• Si tratta di un fenomeno conosciuto da tempo dagli addetti ai lavori, ma che in Italia è stato portato all’attenzione dei più in seguito alla denuncia di Marco Camisani Calzolari e dalla sua ricerca sul ricorso a questa pratica da parte degli uomini politici italiani.
  • marcocc
    Ho comprato 50.000 finti followers su a 20$. Sono a 58.000 in pochi giorni… Lascio a voi le conclusioni sul valore dei followers
    Tue, May 15 2012 16:11:26
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  • Caduto il “velo di Maya”, si è scoperto che politici (non solo italiani), aziende, sportivi e artisti ricorrono sempre più spesso a questa pratica pur di veder lievitare velocemente (e senza particolari sforzi) il numero dei propri follower. A prescindere dal fatto che l’acquisto di contatti sembra essere inutile se non – addirittura – controproducente (visto che è possibile verificarlo agevolmente), ci si comincia ad interrogare sui profili giuridici (violazione dei termini di servizio dei social media site, concorrenza sleale, ecc.) e, laddove il fenomeno è divenuto assai diffuso, addirittura sulle implicazioni religiose.
  • Se l’avvocato compra followers, commette illecito disciplinare?
  • Visto che i social media sono sempre più diffusi tra i professionisti e, in particolare, tra gli avvocati, mi sono chiesto se – a prescindere dagli altri profili giuridici – l’acquisto di followers da parte di un collega o di uno studio legale costituisca illecito disciplinare. E l’ho chiesto ai miei contatti su Twitter.
  • diritto2punto0
    Conversazione con colleghi: “Un avvocato che compra “fake followers” su #Twitter commette illecito disciplinare?”
    Tue, Aug 21 2012 07:00:48
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  • Le risposte dei colleghi non si sono fatte attendere e sono sembrate decise nel senso di ritenere rilevante sotto il profilo disciplinare l’acquisto di followers da parte di un avvocato. Eccone alcune:
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  • EdoardoFerraro
    @diritto2punto0 L’unico motivo per comprarli è farsi pubblicità, direi. A quel punto può considerarsi modalità scorretta per trovare clienti
    Tue, Aug 21 2012 08:09:49
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  • EdoardoFerraro
    @morenaragone Peraltro non vedo perché un avvocato dovrebbe comprarsi followers se non per millantare seguito @diritto2punto0
    Tue, Aug 21 2012 08:23:58
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  • dimarcog
    @EdoardoFerraro @diritto2punto0 @morenaragone e’ innegabile che sia una condotta in contrasto con la deontologia
    Tue, Aug 21 2012 09:30:38
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  • EdoardoFerraro
    @diritto2punto0 @dimarcog @morenaragone Sottoscrivo, specie se collegato a social network professionali.
    Tue, Aug 21 2012 09:50:57
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  • PaolaParigi
    @EdoardoFerraro @morenaragone @diritto2punto0 @dimarcog in sostanza paga (fingendo di non farlo) per creare reputation.È illecito xche falso
    Tue, Aug 21 2012 10:04:44
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  • Pur nella prosa sintetica imposta da Twitter, i diversi commenti richiamano alcune disposizioni del Codice Deontologico Forense che potrebbero ritenersi violate dall’acquisto di followers. In particolare, vengono in rilievo:
    a) l’art. 17, comma 1, che prevede che “il contenuto e la forma dell’informazione (sull’attività professionale, ndr) devono essere coerenti con la finalità della tutela dell’affidamento della collettività e rispondere a criteri di trasparenza e veridicità“;
    b) l’art. 5, comma 1, che dispone: “l’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro“;
    c) l’art.19, comma 1, in base al quale “è vietata ogni condotta diretta all’acquisizione di rapporti di clientela a mezzo di agenzie o procacciatori o con modi non conformi alla correttezza e decoro“.Del resto, il Consigno Nazionale Forense si è già espresso sulla liceità dell’uso dei social networks da parte degli avvocati, ponendo già alcuni (forse troppo vaghi) paletti. Nel Parere n. 49/2011, reso dalla Commissione Consultiva in data 27.4.2011 (a seguito di quesito del COA di Verona), si osserva che

    “all’avvocato è evidentemente garantita sulla rete la più piena libertà di espressione e comunicazione, con l’eccezione di contegni che portino ad un’elusione del principio di correttezza dell’informazione, nonché alla violazione dei criteri di trasparenza e veridicità”.


    Sempre nel citato Parere 27.4.11 si afferma che, nell’uso dei social networks, l’avvocato: –  non  deve diffondere contenuti ambigui o fuorvianti; – deve rispettare quanto previsto dall’art.17 del Codice Deontologico in relazione al pieno rispetto del principio di correttezza dell’informazione, nonché dei criteri di trasparenza e veridicità;- deve rispettare la  dignità e il decoro della professione, il che comporta non assumere i connotati della pubblicità ingannevole, elogiativa o comparativa.

  • Non si tratta solo di un’ipotesi
  • Mentre, in tanti, credevano che la discussione fosse meramente accademica, due tweet hanno rivelato che ci sono già avvocati che hanno fatto ricorso all’acquisto di fake followers.
  • stefanoepifani
    @EdoardoFerraro @diritto2punto0 ma soprattutto, amici avvocati, se lo conoscessi sarei obbligato a segnalarvene uno? :-)
    Tue, Aug 21 2012 09:12:56
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  • morenaragone
    @EdoardoFerraro @diritto2punto0 io conosco chi l’ha fatto, e non certo per millantare :-) Secondo me non regge…
    Tue, Aug 21 2012 08:34:26
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  • Ecco come appare la curva di crescita di uno degli utenti in questione: si nota in modo evidente il picco registrato in corrispondenza dell’acquisto di un “pacchetto” di qualche migliaio di followers.
  • stefanoepifani
    Il candidato commenti la curiosa curva di crescita degli utenti di questo account #Twitter. E il conseguente crollo… http://pic.twitter.com/94w3baDK
    Tue, Aug 14 2012 10:27:36
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  • A questo punto la domanda da porsi è: ci possono essere motivazioni diverse da quelle “reputazionali” che spingono all’acquisto di followers? Qualcuno, ad esempio, sostiene che l’acquisto potrebbe essere ricondotto a motivi di studio del fenomeno. Ma la tesi non convince.
  • diritto2punto0
    @morenaragone @EdoardoFerraro non mi convince: lo studio si fa con un “fake account”,mica con quello che si usa per lavoro ;)
    Tue, Aug 21 2012 08:45:33
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  • E poi, l’esperimento – per essere tale – dovrebbe essere dichiarato; ma, ad oggi, non mi risulta che nessun collega lo abbia fatto.
    Insomma, non se ne esce. Esiste una sola motivazione plausibile per l’acquisto di followers: quella di apparire seguito da tanti e, quindi, valido, importante e influente.
    Piuttosto fantasiosa (per ora) è l’ipotesi di un acquisto effettuato da terzi al solo fine di gettare discredito sul professionista titolare del profilo Twitter. In tal caso, infatti, l’avvocato potrebbe immediatamente rendersene conto (centinaia o migliaia di followers non possono passare inosservati), rendere pubblico e denunciare tempestivamente l’accaduto.
    La questione da sciogliere, quindi, è solo quella relativa alla rilevanza disciplinare di questo comportamento. E c’è già chi chiede linee guida per la presenza social degli avvocati.
  • morenaragone
    @EdoardoFerraro @diritto2punto0 @dimarcog ma servono linee guida, troppo spazio all’interpretazione :-)
    Tue, Aug 21 2012 09:53:13
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  • Ebbene, certamente è auspicabile che il Consiglio Nazionale Forense adotti un documento di questo tipo, così come è successo in altri Paesi del mondo. Ma, e lo conferma questa conversazione, l’acquisto di followers non potrebbe mai rientrare tra le pratiche consigliate.
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Ernesto Belisario
Si dice che “si è ciò che si fa” e allora, per presentarmi, scriverò quello che faccio e che mi piace fare. Sono avvocato (http://e-lex.it/team/ernesto-belisario/) e mi occupo prevalentemente di diritto amministrativo (appalti, edilizia, urbanistica, responsabilità erariale e pubblico impiego) e di diritto delle nuove tecnologie (e-government, privacy, commercio elettronico); infatti, grazie alla felice intuizione di un mio Maestro, più di quindici anni fa decisi di unire i miei due interessi (il diritto e l’informatica) per farne una professione. Le materie che pratico nell’attività forense, in cui mi sono specializzato con appositi percorsi di studio, sono le stesse che insegno in numerosi Master e corsi di formazione e specializzazione in giro per l’Italia. Immagino che, arrivato a questo punto, il lettore si aspetti qualcosa di extralavorativo, passioni, interessi ma – riservatezza a parte – le mie passioni coincidono con il mio lavoro: se non mi divertissi (trovo la pratica del diritto molto creativa), credo che sarebbe molto noioso. Per questo, oltre a tenere un blog (http://blog.ernestobelisario.eu), sono impegnato in alcune importanti esperienze come la "Commissione degli utenti dell'informazione statistica" costituta presso ISTAT e il "Team Open Government" costituito presso il Dipartimento per la funzione pubblica. Ho una vera passione per la divulgazione, che mi ha portato - da sempre - a scrivere articoli e libri sulle tematiche che mi interessano e mi piace molto ricevere il feedback di chi mi legge; del resto come Voltaire, credo che i libri più utili siano quelli in cui “i lettori fanno essi stessi metà del lavoro: penetrano i pensieri che vengono presentati loro in germe, correggono ciò che appare loro difettoso, rafforzano con le proprie riflessioni ciò che appare loro debole”.

5 COMMENTI

  1. […] Quando di mezzo ci sono gli affari poi, il gioco si fa duro…e non sempre corretto! Ne abbiamo avuto conferma in questi ultimi mesi in cui si è parlato moltissimo dei poco ortodossi metodi utilizzati da molti per “millantare” una non reale popolarità online, come nel caso dei falsi followers che ha coinvolto anche politici e professionisti. […]

  2. […] Quando di mezzo ci sono gli affari poi, il gioco si fa duro…e non sempre corretto! Ne abbiamo avuto conferma in questi ultimi mesi in cui si è parlato moltissimo dei poco ortodossi metodi utilizzati da molti per “millantare” una non reale popolarità online, come nel caso dei falsi followers che ha coinvolto anche politici e professionisti. […]

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