E’ partito il countdown per il nuovo pacchetto semplificazioni. Le misure allo studio del governo Monti si estendono su una prima bozza di decreto che copre un ventaglio ampio inteso ad alleggerire il peso burocratico sulle spalle delle imprese. Numerosi i capitoli che l’esecutivo intende affrontare nell’ultimo scorcio di legislatura, per indirizzare finalmente l’economia verso la crescita.

Il decreto che, presumibilmente verrà varato entro fine mese, contiene un totale di 34 articoli che affrontano diversi nodi burocratici irrisolti,  che vanno dalla previdenza, alla sicurezza sul lavoro, dall’esposizione a torri a frequenze elevate a, non da ultimo, il comparto ambientale: c’è tutto, insomma, per togliere un bel carico di leggi e leggine che gravano sulla quotidianità delle imprese italiane.

Il testo tratta, in prima battuta, quelle che potranno essere le future misure in materia di sicurezza sul lavoro, con particolare attenzione alle prestazioni lavorative di breve durata. Dall’articolo 1 all’articolo 4, infatti, si stabilisce come si interverrà sulle norme in vigore in materia di sorveglianza sanitaria, sopprimendo alcune postille ritenute desuete.

L’attenzione puntata anche sui meccanismi di valutazione dei rischi nelle imprese a bassa incidenza e sulle ferree materie di soddisfazione degli standard di sicurezza all’interno dei cantieri, con tanto di verifiche puntuali delle attrezzature. Le disposizioni sono contenute nella bozza di decreto agli articoli 5, 6 e 7, dove si fissano criteri più agevoli anche per la comunicazione delle notifiche. Si apre alla stesura di Documento sulla valutazione dei rischi semplificato.

Riguardo i capitoli di lavoro e previdenza, accorpati nella seconda parte del testo in via di stesura, invece, si stabiliscono nuovi criteri, ad esempio, per accedere alla quota di riserva per l’assunzione obbligatoria: la riduzione di capacità lavorativa verrebbe infatti abbassata dal 60% al 46%, ampliando, in questo modo, il pubblico dei potenziali interessati (articolo 9).

In seguito, non vengono sottaciuti argomenti quali il collocamento obbligatorio, con chiarimenti sull’autocertificazione che attesta l’esclusione dei lavoratori interessati sulla base di computo (art. 10) per passare rapidamente (art. 11) al pagamento dilazionato dei crediti contributivi, che dovrebbe portare a  un’agevolazione per il contribuente che richiede una dilazione.

Ancora, non vengono dimenticate le prestazioni non pensionistiche Inps, armonizzate per base di calcolo (art. 13), e il regime previdenziale per i lavoratori all’estero (art. 14). Vengono esclusi dal divieto di prosecuzione volontaria i contribuenti soggetti a gestione separata (art. 12) e i benefit per l’integrazione del reddito verrebbero erogati sulla base della retribuzione globale.

Sulle infrastrutture, i beni culturali e l’edilizia, in seguito, la bozza annuncia una serie di novità, che passano dall’eliminazione del silenzio rifiuto sul permesso di costruire in caso di vincoli (art. 16) a varie modifiche al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in particolare sulle aggregazioni aderenti a contratti di rete, che devono essere finalizzate, in termini di partecipazione,  alla collaborazione organizzata di diversi operatori economici (art. 19).

Non è esclusa la parte sulla privacy, che si propone di riscrivere parte della materia in ambito lavorativo ” introducendo la possibilità di definire, con il medesimo decreto, modalità semplificate di adozione delle misure minime a favore, in particolare, di piccole e medie imprese, professionisti e artigiani, sentito il Garante per la protezione dei dati personali ” (art. 21). Si eliminano, a ruota, gli oneri non previsti a livello europeo nei confronti delle attività imprenditoriali. Viene stabilita. altresì, la differenza tra enti societari e imprese di una singola persona, che vengono sollevate dalle disposizioni del Codice della privacy (art. 22)

Infine, per l’ambiente, viene determinato che le procedure di bonifica per siti contaminati (art. 25) vadano equiparati a interventi di messa in sicurezza operativa e messa in sicurezza permanente. Si stabiliscono limiti di esposizione a campi magnetici tra i 100 kHz e i 300 GHZ (art. 27) e si conferma la politica del governo sul tema del riutilizzo delle rocce da scavo per i cantieri minori. Infine, in scia alla vicenda Ilva, viene semplificato il procedimento per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (art. 30).

La bozza si chiude con le modifiche in materia di agricoltura, che viene investita di un regime autorizzatorio semplificato delle emissioni in atmosfera, in considerazione dell’irrilevanza elle stesse (art. 34). Semplificate anche le assunzioni di lavoratori da parte di imprese collettive, che al momento si trovano costrette a affiancare divese assunzioni singole. Se il decreto entrerà in vigore, però, saranno introdotte le assunzioni congiunte, da parte di imprese facenti capo allo stesso gruppo o riconducibili ad uno stesso proprietario.

 

Leggi la bozza del decreto semplificazioni bis

 


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