Quante volte vi siete chiesti perché la benzina è sempre più cara, conoscendo che il prezzo del petrolio scende ?

La risposta è senza trascurare il fattore della propensione del consumatore rispetto alla domanda che il prezzo della benzina non si limita al costo del combustibile guadagno del gestore della pompa incluso, oltre a questo sono comprese Iva e accise.

Le accise sono tributi indiretti sotto forma di imposta sui consumi, sono calcolate in rapporto alla quantità e non del valore come accade per l’Iva. Riguardano principalmente carburanti, gas, energia elettrica, alcolici e tabacchi e sono per lo più imposte di scopo, cioè introdotte per raggiungere un certo scopo.

Quello che forse non sappiamo molto bene è che sul prezzo in Italia pesano “tasse misteriose” che resistono da oltre 70 anni e che il nostro caro Paese continua a farci pagare.

Il prezzo complessivo è composto da varie voci, quali il costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci che contemplano spese e guadagni per diversi soggetti ammontano solo al 30% del costo del carburante.

La verità di questo eccessivo aumento deriva dalle famose accise che pesano per il 52% sul costo totale.

Forse non tutti sapranno che il prezzo medio annuo della benzina nel 2012 è stato di 1,787 € facendo registrare il più alto valore corrente di sempre. Il record a prezzi attualizzati resta quello del 1977 quando un litro di verde si pagava 1,9€, mentre il gasolio “vince tutto” con il suo prezzo medi di 1,705 € al litro. Aumenti di prezzi che hanno costretto molti automobilisti a lasciare, in sempre più occasioni, l’auto in garage e a servirsi di strumenti per risparmiare qualche centesimo alla pompa.

Un’ascesa del prezzo dei carburanti dovuta essenzialmente alla crescente pressione fiscale, che per la prima volta nella storia ha superato la soglia di 1€ per litro. Mentre il prezzo medio industriale della verde ha subito un rincaro del 9%, nel 2012 è stato di 0,759€/l, le accise e l’IVA hanno goduto di un incremento del 20%.

Pensate, che la prima accise fù introdotta da Mussolini nel lontano 1935, pari a 1,90 lire al litro sulla benzina per finanziare la guerra di conquista dell’Abissinia. Poi nel corso degli anni ogni Governo ha deciso di imporre “balzelli” per ogni emergenza: dalla crisi di Suez (1956), al disastro del Vajont (1963), fino alle guerre in Libano e Bosnia.

E’ proprio grazie a queste accise che parte delle entrate vengono sostenute.

Dovremmo pagare un litro di verde 0.76 euro al litro, ma così non è per via della pressione fiscale (le accise benzina) che continua ad aumentare.

Ecco quindi l’elenco delle accise che quotidianamente paghiamo al distributore:

0,000981 euro: finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935-1936;

0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez del 1956;

0,00516 euro: ricostruzione post disastro del Vajont del 1963;

0,00516 euro: ricostruzione post alluvione di Firenze del 1966;

0,00516 euro: ricostruzione post terremoto del Belice del 1968;

0,0511 euro: ricostruzione post terremoto del Friuli del 1976;

0,0387 euro: ricostruzione post terremoto dell’Irpinia del 1980;

0,106 euro: finanziamento della guerra del Libano del 1983;

0,0114 euro: finanziamento della missione in Bosnia del 1996;

0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;

0,005 euro: acquisto di autobus ecologici nel 2005;

0,0051 euro: terremoto dell’Aquila del 2009;

da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (ma molti parlarono di “cinema di quarta categoria…”) nel 2011;

0,04 euro: arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;

0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana nel novembre 2011;

0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” nel dicembre 2011;

0,02 euro: terremoti dell’Emilia del 2012;

In poche parole, sono 0.5 euro (IVA inclusa) di accise, sì perché anche l’IVA del 22% si paga. Inoltre dal 1999, le regioni possono imporre un’ulteriore accisa sulla benzina. Da ora in poi, vedrete diversamente il modo di fare il pieno.

Quindi le nostre auto sono dei gioielli, basti pensare che tra manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi e carburante, un’auto di media cilindrata “consuma” ogni anno oltre 4.500 euro. In pratica per le quattro ruote private se ne va circa il 13% del reddito complessivo delle famiglie italiane: soltanto per avere un tetto e per alimentarci spendiamo di più. Se si aggiungono circa 750 euro l’anno di costi sociali indiretti, ossia quelli derivanti dagli incidenti stradali o dall’inquinamento, il peso dell’auto sui bilanci diviene paradossale: per ogni tre euro spesi per alimentarci, ne spendiamo altri due per l’auto.

11 COMMENTI

  1. continuano a sfruttarci oltre lo stato con le accise ma soprattutto prestando il fianco alle compagnie petrolifere non capispo per esempio perchè a marzo 2003 il gasolio costava mediamente 80 cent. con il petrolio a 31 dollari ed un cambio euro/dollaro a 1,10 mentre oggi con le stesse condizioni di mercato il gasolio supera 1,20 i 40 cent e oltre per litro non sono solo accise e maggiori costi di produzione

  2. Buonasera a tutti. E’ una vergogna che con il prezzo del petrolio a 30 dollari a barile si paghi il diesel 1,20 euro a litro!!! E’ ora di finirla di prendere per i fondelli tutti gli italiani. Ora basta. Ogni volta che c’è qualche disastro si deve pagare a vita? Dov’è la politica quando si parla di accise? Iniziamo a togliere il Senato e mettere i parlamentari ad un terzo dello numero attuale. Vedi come sono tutti presenti poi per votare contro!!!!

    A tutti va bene così, facciamo sempre finta di niente!

    Blocchiamo tutte le auto per due giorni, non perché ci viene imposto dal comune, ma per protestare contro queste infami di accise che sono sanguisughe per chi si sposta.

    E’ ORA DI FARLA FINITA CON QUESTE IDIOZIE QUOTIDIANE.

    Saluti

    David

  3. Ciao amici miei… Ormai credo che nel vortice in cui siamo… sia difficile uscirne Perchě i ns mille parlamentari sono tutti d accordo tra loro… Sono degli attori… Vanno in tv e fingono di litigare… Poi la notte a ns insaputa si riuniscono… X varare leggi a loro favore… Svegliaaaaaa. Come potranno capire i problemi degli italiani percependo 15mila euro mensili oltre alle spese gratuite di vitto e alloggio etc. Etc. Auto blu blindate.. Treni e aerei gratis…

  4. Ridateci i nostri soldi. I responsabili di tutto questo devono essere condannati per puro crimine. Guerre finite nel 1936, siamo nel 2015. Criminali, portate un paese come l ITALIA a dover piangere persone che si ammazzano per i vostri crimini. E se noi, poveri comuni mortali, nella nostra umilta’ non riusciamo a pagare, ci confiscate i beni sudati e guadagnati rinunciando magari a qualche bel viaggio.
    Voi che ci derubate ogni sacro giorno, ve la godete a pieno la vita eh? Puri criminali, spero che un giorno la comunita’ europea metta voce in tutto questa orrenda verita’ che e’ la politica italiana.

  5. Noi italiani siamo proprio dei FESSi. Stiamo pagando ancora le accisi su guerre terminate 60 anni fa o per ricostruzioni di paesi e città distrutte da femomeni naturali. Peccato solo che se uno ha perso la casa per un terromoto o per un alluvione deve rimboccarsi le maniche per tornare alla normalità. Dove finiscono tutti i nostri soldi????????

  6. ma e possibile che nessuno prenda atto della situazione,forse non si e capito che per ripartire il motore italia si incomincia dei prezzi dei carburanti,se togliessimo tutte le accise italia farebbe il boom economico

  7. non è possibile, ad un osservatore medio, come me, conoscere esattamente la composizione del costo di un litro di benzina o di gasolio odi energia elettrica ( costo materia prima, costo distribuzione, accise , IVA e ammennicoli vari)
    Ho letto che negli USA il costo dei carburanti alla pompa, a causa del calo del petrolio è dimezzato e quindi ha consentito la rapida ripresa, mentre da noi il calo è stato solo di pochi centesimi sui carburanti mentre il costo dell”energia elettrica è addirittura aumentato.

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