Ieri il Governo ha varato un decreto legge sull’immigrazione, in corso di pubblicazione in Gazzetta.

Roberto Maroni (ministro proponente) ha così commentato: “Ripristinata l’espulsione coattiva immediata dei clandestini. Con il provvedimento pure prolungato il tempo di trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) da 6 a a 18 mesi ed è prevista pure una procedura di garanzia che passa attraverso i giudici di pace, che consentirà l’identificazione certa dello straniero o l’effettiva espulsione in accordo con le autorità diplomatiche dei paesi di provenienza”.

“Attuiamo le direttive, ha aggiunto il Ministro, fissando i principi per riprendere ad espellere i clandestini pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza, che sono a rischio di fuga, che sono stati già espulsi con un provvedimento dell’autorità giudiziaria o che violano le misure di garanzia date dai questori”.

Con il provvedimento approvato, si introduce, inoltre, per la prima volta l’allontanamento coattivo anche per i cittadini comunitari. Ciò, ha continuato Maroni, “in coerenza con la direttiva europea n. 38 del 2004, che prevede questa possibilità nel caso in cui il cittadino comunitario non rispetti gli obblighi previsti dalla direttiva stessa”.

E arrivano subito le prime critiche.

Anna Finocchiaro (capogruppo al Senato del PD): “Si vede che mancano tre giorni a Pontida … continua il pericoloso populismo demagogico del governo. In nome del ricatto leghista, spunta l’assurda e grave, quanto inapplicabile e inattuabile, detenzione nei Cie di persone incensurate fino a 18 mesi e le altrettanto poco attuabili espulsioni immediate”.

Nichi Vendola (presidente di Sinistra Ecologia Libertà): “Uno scalpo da esibire a Pontida”.

Di seguito, il contenuto essenziale del provvedimento, dal comunicato stampa diramato ieri dal Governo:

Un decreto-legge per corrispondere all’invito formulato all’Italia dalle Istituzioni europee a rendere più completa la normativa di recepimento della direttiva 2004/38 in materia di diritto per i cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri; il decreto-legge recepisce anche la direttiva 2008/115 in materia di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.

Queste le principali innovazioni:

1. E’ ripristinata la procedura di espulsione coattiva immediata per tutti gli extracomunitari clandestini qualora:

– pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato;

– a rischio di fuga;

– espulsi con provvedimento dell’autorità giudiziaria;

– violino le misure di garanzia imposte dal Questore;

– violino il termine per la partenza volontaria.

2. Viene introdotto l’allontanamento coattivo (espulsione) anche dei cittadini comunitari per motivi di ordine pubblico se permangono sul territorio nazionale in violazione della direttiva 38/2004 sulla libera circolazione dei comunitari.

3. E’ prolungato il periodo di permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione fino a 18 mesi, in linea con le disposizioni della direttiva.

4. Per evitare il rischio di fuga dello straniero, sono previste misure di garanzia idonee, la cui violazione è punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.

5. Vengono rimodulate le fattispecie dei reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio con la previsione della sanzione pecuniaria e con la possibilità per il giudice di pace di sostituire la condanna con l’espulsione.

6. E’ attribuita al giudice di pace la competenza anche sui reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio e sui reati di violazione delle misure di garanzia per evitare il pericolo di fuga e delle misure alternative al trattenimento imposte dal Questore.

7. Sono previste misure alternative al trattenimento nel Cie per lo straniero irregolare che non sia pericoloso, quali la consegna del passaporto o altro documento equipollente, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione presso gli uffici della Forza pubblica. La violazione delle misure viene punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.

8. E’ prevista la concessione di un termine per il rimpatrio volontario, anche assistito, dello straniero irregolare che non rientri nelle condizioni previste al punto 1.

9. Sono infine introdotte ulteriori misure di adeguamento della normativa nazionale alle direttive 38/2004 e 115/2008”.


3 COMMENTI

  1. Bravo Don Santino!
    Ma, cosa ci si poteva aspettare da un ministro leghista?
    Mi “piace” poi molto l’idea della multa da € 3.000,00 a € 18.000,00. Per soggetti che vengono pagati 20 euro al giorno – e guardacaso proprio da tanti imprenditori padani ben lieti di sfruttare i loro lavori clandestini – è quanto di più equo possa immaginarsi…. Ed è anche una cifra assolutamente congrua rispetto alle nostre comuni “ammende” (v. oblabili alla stregua di sanzioni ammnistrative), di poche centinaia di euro e per fatti di ben altra portata e gravità….!
    Ha proprio ragione Don Santino quando dice: “si rubano, con le multinazionali e con le guerre imbastite per loschi interessi, i beni dei popoli poveri, impoverendoli sempre di più e per giunta li facciamo oggetto delle nostre persecuzioni maniacali”.
    E’ un pensiero perfettamente in linea con la mia riflessione sugli africani prelevati in catene ai tempi della loro deportazione (v. “La liberazione dei clandestini detenuti“, pubblicato il 13 maggio).

  2. Povero governo!
    Dell’incapacità politica di governare devono sempre farne le spese gli immigrati.
    Si rubano, con le multinazionali e con le guerre imbastite per loschi interessi, i beni dei popoli poveri, impoverendoli sempre di più e per giunta li facciamo oggetto delle nostre persecuzioni maniacali.

    Se gli altri Stati ci rimandassero indietro tutti gli italiani che sono all’estero, che cosa diremmo e quali decreti legge si metterebbero in atto?
    E’ la dignità della persona che viene messa in gioco ed una ingiustizia globale che viene istituzionalizzata. Povera Italia!

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