Speciale riforma PA

Civile 12 ottobre 2011, 17:25

Genitori e figli, l’ipercura e l’iperprotezione sono sanzionabili quali maltrattamenti in famiglia

Cos’è la capacità genitoriale? Una mamma iperprotettiva é idonea? Risponde la Cassazione penale, 36503 del 2011


Con recentissima sentenza n. 36503/2011 la Cassazione ha condannato per il reato di maltrattamenti una mamma  iperprotettiva affermando che “iperprotezione e ipercura costituiscono a tutti gli effetti un reato di maltrattamenti specie se il risultato delle eccessive attenzioni è quello di provocare un danno all’integrità fisica e psichica del minore”.

Una pronuncia che nel paese del sole,  della pizza e soprattutto della mamma (la mitica mamma italiana!) può fare specie.

La sentenza  giunge però molto a proposito per segnare un punto fermo rispetto alla riflessione che si è aperta tra gli addetti ai lavori, giuristi psicologi ed assistenti sociali, a vario titolo coinvolti nelle controversie familiari, su cosa sia la capacità genitoriale.

In un paese di bamboccioni protetti dalla famiglia (e mantenuti)  fino a tarda età (vedasi in proposito il rapporto del Censis 2010 che evidenzia come non sia il lavoro a mancare ai nostri giovani ma il lavoro “sotto casa” comodo come orari e mansioni e con ottimo stipendio) è infatti necessario  dare dei contenuti concreti al quel dovere “istruire, mantenere ed educare la prole  tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni dei figli” enunciato dall’articolo 147 del codice civile.

Per molti anni infatti la capacità genitoriale si è misurata, nel sentire comune ma  soprattutto nei tribunali -attraverso le perizie psicologiche sulla capacità genitoriale-  solo in base alla capacità affettiva dei genitori (come dire  che la capacità genitoriale  veniva misurata in quantità ed intensità di baci ed abbracci) dimenticando totalmente tutte le altre caratteristiche di un buon  genitore.

Da  alcuni anni, anche a fronte dei danni,  sui singoli e per la intera società, di una approccio genitoriale tutto basato sulla soddisfazione dei desideri (e dei capricci)  dei bambini, nonché del narcisismo dei genitori, si è iniziata una riflessione più approfondita, in collaborazione  con gli psicologi forensi  ed i servizi socio assistenziali, su quali siano gli elementi che caratterizzano un buon genitore.

Si sono così enucleati alcuni punti irrinunciabili che sono:

a) Garantire  al minore cura e protezione

Ciò significa saper creare un legame affettivo con il figlio tale da dargli spazio, calore e fiducia e da consentirgli, grazie alla certezza di avere nei genitori una “base sicura”, di stabilire buoni rapporti – non improntati alla sfiducia e al bisogno di colmare a tutti i costi un vuoto affettivo – con l’ambiente circostante nelle varie fasi di crescita e nelle diverse esperienze di vita.

b) Fare acquisire al bambino  il senso del limite

Questo implica l’assunzione, da parte dei genitori, di una funzione normativa che esuli da valenze amicali  nel rapporto con i figli  e richiede la capacità di porre e far rispettare delle regole, il che consente al bambino di elaborare il fatto che il suo desiderio non costituisce una norma assoluta, cui tutti gli altri devono sottomettersi, ma incontra necessariamente un limite nel momento in cui entra in relazione con altri desideri, nella fattispecie quelli dei genitori, in un gioco di rimandi e in una relazione dialettica che lo costringe a prendere in conto l’alterità e a confrontarsi con la complessità del reale.

c) Capacità di  negoziare conflitti e divergenze

Si è osservato infatti che sostenere la capacità di elaborare i conflitti, in un ambiente familiare affettivamente ricco che li assume e li media come elementi inevitabili in ambito educativo,  in una dinamica dialogica in grado di affrontare le divergenze senza farsene travolgere, significa mettere le divergenze al servizio di una crescita sana e vitale, della strutturazione della personalità e della maturazione psicologica, permettendo di elaborare adeguatamente l’aggressività, di interrogarsi sulle proprie (e altrui) pulsioni, di sperimentare tentativi di mediazione che consentano di mettere alla prova e di valutare adeguatamente le proprie (e altrui) reazioni.

d) Favorire il senso di appartenenza che sostiene l’autonomia

Ed infatti trasmettere l’appartenenza e consentire l’accesso alle proprie origini vuol dire riconoscere e legittimare i figli come figli di quei genitori; ma è anche di più: è farli sentire parte di una storia che si radica nelle generazioni, (ecco perché la legge sul’affido condiviso insiste per la frequentazione con i rami genitoriali materno e paterno) garantendo quel senso di continuità e di stabilità che consente loro di assumere, in determinati momenti e di fronte a determinate situazioni, una posizione propria ed autonoma non inficiata dal timore di essere respinto o abbandonato da coloro che costituiscono le sue radici, proprio perché il legame con tali radici è sentito come forte e sicuro.

Ed infine, si è sottolineato come  sia fondamentale  che il genitore sia in grado di:

e) Favorire lo svincolo del figlio dalla famiglia favorendo la sua autonomia

Questa funzione è per l’appunto  particolarmente importante in un contesto sociale che vede incrementarsi il fenomeno della cosiddetta “adolescenza prolungata”, caratterizzata dalla difficoltà di assumere le responsabilità proprie della vita adulta (sia in ambito lavorativo sia in ambito affettivo-relazionale) e di strutturare e realizzare un progetto di vita nella consapevolezza di “doversela/potersela cavare” da soli, pur potendo contare sull’affetto e sull’appoggio morale dei genitori che tuttavia non si configura né come un “parare le spalle” di fronte alle difficoltà né come l’opposizione, da parte dei genitori stessi, alla necessità di un distacco dai figli sentito come eccessivamente doloroso (come probabilmente per la mamma condannata).

Alla luce di questa necessariamente breve  e schematica disamina la sentenza della Cassazione appare quindi particolarmente significativa perché riconosce che la iperprotettività materna  getta  le basi per una mancata autonomizzazione del figlio che quindi, anziché essere educato con lo scopo di  diventare un individuo responsabile, maturo ed utile per la società, viene costretto a restare un eterno bambino per la soddisfazione  della sua mamma.

Un solo rammarico: che questa decisione sia stata presa dal giudice penale e che i giudici delle separazioni e dei divorzi spesso ignorino che la capacità genitoriale non si misura solo in quantità di affetto.


Pubblicato da il 12 ottobre 2011 alle 17:10 in Civile
Tags:


3 Commenti per Genitori e figli, l’ipercura e l’iperprotezione sono sanzionabili quali maltrattamenti in famiglia

  1. Pingback: Alienazione parentale: risarcimento al padre che non riesce a vedere la figlia – avv. Giulia Facchini | Alienazione Genitoriale

  2. Pingback: Alienazione parentale: risarcimento al padre che non riesce a vedere la figlia

  3. Sono daccordo con i giudici, ma restano due problemi irridolti: 1) Chi è abilitato a segnalare una situazione di iperprotezione ma anche di scarsa protezione? 2) Come si applica la decisione dei giudici in caso di separazione dei genitori con figlio preadolescente?
    Il problema non è semplice da affrontare ed è probabilmente irrisolvibile.
    Sarebbe interessante continuare a discuterne.
    Saluti a tutti. Nicola

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Giulia Facchini

avvocato familiarista, presidente dell’associazione Sintonie

Rss Feed LinkedIn


Articoli dello stesso autore

Bioetica 4 settembre 2012, 09:21

Lettera a mio zio, Carlo Maria Martini

Avevi paura, non della morte in sé, ma dell’atto del morire, del trapasso e di tutto ciò che lo precede. Ne avevamo parlato insieme e io, che come avvocato mi occupo anche della protezione dei soggetti deboli, ti avevo invitato a esprimere in modo chiaro ed esplicito i tuoi desideri sulle cure che avresti voluto ricevere…

Penale 5 gennaio 2012, 10:31

Violenza intrafamiliare: nel 2011 bilancio pessimo

L’ultima indagine Eurispes sui delitti in famiglia conta 235 omicidi consumati tra le mura domestiche nel biennio 2010-2011 (122 nel 2009 e 113 nel 2010). Una media di 10 al mese

Civile 22 novembre 2011, 16:13

Alienazione parentale: risarcimento al padre che non riesce a vedere la figlia

Il Tribunale riconosce il danno esistenziale a un padre al quale l’ex moglie impediva di vedere la figlia. Ma perché nessuno ha disposto prima l’allontanamento di una madre così sciagurata?

Civile 12 ottobre 2011, 17:25

Genitori e figli, l’ipercura e l’iperprotezione sono sanzionabili quali maltrattamenti in famiglia

Cos’è la capacità genitoriale? Una mamma iperprotettiva é idonea? Risponde la Cassazione penale, 36503 del 2011


LeggiOggi.it

Ogni settimana il meglio di LeggiOggi.it nella tua E-mail



Ho letto l'informativa e acconsento al trattamento dei dati



NOTA INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI EX ART 13 D.LGS. 196/2003 E RICHIESTA DI CONSENSO AL TRATTAMENTO

Maggioli SpA, titolare del trattamento, si propone di gestire il servizio nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dei dati personali. Al proposito intende con questa nota, fornire a tutti gli utenti un'informativa sulle modalità e finalità del trattamento dei dati personali in conformità a quanto previsto dall'art. 13 del D.Lgs n. 196 del 30.06.2003. I dati personali forniti dagli utenti verranno trattati elettronicamente e/o manualmente da Maggioli SpA, Via del Carpino 8 - 47822 Santarcangelo di Romagna (RN), titolare del trattamento, per tutte le finalità correlate alla prestazione del servizio. Inoltre, previo suo consenso, i suoi dati saranno trattati dalla nostra società e dalle società del Gruppo Maggioli per l'invio di materiale promozionale inerente i nostri prodotti o servizi o quelli di società clienti del Gruppo Maggioli. L'indicazione della email deve essere fatta con cura in quanto necessaria per ricevere il servizio, i dati a corredo vengono chiesti per targettizzare gli invii informativi. I suoi dati non saranno diffusi. I suddetti dati potranno essere comunicati a soggetti pubblici, in aderenza ad obblighi di legge e a soggetti privati per trattamenti, funzionali all'adempimento del contratto, quali: nostra rete agenti, società di informazioni commerciali, professionisti e consulenti. I suoi dati potranno essere comunicati a soggetti terzi nostri clienti, che li tratteranno in qualità di autonomi titolari del trattamento secondo la definizione contenuta nel D.lgs 196/2003. Tali dati saranno trattati dai nostri dipendenti e/o collaboratori, incaricati al trattamento, preposti ai seguenti settori aziendali: editoria elettronica, mailing, marketing, CED, servizi Internet, fiere e congressi. L'utente potrà esercitare ogni ulteriore diritto previsto dall'art. 7 del D.Lgs 196 del 30.06.2003 che di seguito integralmente si riporta: "1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza o meno di dati personali che lo riguardano, anche se non ancora registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile. 2. L'interessato ha diritto di ottenere l'indicazione: a) dell'origine dei dati personali; b) delle finalità e modalità del trattamento; c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici; d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'art. 5 comma 2; e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualità di rappresentante designato nel territorio dello stato, di responsabili o incaricati. 3. L'interessato ha diritto di ottenere: a) l'aggiornamento, la rettificazione ovvero, quando vi ha interesse, l'integrazione dei dati; b) la cancellazione, la trasformazione, in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l'attestazione che le operazioni di cui alle lettera a) e b) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di colori ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento di rivela impossibile o comporta un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. 4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte: a) per motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo riguardano ancorchà pertinenti allo scopo della raccolta; b) al trattamento dei dati personali che lo riguardano a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. "Compilare il form con i propri dati con conseguente dichiarazione espressa di aver letto e accettato questa informativa, autorizza la Maggioli spa e le società del Gruppo Maggioli al trattamento dei suoi dati per le finalità correlate alla prestazione del servizio e per l'invio di materiale promozionale, anche da parte di soggetti terzi nostri clienti, secondo le modalità illustrate nell'informativa. L'utente potrà esercitare ogni diritto previsto dal citato art. 7 con la semplice risposta alla e-mail ricevuta.

Chiudi questa finestra
Torna Su