Sanità: stato di necessità, come funziona e quando esclude la responsabilità civile

Redazione 23/08/16
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La Sezione III della Cassazione Civile, con la sentenza n. 13919 del 7 luglio scorso, ha stabilito che lo stato di necessità non è evocabile nella infezione da emotrasfusione.

Infatti, l’urgenza contemplata dai protocolli sanitari si traduce nella organizzazione interna finalizzata alla gestione dell’emergenza.

Il caso

A seguito di una ferita grave dovuta ad un colpo d’arma da fuoco accidentale, un militare è sottoposto a varie trasfusioni. Ma proprio da queste, lo sfortunato militare ha contratto un’epatite acuta che lo ha poi condotto alla morte.

Sentito il parere dei congiunti, il Tribunale aveva dichiarato l’azione risarcitoria nei confronti del Ministero della Salute prescritta, rigettando inoltre l’azione contrattuale contro l’ospedale, che riteneva in quel frangente di aver operato in stato di necessità ed urgenza.

Dopo che anche la Corte di Appello aveva confermato la decisione, i congiunti avevano deciso di ricorrere alla Cassazione.

Stato di necessità: cos’è e come funziona

Quando una struttura ospedaliera effettua un’operazione d’urgenza, non opera in stato di necessità; pertanto non è esentata dagli obblighi che scaturiscono dalle ordinarie regole di prudenza, che sono peraltro organizzate all’interno della strutture ospedaliere con dettagliati protocolli medico-chirurgici ai quali i professionisti sanitari operanti nella struttura si devono attenere.

Affinché lo stato di necessità sia ravvisabile e sia possibile l’esclusione della responsabilità civile, come previsto dall’art. 2045 cod. civ., deve sussistere la necessità di salvare sé od altri dal pericolo reale di un danno grave alla persona.

Stando a quanto stabilisce la norma, un soggetto si deve trovare fortuitamente in una situazione imprevista ed imprevedibile – indipendentemente dalla sua volontà e dalla sua possibilità di esercitare un controllo su quanto stia accadendo – all’interno della quale è giustificabile soltanto il compimento da parte sua di scelte, altrimenti sanzionate dai canoni della responsabilità civile, purché finalizzate alla necessità di salvare sé od altri dalla imprevista e imprevedibile situazione di pericolo.

Secondo il Supremo Collegio, l’elemento della imprevedibilità è strettamente connaturato al sorgere della causa di giustificazione. Altrimenti, una situazione di pericolo dovrebbe esser affrontata e risolta nei modi ordinari, senza che sia richiesto o giustificato un intervento da parte di un soggetto che possa al contempo ledere altri diritti.

Quali sono i doveri della struttura sanitaria

Tuttavia, la mera necessità di intervenire d’urgenza con un intervento chirurgico per salvare la vita di un’altra persona non può integrare tale elemento di “imprevedibilità”, a meno che il medico non sia al di fuori di una adeguata struttura sanitaria senza la possibilità di raggiungerla, mettendo altrimenti a repentaglio la vita della persona in pericolo.

Esclusivamente in questa circostanza, quindi, non potranno essere presi in considerazione da chi interviene i controlli preventivi e gli standard di sicurezza e di igiene imposti all’ospedale per il suo ordinario funzionamento, sia come struttura di cura che come struttura chirurgica.

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Ospedali e medici: responsabilità e danno

L’opera, aggiornata alla recente GIURISPRUDENZA, analizza le problematiche collegate all’attività del medico, sia nelle strutture pubbliche che private, che genera un danno al paziente oppure ai familiari. La struttura del testo è di tipo manualistico, con gli orientamenti DOTTRINARI riportati infra-testo e contestuali passi di giurisprudenza che confermano oppure contrastano quanto detto dalla dottrina. Dopo il commento autorale su argomenti fondamentali per l’individuazione della responsabilità e del relativo risarcimento del danno, si inserisce un QUESITARIO con risposta data dalle sentenze di ogni grado, che meglio possono rendere l’interpretazione del diritto vivente. Infatti la GIURISPRUDENZA è costretta a ridisegnare costantemente le variabili per l’individuazione della fonte del danno, tenendo anche presente l’evoluzione tecnologica degli strumenti diagnostici e della scienza medica. Gli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale delle richieste di risarcimento nei confronti di medici e sanitari per danni cagionati da condotte colpose del medico e/o della struttura sanitaria entro la quale lo stesso opera o ha operato. I progressi della scienza medica in campo estetico e procreativo ed il ricorso sempre più frequente a trattamenti diagnostici e terapeutici più sofisticati, ma invasivi e rischiosi per la salute del paziente, hanno d’altra parte indotto la giurisprudenza ad una continua evoluzione in materia di responsabilità del medico, destinata ad incidere sul contenuto e sull’oggetto del rapporto, sulla natura della prestazione, nonché sulla nozione di colpa, nel costante intento di rispondere alla sempre crescente esigenza di tutela del paziente. – L’ampliamento dell’area del danno extracontrattuale – Il danno biologico – I criteri per l’individuazione del responsabile – Funzione della responsabilità extracontrattuale: la riparazione del danno – Oneri probatori – Il nesso causale: causalità materiale e giuridica – La prassi sociale – Buona fede e standard valutativi – Il risarcimento del danno non patrimoniale da inadempimento – La fonte del rapporto: il contratto d’opera professionale. I collaboratori del professionista – L’inquadramento dell’attività del professionista fra obbligazioni di mezzi e obbligazioni di risultato – Gli obblighi informativi a carico del professionista. – L’inadempimento del professionista. iI c.d. obblighi di protezione – L’inquadramento della prestazione del medico. L’impostazione tradizionale – La teoria del “contatto sociale” – Il rapporto tra paziente ed ente ospedaliero: il c.d. contratto di spedalità – La graduazione delle responsabilità – Il Primario Ospedaliero – Gli obblighi informativi del medico ed il consenso del paziente – Il riparto dell’onere probatorio in caso di violazione dell’obbligo d’informazione – La prova nel processo civile – La differente ripartizione degli oneri probatori fra ambito contrattuale e ambito extracontrattuale – L’intervento delle sezioni unite della cassazione in materia di riparto degli oneri probatori in caso di inadempimento contrattuale – L’istruzione probatoria e la consulenza tecnica d’ufficio 4.1. – La rinnovazione della consulenza tecnica d’ufficio in appello – Il criterio probabilistico – Le condotte omissive. La probabilità “logica” – La perdita di chances – La liquidazione del danno biologico – Il danno dei congiunti del danneggiato. – Il c.d. danno iure hereditatis – Il c.d. danno iure proprio – Il danno morale: inquadramento – Il danno non patrimoniale dei congiunti – Il pregiudizio da perdita del rapporto parentale – La c.d. nascita indesiderata – L’exordium praescriptionis nel caso di danno lungolatente – La conoscibilità dell’evento dannoso

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Quando lo stato di necessità non è configurabile?

Lo stato di necessità, però, non è configurabile se l’intervento chirurgico – per quanto d’urgenza e non programmato – avvenga all’interno di una struttura a ciò adibita, professionalmente organizzata e, tra l’altro, proprio dedicata ad affrontare interventi d’urgenza in condizioni di sicurezza.

Infatti, l’urgenza stessa deve essere necessariamente prevista e programmata in modo che, al suo verificarsi, scatti l’adozione di specifici protocolli, tra i quali la predisposizione di sacche di sangue già controllate.

Uno dei vari compiti di una struttura ospedaliera organizzata ed operante sul territorio, è proprio la programmazione delle situazioni di emergenza. Ciò comprende un’apposita organizzazione interna al fine di gestire l’emergenza in maniera professionale ed organizzata, con appositi protocolli, con la previsione di turni in chirurgia di tutte le qualifiche professionali coinvolte, con la disponibilità all’occorrenza delle sale operatorie con priorità su interventi che possono attendere, come l’approvvigionamento preventivo di risorse ematiche verificate o comunque la predeterminazione delle modalità di un approvvigionamento aggiuntivo straordinario ove necessitato dalla situazione di emergenza.

A seguito della contrazione da parte di un paziente di epatite post trasfusionale, spetta di conseguenza alla struttura ospedaliera di provare di aver eseguito tutti i controlli all’epoca dei fatti previsti sul sangue somministrato.

Redazione