L’Assegno Unico Universale (AUU) previsto dal Decreto Legislativo 29 dicembre 2021 numero 230 rappresenta il principale sostegno economico previsto dalla normativa italiana a beneficio delle famiglie con figli a carico.
Il meccanismo dell’AUU prevede il riconoscimento di una somma base, parametrata all’ISEE, cui si aggiungono una o più maggiorazioni in ragione, ad esempio, del numero dei figli o delle caratteristiche dei genitori (madre di età inferiore a 21 anni).
Analizziamo l’istituto in dettaglio.
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Indice
Per quali figli spetta l’Assegno unico nel 2026
L’Assegno Unico e Universale (AUU) spetta alle famiglie per i figli a carico, con regole diverse a seconda dell’età.
In particolare, è riconosciuto:
- Per ogni figlio minorenne a carico.
- Per i nuovi nati, l’assegno può essere riconosciuto già dal settimo mese di gravidanza.
- Per ogni figlio maggiorenne a carico, fino ai 21 anni, ma solo se il figlio rientra in una di queste condizioni:
- frequenta un corso di scuola, formazione professionale oppure l’università;
- svolge un tirocinio o un lavoro, ma ha un reddito annuo inferiore a 8.000 euro;
- è disoccupato e risulta registrato come persona in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
- svolge il servizio civile universale.
- Per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
In questo caso, quindi, l’AUU può spettare anche oltre i 21 anni.
I requisiti 2026
L’Assegno Unico Universale spetta a tutte le categorie di lavoratori, siano essi dipendenti (pubblici e privati), autonomi, pensionati, disoccupati o inoccupati.
All’atto della presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio è necessario che il richiedente sia in possesso, congiuntamente, dei seguenti requisiti:
- Cittadino italiano o di uno Stato membro dell’UE o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
- Cittadino di uno Stato extra Unione Europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
- Titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo eccedente i sei mesi ovvero titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca, autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi.
Il soggetto beneficiario dev’essere altresì:
- Residente e domiciliato in Italia;
- Soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
- Risultato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a termine di durata almeno semestrale.
Domanda all’INPS
Per ricevere l’Assegno Unico Universale è necessario presentare apposita domanda telematica all’INPS, collegandosi a “inps.it – Sostegni, Sussidi e Indennità – Assegno unico e universale per i figli a carico – Utilizza il servizio”.
Gli utenti in possesso delle credenziali SPID, CIE o CNS possono trasmettere la domanda in autonomia.
In alternativa l’istanza può essere inviata:
- contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06.164.164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
- avvalendosi dei servizi offerti dagli enti di patronato.
Chi può richiedere l’assegno
Riservando un occhio di riguardo al sistema delle decorrenze (di cui parleremo tra poco) la domanda di AUU può essere presentata:
- da uno dei genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio;
- dal tutore del figlio o del genitore, nell’interesse esclusivo del tutelato;
- dai figli, al compimento della maggiore età.
I figli maggiorenni possono presentare la domanda in sostituzione di quella eventualmente già trasmessa dai genitori, richiedendo il pagamento diretto della quota dell’Assegno Unico spettante.
Le date di pagamento dell’Assegno Unico da gennaio a dicembre 2026
L’INPS ha pubblicato il calendario ufficiale dei pagamenti 2026 dell’Assegno Unico e Universale (AUU) con il Messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025. In base a questa comunicazione, gli accrediti (per le prestazioni “ordinarie”) sono previsti nelle seguenti giornate:
| Mese | Giorni di accredito |
|---|---|
| Gennaio | 21 – 22 |
| Febbraio | 19 – 20 |
| Marzo | 19 – 20 |
| Aprile | 20 – 21 |
| Maggio | 20 – 21 |
| Giugno | 18 – 19 |
| Luglio | 20 – 21 |
| Agosto | 18 – 19 |
| Settembre | 21 – 22 |
| Ottobre | 21 – 22 |
| Novembre | 19 – 20 |
| Dicembre | 16 – 17 |
La decorrenza
Per le domande di Assegno Unico presentate dal 1° marzo al 30 giugno di ciascun anno, la prestazione spetta con tutti gli arretrati calcolati a partire dal mese di marzo.
Al contrario, per le domande inviate dopo il 30 giugno il sussidio:
- decorre dal mese successivo quello di presentazione dell’istanza (senza arretrati);
- è determinato sulla base dell’ISEE al momento della domanda.
Rinnovo d’ufficio
A decorrere dal 1° marzo 2023 il pagamento delle domande di Assegno Unico già accolte prosegue d’ufficio, senza necessità di presentare una domanda di rinnovo.
In particolare, per quanti nel corso del periodo marzo 2025 – febbraio 2026 hanno una domanda di AUU in stato non “Decaduta”, “Revocata”, “Rinunciata” o “Respinta” il pagamento prosegue automaticamente per le mensilità successive.
Come si calcola l’Assegno Unico
L’AUU è liquidato direttamente dall’INPS ai soggetti beneficiari e si compone di:
- Una somma base, per ciascun figlio, parametrata all’ISEE del nucleo familiare (all’aumentare dell’Indicatore il valore mensile dell’AUU si riduce) e diversa a seconda che trattasi di figli minorenni, figli con disabilità o figli maggiorenni under 21;
- Una o più maggiorazioni, in ragione del numero dei componenti il nucleo familiare e delle caratteristiche dei figli / genitori.
L’importo dell’Assegno Unico, commisurato al valore dell’ISEE, è corrisposto con decorrenza retroattiva con tutti gli arretrati, anche a coloro che al momento della presentazione della domanda non siano in possesso di ISEE. I soggetti in questione devono comunque ottenere l’attestazione ISEE entro il 30 giugno.
L’AUU spetta anche in assenza di ISEE ma, in queste situazioni, si ha diritto agli importi minimi previsti dalla normativa (Decreto Legislativo 29 dicembre 2021, numero 230).
Le maggiorazioni ricorrono per:
- Figli ulteriori al secondo;
- Madre di età inferiore a 21 anni;
- Genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
- Figli di età inferiore a un anno (fino al compimento del primo anno di vita del bambino);
- Nuclei con tre o più figli, per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni);
- Maggiorazione forfettaria di 150,00 euro per i nuclei familiari con almeno quattro figli carico.
Simulazione dell’assegno mensile
INPS mette a disposizione un simulatore dell’importo mensile dell’Assegno Unico.
La piattaforma è disponibile (senza credenziali SPID, CIE o CNS) collegandosi a “inps.it – Tutti i servizi – Simulazione Importo Assegno Unico”.
Ad oggi la piattaforma è aggiornata con i valori dell’AUU in vigore nel 2025, in attesa del consueto adeguamento degli importi, delle soglie ISEE e delle maggiorazioni, comunicato dall’Istituto in ragione dell’andamento dell’indice del costo della vita, rilevato dall’ISTAT.
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