La Camera, con 447 voti favorevoli e 73 contrari, ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, cosiddetto decreto “commissioni bancarie”, concernente disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, e al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 (C. 5178).

Si tratta del diciassettesimo voto di fiducia incassato dal governo Monti dal giorno dell’insediamento dell’esecutivo. Nella tarda mattinata di oggi è previsto il voto finale sul provvedimento. Per il governo, è stato il risultato più basso dopo i 420 sì avuti il 9 febbraio sul decreto carceri.

Il decreto legge su cui l’Aula della Camera ha votato la fiducia corregge la norma che cancellava le commissioni bancarie sui prestiti, introdotta dal decreto liberalizzazioni; norma che aveva portato alle dimissioni per protesta (poi rientrate) dei vertici dell’Abi.

Il decreto liberalizzazioni prevedeva che fossero nulle le commissioni bancarie per le aperture delle linee di credito in caso di sconfinamenti, mentre il dl banche ridimensiona quella norma e sancisce la nullità solo nel caso non vengano seguite le disposizioni sulla trasparenza adottate dal Cicr. Il decreto prevede anche lo stop delle commissioni bancarie per le famiglie che vanno in ‘rosso’ sul conto corrente fino a 500 euro e per meno di 7 giorni consecutivi in ogni trimestre.

Commissioni bancarie. Vengono reintrodotte le commissioni per gli scoperti, che il Senato aveva cancellato con un emendamento al decreto sulle liberalizzazioni. In particolare viene ripristinata la commissione di istruttoria veloce stabilita dal decreto Salva Italia.

Famiglie salve. Non dovranno pagare invece alcuna commissione i correntisti che sforano per un massimo di 500 euro e per non più di sette giorni consecutivi in un trimestre. L’emendamento ‘salva-famiglie’ è stato introdotto in Senato.

Osservatorio sul credito. Viene istituito un Osservatorio sul credito, che monitorerà l’accesso al credito da parte delle imprese, specie le piccole, nonché quelle giovanili e femminili. Alle sue riunioni prenderanno parte i rappresentanti delle Associazioni dei consumatori e delle imprese.

Mancata concessione di credito. Inoltre, tanto le famiglie quanto le imprese, in caso di mancata concessione di un credito da parte di una banca, potranno presentare un’istanza al prefetto: questi, dopo aver chiesto alla banca una motivazione, potrà girare la pratica all’Arbitro bancario che dovrà pronunciarsi “non oltre trenta giorni dalla segnalazione”.

Rating legalità. Il rating della legalità, introdotto con un emendamento parlamentare al decreto liberalizzazioni, sarà attribuito, su istanza di parte, alle imprese che raggiungano un fatturato minimo di due milioni di euro.

Elezione Agcom. Si modifica il metodo di elezione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, i cui membri sono stati dimezzati dal decreto Salva-Italia, e che dovranno essere rinnovati nel corso del mese di maggio. La modifica prevede che il Senato e la Camera eleggano due (anziché quattro) commissari ciascuno e che pertanto ciascun senatore e ciascun deputato esprima il voto indicando un solo nominativo.

Pensioni manager pubblici. La norma cancellata dal Senato prevedeva che il taglio dello stipendio ai manager pubblici previsto dal decreto Salva Italia (il tetto è di 300.000 euro) non contasse ai fini della determinazione della pensione nella parte calcolata con metodo retributivo. Il governo ha proposto alla Camera di ripristinare la norma ma non è stato accontentato.