voucher

La Corte costituzionale ha appena dichiarato inammissibile il referendum proposto dalla Cgil per il ripristino dell’articolo 18, ma ha dato il via libera ai referendum sui voucher e sulla responsabilità in solido sugli appalti. Ma sulla stampa nazionale è già partita la campagna contro la Cgil, accusata di doppia morale. E nuove sanguinose divisioni si annunciano in quella che fu la sinistra.

Bocciata la riforma costituzionale Boschi-Renzi, ora il dibattito politico è sul jobs act, e in particolare sui voucher, i buoni lavoro accusati da più parti di essere una specie di copertura legalizzata del lavoro nero.

Proprio la Cgil è finita nel mirino della grande stampa nazionale sul tema dei voucher: il 6 gennaio il Resto del Carlino lascia perdere il clima natalizio e parte all’attacco del sindacato con un’inchiesta dal titolo: ”Doppia morale”, e al centro della prima pagina una foto della segrataria della Cgil, Susanna Camusso.

L’accusa? La Cgil vuole abolirli, ma si scopre che la Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati della Cgil,  usa i voucher da 10 euro per pagare i suoi volontari. Ad esempio in Lombardia, che però, come ammette lo stesso quotidiano nell’inchiesta, è la sola regione in cui questa pratica avviene con certezza. Per altre si dice “Pare”. E anche il Lombardia, riporta il Resto del Carlino, i voucher sono usati a Milano per 60 pensionati, mentre a Bergamo per 5. Su 360 iscritti.
Mi sembra che il Resto del Carlino abbia lanciato la bomba nei titoli per poi disinnescarla nel contenuto e nei dettagli dell’inchiesta, anche se parla di boomerang mediatico.
Insomma, si preannuncia un’altra dura campagna referendaria senza esclusione di colpi, come è accaduto per la riforma costituzionale, con forzature ed argomenti “ad hominem” e non nel merito.
Lo stesso giorno il Resto del Carlino intervista il segretario dello Spi-Cgil Arseni. Secondo il quotidiano è in imbarazzo, però c’è da dire che non si sottrae all’intervista, e spiega in dettaglio la questione.
Si tratterebbe infatti di casi eccezionali, da due o tre ore alla settimana per 100 euro al mese, secondo quello che dice Arseni; casi che riguardano non i lavoratori attivi, ma appunto i pensionati, che altrimenti, per poche ore di lavoro, finirebbero per essere pagati in nero, soluzione impraticabile per la Cgil.
Pensionati e non lavoratori attivi, come invece accade nel comune di Torino guidato dalla cinque stelle Chiara Appendino, il cui movimento è contro i voucher.
Breve digressione: che cosa è successo a Torino? Secondo il Resto del Carlino, il comune di Torino ha lanciato un bando per mediatori linguistici da remunerare con i voucher. Anche se il M5S ha sempre tuonato contro i voucher, definiti una specie di moderno caporalato  per la moderna schiavitù.
Tornando ad Arseni, egli conferma tre punti: i voucher sono dannosi, vanno aboliti e vanno sostituiti con nuovi strumenti.
Nota bene: questi ultimi referendum sono abrogativi, non confermativi, e colpiscono il jobs act di Giuliano Poletti.
Infine il box pubblicato sempre sul Resto del Carlino il 6 gennaio, con i voucher in numeri: 145 milioni di voucher venduti nel 2016, un’esplosione straordinaria; nel 2008 ne erano stati venduti 535.985. Quindi una crescita del 27.000%! Che cosa è successo tra il 2008 ed il 2016? Il Resto del Carlino non lo spiega, proveremo a ricostruirlo in futuro analizzando altre inchieste pubblicate sulla stampa nazionale, al di là dei boomerang mediatici, veri o presunti, per entrare nel merito della questione.
Il 7 gennaio il Resto del Carlino non torna sulla vicenda Cgil-voucher-doppia morale, ma riparte all’attacco l’8 gennaio, con titoli come al solito piuttosto duri: si parla di “museruola” imposta agli iscritti con email top secret, allo scopo di troncare e sopire lo scandalo, che in realtà, come abbiamo visto, non c’è. Ma il Quotidiano nazionale continua a parlare di boomerang mediatico, anche se l’inchiesta da cui tutto lo scandalo è partito fornisce i numeri solo sulla Lombardia. E pure irrisori.
In realtà nelle famose email la Cgil spiega agli iscritti come devono rispondere sulla questione dei voucher, dà indicazioni come farebbe anche un’azienda privata nel caso finisse sotto attacco giornalistico con inchieste.
Nella polemica entra anche l’Unità diretta da Sergio Staino, che accusa la segretaria della Cgil di non essere all’altezza di Luciano Lama e di Bruno Trentin, sempre a causa dell’uso dei voucher da parte della Cgil, che però li vuole abolire.
Staino ne approfitta anche per attaccare la Camusso per aver schierato per il no al referendum la Cgil, al solo scopo di attaccare il governo Renzi. La Cgil ha poi replicato con la stessa durezza a Staino, con una lettera indirizzata all’Unità.
Insomma, nei prossimi mesi ne vedremo di certo delle belle, con nuove spaccature in quella che fu un tempo la sinistra.


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