Serviamo solo se vendiamo”.

Questo lo slogan motivazionale che Roberta deve aver sentito ossessivamente mentre, cuffia fino al mento, scorreva i numeri da chiamare per piazzare il cambio di operatore mentre in sala scoppia il boato di applausi per chi ha raggiunto il bonus in busta paga.

L’azienda fissa obiettivi, mette a disposizione le strumentazioni di sua proprietà e gestisce i turni di presenze ma questo non era fino a qualche giorno fa lavoro dipendente.

Ora le cose cambiano e crolla il “mito” del lavoro “precario” per antonomasia…

Una recentissima sentenza della Cassazione, la n. 4476, ha restituito a tutte le “Roberte” la dignità di un lavoro a tempo indeterminato, libero dagli infingimenti del “co.co…” del caso e dei rituali da villaggio turistico immortalati nel film di Virzì “Tutta la vita davanti”.

Roberta era sottoposta «non tanto a generiche direttive, ma ad istruzioni specifiche, sia nell’ambito di briefing finalizzati a fornire informazioni e specifiche in merito alle prestazioni contrattuali, sia con puntuali ordini di servizio, o a seguito di interventi dell’assistente di sala».

I centralinisti avevano l’obbligo «di utilizzare un linguaggio appropriato ai contenuti dell’attività professionale, con padronanza di dialogo, capacità di persuadere e massima cortesia nei confronti dell’utenza pertanto si trattava di indicazioni che denotavano un generale obbligo di coordinamento con le esigenze aziendali».

E che dire dell’orario di lavoro ristretto nelle sei ore per sei giorni?

La Cassazione ha confermato la decisione della Corte di Appello di Roma che il 15 settembre 2009, aveva dichiarato la natura subordinata del rapporto di lavoro a tempo indeterminato dal 2001 e fino ad oggi condannando il call center a riassumere la lavoratrice, che nel frattempo era stata licenziata, e a pagarle le retribuzioni non corrisposte e la possibilità per tutte le Roberte ed i Roberti dei call-center di poter chiedere il mutuo per l’acquisto di una casa…

Qui il testo integrale della sentenza n. 4476/2012 della Suprema Corte


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Maria Giuliana Murianni
Ho imparato a non dare mai nulla per scontato e che, dietro l'angolo, c'è una nuova avventura da vivere. La mia poesia preferita è “Itaca” di Konstantin Kavafis... e durante il “viaggio” seguo il “percorso delle emozioni” come traccia del mio vivere umano e professionale. Come avvocato e consulente (www.studiolegalemurianni.it) mi occupo di diritto di famiglia dal 1985 e, dal 2004, facendo anche tesoro di esperienze personali, sono mediatrice familiare e dei conflitti. La mediazione ha trasformato il mio modo di sentire e mi ha dato gli strumenti per guardare al diritto osservando le persone che devono essere poste al centro dell'attività professionale,restituendo loro un modo nuovo di costruire le relazioni familiari dopo una separazione o un divorzio. E convinta come sono che i “porti” cui dobbiamo attraccare debbano essere tanti e diversi, dal 2006 sono redattrice della rubrica “Il Caso” sulle riviste del Gruppo Maggioli: “La Gazzetta degli Enti Locali” e “Comuni d'Italia”. Quando se ne parlava solo accademicamente, nel 2008, sono stata tra i “pioneri” nel ritenere che l'istituto della class action potesse essere applicato anche alla P.A. : dal 1° gennaio 2010 è una realtà. Dal 2011, sono anche media-conciliatore presso l'Organismo di Mediazione istituito presso il Consiglio dell'Ordine di Bari dove sono iscritta. Durante il viaggio, ho cercato di coniugare la mia esperienza di madre di due splendide figlie che ora hanno 21 e 18 anni; da loro ho imparato ad essere paziente e ad ascoltare anche quando è difficile solo sentire, cercando di trasmettere loro l'amore per la vita e la necessità di perseguire i propri sogni. Amo i cani, in particolare i miei CKCS (Cavalier King Charles Spaniel) Amy e Breeze. Unendo la passione per loro e per Internet ho creato il sito www.cavalierdream.com ed una pagina Facebook Cavalier King Charles Puglia che ora è il riferimento degli estimatori di questa razza nel luogo dove vivo. Questa attività mi consente anche di sostenere i cani meno fortunati con varie iniziative in favore di associazioni contro il randagismo e il maltrattamento degli animali, organizzando raduni ed incontri di sensibilizzazione. Sono docente di corsi di alta formazione nell'ambito della mediazione familiare. Appena posso viaggio, fotografo, leggo poesie, scrivo romanzi, ricamo, cucino con la stessa caparbia intensità che metto nel mio lavoro verso il quale ho un' “attrazione fatale”! Vi racconterò tutto il resto, se vorrete, strada facendo... verso Itaca.

2 COMMENTI

  1. Era ora! Finalmente un po’ di dignità laddove ce l’avevano tolta.

    Ma pensiamo che finirà qua?

    Gli U.S.A. e l’U.K. hanno delocalizzato in India i loro addetti al call centre. Fortuna vuole che non si parli italiano in nessun altro paese al mondo. (Ok, Svizzera, San Marino e Vaticano esclusi.)

    Ma voci dicono che qualcuno voglia vedere quanti Albanesi e Maltesi sanno parlare bene al telefono la nostra lingua…

    Un esempio? http://t.co/CXcOBgPS

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