presso   le rappresentanze  diplomatiche  e  gli  uffici  consolari,  secondo  le procedure e le modalita’ previste dall’articolo 168 del  decreto  del Presidente della Repubblica 5  gennaio  1967,  n.  18,  e  successive modificazioni,  funzionari  della  Polizia  di  Stato   e   ufficiali dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della  guardia  di  finanza  in qualita’ di esperti per la sicurezza, nel numero  massimo  consentito dagli stanziamenti di cui al comma 6-quaterdecies, comprese le  venti unita’ di esperti di cui all’articolo 11 del testo unico  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre  1990,  n.  309.  A tali  fini  il  contingente  previsto  dal   citato   articolo   168, comprensivo delle predette venti unita’, e’ aumentato delle ulteriori unita’ riservate agli esperti per la sicurezza nominati ai sensi  del presente comma.

6-undecies. Ferme restando le dipendenze e le  competenze  per  gli esperti di cui all’articolo 11 del testo unico di cui al decreto  del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, gli  esperti  per la sicurezza di cui al comma 6-decies dipendono dal Servizio  per  la cooperazione internazionale di polizia della Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento della pubblica  sicurezza  per  lo svolgimento delle  attivita’  finalizzate  alla  realizzazione  degli obiettivi di cui al medesimo comma,  nell’ambito  delle  linee  guida definite  dal  Comitato  per  la  programmazione  strategica  per  la cooperazione internazionale di polizia (COPSCIP), di cui all’articolo 5 del  decreto-legge  12  novembre  2010,  n.  187,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2010, n. 217.

6-duodecies. Fermo restando quanto previsto  dall’articolo  11  del testo unico di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  9 ottobre 1990, n. 309, nonche’ dai commi 6-decies e 6-quaterdecies del presente articolo, con regolamento adottato  ai  sensi  dell’articolo 17, comma 3, della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  dal  Ministro dell’interno, di concerto  con  i  Ministri  degli  affari  esteri  e dell’economia  e  delle   finanze,   al   fine   di   assicurare   la compatibilita’  finanziaria  della  presente  disposizione  con   gli equilibri della finanza  pubblica,  sono  definiti  il  numero  degli esperti per la sicurezza e le modalita’ di attuazione  dei  commi  da 6-decies  a  6-quinquiesdecies,   comprese   quelle   relative   alla individuazione degli esperti per la sicurezza in servizio  presso  il Dipartimento della pubblica sicurezza ed alla frequenza  di  appositi corsi, anche di aggiornamento, presso la  Scuola  di  perfezionamento per le forze di polizia.

6-terdecies. L’incarico di  esperto  per  la  sicurezza  ha  durata biennale ed e’ prorogabile per non  piu’  di  due  volte.  La  durata totale dell’incarico non puo’ superare complessivamente i  sei  anni. Esso e’ equivalente, a tutti gli effetti, ai periodi di  direzione  o comando, nelle rispettive qualifiche o  gradi,  presso  le  Forze  di polizia di appartenenza.

6-quaterdecies. All’onere derivante dall’attuazione  dei  commi  da

6-decies a 6-terdecies si provvede nei limiti delle disponibilita’ di cui all’articolo 11, comma 5, del testo unico di cui al  decreto  del Presidente  della  Repubblica  9  ottobre  1990,  n.   309,   nonche’ attraverso lo stanziamento di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011 a valere sul fondo di cui all’articolo 3, comma 151, della legge 24 dicembre 2003, n. 350. Le disposizioni di cui ai commi  553,  554, 555 e 556 dell’articolo 1 della  legge  30  dicembre  2004,  n.  311, cessano  di  avere  efficacia   a   seguito   dell’attuazione   delle disposizioni contenute  nei  commi  da  6-decies  a  6-terdecies  del presente articolo.

6-quinquiesdecies. All’articolo  11  del  testo  unico  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309,  sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « al Servizio centrale antidroga  »  sono sostituite dalle seguenti: « alla Direzione centrale  per  i  servizi antidroga » e dopo le  parole:  «  in  qualita’  di  esperti  »  sono inserite le seguenti: « per la sicurezza »;
b) al comma 2, le parole: « riservata  agli  esperti  del  Servizio centrale antidroga » sono sostituite dalle seguenti: « riservata agli esperti per la sicurezza  della  Direzione  centrale  per  i  servizi antidroga»;
c) al comma 3, le parole: « il Servizio centrale antidroga  »  sono sostituite dalle seguenti: « la  Direzione  centrale  per  i  servizi antidroga»;
d) al comma 4, le parole: « del Servizio centrale antidroga »  sono sostituite dalle seguenti: « della Direzione centrale per  i  servizi antidroga ».

7. Dopo il comma 196 dell’articolo 2 della legge 23 dicembre  2009, n. 191, sono inseriti i seguenti:
« 196-bis. Il  termine  per  la  conclusione  delle  operazioni  di dismissione immobiliare di cui al comma 196 e’ fissato al 31 dicembre 2011, fermo restando quanto previsto dal comma 195, nonche’ dal comma 2 dell’articolo 314 del codice dell’ordinamento militare  di  cui  al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, al  fine  di  agevolare  il raggiungimento degli obiettivi di finanza  pubblica.  Nell’ambito  di tale procedura e’ considerata urgente  l’alienazione  degli  immobili militari oggetto di valorizzazione di cui ai  numeri  1,  2,  3  e  4 dell’articolo 3 del protocollo d’intesa sottoscritto in data 4 giugno 2010 tra il Ministero della difesa e il comunedi Roma, assicurando in ogni caso la congruita’ del valore degli stessi con le finalizzazioni ivi previste. A tale fine i predetti immobili sono alienati in  tutto o  in  parte  dall’Agenzia  del  demanio  con  le  procedure  di  cui all’articolo 1, comma 436, della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  e secondo criteri e valori di mercato. Non  trovano  applicazione  alle alienazioni di  cui  al  presente  comma  le  disposizioni  contenute nell’articolo 1, comma 437, della citata legge n.  311  del  2004.  I proventi derivanti dalla vendita degli immobili sono destinati: a) ad essere versati, unitamente ai proventi realizzati a qualsiasi  titolo con riferimento all’intero territorio nazionale con i fondi di cui al comma 2 dell’articolo 314 del decreto legislativo 15 marzo  2010,  n. 66, al bilancio dello Stato per essere riassegnati alla  contabilita’ speciale 1778  Agenzia  delle  entrate  Fondi  di  Bilancio,  fino  a concorrenza dell’importo utilizzato ai sensi del comma 196-ter,  piu’ gli interessi legali maturati; b) a reperire, per la quota  eccedente gli importi di cui al punto a), le risorse  necessarie  al  Ministero della difesa per le attivita’ di riallocazione delle funzioni  svolte negli immobili alienati. Gli eventuali maggiori  proventi  rivenienti dalla vendita dei beni sono acquisiti all’entrata del bilancio  dello Stato per essere destinati al Fondo ammortamento dei titoli di Stato. Con  provvedimenti  predisposti  dal  Commissario  straordinario  del Governo del comune di Roma, nominato ai sensi dell’articolo 4,  comma

8-bis del decreto-legge  25  gennaio  2010,  n.  2,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, che deve  essere  in possesso di comprovati requisiti di  elevata  professionalita’  nella gestione  economico-finanziaria,  acquisiti  nel   settore   privato, necessari per gestire la fase operativa di attuazione  del  piano  di rientro, sono accertate le eventuali ulteriori partite  creditorie  e debitorie rispetto al documento predisposto  ai  sensi  dell’articolo 14,  comma  13-bis,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,   n.   78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122, dal medesimo Commissario, concernente l’accertamento del  debito  del comune di Roma alla data del 30 luglio 2010,  che  e’  approvato  con effetti a decorrere dal 29 dicembre 2010. 196-ter. Agli oneri derivanti dal comma 196  si  provvede  mediante corrispondente versamento al bilancio dello Stato per 500 milioni per l’anno 2010 di una quota delle risorse  complessivamente  disponibili relative a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta,  esistenti presso la contabilita’ speciale 1778 “Agenzia delle entrate  –  Fondi di Bilancio”, da riassegnare ad apposito  programma  dello  stato  di previsione del Ministero dell’economia e delle  finanze,  per  essere destinata    all’estinzione    dell’anticipazione    di     tesoreria complessivamente concessa ai sensi del medesimo comma 196. ».

8. Il secondo periodo del comma 196 dell’articolo 2 della legge  23 dicembre 2009, n. 191, e’ sostituito dal seguente: «  L’anticipazione e’  accreditata  sulla  contabilita’   speciale   aperta   ai   sensi dell’articolo 78, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, per 200 milioni di euro, entro il mese di gennaio 2010 e,  per  la  parte residua, entro il 31 dicembre 2010, da estinguere con oneri a  carico del bilancio dello Stato entro il 31 dicembre 2010. ».

9. All’articolo  14  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 13-bis  e’  sostituito  dal  seguente:  «  13-bis.  Per l’attuazione  del  piano  di  rientro  dall’indebitamento  pregresso, previsto dall’articolo 78 del decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e dall’articolo 4, comma 8-bis, del decreto-legge 25 gennaio  2010,  n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010,  n.  42, il Commissario straordinario del Governo e’ autorizzato  a  stipulare il contratto di servizio  di  cui  all’articolo  5  del  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 dicembre 2008,  sotto qualsiasi forma  tecnica,  per  i  finanziamenti  occorrenti  per  la relativa copertura di spesa. Si applica l’articolo  4,  commi  177  e 177-bis, della  legge  24  dicembre  2003,  n.  350.  Il  Commissario straordinario del Governo  procede  all’accertamento  definitivo  del debito e ne da’ immediata comunicazione al Ministero dell’economia  e delle finanze congiuntamente alle modalita’ di attuazione  del  piano di rientro di cui al primo periodo del presente comma. Fermi restando la titolarita’ del debito  in  capo  all’emittente  e  l’ammortamento dello stesso a carico  della  gestionecommissariale,  il  Commissario straordinario del Governo e’ altresi’ autorizzato,  anche  in  deroga alla normativa vigente in materia di operazioni di  ammortamento  del debito degli enti territoriali  con  rimborso  unico  a  scadenza,  a rinegoziare i prestiti della  specie  anche  al  fine  dell’eventuale eliminazione  del  vincolo  di   accantonamento,   recuperando,   ove possibile, gli accantonamenti gia’ effettuati. »;
b) dopo il comma 13-bis e’ inserito il seguente:
« 13-ter. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 253  del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Le spese di funzionamento della  gestione  commissariale,  ivi  inclusi  il  compenso  per   il Commissario straordinario, sono a carico del fondo di cui al comma 14 del presente articolo. Le predette spese di  funzionamento,  su  base annua, non possono superare i 2,5 milioni di euro.  Con  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri, e’ stabilito,  in  misura  non superiore    al    costo    complessivo    annuo    del     personale dell’amministrazione di Roma Capitale incaricato  della  gestione  di analoghe funzioni transattive, il compenso annuo per  il  Commissario straordinario. I subcommissari percepiscono un’indennita’,  a  valere sul predetto fondo, non superiore al 50  per  cento  del  trattamento spettante, in base alla normativa vigente,  ai  soggetti  chiamati  a svolgere le funzioni di Commissario presso un comune in  dissesto  ai sensi della Tabella A allegata al regolamento di cui al  decreto  del Ministro dell’interno 4 aprile 2000, n. 119. Gli importi  di  cui  al quarto e al quinto periodo, per le attivita’ svolte fino al 30 luglio 2010, sono ridotti del 50 per cento. Le risorse destinabili per nuove assunzioni del comune di Roma sono ridotte in misura pari all’importo del trattamento retributivo corrisposto al Commissario straordinario. La gestione commissariale ha comunque  termine,  allorche’  risultino esaurite le attivita’ di carattere gestionale di natura straordinaria e residui un’attivita’ meramente esecutiva e adempimentale alla quale provvedono gli uffici di Roma Capitale. »; c)  al  comma  14-quater,  il  quarto  periodo  e’  sostituito  dai seguenti: « Le entrate derivanti dalle addizionali di cui ai  periodi precedenti, ovvero  dalle  misure  compensative  di  riduzione  delle stesse eventualmente previste, sono versate all’entrata del  bilancio del comune di Roma. Il comune di Roma, entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento, provvede a versare  all’entrata  del  bilancio  dello Stato la somma di 200 milioni di euro annui. A tale fine,  lo  stesso Comune  rilascia  apposita   delegazione   di   pagamento,   di   cui all’articolo 206 del testo unico delle leggi  sull’ordinamento  degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. »;
d) al comma 15, il primo periodo e’ soppresso;
e) al comma 17, le parole « L’accesso al fondo di cui al  comma  14 e’ consentito a condizione  della  verifica  positiva  da  parte  del Ministero dell’economia e  delle  finanze  »  sono  sostituite  dalle seguenti: « Il Commissario straordinario del Governo puo’  estinguere i debiti della gestione commissariale verso  Roma  Capitale,  diversi dalle anticipazioni di cassa ricevute, a  condizione  della  verifica positiva da parte del  Ministero  dell’interno  di  concerto  con  il Ministero dell’economia e delle finanze »; l’ultimo periodo, in fine, e’ soppresso.

9-bis.  All’articolo  5,  comma  4,  del  decreto  legislativo   17 settembre 2010, n. 156, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:  « In nessun caso gli oneri a carico di Roma  Capitale  per  i  permessi retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati o  da  enti  pubblici economici possono  mensilmente  superare,  per  ciascun  consigliere, l’importo pari alla meta’ dell’indennita’ di rispettiva spettanza ».

9-ter. Il terzo periodo del comma  2  dell’articolo  82  del  testo unico delle leggi sull’ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui  al decreto  legislativo  18  agosto   2000,   n.   267,   e   successive modificazioni, si interpreta, con effetto dalla data  di  entrata  in vigore della legge di conversione del presente decreto, nel senso che per le citta’  metropolitane  si  intendono  i  comuni  capoluogo  di regione come individuati negli articoli 23 e 24 della legge 5  maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni.

9-quater. Al comma 2 dell’articolo 82 del testo unico  delle  leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo  18 agosto 2000, n. 267, e  successive  modificazioni,  e’  aggiunto,  in fine, il seguente periodo: « In nessun caso gli oneri  a  carico  dei predetti enti per i permessi retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati o da  enti pubblici  economici  possono  mensilmente   superare,   per   ciascun consigliere   circoscrizionale,   l’importo   pari   ad   un   quarto dell’indennita’ prevista per il rispettivo presidente ». Il  comma  7 dell’articolo 5 del decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156, e’ abrogato. 10.  All’articolo  307,  comma  10,  del  codice   dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15  marzo  2010,  n.  66,  la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:
« d) i proventi monetari derivanti  dalle  procedure  di  cui  alla lettera a), sono destinati, previa verifica da  parte  del  Ministero dell’economia e delle finanze della  compatibilita’  finanziaria  con gli equilibri di finanza pubblica,  con  particolare  riferimento  al rispetto del conseguimento, da parte dell’Italia,  dell’indebitamento netto strutturale concordato in sede di  programma  di  stabilita’  e crescita: fino al  42,5  per  cento,  al  Ministero  della  difesa,  mediante riassegnazione in deroga ai limiti  previsti  per  le  riassegnazioni agli stati di previsione dei Ministeri, previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, per confluire nei fondi di cui all’articolo 619, per le spese di riallocazione di funzioni,  ivi  incluse  quelle relative  agli  eventuali  trasferimenti  di  personale,  e  per   la razionalizzazione del settore infrastrutturale della difesa, nonche’, fino alla misura del 10 per cento, nel fondo casa di cui all’articolo 1836. Alla ripartizione delle quote riassegnate dei citati  fondi  si provvede con decreti del Ministro della difesa, da comunicare,  anche con mezzi di evidenza informatica, al Ministero dell’economia e delle finanze; in misura non inferiore al 42,5 per cento, all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al fondo di ammortamento dei titoli di Stato; in una misura compresa tra il 5 ed il 15  per  cento  proporzionata alla complessita’ ed ai tempi di  valorizzazione,  agli  enti  locali interessati,  secondo  la  ripartizione  stabilita  con  decreto  del Presidente del Consiglio  dei  Ministri,  su  proposta  del  Ministro dell’interno, di concerto  con  il  Ministro  dell’economia  e  delle finanze. Ove non sia assegnata la percentuale massima, la  differenza viene distribuita in parti uguali alle percentuali di  cui  ai  primi due punti; ».

11. All’articolo 314 del codice dell’ordinamento militare,  di  cui al decreto legislativo 15  marzo  2010,  n.  66,  sono  apportate  le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: « 4. Il  Ministero  della difesa individua, attraverso procedura competitiva,  la  societa’  di gestione del risparmio (SGR) per il  funzionamento  dei  fondi  e  le cessioni delle  relative  quote,  fermo  restando  che  gli  immobili conferiti che sono ancora in uso al Ministero  della  difesa  possono continuare a essere da esso utilizzati a titolo  gratuito  fino  alla riallocazione  delle  funzioni,  da   realizzare   sulla   base   del crono-programma  stabilito  con  il  decreto  di  conferimento  degli immobili al fondo. »;
b) il comma 6 e’ sostituito dal seguente: « 6. I proventi  monetari derivanti  dalla  cessione  delle  quote  dei   fondi,   ovvero   dal trasferimento degli immobili ai  fondi,  sono  destinate  secondo  le percentuali e le modalita’  previste  dall’articolo  307,  comma  10, lettera d). A tale fine possono essere destinate alle  finalita’  del fondo casa di cui all’articolo 1836 fino al 5 per cento delle risorse di pertinenza del Ministero della difesa. ».

12. Nel caso in cui le procedure di cui all’articolo 314, comma  4, del codice dell’ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo 15 marzo 2010, n. 66, come  modificato  dal  comma  11  del  presente articolo, non siano avviate entro dodici mesi dalla data  di  entrata in vigore del presente decreto, si procede  secondo  quanto  previsto dagli articoli 3 e 4 del decreto-legge 25  settembre  2001,  n.  351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.

12-bis. Al fine di garantire la continuita’ del  servizio  pubblico di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, alla  Gestione governativa navigazione laghi sono attribuiti,  per  l’anno  2011,  2 milioni di euro. Le maggiori risorse di cui al  presente  comma  sono destinate al finanziamento delle spese di esercizio per  la  gestione dei servizi di navigazione lacuale. E’ comunque  fatto  salvo  quanto previsto dall’articolo 4, quarto comma, della legge 18  luglio  1957, n.  614.  Agli  oneri  derivanti   dall’attuazione   della   presente disposizione, pari a euro 2 milioni per l’anno  2011,  si  provvede  mediante  corrispondente riduzione della dotazione finanziaria di cui  all’articolo  1,  comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

12-ter. La disposizione di cui al comma  4  dell’articolo  7-sexies del  decreto-legge  10  febbraio  2009,   n.   5,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e’ prorogata per gli anni 2011 e 2012, con  riferimento  agli  avanzi  di  amministrazione risultanti dai bilanci 2009 e 2010.

12-quater. Il termine di cui al comma 1 dell’articolo 9 della legge 12 marzo 1999, n. 68, e’ elevato a novanta giorni  per  i  datori  di lavoro del settore  minerario,  con  l’esclusione  del  personale  di sottosuolo e di quello adibito alle  attivita’  di  movimentazione  e trasporto  del  minerale,  al  quale  si  applicano  le  disposizioni dell’articolo 5, comma 2, della medesima legge.

12-quinquies. Al fine di finanziare le spese conseguenti allo stato di emergenza derivante dagli  eccezionali  eventi  meteorologici  che hanno colpito il territorio, nonche’ per  la  copertura  degli  oneri conseguenti allo stesso, e’ autorizzata la spesa di  100  milioni  di euro per ciascuno degli anni 2011 e 2012 da ripartire in misura  pari a 45 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2011  e  2012  per  la regione Liguria, 30 milioni di euro per ciascuno degli  anni  2011  e 2012 per la regione Veneto, 20 milioni di  euro  per  ciascuno  degli anni 2011 e 2012 per la regione Campania e  5  milioni  di  euro  per ciascuno degli anni 2011 e 2012  per  i  comuni  della  provincia  di Messina  colpiti  dall’alluvione  del  2  ottobre   2009.   All’onere derivante dall’applicazione  del  presente  comma  si  provvede,  per l’anno 2011, a valere sulle risorse di cui all’articolo 2, comma 240, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,  che  sono  corrispondentemente ridotte di pari importo,  intendendosi  conseguentemente  ridotte  di pari importo le risorse disponibili, gia’ preordinate,  con  delibera  CIPE   del   6   novembre   2009,   al finanziamento degli interventi di risanamento ambientale. Per  l’anno 2012 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini  del  bilancio triennale 2011-2013, nell’ambito del programma « Fondi di  riserva  e speciali » della missione « Fondi  da  ripartire  »  dello  stato  di previsione del Ministero dell’economia e  delle  finanze  per  l’anno 2012, allo scopo parzialmente utilizzando  l’accantonamento  relativo al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

12-sexies. All’articolo 1, comma 1, del  decreto-legge  20  ottobre 2008, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18  dicembre 2008, n. 199, come da ultimo modificato dall’articolo 5, comma 7-bis, del  decreto-legge  30  dicembre  2009,  n.  194,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.  25,  in  materia  di esecuzione dei provvedimenti di  rilascio  per  finita  locazione  di immobili ad uso abitativo, le parole: « al 31 dicembre  2010  »  sono sostituite dalle seguenti: « al 31 dicembre 2011 ».  Ai  fini  della  determinazione della misura dell’acconto  dell’imposta  sul  reddito  delle  persone fisiche dovuto per l’anno  2012  non  si  tiene  conto  dei  benefici fiscali di cui all’articolo 2, comma 1, della legge 8 febbraio  2007, n. 9. Alle minori  entrate  derivanti  dall’attuazione  del  presente comma, pari a 3,38 milioni di  euro  per  l’anno  2012,  si  provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307, relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica.

12-septies.  All’articolo  11,  comma  6,  secondo   periodo,   del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,  alle  parole:  «  Il  Servizio sanitario nazionale » sono premesse le seguenti: « A decorrere dal 31 maggio 2010 ». Fermo quanto previsto dal primo periodo  del  presente comma, entro il 30 aprile 2011 le aziende farmaceutiche corrispondono l’importo previsto dall’ultimo periodo dell’articolo 11, comma 6, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito,  con  modificazioni,  dalla legge n. 122 del 2010, anche  in  relazione  ai  farmaci  erogati  in regime di Servizio sanitario nazionale nel periodo  compreso  tra  la data di entrata in vigore del citato decreto-legge n. 78 del  2010  e la legge di conversione del medesimo decreto;  l’importo  e’  versato all’entrata del bilancio dello Stato secondo le  modalita’  stabilite con determinazione del Ministero dell’economia e delle finanze.

12-octies. Il Ministero della salute, di concerto con il  Ministero dell’economia e delle finanze e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e  le  province  autonome  di Trento e di Bolzano, e’ autorizzato a sottoscrivere, con  le  regioni sottoposte ai piani di rientro ai sensi dell’articolo 1,  comma  180, della legge 30 dicembre 2004, n.  311,  e  successive  modificazioni, accordi di programma, a valere sulle risorse di cui  all’articolo  20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, per  il finanziamento successivo di interventi gia’ realizzati dalle  regioni con oneri a carico del fondo sanitario  corrente.  I  citati  accordi sono  sottoscrivibili  a  condizione  che  gli  interventi   suddetti risultino coerenti con la complessiva programmazione degli interventi di edilizia sanitaria nelle regioni interessate, come  ridefinita  in attuazione dei  rispettivi  piani  di  rientro  ed  in  coerenza  con l’Accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 28 febbraio 2008, per la definizione delle modalita’ e procedure  per  l’attivazione  dei  programmi  di  investimento  in sanita’.

12-novies. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 15,  primo comma, della legge 30 aprile 1985, n. 163, e’  integrata  per  l’anno 2011 di 15 milioni  di  euro  per  le  esigenze  degli  enti  di  cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 30  aprile  2010,  n.  64, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno  2010,  n.  100, con esclusione di quelli di cui al comma  16-quinquies  del  presente articolo. Al relativo  onere  si  provvede  a  valere  sulle  risorse rivenienti dal comma 12-septies, secondo periodo.

12-decies.  Al  fine  di  garantire,  senza  pregiudizio   per   le amministrazioni di provenienza, la prosecuzione  della  attivita’  di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.  150, al comma 3, ultimo periodo, del medesimo articolo 13, dopo le parole:
« sono collocati fuori ruolo » sono inserite le seguenti: « ,  se  ne fanno richiesta, ». La facolta’ di essere collocati fuori  ruolo,  su richiesta, prevista dall’articolo 13, comma 3,  ultimo  periodo,  del citato decreto legislativo n. 150 del 2009, come modificato ai  sensi del presente comma, si applica anche ai  componenti  in  carica  alla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto che continuano ad operare fino al termine del mandato.

12-undecies. Al comma 7 dell’articolo 41 della  legge  27  dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, le parole: « Per  gli  anni 2004-2010 » sono sostituite dalle seguenti: « Per gli anni  2004-2011 » e le parole: « 2.000 unita’ » sono  sostituite  dalle  seguenti:  « 1.800 unita’ ». E’ ulteriormente prorogato al  31  dicembre  2011  il termine di cui al primo periodo del comma 8-quinquies dell’articolo 6 del  decreto-legge  28  dicembre  2006,  n.  300,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17,  come  da  ultimo prorogato al 31  ottobre  2010  dall’articolo  1,  comma  5-ter,  del decreto-legge   30   dicembre   2009,   n.   194,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,  n.  25.  Gli  enti  non commerciali di cui all’articolo 1, comma 255, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, hanno comunque diritto al beneficio  della  sospensione fino al 31 dicembre 2011 dei  termini  di  pagamento  di  contributi, tributi e  imposte,  a  qualunque  titolo  ancora  dovuti,  anche  in qualita’ di sostituti d’imposta, relativi agli anni dal 2008 al 2011, senza  necessita’   di   ulteriori   provvedimenti   attuativi.   Per l’attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al  presente  comma,   e’ autorizzata la spesa di 15  milioni  di  euro  per  l’anno  2011.  Al relativo onere si provvede, quanto a 2,5 milioni  di  euro,  mediante corrispondente riduzione delle risorse dello stanziamento  del  Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 1, comma  7, del  decreto-legge  20  maggio  1993,   n.   148,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, e, quanto  a  12,5 milioni di euro, a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo 1,  comma  40,  quarto  periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, come incrementate ai sensi  del presente provvedimento. Il Ministro dell’economia e delle finanze  e’ autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti variazioni di bilancio.

12-duodecies. Al fine di fare fronte alla grave crisi in cui  versa il settore lattiero-caseario, sono differiti  al  30  giugno  2011  i termini per il pagamento degli importi con scadenza 31 dicembre  2010 previsti dai piani di rateizzazione di cui al decreto-legge 28  marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  maggio 2003, n. 119, e al decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33,  come  prorogato dall’articolo  40-bis  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122. Agli oneri conseguenti, valutati in 5  milioni  di  euro  per  l’anno 2011, si provvede a valere sulle disponibilita’ di  cui  all’articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre  2010,  n.  220, come incrementate ai sensi del presente provvedimento.

12-terdecies. All’articolo 44-bis, comma 1,  del  decreto-legge  30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 febbraio 2009, n. 14, le parole: « 31 dicembre 2010 » sono sostituite dalle seguenti: « 31 dicembre 2011 ».

13. Al fine di fronteggiare la crisi finanziaria  e  in  attuazione degli impegni internazionali assunti in occasione del Vertice G20  di Londra 2009, del Consiglio europeo di giugno 2009 e del  Vertice  G20 di  Seul  di  novembre  2010,  le   disposizioni   urgenti   per   la partecipazione  dell’Italia  agli  interventi  del  Fondo   monetario internazionale per fronteggiare gravi  crisi  finanziarie  dei  Paesi aderenti di cui al decreto-legge 25 gennaio 1999,  n.  7,  convertito con modificazioni dalla legge 25 marzo 1999, n. 74, sono prorogate  e si provvede all’estensione della linea  di  credito  gia’  esistente. Conseguentemente:
a) la Banca d’Italia e’ autorizzata a svolgere le trattative con il Fondo monetario  internazionale  (FMI),  per  la  conclusione  di  un accordo di prestito con lo stesso  FMI  di  cui  all’allegato  1  del presente decreto, per un ammontare pari a 8,11 miliardi di euro. Tale accordo diventa esecutivo a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto;
b) la Banca d’Italia e’ altresi’ autorizzata, qualora si richiedano risorse finanziarie aggiuntive rispetto  all’ammontare  di  cui  alla lettera a), a contribuire nel limite  massimo  complessivo  di  13,53 miliardi di euro;
c) una volta completata la riforma del New Arrangements  to  Borrow (NAB) e’  autorizzata  la  confluenza  dei  suddetti  prestiti  nello strumento di prestito NAB in aggiunta  alla  linea  di  credito  gia’ esistente pari a 1,753  miliardi  di  diritti  speciali  di  prelievo (DSP);
d) i rapporti derivanti  dai  predetti  prestiti  saranno  regolati mediante convenzione tra il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia.

14. E’ altresi’ prorogata l’autorizzazione alla Banca d’Italia  per la concessione di prestiti garantiti dallo Stato a favore  dei  Paesi piu’ poveri di cui alla legge 18 giugno 2003, n. 146. A tal  fine  la Banca d’Italia e’ autorizzata a concedere  un  prestito  pari  a  800 milioni di diritti speciali di prelievo (DSP) da erogare a  tassi  di mercato tramite l’Extended credit facility del Poverty reduction  and growth trust, secondo le modalita’ concordate tra il Fondo  monetario internazionale, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Banca d’Italia. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a concedere un sussidio tramite l’Extended credit facility del  Poverty reduction and growth trust, per un ammontare pari a 22,1  milioni  di diritti  speciali  di  prelievo  (DSP).  Per  il   sussidio   saranno utilizzate le risorse gia’ a disposizione presso il  Fondo  monetario internazionale.

15. Sui prestiti di cui ai commi 13 e 14 e’ accordata  la  garanzia dello Stato per il rimborso del capitale, per gli interessi  maturati e per la copertura di eventuali rischi di cambio.

16. Agli eventuali oneri derivanti dall’attivazione della  garanzia dello Stato per ogni  possibile  rischio  connesso  al  rimborso  del capitale e degli interessi maturati, nonche’ al tasso di  cambio,  si provvede ai sensi dell’articolo 31 della legge 31 dicembre  2009,  n. 196, con imputazione nell’ambito  dell’unita’  previsionale  di  base 8.1.7. dello stato di previsione del Ministero dell’economia e  delle finanze per l’anno 2010 e corrispondenti per gli anni successivi.

16-bis. Entro il termine del 31 dicembre 2011 nonche’ per  ciascuno degli anni  2012  e  2013,  nelle  more  della  costituzione  di  una organizzazione  intergovernativa  denominata  Global  Risk  Modelling Organisation al fine di stabilire standard uniformi e  condivisi  per il calcolo e la divulgazione di dati di vulnerabilita’, pericolosita’ e di rischio derivanti da diverse tipologie di disastri  naturali  ed indotti dall’uomo, a scala mondiale, e’ autorizzata la spesa  di  0,3 milioni di euro per assicurare la  partecipazione  della  Repubblica  italiana alla Fondazione denominata Global Earthquake Model (GEM), con sede in Italia, nella  citta’  di  Pavia.  A  tal  fine  le  risorse  di  cui all’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 3 ottobre 2006,  n.  262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286, non utilizzate  al  31  dicembre  2010  sono  mantenute  in  bilancio nell’esercizio 2011. Le predette risorse sono versate all’entrata del bilancio dello Stato  per  essere  riassegnate,  quanto  a  euro  0,3 milioni, per la copertura per il 2011 degli oneri  di  cui  al  primo periodo e, per la parte residua, al Fondo per interventi  strutturali di  politica  economica,  di  cui  all’articolo  10,  comma  5,   del decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. All’onere di cui al primo periodo relativo agli anni 2012 e 2013 si provvede  mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui al periodo precedente.

16-ter. Fino al 31 dicembre 2011 e’ prorogato  il  finanziamento  a favore della Fondazione  orchestra  sinfonica  e  coro  sinfonico  di Milano Giuseppe Verdi, con autorizzazione di spesa pari a  3  milioni di euro.

16-quater. Fino al 30 aprile 2011 e’ autorizzato,  ai  sensi  della legge 24 aprile 1941, n. 392, il trasferimento di euro  4.500.000  al fine  di  consentire,  nel  contesto  di  cui  all’articolo  14   del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, la prosecuzione delle attivita’ di infrastrutturazione informatica occorrenti per le connesse  attivita’ degli uffici giudiziari e della sicurezza.

16-quinquies. Al fine di assicurare la prosecuzione delle  relative attivita’ esercitate, per l’anno 2011 e’ riconosciuto  un  contributo di 3 milioni di euro per ciascuna delle fondazioni lirico-sinfoniche, di cui all’articolo 1, comma 1,  lettera  f),  del  decreto-legge  30 aprile 2010, n. 64, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  29 giugno 2010, n. 100, che  hanno  avuto  un’incidenza  del  costo  del personale  non  superiore,  nell’ultimo  bilancio  approvato,  ad  un rapporto 2 a 1 rispetto all’ammontare dei ricavi  da  biglietteria  e che hanno avuto ricavi provenienti dalla biglietteria non  inferiori, nell’ultimo bilancio approvato, al 70 per  cento  dell’ammontare  del contributo  statale.  Al  fine  di  compensare  gli  oneri  derivanti dall’attuazione dei commi 16-ter e 16-quater e del primo periodo  del presente comma, pari rispettivamente a 3 milioni di euro, 4,5 milioni di euro e 6 milioni di euro  per  l’anno  2011,  le  risorse  di  cui all’articolo 1, comma 14, del decreto-legge 3 ottobre 2006,  n.  262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286, non utilizzate al 31 dicembre 2010 sono  mantenute  in  bilancio.  Le predette risorse sono versate all’entrata del bilancio  dello  Stato, quanto a euro 13,5 milioni, per la copertura degli oneri  di  cui  ai commi 16-ter e 16-quater e al primo periodo del presente comma e, per la parte residua, per essere riassegnate, nell’anno  2011,  al  Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,  convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Al  relativo onere di cui ai commi 16-ter e  16-quater  e  al  primo  periodo  del presente comma, si provvede  mediante  corrispondente  utilizzo,  per euro 15 milioni per l’anno 2011 in termini di sola cassa,  del  fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008,  n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre  2008,  n. 189.

16-sexies.  Le  risorse  di  cui  all’articolo  1,  comma  11,  del decreto-legge 23 ottobre 2008, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2008, n. 201, non utilizzate al  31  dicembre 2010 sono mantenute in bilancio nell’esercizio  2011  nel  limite  di euro 120 milioni. A tal fine le risorse di cui al precedente  periodo sono  versate  all’entrata  del  bilancio  dello  Stato  per   essere integralmente destinate ad incrementare, nell’anno 2011, la dotazione finanziaria di cui all’articolo 1, comma 40,  quarto  periodo,  della legge 13 dicembre 2010, n. 220. Conseguentemente, per le attivita’ di ricerca, assistenza e cura  dei  malati  oncologici  nonche’  per  la promozione di attivita’ sportive, culturali e sociali, ivi  previste, e’ destinata, per l’anno 2011, una quota non inferiore a  40  milioni di euro.  Al  relativo  onere  si  provvede  mediante  corrispondente utilizzo, per euro 120 milioni per l’anno 2011  in  termini  di  sola cassa, del fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge  7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  4 dicembre 2008, n. 189.

16-septies. Resta fissato al 30 giugno 2011 il termine ultimo entro il quale i serbatoi in esercizio  da  venticinque  anni  dalla  prima istallazione, presso i depositi GPL di cui al  decreto  del  Ministro dell’interno 14 maggio 2004, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n. 120 del 24 maggio 2004, devono essere sottoposti ad un puntuale esame visivo dell’intera superficie metallica, in aderenza alla  norma  UNI EN 970, e a controlli spessimetrici nel rispetto del  disposto  della norma UNI EN 10160, o, in alternativa, con le modalita’  tecniche  di cui all’appendice D  della  norma  UNI  EN  12818,  per  la  verifica dell’idoneita’  del  manufatto,  da  eseguire  a  cura  di  personale qualificato in possesso dei requisiti previsti  dalla  norma  UNI  EN 473.  L’omessa  esecuzione  delle   verifiche   descritte   determina automaticamente  l’obbligo  per  il  proprietario  del  serbatoio  di collocarlo fuori esercizio. Per i serbatoi che alla data  di  entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente  decreto  hanno raggiunto  i  venticinque  anni  di  esercizio,  l’esecuzione   delle verifiche va effettuata entro il termine  del  31  dicembre  2011.  I costi per le verifiche di cui al presente comma sono a  carico  delle imprese fornitrici dei serbatoi.

16-octies. Allo scopo di  consentire  la  proroga  delle  attivita’ connesse al servizio di sorveglianza sismica e vulcanica  sull’intero territorio nazionale, e’ incrementato di 1.500.000  euro  per  l’anno 2011 il  contributo  ordinario  per  il  funzionamento  dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV). Al relativo onere, pari a 1,5 milioni di euro per l’anno 2011, si provvede, quanto a  250.000 euro, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del  fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del  bilancio  triennale 2011-2013, nell’ambito del programma « Fondi di riserva e speciali  » della missione « Fondi da ripartire » dello stato di  previsione  del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2011,  allo  scopo parzialmente  utilizzando  l’accantonamento  relativo   al   medesimo Ministero,  e,  quanto   a   1.250.000   euro,   mediante   riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui  all’articolo  5,  comma  4,  del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, come integrata dal  decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6 agosto 2008, n. 133.

16-novies. Fino alla ratifica del nuovo accordo  di  collaborazione in campo radiotelevisivo tra la Repubblica italiana e  la  Repubblica di San Marino, firmato in data 5 marzo 2008, e comunque non oltre  il 31 dicembre 2011, il Dipartimento  per  l’informazione  e  l’editoria della  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  e’  autorizzato  ad assicurare, nell’ambito delle risorse finanziarie del bilancio  della Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  la   prosecuzione   della fornitura dei servizi previsti dalla apposita convenzione con la  RAI – Radiotelevisione italiana Spa, nel limite  massimo  di  spesa  gia’ previsto per la convenzione a legislazione vigente.

16-decies. Il termine di cui all’articolo 24, comma 1, del  decreto legislativo 4 marzo  2010,  n.  28,  e’  prorogato  di  dodici  mesi, limitatamente  alle  controversie  in  materia  di  condominio  e  di risarcimento del danno derivante  dalla  circolazione  di  veicoli  e natanti.

17. Per gli eventuali pagamenti derivanti  dall’operativita’  della garanzia di cui all’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30  luglio 2010, n. 122,  e’  possibile  provvedere  mediante  anticipazioni  di tesoreria, la cui regolarizzazione,  con  l’emissione  di  ordini  di pagamento sul pertinente capitolo di spesa, e’  effettuata  entro  il termine di novanta giorni dal pagamento, in coerenza con la procedura speciale di cui all’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 10  maggio 2010, n. 67, convertito dalla legge 22 giugno 2010, n. 99.

17-bis.  Al  fine  di  fronteggiare  la  crisi  finanziaria  e   in attuazione degli impegni  internazionali  assunti  in  occasione  del Vertice G20 di Londra e di Pittsburgh del 2009, del  Vertice  G20  di Toronto del 2010 e della risoluzione del  Consiglio  dei  Governatori della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) del  14 maggio 2010, le disposizioni di cui all’articolo  3  della  legge  18 maggio 1998, n. 160, sono prorogate per consentire l’estensione della partecipazione al capitale della  BERS,  nella  misura  di  ulteriori 76.695 azioni di capitale a chiamata, cui corrisponde  un  valore  di 766.950.000 euro.  Trattandosi  di  capitale  a  chiamata,  non  sono previsti pagamenti per tale sottoscrizione.

17-ter. Fermi gli effetti degli atti amministrativi gia’ adottati e la  destinazione  delle  risorse  finanziarie  reperite  mediante   i provvedimenti di revoca totale o parziale delle agevolazioni  di  cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 22 ottobre 1992,  n.  415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n.  488, e successive modificazioni, il termine di cui all’articolo  1,  comma 862,  della  legge  27  dicembre   2006,   n.   296,   e   successive modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre 2011.

17-quater. Al fine di consentire la  proroga  delle  operazioni  di sospensione dell’ammortamento dei mutui, le garanzie ipotecarie  gia’ prestate a fronte del mutuo oggetto di sospensione  dell’ammortamento per volonta’ del creditore o per  effetto  di  legge,  continuano  ad assistere il rimborso, secondo le modalita’ convenute, del debito che risulti all’originaria data di scadenza  di  detto  mutuo,  senza  il compimento di alcuna formalita’ o  annotazione.  Resta  fermo  quanto previsto all’articolo 39, comma 5, del testo  unico  delle  leggi  in materia bancaria e creditizia,  di  cui  al  decreto  legislativo  1° settembre 1993, n. 385. La disposizione di cui al presente  comma  si applica anche al finanziamento erogato dalla banca al  mutuatario  in qualita’  di  debitore  ceduto  nell’ambito   di   un’operazione   di cartolarizzazione con cessione dei crediti  ovvero  di  emissione  di obbligazioni bancarie garantite ai sensi della legge 30 aprile  1999, n. 130, al fine di consentire il rimborso del  mutuo  al  cessionario secondo  il  piano  di  ammortamento  in  essere  al  momento   della sospensione e per l’importo  delle  rate  oggetto  della  sospensione stessa. In tal caso la banca e’ surrogata di diritto  nelle  garanzie ipotecarie, senza il compimento di alcuna formalita’  o  annotazione, ma  la   surroga   ha   effetto   solo   a   seguito   dell’integrale soddisfacimento del   credito   vantato   dal   cessionario   del   mutuo   oggetto dell’operazione di cartolarizzazione o di emissione  di  obbligazioni bancarie garantite.

17-quinquies.  Qualora  la  banca,  al  fine   di   realizzare   la sospensione dell’ammortamento di cui al comma  17-quater,  riacquisti il   credito   in   precedenza   oggetto    di    un’operazione    di cartolarizzazione con cessione dei crediti  ovvero  di  emissione  di obbligazioni bancarie garantite, la banca cessionaria ne da’  notizia mediante pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale,  anche  mediante  un unico avviso relativo a  tutti  i  crediti  acquistati  dallo  stesso cedente. I privilegi e le garanzie di  qualsiasi  tipo,  da  chiunque prestate o comunque esistenti a favore  del  cedente,  conservano  la loro validita’ ed il loro grado  a  favore  della  banca  cessionaria senza bisogno di alcuna formalita’ o annotazione.

17-sexies. All’articolo 12, comma 7, della legge 31 dicembre  2009, n. 196, le parole: « mese di aprile » sono sostituite dalle seguenti:
« 30 settembre ».

17-septies. La prosecuzione delle attivita’ di cui all’articolo  2, comma 586, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  e’  assicurata,  a decorrere dal 30 settembre 2011, a  valere  sulle  risorse  destinate agli investimenti immobiliari degli enti previdenziali, in ogni  caso nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica. Per l’anno 2011  lo Stato e’ autorizzato a sottoscrivere fino a un  milione  di  euro  di quote di societa’ di gestione del  risparmio  finalizzate  a  gestire fondi comuni di investimento mobiliare di  tipo  chiuso  riservati  a investitori qualificati che perseguano tra i  loro  obiettivi  quelli della  realizzazione  di  nuove  infrastrutture  prevalentemente  sul territorio nazionale  e  con  effetti  di  lungo  periodo.  All’onere derivante dall’attuazione del secondo  periodo  del  presente  comma, pari a un milione di euro  per  l’anno  2011,  si  provvede  mediante corrispondente riduzione dello stanziamento  del  fondo  speciale  di conto capitale iscritto, ai fini del  bilancio  triennale  2011-2013, nell’ambito del programma « Fondi  di  riserva  e  speciali  »  della missione « Fondi  da  ripartire  »  dello  stato  di  previsione  del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2011,  allo  scopo parzialmente  utilizzando  l’accantonamento  relativo   al   medesimo Ministero.

17-octies. Ai fini dell’applicazione degli  istituti  di  vigilanza prudenziale   con   riferimento   all’esercizio   dell’attivita’   di bancoposta, entro il 30 giugno 2011 Poste italiane  Spa  costituisce, con  delibera  dell’assemblea,   su   proposta   del   consiglio   di amministrazione, un patrimonio destinato esclusivamente all’esercizio dell’attivita’ di bancoposta, come disciplinata  dal  regolamento  di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, per un valore anche superiore al 10 per cento  del  patrimonio  netto della societa’. La deliberazione dell’assemblea determina i beni e  i rapporti giuridici compresi in tale patrimonio e le regole di organizzazione, gestione e controllo del patrimonio. Il  patrimonio destinato costituito ai sensi del presente comma e’ disciplinato  dai commi da 17-novies a 17-duodecies e dalle norme del codice civile ivi espressamente richiamate.

17-novies.  La  deliberazione  dell’assemblea  di  cui   al   comma 17-octies e’ depositata e iscritta ai sensi  dell’articolo  2436  del codice civile. Si applica il secondo comma dell’articolo  2447-quater del codice civile.  Decorso  il  termine  di  cui  al  secondo  comma dell’articolo 2447-quater del codice civile ovvero dopo  l’iscrizione nel registro  delle  imprese  del  provvedimento  del  tribunale  ivi previsto, i beni e i rapporti giuridici  individuati  sono  destinati esclusivamente   al   soddisfacimento   delle   obbligazioni    sorte nell’ambito   dell’esercizio   dell’attivita’   di    bancoposta    e costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti  da  quello  di Poste italiane Spa e da altri eventuali patrimoni destinati.  Qualora la  deliberazione  prevista  dal   comma   17-octies   non   disponga diversamente,   per   le   obbligazioni   contratte   in    relazione all’esercizio  dell’attivita’  di  bancoposta,  Poste  italiane   Spa risponde nei limiti del patrimonio ad esso destinato. Resta salva  la responsabilita’  illimitata  della  societa’  per   le   obbligazioni derivanti da fatto illecito. Si applicano il secondo, terzo e  quarto comma dell’articolo 2447-quinquies del codice civile.

17-decies. E’ deliberata dall’assemblea ogni  eventuale  successiva modifica delle regole di organizzazione,  gestione  e  controllo  del patrimonio destinato nonche’ il trasferimento allo stesso di  beni  o rapporti giuridici compresi nel restante patrimonio di Poste italiane Spa. Si applica il comma 17-novies.

17-undecies.  Con  riferimento  al  patrimonio   destinato,   Poste italiane Spa tiene separatamente i libri  e  le  scritture  contabili prescritti dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile. I beni e i rapporti compresi nel  patrimonio  destinato  ai  sensi  del  comma

17-octies sono distintamente indicati nello stato patrimoniale  della societa’. Si applica l’articolo 2447-septies, commi secondo, terzo  e quarto, del codice civile.  Il  rendiconto  separato  e’  redatto  in conformita’ ai principi contabili internazionali. L’assemblea di  cui all’articolo 2364, secondo comma, del codice civile e’ convocata  per l’approvazione  del  bilancio  relativo  all’esercizio   2010   entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio.

17-duodecies. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 2, commi da 165 a 176, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, Poste italiane Spa  puo’ acquistare  partecipazioni,  anche  di  controllo,  nel  capitale  di banche. Restano ferme le autorizzazioni previste dal testo  unico  di cui al decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.  385,  nonche’  i provvedimenti previsti dalla legge  10  ottobre  1990,  n.  287,  ove richiesti.

17-terdecies. All’articolo 15 del decreto-legge 29  novembre  2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009, n. 2, al comma 13, ultimo periodo, le parole: «  puo’  essere  estesa all’esercizio successivo » sono sostituite  dalle  seguenti:  «  puo’ essere reiterata » e, dopo il comma 15, sono inseriti i seguenti:
« 15-bis. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi 13,  14  e 15, le imprese di cui all’articolo 210, commi 1 e 2, del codice delle assicurazioni private, di cui  al  decreto  legislativo  7  settembre 2005, n. 209, ai fini della verifica della solvibilita’  corretta  di cui al capo IV del titolo XV del  medesimo  codice,  per  l’esercizio 2010 e fino al 30 giugno 2011, possono  tener  conto  del  valore  di iscrizione nel bilancio individuale dei titoli di debito destinati  a permanere durevolmente nel patrimonio ed emessi o garantiti da  Stati dell’Unione europea. Tale misura, in relazione  all’evoluzione  della situazione  di  turbolenza  dei  mercati  finanziari,   puo’   essere reiterata con decreto del Ministro  dell’economia  e  delle  finanze, sentito l’ISVAP. Gli effetti derivanti dall’applicazione del presente comma non sono duplicabili con  altri  benefici  che  direttamente  o indirettamente incidono sul calcolo della solvibilita’ corretta.

15-ter. Le imprese di cui all’articolo 210, commi 1 e 2, del codice delle  assicurazioni  private,  di  cui  al  decreto  legislativo   7 settembre 2005, n. 209,  assicurano  la  permanenza  nell’ambito  del gruppo di  risorse  finanziarie  corrispondenti  alla  differenza  di valutazione conseguente all’applicazione del  comma  15-bis.  L’ISVAP disciplina  con  regolamento  modalita’,  condizioni  e   limiti   di attuazione del  medesimo  comma,  anche  al  fine  di  assicurare  la coerenza  con  altri  benefici  che  direttamente  o   indirettamente incidono sul calcolo della solvibilita’ corretta ».

17-quaterdecies. Il termine di un anno per l’adempimento del dovere di alienazione di cui all’articolo 30, comma 2,  terzo  periodo,  del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di  cui  al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,  come  prorogato,  da ultimo, dall’articolo 1, comma 17-bis, del decreto-legge 30  dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26  febbraio 2010, n. 25, e’ ulteriormente prorogato al 31  dicembre  2014  per  i soggetti  che  alla  data  del  31  dicembre  2009   detenevano   una partecipazione al capitale sociale superiore ai  limiti  fissati  dal primo periodo del citato comma 2, qualora il superamento  del  limite derivi  da  operazioni  di  concentrazione  tra  banche  oppure   tra investitori, fermo restando che tale partecipazione non potra’ essere incrementata.

18. Per l’anno 2011 il termine di approvazione dei bilanci e  delle convenzioni delle Agenzie fiscali e’ differito  al  30  giugno  dello stesso anno e sono corrispondentemente differiti tutti i termini  per l’adozione dei relativi atti presupposti.

19. All’articolo 7  del  decreto-legge  27  luglio  2005,  n.  144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio  2005,  n.  155, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: « fino al 31 dicembre  2010,  chiunque  » sono sostituite dalle seguenti: « fino al 31 dicembre 2011, chiunque, quale attivita’ principale, »;
b) i commi 4 e 5 sono abrogati.

20. Le dilazioni concesse, fino alla  data  di  entrata  in  vigore della  legge  di  conversione  del   presente   decreto,   ai   sensi dell’articolo 19 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29 settembre 1973, n. 602, interessate dal mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, possono essere prorogate per un ulteriore periodo e fino a  settantadue  mesi  a  condizione  che  il debitore comprovi un temporaneo  peggioramento  della  situazione  di difficolta’ posta a base della concessione della prima dilazione.

21. All’articolo 2 del decreto-legge 16  settembre  2008,  n.  143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n.  181, dopo il comma 6, e’ inserito il seguente:
«6-bis. Fino al 31 marzo 2011 Equitalia Giustizia  Spa  effettua  i versamenti dovuti al bilancio dello  Stato  al  lordo  delle  proprie spese di gestione e, a decorrere dai versamenti da  eseguire  dal  1° aprile 2011, il recupero di tali spese, a fronte  di  attivita’  rese dalla stessa Equitalia Giustizia  Spa  nell’ambito  dei  propri  fini statutari, segue il principio della prededuzione, con  le  modalita’, le condizioni e i termini stabiliti nelle convenzioni regolative  dei rapporti con i competenti Ministeri.  Con  riferimento  alle  risorse sequestrate in forma di denaro  intestate  “Fondo  unico  giustizia”, Equitalia Giustizia Spa trasferisce tali risorse su uno o piu’  conti correnti intrattenuti con gli operatori finanziari  che  garantiscono un tasso d’interesse attivo allineato  alle  migliori  condizioni  di mercato, nonche’ un adeguato livello di solidita’ e di  affidabilita’ ed idonei livelli di servizio».

22.  Fino  al  31  marzo  2011,  in  funzione  delle  finalita’  di potenziamento dell’azione di contrasto dell’evasione e  dell’elusione fiscale nonche’ delle funzioni di controllo, analisi  e  monitoraggio della spesa pubblica, anche al fine  di  assicurare  la  prosecuzione degli adempimenti connessi all’attuazione della legge 5 maggio  2009, n. 42, e della legge 31 dicembre 2009,  n.  196,  e’  autorizzato  il completamento del programma di cui al bando di concorso del 5  agosto 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4a serie speciale,  n.  67 del 1° settembre 2009, nonche’ del  programma  di  cui  al  bando  di concorso del 28 novembre 2007, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale, 4a serie speciale, n. 102 del 28  dicembre  2007,  mediante  utilizzo delle relative graduatorie, a valere sulle disponibilita’ di  cui  al comma 14 dell’articolo 1 del decreto-legge 3 ottobre  2006,  n.  262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n.  286, anche per gli effetti di quanto previsto dall’articolo 3, comma  102, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, come  modificato  dall’articolo 9, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.  Con  decreto  del Ministro dell’economia e delle finanze sono determinate le  quote  di personale da assegnare ai singoli dipartimenti.

23. Il termine di cinque anni di  cui  all’articolo  1,  comma  25, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  e’  prorogato  di  tre  anni. All’articolo 1, comma 28, della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,  il termine di  riferimento  degli  atti  pubblici  formati,  degli  atti giudiziari pubblicati o emanati e delle scritture private autenticate a cui si applicano le disposizioni di  cui  ai  commi  25,  26  e  27 dell’articolo 1  della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  decorre dall’anno 2005. Al relativo onere, valutato in 1 milione  di  euro  a decorrere dal 2011, si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto,  ai fini del bilancio  triennale  2011-2013,  nell’ambito  del  programma
«Fondi di riserva e speciali» della  missione  «Fondi  da  ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2011, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’economia e delle finanze.

24. Il termine di cui all’articolo 1, comma 2, terzo periodo, della legge 3 giugno 1999, n. 157, per la presentazione della richiesta dei rimborsi delle spese per  le  consultazioni  elettorali  relative  al rinnovo dei Consigli delle regioni a statuto ordinario del  28  e  29 marzo 2010, e’ differito al trentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Le quote di rimborso relative all’anno 2010  maturate  a  seguito  della richiesta  presentata  in  applicazione  del  presente   comma   sono corrisposte in un’unica soluzione, entro quarantacinque giorni  dalla data  di  scadenza  del  predetto  termine,  e   l’erogazione   delle successive quote ha luogo alle  scadenze  previste  dall’articolo  1, comma  6,  della  legge  3  giugno  1999,  n.   157,   e   successive modificazioni.

25. La disciplina normativa vigente alla data di entrata in  vigore della legge di conversione del presente decreto nelle materie di  cui ai commi da 26 a 28 si  applica  fino  all’entrata  in  vigore  delle disposizioni previste dal comma 26.

26. All’articolo 4 del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, dopo il comma 7, sono aggiunti i seguenti:
«7-bis. I principi contabili internazionali, che sono adottati  con regolamenti UE entrati in vigore successivamente al 31 dicembre 2010, si applicano nella redazione dei bilanci d’esercizio con le modalita’ individuate a seguito della procedura prevista nel comma 7-ter.

7-ter. Con decreto del  Ministro  della  giustizia,  emanato  entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dei regolamenti UE  di cui al comma 7-bis, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, acquisito il parere dell’Organismo italiano di  contabilita’ e sentiti la Banca d’Italia, la  CONSOB  e  l’ISVAP,  sono  stabilite eventuali  disposizioni   applicative   volte   a   realizzare,   ove compatibile, il coordinamento tra i principi medesimi e la disciplina di cui al titolo V del libro V del  codice  civile,  con  particolare riguardo alla funzione del bilancio di esercizio.

7-quater. Il Ministro dell’economia e delle finanze  provvede,  ove necessario, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 7-ter, ad emanare eventuali  disposizioni  di coordinamento per la determinazione della base imponibile dell’IRES e dell’IRAP. In caso di mancata emanazione del decreto di cui al  comma 7-ter, le disposizioni di cui  al  periodo  precedente  sono  emanate entro centocinquanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  del regolamento UE».

27. All’articolo 83 del testo unico delle imposte sui  redditi,  di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n. 917, dopo le parole: «19 luglio 2002,»  sono  inserite  le  seguenti:
«anche  nella  formulazione  derivante   dalla   procedura   prevista dall’articolo 4, comma 7-ter, del  decreto  legislativo  28  febbraio 2005, n. 38,».

28. Le disposizioni  di  coordinamento  previste  dall’articolo  4, comma 7-quater, del decreto legislativo  28  febbraio  2005,  n.  38, introdotto  dal  comma  26  del  presente  articolo,  possono  essere emanate,  entro  il  31  maggio  2011,  per  i   principi   contabili internazionali adottati con regolamento  UE  entrato  in  vigore  nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010.

29. Le norme  di  cui  all’articolo  42-bis  del  decreto-legge  30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge  27 febbraio 2009, n. 14, si applicano alle violazioni  commesse  dal  28 febbraio  2010  alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto. Per  tali  violazioni  le  scadenze fissate dal comma 2 del citato articolo 42-bis al 30 settembre 2009 e al 31 maggio 2010 sono prorogate rispettivamente al 30 settembre 2011 e al 31 maggio 2011.

30. All’articolo 3, comma 57, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, le parole: «e, comunque, nei  cinque  anni  antecedenti  la  data  di entrata in vigore della presente legge,» sono soppresse.

31. All’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 16  marzo  2004,  n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge  11  maggio  2004,  n. 126, le parole: «dalla data di  entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto»  sono  sostituite  dalle  seguenti:
«dalla data  della  sentenza  definitiva  di  proscioglimento  o  del decreto di archiviazione per infondatezza della notizia di reato».

32. Per i provvedimenti di proscioglimento di cui  all’articolo  3, commi 57 e 57-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,  pronunciati in data antecedente a quella di entrata  in  vigore  della  legge  di conversione del presente decreto, il termine di cui  all’articolo  2, comma 1, del citato decreto-legge 16 marzo 2004, n. 66, decorre dalla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto. Dall’applicazione delle norme dei commi da 30  a  32,  primo periodo, del presente articolo non puo’ derivare  una  permanenza  in servizio superiore di oltre cinque anni ai  limiti  massimi  previsti dai rispettivi ordinamenti.

33. All’articolo 1 della legge  13  dicembre  2010,  n.  220,  sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 129, dopo la lettera g), e’ inserita la seguente:
«g-bis) delle spese finanziate con le risorse di cui ai commi 6,  7 e 38. L’esclusione delle spese di cui al comma 38 opera nel limite di 200 milioni di euro»;
b) dopo il comma 130 e’ inserito il seguente:
«130-bis. Ai fini della determinazione degli obiettivi di  ciascuna regione, le  spese  sono  valutate  considerando  le  spese  correnti riclassificate secondo la  qualifica  funzionale  “Ordinamento  degli uffici. Amministrazione generale ed organi  istituzionali”  ponderate con un coefficiente inferiore a  1  e  le  spese  in  conto  capitale ponderate con un coefficiente superiore a 1. La ponderazione  di  cui al  presente  comma  e’  determinata   con   decreto   del   Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa in  sede  di  Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e di  Bolzano,  assumendo  a  riferimento  i  dati comunicati in attuazione dell’articolo 19-bis  del  decreto-legge  25 settembre 2009, n. 135, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2009, n. 166, valutati su base omogenea. Le disposizioni del presente  comma  si  applicano  nell’anno  successivo  a  quello   di emanazione del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze  di cui al presente comma»;
c) al comma 135, dopo le parole: «alla spesa  di  personale,»  sono inserite le seguenti: «ai trasferimenti  correnti  e  continuativi  a imprese pubbliche e private,  a  famiglie  e  a  istituzioni  sociali private,»;
d) dopo il comma 138 e’ inserito il seguente:
«138-bis. Ai fini  dell’applicazione  del  comma  138,  le  regioni definiscono criteri  di  virtuosita’  e  modalita’  operative  previo confronto in sede di Consiglio delle  autonomie  locali  e,  ove  non istituito, con i rappresentanti regionali delle autonomie locali»;
e) il comma 140 e’ sostituito dal seguente:
«140. Ai fini dell’applicazione dei  commi  138  e  139,  gli  enti locali dichiarano all’ANCI, all’UPI, alle  regioni  e  alle  province autonome, entro il  15  settembre  di  ciascun  anno,  l’entita’  dei pagamenti che  possono  effettuare  nel  corso  dell’anno.  Entro  il termine del 31 ottobre, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze, con riferimento a ciascun ente  beneficiario,  gli  elementi  informativi occorrenti per la verifica del mantenimento dell’equilibrio dei saldi di finanza pubblica»;
f) al  comma  143,  nel  primo  periodo,  la  parola:  «doppio»  e’ sostituita dalla seguente: «triplo»;
g) dopo il comma 148, e’ inserito il seguente:
«148-bis. Le regioni che si trovano  nelle  condizioni  di  cui  al comma 148 si considerano adempienti al patto di stabilita’ interno  a tutti gli effetti se, nell’anno successivo, procedono ad applicare le seguenti prescrizioni:
a) impegnare le  spese  correnti,  al  netto  delle  spese  per  la sanita’, in misura  non  superiore  all’importo  annuale  minimo  dei corrispondenti impegni effettuati nell’ultimo triennio.  A  tal  fine riducono l’ammontare complessivo  degli  stanziamenti  relativi  alle spese correnti, al netto delle spese per la sanita’,  ad  un  importo non superiore a quello  annuale  minimo  dei  corrispondenti  impegni dell’ultimo triennio;
b) non ricorrere all’indebitamento per gli investimenti;
c) non procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo  con qualsivoglia tipologia  contrattuale,  ivi  compresi  i  rapporti  di collaborazione  continuata   e   di   somministrazione,   anche   con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E’ fatto altresi’ divieto di stipulare contratti di servizio che  si  configurino  come elusivi della presente disposizione. A tal  fine,  il  rappresentante legale  e  il  responsabile  del  servizio  finanziario   certificano trimestralmente il rispetto delle condizioni di cui alle lettere a) e
b) e di cui alla presente lettera. La  certificazione  e’  trasmessa, entro i dieci giorni successivi al termine di ciascun  trimestre,  al Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  –   Dipartimento   della Ragioneria generale dello Stato.  In  caso  di  mancata  trasmissione della certificazione le regioni si considerano inadempienti  a  tutti gli effetti. Lo stato di inadempienza e  le  sanzioni  previste,  ivi compresa quella di cui all’articolo 14, comma 4, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  30 luglio 2010, n. 122, hanno  effetto  decorso  il  termine  perentorio previsto per l’invio della certificazione ».

34. I piani di stabilizzazione finanziaria di cui all’articolo  14, comma 22, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.  122,  sono  completati entro il 30 giugno 2011. L’attuazione degli atti indicati  nei  piani deve avvenire entro il 31 dicembre 2012, fermo restando il termine di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre  2009,  n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,  n. 26.

35. All’articolo 1, comma 796, lettera t), della legge 27  dicembre 2006, n. 296, dopo le parole: «strutture private»  sono  inserite  le seguenti: «ospedaliere e ambulatoriali» e dopo  le  parole:  «decreto legislativo n. 502 del 1992;» sono inserite le seguenti: «le  regioni provvedono ad adottare provvedimenti finalizzati a garantire che  dal 1° gennaio 2013 cessino gli accreditamenti  provvisori  di  tutte  le altre strutture sanitarie e socio-sanitarie  private,  nonche’  degli stabilimenti termali come individuati dalla legge 24 ottobre 2000, n. 323,  non  confermati  dagli   accreditamenti   definitivi   di   cui all’articolo 8-quater, comma 1, del decreto legislativo  n.  502  del 1992».

36. All’articolo 11, comma 6, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n. 122, al secondo periodo, le parole: «fermo restando  quanto  previsto all’articolo 48, comma 32, del decreto-legge 30  settembre  2003,  n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,  n. 326» sono sostituite dalle seguenti: «rispetto a quanto gia’ previsto dalla vigente normativa».

37. Fino al 31 dicembre 2011 le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 103, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, nel limite di  spesa ivi indicato, si applicano anche alla provincia di Milano.

38. L’importo di 70 milioni di euro accantonato, in relazione  agli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 207 del 7 giugno 2010, in sede di riparto  delle  disponibilita’  finanziarie  per  il Servizio  sanitario  nazionale  per  l’anno  2010   in   applicazione dell’articolo 11, comma 5, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122, corrispondente  all’ammontare  delle  risorse   da   destinare   alla copertura  degli  oneri  connessi  agli  accertamenti   medico-legali disposti dalle Amministrazioni pubbliche per i dipendenti assenti dal servizio per malattia, viene attribuito alle  regioni  dal  Ministero della salute sulla base dei criteri individuati, in sede di  comitato costituito ai sensi dell’articolo 9  dell’intesa  tra  lo  Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano  del  23  marzo 2005, pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2005, previa  valutazione  congiunta  degli  effetti della predetta sentenza sugli oneri per  la  copertura  dei  medesimi accertamenti medico-legali.

39. Il comma 108 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre  2010,  n. 220, e’ sostituito dal seguente:
«108. All’articolo 204, comma 1, del testo unico di cui al  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: “il 15 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “il 12 per cento per l’anno  2011,  il  10 per cento per l’anno 2012 e  l’8  per  cento  a  decorrere  dall’anno 2013″».

40. All’articolo 6, comma 21, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n. 122, sono aggiunte, in fine, le  seguenti  parole:  «,  nonche’  alle associazioni di cui all’articolo  270  del  testo  unico  di  cui  al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».

41. All’articolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n.  244, le parole: «Per gli anni 2008, 2009 e  2010»  sono  sostituite  dalle seguenti: «Per gli anni dal 2008 al 2012».

42. All’articolo 63, comma 1, numero 2), del testo unico di cui  al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo  le  parole:  «della Regione» sono aggiunte le seguenti: «, fatta eccezione per  i  comuni con  popolazione  non  superiore  a   3.000   abitanti   qualora   la partecipazione dell’ente locale di appartenenza sia  inferiore  al  3 per cento e fermo restando quanto  disposto  dall’articolo  1,  comma 718, della legge 27 dicembre 2006, n. 296».

43. All’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220,  il  comma 117 e’ sostituito dal seguente:
«117. Ai fini dell’applicazione  dell’articolo  14,  comma  2,  del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al comma 32 del medesimo articolo 14, le parole: “Entro il 31  dicembre  2011”  sono  sostituite  dalle seguenti: “Entro il 31 dicembre 2013” e, dopo il secondo periodo,  e’ inserito il seguente: “Le disposizioni di cui al secondo periodo  non si applicano ai comuni con popolazione fino  a  30.000  abitanti  nel caso in cui le societa’ gia’ costituite: a) abbiano, al  31  dicembre 2013, il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi; b) non  abbiano subito, nei precedenti esercizi, riduzioni di capitale conseguenti  a perdite di bilancio; c) non abbiano subito, nei precedenti  esercizi, perdite di bilancio in conseguenza delle quali il  comune  sia  stato gravato  dell’obbligo  di  procedere   al   ripiano   delle   perdite medesime”».

44. Fino alla data di entrata in vigore di ciascuna legge regionale di riordino e comunque non oltre il 31 dicembre 2011, i  consorzi  di funzioni costituiti per la gestione degli enti  parco  istituiti  con legge regionale sono esclusi dall’applicazione della disposizione  di cui all’articolo 2, comma 186, lettera e), della  legge  23  dicembre 2009, n. 191.  Agli  oneri  derivanti  dall’attuazione  del  presente comma, valutati in euro 800.000 per l’anno 2011, si provvede mediante riduzione  delle  dotazioni  di   parte   corrente,   relative   alle autorizzazioni di spesa di cui alla Tabella C della legge 13 dicembre 2010, n. 220, i cui stanziamenti sono iscritti in bilancio come spese rimodulabili, per l’anno 2011, fino a concorrenza dell’onere.

45.  Entro  il  mese  di  marzo  2011,  il  Ministero  dell’interno corrisponde, a titolo di acconto, in favore dei  comuni  appartenenti alle regioni  a  statuto  ordinario,  una  somma  pari  ai  pagamenti effettuati nel  primo  trimestre  2010,  ai  sensi  del  decreto  del Ministro dell’interno 21 febbraio  2002,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 56 del  7  marzo  2002.  Detto  acconto,  per  la  parte imputabile ai trasferimenti oggetto di fiscalizzazione, e’ portato in detrazione dalle entrate spettanti ai predetti comuni, sulla base dei provvedimenti attuativi della legge 5 maggio 2009, n. 42. Per  l’anno 2011, i trasferimenti erariali corrisposti dal Ministero dell’interno in favore degli enti locali, diversi da quelli indicati  nel  periodo precedente,  sono  determinati  in  base  alle  disposizioni   recate dall’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 25 gennaio  2010,  n.  2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n.  42,  ed alle modifiche delle dotazioni dei fondi successivamente intervenute. Sono  prorogate  per  l’anno  2011  le  disposizioni  in  materia  di compartecipazione provinciale al  gettito  dell’imposta  sul  reddito delle persone fisiche di cui all’articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

46. Al fine di acquisire i necessari elementi di valutazione per la successiva proroga del programma «carta acquisti», di cui al comma 32 dell’articolo  81  del  decreto-legge  25  giugno   2008,   n.   112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133, nonche’ per favorire la diffusione della carta acquisti tra le  fasce di popolazione in condizione di  maggiore  bisogno,  e’  avviata  una sperimentazione in favore degli enti caritativi operanti  nei  comuni con piu’ di 250.000 abitanti.

47. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con  decreto  del  Ministro  del lavoro e  delle  politiche  sociali,  adottato  di  concerto  con  il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite:
a) le modalita’ di  selezione  degli  enti  caritativi  destinatari delle carte acquisti e i criteri di attribuzione di quote del  totale di carte disponibili per  la  sperimentazione,  avuto  riguardo  alla natura no profit degli enti e alle loro  finalita’  statutarie,  alla diffusione  dei  servizi   e   delle   strutture   gestiti   per   il soddisfacimento delle esigenze alimentari delle persone in condizione di bisogno, al numero medio  di  persone  che  fanno  riferimento  ai servizi e alle strutture, al numero di giornate in cui il servizio e’ prestato;
b) le caratteristiche delle persone in condizione di  bisogno  alle quali gli enti caritativi si impegnano a rilasciare le carte acquisti di cui  sono  titolari  per  il  successivo  utilizzo,  tenuto  conto dell’indicatore della situazione economica  equivalente,  di  cui  al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109; c)  le  modalita’  di  rendicontazione  sull’utilizzo  delle  carte acquisti e le caratteristiche dei progetti individuali  di  presa  in carico  da  parte  dell’ente  caritativo  per  il  superamento  della condizione di poverta’, emarginazione  ed  esclusione  sociale  della persona in condizione di bisogno;
d) le modalita’ di  adesione  dei  comuni  sul  cui  territorio  e’ attivata la sperimentazione,  finalizzata  all’identificazione  degli enti   caritativi   operanti   nel   proprio   ambito   territoriale, all’integrazione con gli interventi di cui  il  comune  e’  titolare, all’eventuale incremento del beneficio connesso alla  carta  acquisti mediante versamenti al Fondo di cui all’articolo 81,  comma  29,  del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, allo scambio di  informazioni  sui beneficiari degli interventi di contrasto alla poverta’.

48. La sperimentazione ha durata di dodici mesi a  decorrere  dalla data  di  concessione  delle  carte  acquisti  agli  enti  caritativi selezionati ai sensi del comma 47. Per  le  risorse  necessarie  alla sperimentazione si provvede a valere sul Fondo  di  cui  all’articolo 81, comma 29, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.  112,  convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto  2008,  n.  133,  nel  limite massimo di 50 milioni di euro, che viene corrispondentemente ridotto.

49. All’articolo 1,  primo  comma,  del  testo  unico  delle  leggi concernenti  il  sequestro,  il  pignoramento  e  la  cessione  degli stipendi,  salari  e  pensioni   dei   dipendenti   delle   pubbliche Amministrazioni, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  5 gennaio 1950, n. 180, e’ aggiunto,  in  fine,  il  seguente  periodo:
«Fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro e  del  relativo rapporto previdenziale, i trattamenti di fine servizio (indennita’ di buona  uscita,  indennita’  di  anzianita’,  indennita’   premio   di servizio) non possono essere ceduti».

50. Con effetto  dal  16  dicembre  2010,  viene  meno  l’efficacia abrogativa gia’ disposta per le disposizioni di  legge  di  cui  alle voci 69844 (legge 13 marzo 1950, n. 114), 69920 (legge 2 aprile 1951, n. 302), 70139 (legge 11 aprile 1955,  n.  379)  e  70772  (legge  26 luglio 1965, n. 965), che si intendono soppresse nell’Allegato  1  al decreto legislativo 13 dicembre 2010, n. 212.  Ai  sensi  e  per  gli effetti di  cui  al  presente  comma,  la  legge  n.  114  del  1950, limitatamente agli articoli 1 e 4, e la legge n. 302 del 1951, citate nel presente  comma,  sono  incluse  nell’Allegato   1   al   decreto legislativo 1° dicembre 2009, n.  179,  con  effetto  dalla  data  di entrata in vigore del medesimo decreto legislativo.

51.  All’articolo  3,  comma  2,  secondo  periodo,   del   decreto legislativo 9 aprile 2008, n.  81,  e  successive  modificazioni,  in materia di tutela della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di lavoro, le parole:  «entro  trentasei  mesi»  sono  sostituite  dalle seguenti: «entro quarantotto mesi».

52. L’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA),  nelle  more dell’espletamento delle nuove procedure concorsuali di cui al decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  30   novembre   2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 7  febbraio  2011,  per l’assunzione di dirigenti, e’ autorizzata a prorogare, per  il  tempo necessario,  e  comunque  non  oltre  il  31  dicembre   2011,   fino all’entrata in servizio dei vincitori  dell’anzidetto  concorso,  gli incarichi dirigenziali conferiti ai sensi dell’articolo 6,  comma  5, del decreto legislativo 27  maggio  1999,  n.  165,  come  modificato dall’articolo 7 del decreto legislativo 15 giugno 2000,  n.  188,  in scadenza il 31  dicembre  2010,  nel  limite  massimo  di  3  unita’. All’onere derivante dal presente  comma,  pari  a  400.000  euro,  si provvede a valere sulla dotazione finanziaria di cui all’articolo  1, comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220.

53. All’articolo 72 del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «2009, 2010 e 2011» sono inserite le seguenti: «, 2012, 2013 e 2014»;
b) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. I posti resisi vacanti  ai  sensi  del  comma  1  non  sono reintegrabili  negli  anni  nei  quali  puo’  essere  presentata   la richiesta di esonero ai sensi del primo periodo  del  medesimo  comma 1».

54. All’articolo 32 della legge 4 novembre 2010, n.  183,  dopo  il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
«1-bis. In sede di  prima  applicazione,  le  disposizioni  di  cui all’articolo 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 1 del presente articolo, relative al termine  di sessanta giorni  per  l’impugnazione  del  licenziamento,  acquistano efficacia a decorrere 31 dicembre 2011».

55. Infunzione anche della prossima entrata  in  vigore  del  nuovo accordo di Basilea, le attivita’ per imposte anticipate  iscritte  in bilancio, relative a svalutazioni di crediti non ancora  dedotte  dal reddito imponibile ai sensi del comma 3 dell’articolo 106  del  testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917  (TUIR),  nonche’  quelle relative  al  valore  dell’avviamento   e   delle   altre   attivita’ immateriali, i  cui  componenti  negativi  sono  deducibili  in  piu’ periodi d’imposta ai fini delle imposte sui redditi, sono trasformate in crediti d’imposta qualora nel bilancio individuale della  societa’ venga rilevata una perdita d’esercizio.

56. La trasformazione di cui al comma  55  decorre  dalla  data  di approvazione del bilancio da parte dell’assemblea dei soci  ed  opera per un importo pari al prodotto, da effettuarsi sulla base  dei  dati del medesimo bilancio approvato, tra:
a) la perdita d’esercizio, e b) il rapporto fra  le  attivita’  per imposte anticipate indicate al comma  55  e  la  somma  del  capitale sociale e delle riserve.

57. Il credito d’imposta di cui al comma 55 non e’ rimborsabile ne’ produttivo di interessi. Esso puo’ essere ceduto ovvero  puo’  essere utilizzato, senza  limiti  di  importo,  in  compensazione  ai  sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,  n.  241.  Il credito va indicato nella dichiarazione dei redditi  e  non  concorre alla formazione del reddito di  impresa  ne’  della  base  imponibile dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive. Con decorrenza dal periodo d’imposta in corso alla data di  approvazione  del  bilancio, non  sono  deducibili  i  componenti  negativi  corrispondenti   alle attivita’ per imposte anticipate trasformate in credito d’imposta.

58.  Con  decreto  di  natura  non   regolamentare   del   Ministro dell’economia e delle finanze, sentita  la  Banca  d’Italia,  possono essere stabilite modalita’ di attuazione del presente articolo.

59. Nel comma 10 dell’articolo 15  del  decreto-legge  29  novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio 2009, n. 2, al penultimo periodo, le parole:  «non  superiore  ad  un nono» sono sostituite dalle seguenti: «non superiore ad  un  decimo». In deroga all’articolo 3 della legge  27  luglio  2000,  n.  212,  le disposizioni del presente comma articolo si applicano a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e rilevano ai fini del versamento in acconto delle imposte sui redditi e dell’imposta  regionale  sulle attivita’ produttive per il medesimo periodo d’imposta.

60. All’onere derivante dai commi da 55 a 57, pari a 141 milioni di euro a decorrere dall’anno 2011, si  provvede  mediante  utilizzo  di parte  delle  maggiori  entrate  derivanti  dall’applicazione   delle disposizioni di cui al comma 59. Il Ministro  dell’economia  e  delle finanze  e’  autorizzato  ad  apportare,  con  proprio  decreto,   le occorrenti variazioni di bilancio.

61. Inordine alle operazioni bancarie regolate  in  conto  corrente l’articolo 2935 del codice civile si  interpreta  nel  senso  che  la prescrizione relativa ai diritti nascenti dall’annotazione  in  conto inizia a decorrere dal giorno dell’annotazione stessa. In  ogni  caso non si fa luogo alla restituzione degli  importi  gia’  versati  alla data di entrata in vigore della legge  di  conversione  del  presente decreto.

62. Nell’articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi,  di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n. 917, dopo il comma 5-quater e’ aggiunto  il  seguente:  «5-quinquies. Gli organismi di investimento collettivo del risparmio  con  sede  in Italia,  diversi  dai  fondi  immobiliari,  e  quelli  con  sede   in Lussemburgo, gia’ autorizzati al collocamento  nel  territorio  dello Stato, di cui all’articolo  11-bis  del  decreto-legge  30  settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25  novembre 1983, n. 649, e successive  modificazioni,  non  sono  soggetti  alle imposte sui redditi, con esclusione dell’imposta sostitutiva  del  27 per cento di cui all’articolo 2 del  decreto  legislativo  1°  aprile 1996, n. 239, e successive modificazioni.  Le  ritenute  operate  sui redditi di capitale sono a titolo  d’imposta.  Non  si  applicano  la ritenuta del 27 per cento prevista dal comma 2 dell’articolo  26  del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e successive modificazioni, sugli interessi ed altri proventi dei conti correnti bancari, a condizione che la giacenza media  annua  non  sia superiore al 5  per  cento  dell’attivo  medio  gestito,  nonche’  le ritenute del 12,50 per cento previste dagli articoli 26, commi  3-bis e 5, e 26-quinquies del predetto decreto nonche’ dall’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, e successive modificazioni».

63. Dopo l’articolo 26-quater  del  decreto  del  Presidente  della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e’ inserito il seguente:
« ART. 26-quinquies. – (Ritenuta sui redditi di capitale  derivanti dalla partecipazione ad OICR italiani e lussemburghesi storici). – 1. Sui proventi di cui alla lettera g) dell’articolo 44,  comma  1,  del testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo  del  risparmio con sede in Italia, diversi dai fondi immobiliari,  e  a  quelli  con sede in Lussemburgo, gia’ autorizzati al collocamento nel  territorio dello  Stato,  di  cui  all’articolo  11-bis  del  decreto-legge   30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, e successive modificazioni, limitatamente alle quote o azioni collocate nel territorio dello Stato, le  societa’  di gestione  del  risparmio,  le  SICAV,  i  soggetti   incaricati   del collocamento delle quote o azioni di cui al  citato  articolo  11-bis del decreto-legge  30  settembre  1983,  n.  512,  e  quelli  di  cui all’articolo  23  del  presente   decreto   incaricati   della   loro negoziazione, operano una ritenuta del 12,50 per  cento.  Qualora  le quote o azioni dei predetti organismi siano immesse in un sistema  di deposito accentrato gestito da  una  societa’  autorizzata  ai  sensi dell’articolo 80 del testo unico di cui  al  decreto  legislativo  24 febbraio 1998, n. 58, la ritenuta e’ applicata dai  soggetti  di  cui all’articolo 23 del presente decreto presso i quali le quote o azioni sono state depositate,  direttamente  o  indirettamente  aderenti  al suddetto sistema di deposito accentrato,  nonche’  dai  soggetti  non residenti aderenti a detto sistema di deposito  accentrato  ovvero  a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti al medesimo sistema.

2. I soggetti non residenti di cui  al  comma  1,  ultimo  periodo, nominano quale loro rappresentante fiscale in Italia una banca o  una societa’ di intermediazione mobiliare, residente nel territorio dello Stato, una stabile organizzazione in Italia di banche o di imprese di investimento  non  residenti,  ovvero  una   societa’   di   gestione accentrata di strumenti finanziari autorizzata ai sensi dell’articolo 80 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.

58. Il rappresentante fiscale risponde  dell’adempimento  dei  propri compiti negli stessi termini e con le stesse responsabilita’ previste per i soggetti di cui al comma 1 residenti in Italia e provvede a:
a) versare la ritenuta di cui al comma 1; b)    fornire,    entro    quindici    giorni    dalla    richiesta dell’Amministrazione finanziaria, ogni notizia o documento utile  per comprovare il corretto assolvimento  degli  obblighi  riguardanti  la suddetta ritenuta. 3.  La  ritenuta  di  cui  al  comma  1  si  applica  sui  proventi distribuiti  in   costanza   di   partecipazione   all’organismo   di investimento e su quelli compresi nella differenza tra il  valore  di riscatto, di liquidazione o di cessione delle quote  o  azioni  e  il costo medio ponderato di sottoscrizione  o  acquisto  delle  quote  o azioni medesime. In ogni caso, il valore e il  costo  delle  quote  o azioni e’ rilevato dai prospetti periodici.

4. La ritenuta di cui al comma 1 e’ applicata a titolo  di  acconto nei confronti di: a) imprenditori individuali, se  le  partecipazioni sono relative all’impresa ai sensi dell’articolo 65 del  testo  unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; b) societa’ in nome  collettivo, in accomandita semplice ed  equiparate  di  cui  all’articolo  5  del predetto testo unico; c) societa’ ed enti di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 73,  comma  1,  del  medesimo  testo  unico  e  stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle societa’ e degli enti di cui al comma 1, lettera d), del medesimo articolo.  Nei  confronti di tutti  gli  altri  soggetti,  compresi  quelli  esenti  o  esclusi dall’imposta sul reddito delle societa’, la ritenuta e’  applicata  a titolo d’imposta.

5. Non sono soggetti ad imposizione i proventi di cui  al  comma  1 percepiti da soggetti non residenti come indicati nell’articolo 6 del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239.

6. Ai fini dell’applicazione della ritenuta di cui al  comma  1  si considera cessione  anche  il  trasferimento  di  quote  o  azioni  a rapporti di custodia, amministrazione o gestione intestati a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza, salvo  che  il trasferimento sia avvenuto per successione  o  donazione.  In  questo caso, il contribuente fornisce al  soggetto  tenuto  all’applicazione della ritenuta la necessaria provvista».

64. All’articolo 6 del decreto legislativo  21  novembre  1997,  n. 461, sono apportate le seguenti modifiche:
a) nel quarto periodo del comma 2, dopo le parole: «Per i  soggetti non residenti» sono inserite le seguenti: «nonche’ per le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso o rimborso di  quote  o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio»;
b) nel secondo periodo del comma 5, dopo le  parole:  «Qualora  sia revocata  l’opzione  o  sia   chiuso   il   rapporto   di   custodia, amministrazione o deposito»  sono  inserite  le  seguenti:  «o  siano rimborsate anche parzialmente le  quote  o  azioni  di  organismi  di investimento collettivo del risparmio,».

65. Nella lettera c)  del  comma  3  dell’articolo  7  del  decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, dopo le parole: «dai commi 3  e

3-bis dell’articolo 26» sono inserite le seguenti: «e la ritenuta del 12,50 per cento di cui all’articolo 26-quinquies».

66. Nel comma 3 dell’articolo 17 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, le parole: «nonche’ la ritenuta prevista, nella  misura del 12,50 per cento, dal comma 3-bis dell’articolo  26  del  predetto decreto legislativo n. 600 del 1973» sono sostituite dalle  seguenti:
«le ritenute del 12,50 per cento previste dagli  articoli  26,  comma

3-bis, e 26-quinquies del predetto decreto n. 600 del 1973».

67. Nel comma 1 dell’articolo  6  del  decreto-legge  25  settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23  novembre 2001, n. 410, dopo le parole: «dall’articolo 26, commi 2, 3, 3-bis  e 5,» sono inserite le seguenti: «e quella del 12,50 per cento  di  cui all’articolo 26-quinquies».

68. La lettera a) dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e’ sostituita dalla seguente:
«a) gli organismi  di  investimento  collettivo  del  risparmio  ad esclusione delle societa’ di investimento a capitale variabile».

69. Le disposizioni di cui ai commi da 62 a 68 esplicano effetto  a partire dal 1° luglio 2011.

70.  Le  societa’  di  gestione  del  risparmio,  le  societa’   di investimento a capitale variabile (SICAV) e i soggetti incaricati del collocamento delle quote o azioni  di  cui  all’articolo  11-bis  del decreto-legge  30   settembre   1983,   n.   512,   convertito,   con modificazioni, dalla  legge  25  novembre  1983,  n.  649,  prelevano l’imposta sostitutiva sul risultato di gestione  maturato  alla  data del 30 giugno 2011 e versano tale imposta in  un  numero  massimo  di undici rate a partire dal 16 febbraio 2012.

71. Con effetto dal 1° luglio 2011 i risultati negativi di gestione maturati  alla  data  del  30  giugno  2011  dai  fondi   comuni   di investimento e dalle SICAV ai sensi dell’articolo 9  della  legge  23 marzo 1983, n. 77, dell’articolo 11 della legge 14  agosto  1993,  n. 344, dell’articolo 11-bis del decreto-legge  30  settembre  1983,  n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983,  n. 649, e dell’articolo 14 del decreto legislativo 25 gennaio  1992,  n. 84, che residuano dopo la compensazione effettuata ai sensi  di  tali disposizioni possono essere utilizzati, in tutto o  in  parte,  dalle societa’ di gestione  del  risparmio,  dalle  SICAV  e  dai  soggetti incaricati del collocamento delle quote o azioni degli  organismi  di cui al richiamato  articolo  11-bis,  in  compensazione  dei  redditi soggetti alle ritenute operate ai  sensi  dell’articolo  26-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n. 600, introdotto dal comma 63 del presente articolo, senza  limiti  di importo. Le societa’ di gestione del risparmio, le SICAV e i soggetti incaricati del collocamento delle quote o azioni di cui  all’articolo

11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n.  512,  accreditano  al fondo o al comparto al quale  e’  imputabile  il  risultato  negativo compensato il 12,50 per cento del relativo ammontare.

72. Nel caso in cui alla cessazione  del  fondo  o  della  SICAV  i risultati negativi di cui al comma 71 non siano stati utilizzati,  ai partecipanti e’  riconosciuta  una  minusvalenza  di  pari  ammontare computabile in diminuzione ai sensi del comma 4 dell’articolo 68  del testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto legislativo  21  novembre  1997,  n. 461. A tal fine la societa’ di gestione del risparmio, la SICAV e  il soggetto incaricato del collocamento delle quote o azioni  rilasciano apposita  certificazione  dalla   quale   risulti   l’importo   della minusvalenza spettante a ciascun partecipante.

73. Per la determinazione dei redditi  di  capitale  soggetti  alla ritenuta  prevista  dall’articolo  26-quinquies   del   decreto   del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, derivanti  dal rimborso delle quote o azioni di organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) gia’ soggetti ad imposta  sostitutiva  ai sensi dell’articolo 9 della legge 23 marzo 1983, n. 77, dell’articolo 11 della legge 14 agosto  1993,  n.  344,  dell’articolo  11-bis  del decreto-legge  30   settembre   1983,   n.   512,   convertito,   con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, e  dell’articolo 14 del decreto legislativo 25 gennaio 1992,  n.  84,  possedute  alla data del 30 giugno 2011, si assume il valore  delle  quote  o  azioni rilevato dai prospetti periodici alla predetta  data,  in  luogo  del valore rilevato dai prospetti periodici alla data di sottoscrizione o acquisto.

74.  Per  la  determinazione  delle  plusvalenze   o   minusvalenze realizzate ai sensi dell’articolo 67, comma 1,  lettera  c-ter),  del testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,  n.  917,  mediante  la cessione a titolo oneroso o il rimborso delle quote o azioni di OICVM di cui al comma 73 possedute alla data del 30 giugno 2011, il costo o il valore di acquisto e’ aumentato o diminuito di un ammontare  pari, rispettivamente, alla differenza positiva o negativa  fra  il  valore delle quote e azioni medesime rilevato dai prospetti  periodici  alla predetta data  e  quello  rilevato  alla  data  di  sottoscrizione  o acquisto.

75. Sui redditi d’impresa derivanti  dalle  quote  o  azioni  degli OICVM di cui al comma 73 possedute alla data del 30 giugno  2011,  il credito d’imposta di cui al comma 3 dell’articolo 9  della  legge  23 marzo 1983, n. 77, al comma 4 dell’articolo 11 della legge 14  agosto 1993, n. 344, al comma 4 dell’articolo 11-bis  del  decreto-legge  30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649, e al comma  2  dell’articolo  14  del  decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84, e’ riconosciuto nella misura  del 15 per cento dei proventi percepiti e di quelli  che  si  considerano percepiti agli effetti delle medesime disposizioni dal 1° luglio 2011 fino a concorrenza della differenza positiva eventualmente  esistente fra il valore delle predette quote o azioni  rilevato  dai  prospetti periodici alla data del 30 giugno 2011 e quello rilevato dai medesimi prospetti alla data di sottoscrizione o acquisto.

76. Sui  proventi  realizzati  attraverso  la  distribuzione  o  il rimborso di quote o azioni degli OICVM di cui al comma  73  possedute alla data del 30 giugno 2011, la somma di cui all’articolo  9,  comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, e’  riconosciuta nella misura del 15 per cento dei proventi percepiti  dal  1°  luglio 2011 fino  a  concorrenza  della  differenza  positiva  eventualmente esistente fra il valore delle predette quote o  azioni  rilevate  dai prospetti periodici alla data del  30  giugno  2011  e  quello  medio ponderato rilevato dai medesimi prospetti alla data di sottoscrizione o acquisto. Le societa’ di gestione  del  risparmio,  le  SICAV  e  i soggetti incaricati del collocamento delle  quote  o  azioni  di  cui all’articolo 11-bis del decreto-legge  30  settembre  1983,  n.  512, provvedono al pagamento della predetta somma, per  il  tramite  della banca depositaria ove  esistente,  computandola  in  diminuzione  dal versamento dell’imposta sostitutiva ovvero  della  ritenuta  prevista dall’articolo  26-quinquies  del   decreto   del   Presidente   della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

77. Sui proventi derivanti da quote o azioni degli OICVM di cui  al comma 73 possedute alla data del 30 giugno 2011, il credito d’imposta di cui  all’articolo  17,  comma  2,  secondo  periodo,  del  decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e’ riconosciuto nella misura del 15 per cento sui proventi percepiti o  iscritti  nel  rendiconto  del fondo pensione dal 1° luglio 2011 fino a concorrenza della differenza positiva eventualmente esistente fra il valore delle predette quote o azioni rilevato dai prospetti periodici alla data del 30 giugno  2011 e quello rilevato dai medesimi prospetti alla data di  sottoscrizione o acquisto. Il credito d’imposta  concorre  a  formare  il  risultato della  gestione  del  fondo  pensione  ed  e’  detratto  dall’imposta sostitutiva dovuta.

78. Per i rapporti  di  custodia  o  amministrazione,  nonche’  per quelli per i quali sussista uno stabile rapporto con  l’intermediario anche  in  assenza  di   un   formale   contratto   di   custodia   o amministrazione, aventi ad oggetto quote o  azioni  di  organismi  di investimento collettivo del risparmio, intrattenuti alla data del  30 giugno 2011 con gli intermediari di cui all’articolo 6, comma 1,  del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461,  l’imposta  sostitutiva di cui al medesimo  articolo  e’  applicata,  anche  in  mancanza  di opzione, salva la facolta’ del  contribuente  di  rinunciare  a  tale regime con apposita comunicazione da effettuare entro il 30 settembre 2011, con effetto dal 1° luglio 2011.  A  tal  fine  il  contribuente fornisce all’intermediario gli elementi e la documentazione necessari alla determinazione delle plusvalenze o minusvalenze costituendo,  se necessario,  apposita  provvista  per   far   fronte   al   pagamento dell’imposta.

79. Sono abrogati con effetto dal 1° luglio 2011:
a) l’articolo 9 della legge 23 marzo 1983,  n.  77,  l’articolo  11 della legge 14 agosto 1993, n. 344, i commi da 1  a  5  dell’articolo

11-bis del decreto-legge 30 settembre 1983, n. 512,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649,  e  il  comma  1 nonche’ il primo periodo del comma 2  dell’articolo  14  del  decreto legislativo 14 gennaio 1992, n. 84;
b) l’articolo 9 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461;
c) l’articolo 8 del decreto legislativo 23 dicembre 1999, n. 505;
d) il comma 4-bis dell’articolo 45 del testo  unico  delle  imposte sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22 dicembre 1986, n. 917;
e) il secondo e il terzo periodo del comma 2 dell’articolo  17  del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252;
f) le parole: «da quote di  organismi  di  investimento  collettivo mobiliare soggetti  all’imposta  sostitutiva  di  cui  al  successivo articolo  8,  nonche’»  del  comma  4  dell’articolo  7  del  decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.

80. L’articolo  10-ter  della  legge  23  marzo  1983,  n.  77,  e’ sostituito dal seguente:
«ART. 10-ter. – (Disposizioni tributarie sui proventi  delle  quote di organismi  di  investimento  collettivo  in  valori  mobiliari  di diritto estero). – 1. Sui proventi di cui all’articolo 44,  comma  1, lettera g), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917, derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo in  valori  mobiliari  di  diritto  estero  conformi  alla  direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  13  luglio 2009, situati negli Stati membri dell’Unione europea  e  negli  Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono  inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo  168-bis del medesimo testo unico e le cui quote o azioni sono  collocate  nel territorio dello Stato ai sensi  dell’articolo  42  del  testo  unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di  cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, i soggetti  residenti incaricati del pagamento dei  proventi  medesimi,  del  riacquisto  o della negoziazione delle quote o azioni,  operano  una  ritenuta  del 12,50 per cento. La ritenuta si applica sui proventi  distribuiti  in costanza di partecipazione all’organismo di investimento e su  quelli compresi nella differenza tra il valore di riscatto, di cessione o di liquidazione delle quote o azioni e  il  valore  medio  ponderato  di sottoscrizione o di acquisto delle quote o azioni medesime.  In  ogni caso come valore di sottoscrizione o acquisto si assume il valore  delle  quote  o  azioni  rilevato  dai  prospetti periodici relativi  alla  data  di  acquisto  delle  quote  o  azioni medesime.

2. La ritenuta del  12,50  per  cento  e’  altresi’  applicata  dai medesimi soggetti di cui al comma 1 sui proventi di cui  all’articolo 44, comma 1, lettera g), del citato testo  unico  delle  imposte  sui redditi derivanti dalla partecipazione a  organismi  di  investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero  non  conformi  alla direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,  del  13 luglio 2009, e assoggettati a forme di vigilanza nei Paesi esteri nei quali sono istituiti, situati negli Stati membri dell’Unione  europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono  inclusi  nella  lista  di  cui  al  decreto  emanato  ai  sensi dell’articolo 168-bis del medesimo  testo  unico  delle  imposte  sui redditi e le cui quote o azioni sono collocate nel  territorio  dello Stato ai sensi dell’articolo 42 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio  1998,  n.  58.  La  ritenuta  si  applica  sui  proventi distribuiti  in   costanza   di   partecipazione   all’organismo   di investimento e su quelli compresi nella differenza tra il  valore  di riscatto, di cessione o di liquidazione delle quote  o  azioni  e  il valore medio ponderato di sottoscrizione o di acquisto delle quote  o azioni medesime. Il costo di sottoscrizione o acquisto e’ documentato dal partecipante.  In  mancanza  della  documentazione  il   costo   e’ documentato con una dichiarazione sostitutiva.

3. Ai fini dell’applicazione delle ritenute di cui ai commi 1  e  2 si considera cessione anche il trasferimento  di  quote  o  azioni  a diverso intestatario, salvo che il  trasferimento  sia  avvenuto  per successione o donazione. In questo caso, il contribuente fornisce  al soggetto  tenuto  all’applicazione  della  ritenuta   la   necessaria provvista.

4. La ritenuta di cui ai commi 1 e  2  e’  applicata  a  titolo  di acconto  nei  confronti  di:  a)  imprenditori  individuali,  se   le partecipazioni sono relative all’impresa ai  sensi  dell’articolo  65 del citato testo unico delle imposte sui redditi; b) societa’ in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate di cui all’articolo 5 del predetto testo unico; c) societa’ ed enti di cui  alle  lettere
a) e b) del comma 1 dell’articolo  73  del  medesimo  testo  unico  e stabili organizzazioni nel territorio dello Stato  delle  societa’  e degli enti di cui alla lettera d) del comma 1 del predetto  articolo. Nei confronti di tutti gli altri soggetti, compresi quelli  esenti  o esclusi dall’imposta sul  reddito  delle  societa’,  la  ritenuta  e’ applicata a titolo d’imposta.

5. Nel caso in cui le quote o azioni di cui ai commi 1  e  2  siano collocate all’estero, o comunque i relativi proventi siano conseguiti all’estero, la ritenuta e’ applicata dai soggetti di cui all’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n. 600, che intervengono nella loro riscossione.

6. I proventi di cui all’articolo 44,  comma  1,  lettera  g),  del testo unico delle imposte sui redditi, derivanti dalla partecipazione a organismi di investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero, diversi da quelli di cui ai commi 1 e 2, concorrono a formare il reddito imponibile dei partecipanti,  sia  che  vengano  percepiti sotto forma di proventi distribuiti sia che vengano  percepiti  quale differenza tra il valore di riscatto, cessione o  liquidazione  delle quote o azioni e il valore di sottoscrizione  o  acquisto.  Il  costo unitario di acquisto delle quote o  azioni  si  assume  dividendo  il costo complessivo delle quote o azioni acquistate o sottoscritte  per la loro quantita’.

7. Sui proventi di cui al comma 6 i soggetti indicati  all’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n. 600, che intervengono nella loro riscossione operano una ritenuta del 12,50 per cento a titolo d’acconto delle imposte sui redditi.

8. Gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari  di diritto estero di cui ai commi 1  e  2  possono,  con  riguardo  agli investimenti  effettuati  in  Italia,  avvalersi  delle   convenzioni stipulate dalla Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni relativamente alla parte dei  redditi  e  proventi  proporzionalmente corrispondenti alle loro quote o azioni  possedute  da  soggetti  non residenti in Italia.

9. Le disposizioni di cui al comma 8  si  applicano  esclusivamente agli organismi aventi sede in uno Stato la cui legislazione riconosca analogo diritto agli organismi di investimento collettivo italiani».

81. Nella lettera e)  del  comma  3  dell’articolo  7  del  decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, le parole: «dal comma  1»  sono sostituite dalle seguenti: «dai commi 1, 2 e 5».

82. Nel comma 3 dell’articolo 17 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.  252,  le  parole:  «dal  comma  1»  sono  sostituite  dalle seguenti: «dai commi 1, 2 e 5».

83. Le disposizioni di cui ai commi da 80  a  82  si  applicano  ai proventi percepiti a decorrere dal 1° luglio 2011.

84. Alle minori entrate derivanti dai commi da 62 a 83, pari a  6,7 milioni di euro per l’anno 2012 e a 12,9 milioni di euro  per  l’anno 2013, si provvede  mediante  utilizzo  delle  risorse  del  Fondo  di rotazione  per  l’attuazione  delle  politiche  comunitarie,  di  cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183,  che  a  tal  fine sono versate, in ciascuno dei predetti anni, all’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all’erario.

Art. 3
Copertura finanziaria

1. Agli oneri derivanti dall’articolo 2, commi da 1 a 6, pari a  93 milioni di euro per l’anno 2010, 264,1 milioni  di  euro  per  l’anno 2011 e 24 milioni per l’anno 2012, si provvede rispettivamente:
a) quanto a 93 milioni  per  l’anno  2010  mediante  corrispondente versamento al bilancio dello Stato per 93 milioni per l’anno 2010, di una quota  delle  risorse  complessivamente  disponibili  relative  a rimborsi e compensazioni di crediti di imposta, esistenti  presso  la contabilita’ speciale  1778  «  Agenzia  delle  entrate  –  Fondi  di Bilancio »;
b) quanto a euro 20 milioni per  l’anno  2011,  mediante  riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma  58,  della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e, quanto  ad  euro  30  milioni  per l’anno 2011, mediante riduzione della dotazione  finanziaria  di  cui all’articolo 1, comma 40, quarto periodo,  della  medesima  legge  13 dicembre 2010, n. 220. L’autorizzazione di spesa di cui  all’articolo 1, comma 61, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e’ integrata di 15 milioni di euro per l’anno  2011.  All’onere  derivante  dal  secondo periodo della presente lettera, pari a 15 milioni di euro per  l’anno 2011, si provvede mediante riduzione della dotazione  finanziaria  di cui all’articolo 1, comma 40, quarto periodo, della legge 13 dicembre 2010, n. 220;
c) quanto a euro 73 milioni per  l’anno  2011  mediante  versamento entro il 30 gennaio 2011, all’entrata del  bilancio  dello  Stato  di quota parte delle disponibilita’ dei conti di  tesoreria  accesi  per gli interventi del Fondo per la finanza d’impresa ai sensi del  comma 847 dell’articolo 2 della citata legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  e successive modificazioni; il versamento e’ effettuato a valere  sulle risorse destinate alle imprese innovative ai sensi dell’articolo  106 della legge 23 dicembre 2000, n.  388,  e  successive  modificazioni, gestita da Mediocredito centrale sul conto di tesoreria n. 23514;
d) quanto ad euro 50 milioni per l’anno 2011 e a 24 milioni di euro per l’anno 2012, mediante riduzione dell’autorizzazione di  spesa  di cui all’articolo 14, comma 14-bis, del decreto-legge 31 maggio  2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n. 122;
e) quanto a euro 83 milioni  per  l’anno  2011,  mediante  utilizzo delle somme  versate  entro  il  30  novembre  2010  all’entrata  del bilancio  dello  Stato   ai   sensi   delle   disposizioni   indicate nell’Allegato 2 al presente decreto, che, alla  data  di  entrata  in vigore del presente decreto, non sono state riassegnate ai pertinenti programmi, e che  sono  riassegnate  ad  apposito  fondo  per  essere destinate alle finalita’ di cui all’articolo 2, comma 1. Le  predette somme, iscritte in bilancio per  l’esercizio  finanziario  2010,  non impegnate al 31 dicembre 2010, sono mantenute in bilancio  nel  conto residui, per essere utilizzate nell’esercizio finanziario 2011;
f) quanto a 8,1 milioni di euro per l’anno 2011, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 3, comma 151, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

2. Alla  compensazione  degli  effetti  finanziari  in  termini  di fabbisogno e indebitamento netto, si provvede: a)  quanto  a  93  milioni  di  euro  per  l’anno  2010,   mediante accantonamento  delle  disponibilita’  di  competenza  relative  alla categoria di spesa dei  consumi  intermedi  in  maniera  lineare  per ciascun  Ministero.  Le   risorse   medesime,   rese   indisponibili, costituiscono economia di bilancio  al  termine  dell’esercizio.  Per effettive,  motivate  e  documentate  esigenze,  su  proposta   delle Amministrazioni interessate, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze possono essere disposte variazioni degli accantonamenti di   cui   al   secondo   periodo,   con   invarianza    deglieffetti sull’indebitamento  netto  delle  pubbliche  amministrazioni,   anche interessando diverse categorie di spesa, restando precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per finanziare spese correnti;
b) mediante corrispondente  utilizzo,  per  euro  107  milioni  per l’anno 2011 in termini di sola cassa, del fondo di  cui  all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

2-bis. Le disponibilita’ di bilancio di cui all’articolo  1,  comma 1,  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito,   con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, relative  all’anno 2010, in  deroga  a  quanto  previsto  dal  medesimo  articolo,  sono riassegnate per le medesime finalita’ al Fondo  di  cui  all’articolo

7-quinquies, comma 1, del  decreto-legge  10  febbraio  2009,  n.  5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33. Alla compensazione degli effetti in termini di fabbisogno e  indebitamento netto derivanti dall’applicazione del precedente periodo, si provvede mediante corrispondente utilizzo, per euro 49,5  milioni  per  l’anno 2011 in termini di sola cassa, del fondo di cui all’articolo 6, comma 2,  del  decreto-legge  7  ottobre  2008,  n.  154,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

3. Il Ministro dell’economia e  delle  finanze  e’  autorizzato  ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 4 Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso  della  sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della  Repubblica  italiana  e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.


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2 COMMENTI

  1. […] Qui il testo del decreto legge coordinato con la legge di conversione. […]

  2. […] sollecitazione del nostro direttore mi ha spinto a dare un’occhiata al cosiddetto decreto milleproroghe, ufficialmente decreto legge 225/2010, convertito con (sterminate) modificazioni dalla legge […]

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