Nella legge di stabilità per il 2013, l’articolo 1, commi  da 537 a 543, indica il provvedimento che impone l’obbligo di sospensione immediata di cartelle di pagamento o di possibili misure cautelari ed esecutive da parte di Equitalia a fronte di un’istanza presentata dal contribuente e annullamento automatico qualora ci fosse inerzia da parte dell’ente creditore decorsi 220 giorni dall’istanza. Questa norma mira a semplificare la sinergia informativa tra Fisco e contribuente.

Il contribuente, quando si presentano circostanze specifiche, dunque entro 90 giorni dalla notifica della cartella di pagamento o di un provvedimento esecutivo, come l’atto di pignoramento, o cautelare, come l’ipoteca e il fermo amministrativo, può presentare direttamente all’agente di riscossione – anche in via telematica – una dichiarazione dedicata al fine di dimostrare la legittimità dell’atto sottostante e richiedere, quindi, la sospensione istantanea della azioni di Equitalia.

Quest’ultima avrà, a quel punto, 10 giorni di tempo per inviare all‘ente creditore l’istanza, il quale, passati altri 60 giorni,previa comunicazione trasmessa al debitore mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o a mezzo posta elettronica certificata ai debitori obbligati all’attivazione, potrà attestare al medesimo la correttezza della documentazione prodotta, trasmettendo, all’agente della riscossione,  il provvedimento di sospensione o sgravio. Alternativamente, l’ente stesso ha la possibilità di avvisare il contribuente dell’idoneità della documentazione a lasciare irrisolta la riscossione, avvisando l’agente della riscossione.

In qualsiasi circostanza, passati i 220 giorni dalla presentazione della dichiarazione del debitore a Equitalia, le partite oggetto della dichiarazione vengono annullate di diritto e sono ritenute in automatico discaricate dei relativi ruoli. Sono eliminati, inoltre, dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore gli importi corrispondenti.

I motivi per i quali viene chiesta l’immediata sospensione e annullamento delle azioni di Equitalia dovrà essere indicata dal contribuente nell’istanza; nella fattispecie sarà necessario specificare le ragioni per le quali si pensa che gli atti siano illegittimi, ad esempio perché il diritto al credito si è prescritto o è decaduto prima del ruolo esecutivo. Inoltre sarà possibile dimostrare che l’atto è stato già pagato in data precedente alla formazione del ruolo stesso, a vantaggio dell’ente creditore o enunciare qualunque altra causa di non esigibilità del credito stesso.

Qualora, tuttavia, il contribuente producesse documentazione falsa per dimostrare l’illegittimità dei provvedimenti assunti, ferma restando la responsabilità penale, si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’ammontare delle somme dovute, a partire da un minimo di 258 euro.

I nuovi ordinamenti si applicheranno anche alle dichiarazioni presentate all’agente della riscossione prima dell’entrata in vigore della legge di stabilità, ossia prima del primo gennaio appena trascorso. In questo caso, l’ente creditore dovrà confermare o respingere la richiesta del contribuente, entro 90 giorni dalla di pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” della legge (entro il 29 marzo).

Passati altri 220 giorni inutilmente dalla data stessa, le pendenze verranno rese nulle di diritto e l’agente di riscossione verrà ritenuto  automaticamente discaricato dei relativi ruoli. Nello stesso tempo verranno eliminati dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore gli importi corrispondenti.

3 COMMENTI

  1. mi hanno pignorato l’auto di 20 mila euro e venduta per 3 mila euro equitalia per detto da loro multe di auto che non avrei pagato dal 1995,così hanno detto.allora posso dire che quei pezzi di merda che sono lì apposta per fregare i cittadini.allora non mi dispiace se li arrostiscano con le bombe.spero che loro e la loro famiglia facessero la stessa fine

  2. Prima ti ammazzano e poi vogliono farti risciutare. Hanno tartassate le aziende Italiane fino ai capelli,mentre i signori politici (studenti e professionisti falliti o incapaci a nulla) si aumentavano gli stipendi a dismisura,(vedi gli scandali dei politici in questi ultimi tempi) gli artigiani,gli imprenditori a conduzione famigliare che lavorano di notte e anche di festa, devono pagare i parassiti della politica, gli inetti e disonesti della politica Italiana? NO! Anch’io ho chiuso la mia azienda pur di non farmi spolpare dai parassiti di ogni genere: amministratori politici, mafia, mafia autorizzata, quella che dice: se non vuoi controlli ecc. ecc.. Meglio tacere. In somma, noi eravamo spolpati anche dal più inetto e parassita che si presentava in azienda. Abbiamo letto ed assistito in questi ultimi tempi a molti suicidi di imprenditori in difiltà finanziarie, ma, mai di politici in difiltà finaziarie. Quindi, i politi parassiti non producono,sono solo le fasi passive del motore, mentre quella ATTIVA è una sola e non quattro, perciò, se viene a mancare quella attiva, il motore si ferma irrimedialbilmente. Se la politica Italiana non cambia nei confronti di chi produce ricchhezza, anzichè vedere la crescita fra qualche anno, vedremo la decrescita,fino a toccare il fondo più della Grecia. Bisogna da subito dimezzare il numero e gli stipendi dei politici in genere;abbassare gli stipendi dei dirigenti statali e parastatali ed eliminare le liquidazioni da paperin dei paperon.

  3. SONO MOLTO BREVE-
    LA LEGGE DI STABILITA’ E’ UNA ROVINA AZIENDE-
    DEVI PER FORZA MAGGIORE PAGARE ANCHE QUANDO NON LAVORI?
    MI SONO ROTTO ( Certe cose e ho chiuso L’Azienda).
    ADESSO FACCIO IL PEZZENTE- MA NON DEVO FARE DEBITI CON LA BANCA PER PAGARE LE TASSE
    SE NON LI PAGHI-” ARRIVA QUALCHE DISONESTO CON LA SUA BORSA E YI PIGNORA TUTTO”-
    SEMPRE MORTO DI FAME SEI, COME HO FATTO IO ( UNA SCETA “AMARA” ALMENO NON PIANTO)-
    (Pur di andare all’Elimosina non farei- mai- e -poi mai- l’Esattore di EQUITALIA- e Migliaia di RECUPERO CREDITI).
    carlo
    Modena 20-03-2013

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