Caro Direttore,

siamo già al primo anniversario di LeggiOggi nel web.

Innanzitutto complimenti, veramente meritati!

La prima riflessione, quasi scontata, che mi viene in mente è che un anno di esperienza nel web non è poco.

Il tempo su Internet corre veloce e veramente tanto è possibile fare quando ci si libera dalle limitazioni e dai rallentamenti causati dall’utilizzo della carta e dalle tradizionali barriere di tempo, di luogo e di spazio.

Nella mia esperienza ho capito che per intendere e sfruttare appieno le potenzialità della rete sono necessarie due cose: la vision e la sperimentazione personale.

Nel 1996 nasceva “Diritto & diritti” (www.diritto.it), la prima rivista giuridica online italiana ad accesso gratuito, a fare la sua comparsa nel web e ad utilizzare tutte le risorse offerte dalle nuove tecnologie.

Nasceva sulla base di una splendida intuizione: l’informazione, usando internet, può divenire globale, totale, rapida ed efficace; “esperta nell’uso di tempo reale, multimedialità e interattività” (questo era scritto nel manifesto della Rivista).

In quell’anno mi sentivo come immerso in un “Brodo primordiale”, nel quale qualunque cosa di bello ed utile poteva nascere nella frazione di tempo che ci vuole per un click del mouse.

Fu così che nacque la Rivista online e poi a seguire nel 1998 il Circolo dei giuristi telematici, e ancora portali web giuridici (“Tar online”), contenitori di giurisprudenza , Motori di ricerca (Cicerone), tante mailing-list (dei giudici amministrativi, di quelli tributari etc.) e cosi’ via.

Fondamentale per me è stato l’incontro ed il confronto nel web con numerosi giuristi creativi (Valentino Spataro, Giorgio Rognetta, Luca Ramacci e tanti altri; mi scuso per quelli che non sto citando) che si muovevano nella mia stessa lunghezza d’onda.

L’intuizione era giusta e tanto è stato creato.

Ma la sensazione di adesso è che qualcosa non è andata per il verso giusto.

Cos’è che non va nello sforzo odierno di informatizzazione e telematizzazione che interessa il mondo del diritto?

Provo a dirla così : pensavamo che bastasse semplicemente informatizzare e l’esperienza ci dice invece che non è bastato, perché occorre anche spirito di innovazione e creatività.

E allora pongo alla mia ed alla vostra riflessione una domanda che contiene un paradosso : se il processo telematico viene fuori più lento e farraginoso di quello cartaceo, qual è il vantaggio?

Riflettiamoci.

Concludo: nel 1996 abbiamo avuto una intuizione, ma oggi abbiamo la certezza che nel mondo del diritto e della giustizia si puo’ diventare competitivi, efficaci, efficienti ed all’altezza dei tempi solo attraverso l’uso convinto e totale – ed aggiungo anche innovativo e creativo – di Internet e di tutte le nuove tecnologie!.

Fare parte di questo importante cammino è l’augurio di cuore che rivolgo al Direttore ed alla Redazione nel giorno del primo anniversario di LeggiOggi .


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