I nostri ragazzi non ci chiedono la tecnica, ci chiedono il cuore: conoscere il cuore, perché è quello che spiega le nostre azioni.

Ma cos’è’ la giustizia? Cos’è’ la giustizia dell’amministrazione? Forse un’amministrazione giusta?

Io non ho ancora risposte sicure a queste domande. Ho solo 51 anni.

Ma ascolto i miei figli.

Ascolto i miei allievi.

E, se c’è una cosa che so e di cui sono certo è che la giustizia e’ rispetto.

Rispetto dei ruoli. Rispetto dell’altro. Rispetto del diverso.

E quindi comprensione. Ascolto.

La giustizia è rispetto del proprio ruolo, della propria missione in questo piccolo pianeta.

La giustizia è coerenza. Coerenza nei comportamenti, nei pentimenti, negli affetti e nei sentimenti. Coerenza nelle parole, nei silenzi, nelle battaglie, nelle arrabbiature, nel nostro essere profondamente noi stessi.

La giustizia è tenacia. Quanto tempo occorre per diventare adulti? E per diventare avvocati adulti? E per diventare giudici adulti? E funzionari adulti? Quanto tempo?

Sono queste le cose che ci chiedono i nostri ragazzi!

Povera Amministrazione nostra. L’abbiamo riempita di leggi. L’abbiamo intossicata dalle troppe leggi. E già per Tacito “Corruptissima re publica plurimae leges”. La corruzione di una repubblica nasce dal proliferare delle leggi.

E lei, povera Amministrazione nostra, come reagisce?

Fuggendo!

Dalle leggi, dai cittadini, che invano la inseguono, chiedendo risposte che non arriveranno.

Se c’è una cosa che ho imparato in questi anni sulla nostra giustizia amministrativa, è che essa è importante. Come l’aria che respiriamo. come lo sguardo giusto di un padre, come lo sguardo amorevole di una madre.

Ma so anche che adesso e’ in crisi. Come tutto quello che ci circonda. Ha perso il senso, il perché del suo esistere.

Basta stare attenti ai segnali, e, come Alice, seguire il bianconiglio.

La Corte Costituzionale con la sentenza n. 175 del 2011 ci ha detto che non si può  chiedere la motivazione sui voti degli esami di abilitazione alla professione forense, perché  non c’e’ tempo. “Non abbiamo tempo e gli aspiranti avvocati siete troppi. Non possiamo non essere efficienti”. E la giustizia dov’è?

Ordinanza 1 febbraio 2013, n.634 del Consiglio di Stato: si impugnino subito i bandi, perché  la P.A. deve essere efficiente e deve sapere subito se andare avanti o no.

“Efficienza”, di nuovo questa brutta parola.

Perché efficienza senza giustizia svuota il diritto della sua anima.

E cio’ che rimane della giustizia amministrativa sono solo i contributi unificati e le perenzioni.

 

 

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Carmelo Giurdanella
Avvocato, direttore di Leggi Oggi, dello studio legale Giurdanella & Partners (Giurdanella.it) Sono un avvocato amministrativista siciliano che ha appena compiuto 50 anni, già direttore di Giurdanella.it, uno dei primi siti giuridici realizzati da studi legali, nel lontano 1998. Ho raccontato la mia esperienza di avvocato appassionato di nuove tecnologie nel libro "Lo studio legale on line" (Napoli, 2003). Sposato con una psichiatra-psicoterapeuta, ho quattro figli, di età compresa tra i 22 e i 7 anni. Ho curato vari libri in materia di appalti e contratti pubblici, e in generale di diritto amministrativo. Docente universitario, sono direttore del Centro Studi di Diritto Amministrativo (Cesda), della Conferenza Nazionale sul Diritto Amministrativo Elettronico (DAE), dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione e tra i fondatori dell'Associazione italiana per l'Open Government. Penso che il giurista - l'avvocato in particolare - abbia un ruolo importante nella costruzione di una società migliore.

1 COOMENTO

  1. Direttore, nell’esprimerLe la mia stima, da umilissimo collaboratore di questa Rivista e soprattutto da giovane in attesa dell’esito dell’esame di abilitazione non posso che sottoscrivere il suo intervento parola per parola. Ogni tanto, qualche parola di comprensione ed incoraggiamento, fa sentire un attimo meglio. La saluto con stima e cordialità.
    Francesco SABATELLI

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