La normativa sulla responsabilità solidale dell’appaltatore ha effetti importanti sul sistema dei rischi di impresa. Amministratori e Sindaci dovranno tenerne conto sia adottando procedure adeguate, sia evidenziando eventuali fondi rischi in bilancio.

Ricordiamo oltre ai rischi legali (da non sottovalutare anche in tema di reati tributari) i rischi derivanti dall’interruzione del servizio. Appare evidente che se si sospendono i pagamenti al fornitore non in regola difficilmente questo potrà eseguire il contratto con tutti i rischi connessi anche per l’appaltatore.

Riferimenti normativi

Lo scorso 12 agosto è entrato in vigore l’articolo 13-ter del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83 (cd. decreto crescita) – convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 – che, sostituendo integralmente il comma 28 dell’articolo 35 del DL n. 223 del 2006, ha modificato la disciplina in materia di responsabilità fiscale nell’ambito dei contratti d’appalto e subappalto di opere e servizi.

Sintesi del provvedimento

La disposizione prevede la responsabilità dell’appaltatore e del committente per il versamento all’Erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore e dall’appaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del contratto.

La norma esclude tale responsabilità se l’appaltatore/committente acquisisce la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore/appaltatore, documentazione che, secondo quanto previsto dalla stessa disposizione, può consistere anche nella asseverazione rilasciata da CAF o da professionisti abilitati.

La disposizione prevede, inoltre, che sia l’appaltatore che il committente possono sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto al subappaltatore/appaltatore fino all’esibizione della predetta documentazione.

Entrata in vigore della disposizione

Le disposizioni contenute nell’articolo 13-ter del DL n. 83 del 2012 trovano applicazione per i contratti di appalto/subappalto stipulati a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma, ossia dal 12 agosto 2012.

Inoltre, considerato che la norma introduce, sia a carico dell’appaltatore che del subappaltatore, un adempimento di natura tributaria, si deve ritenere che, in base all’articolo 3, comma 2, della legge n. 212 del 2000 (Statuto del contribuente), tali adempimenti siano esigibili a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della norma, con la conseguenza che la certificazione deve essere richiesta solamente in relazione ai pagamenti effettuati a partire dall’11 ottobre 2012, in relazione ai contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012.

Acquisizione della documentazione

Un’altra criticità sollevata con riferimento alla norma in questione attiene alla documentazione che l’appaltatore/subappaltatore deve produrre per dimostrare il regolare versamento dell’IVA e delle ritenute, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, al fine di superare il vincolo di responsabilità solidale del committente/appaltatore.

L’Agenzia delle Entrate con la circolare in esame ritiene valida, in alternativa alle asseverazioni prestate dai CAF Imprese e dai professionisti abilitati, una dichiarazione sostitutiva – resa ai sensi del DPR n. 445 del 2000 – con cui l’appaltatore/subappaltatore attesta l’avvenuto adempimento degli obblighi richiesti dalla disposizione.

La dichiarazione sostitutiva

La dichiarazione sostitutiva deve indicare:

–  il periodo nel quale l’IVA relativa alle fatture concernenti i lavori eseguiti è stata liquidata, specificando se dalla suddetta liquidazione è scaturito un versamento di imposta, ovvero se in relazione alle fatture oggetto del contratto è stato applicato il regime dell’IVA per cassa (articolo 7 del DL n. 185 del 2008) oppure la disciplina del reverse charge;

–  il periodo nel quale le ritenute sui redditi di lavoro dipendente sono state versate, mediante scomputo totale o parziale;

–  gli estremi del modello F24 con il quale i versamenti dell’IVA e delle ritenute non scomputate, totalmente o parzialmente, sono stati effettuati;

–  contenere l’affermazione che l’IVA e le ritenute versate includono quelle riferibili al contratto di appalto/subappalto per il quale la dichiarazione viene resa.


3 COMMENTI

  1. E’ una normativa del tutto inapplicabile! Noi abbiamo dei clienti che già non ci pagavano per fatture di piccoli importi (vedi €50,00), ora ci troviamo a dover versare l’iva addirittura per paradosso in anticipo su fatture che non sapremo mai se andremo ad incassare. In realtà una ditta come la nostra che fattura tutto lavora per pagare le tasse, e i dipendenti altro non rimane. Non viviamo mica d’aria!
    Inoltre la normativa non è affatto chiara, di fatto si parla di misure per l’adilizia e noi che non siamo affatto nell’edilizia, ma in tutt’altro campo, ci vediamo chiedere quotidianamente tale richieste per il discorso responsabilità solidale. E a tutti ci tocca perdere del tempo a spiegare che non siamo tenuti, ecc. Per fortuna che queste sono misure per la crescita dell’economia! Già i soldi sono pochi, c’è già chi non pagava prima, figuriamoci ora, e le ditte come fanno così a pagare dipendenti, tasse, fornitori, ecc. Uno è meglio che chiude… BRAVI! SIETE AVANTI! ALTRO CHE RIVOLUZIONE CI VORREBBE IN ITALIA!
    Se così fosse tutti dovrebbero dimostrare di essere in regola con il versamento dei tributi, non alcuni sì ed altri no! Anche i clienti lo dovrebbero dimostrare. E abbiamo persino una legge sulla privacy, è una vergogna! Siamo gli zimbelli d’Europa. Non esiste un paese al mondo in cui si pagano tante tasse come in Italia. …per pagare gli sprechi dei nostri governanti!!!
    Guardiamo solo ad esempio la Svizzera, paese con cui confiniamo: i politici non usano auto blu, e non girano con la scorta come i nostri. Ma vergognatevi tutti! I GOVERNANTI ITALIANI DOVREBBERO GUARDARSI INTORNO… e farsi un esamino di coscienza!
    Vedo che sia a destra che a sinistra non stanno dicendo la verità, si passa del tempo a parlare di Berlusconi, di primarie del PD, ecc. Ma parlate dei problemi reali, di come far funzionare questa benedetta economia! Della gente che non arriva a fine mese, delle imprese che anziché aumentare gli stipendi sono costrette a licenziare perché non hanno i soldi per pagare mutui, tasse e fornitori. Solo un ignorante può pensare dI migliorare le cose aumentando le tasse ad imprese e privati. I 18 miliardi di Euro che hanno raccolto con la prima rata dell’IMU dove sono? Ed ora per Natale un’altra salassata! Io abolirei anche il Natale! Uno spreco! Tutti soldi tolti ai nostri governanti.

  2. E’ una norma senza senso! il pagamento dei contributi è adempimento certo nell’ammontare e quindi non è difficile dimostrare la regolarità contributiva attraverso la presentazione del Durc, ma in ordine al pagamento dell’iva, la cui liquidazione dipende da acquisti e vendite del periodo, come si fa a dimostrare se l’iva relativa al singolo contratto è stata versata? inoltre, io devo dimostrare al mio cliente che ho pagato l’iva relativa alla fattura emessa nei suoi confronti prima ancora che mi paghi? Per assurdo la legge ha dato ai “cattivi pagatori”, primi fra tutte le pubbliche amministrazioni, un’arma in più per ritardare i pagamenti!!!!!!!!

  3. ingiusto assurdo sempre piu burocrkazia e responsabilita non proprie ai cittadini, perche non si fa lo stesso anche con lo Stato, ovvero responsabilita dello stato dei suoi dipendenti in tutto quello che fanno.

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