Mini Imu 2014, chi la deve pagare, come si calcola e le info sul saldo

La mini Imu è il vero chiodo fisso di contribuenti, professionisti e funzionari pubblici di questo inizio 2014. Istituita dal governo Letta con il decreto approvato lo scorso 27 novembre , l’imposta stabilisce che, nei Comuni in cui l’aliquota è stata innalzata rispetto alla quota standard, si debba pagare il 40% della differenza. La quota rimanente verrà coperta dallo Stato, il quale si è trovato costretto a chiedere questo ulteriore sforzo ai cittadini, non essendo riuscito a trovare le risorse necessarie per abolire l’intera Imu 2013 come promesso a più riprese.

Il decreto che ufficializza l’incombenza della mini Imu, è stato approvato dal governo lo scorso 27 novembre. Il Senato ha dato il primo via libera il 9 gennaio; entro il 29 gennaio, il testo andrà convertito in legge, pena la decadenza dell’impianto su cui poggia la mini Imu e la parte abolita della rata di dicembre. La rata andrà pagata entro il 24 gennaio.

VAI AL TESTO DEL DECRETO IMU-BANKITALIA CHE ISTITUISCE LA MINI IMU

 

Chi deve pagare la mini Imu

Il conguaglio di gennaio riguarda tutti quegli immobili che, nel 2013, si sono trovati al centro delle dispute politiche del governo Letta, prima con il rinvio della rata di giugno, poi con la sua definitiva abolizione e, infine, con la mezza copertura anche della rata di dicembre, che andrà compensata, come detto dalla mini Imu.

Le fasce di immobili coinvolte in questo pagamento imprevisto, annunciato tra mille polemiche a poco più di un mese dalla sua scadenza di legge, sono le seguenti:

abitazione principale,

abitazioni assegnate dalle cooperative a proprietà indivisa,

abitazioni degli Iacp,

ex casa coniugale assegnata dal giudice della separazione,

abitazioni del personale del comparto sicurezza,

terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, purché iscritti nella previdenza agricola.

Sono incluse nei conteggi per la mini Imu anche le pertinenze delle abitazioni principali o assimilate, nei casi di vani di appartenenti ad anziani o disabili domiciliati in case di cure, ad appartamenti concessi in comodato a figli o parenti di primo grado in linea retta, così come per i cittadini residenti all’estero ma proprietari degli immobili.

Rimane esentata la fascia dei fabbricati rurali strumentali, visto che, per questi ultimi, era vietato innalzare l’aliquota oltre la quota predefinita.

 

Dove si paga la mini Imu

La mini Imu, come detto, non riguarda indistintamente tutti gli immobili presenti nel Paese, come accadeva con l’Imu in vigore fino allo scorso dicembre. A ricadere sotto l’obbligo impositivo definito dal governo in extremis sono quegli immobili che ricadono nelle categorie sopra citate, situati nei Comuni dove l’aliquota è stata portata oltre il 4 per mille suggerito dallo Stato, e comunque entro il 6 per mille.

Si tratta, nel complesso, di oltre 2mila e 300 Comuni su 8mila, dunque poco meno di metà, tra i quali, però, si trovano alcuni dei territori più importanti, come Milano, Roma, Napoli e Torino. Ciò, naturalmente, implica un gettito che, proporzionalmente, dovrebbe andare oltre il rapporto tra Comuni soggetti alla mini Imu e quelli esentati.

QUI LA LISTA COMPLETA DEI COMUNI IN CUI SI PAGHERA’ LA MINI IMU

 

Come si calcola la mini Imu

Questo è il vero punto critico di tutta la faccenda mini Imu: entro lo scorso 9 dicembre, infatti, i Comuni avrebbero dovuto ufficializzare l’aliquota finale 2013 per gli immobili, pubblicando la relativa deliberazione sul proprio sito ufficiale. Qualora questo non fosse avvenuto, la legge dice che andrà applicata l’aliquota in vigore precedentemente, ma inviatiamo, comunque, i contribuenti a verificare con gli uffici l’aliquota nel proprio Comune, al fine di non incappare in sgradite sorprese.

Come si diceva, però, il calcolo, una volta conosciuta l’aliquota, rimane tutt’altro che agevole.

Ecco i passaggi:

1. Si calcola prima di tutto la rendita, partendo dal valore catastale posseduto dall’immobile, cioè scritto nell’atto di compravendita  o comunque reperibile tramite rapida visura. Quindi si calcola:

( Rendita catastale + 5% ) x 160,

con 5% che coincide alla rivalutazione e 160 come abituale moltiplicatore

 

2. Quindi, possiamo ora conoscere l’ammontare dell’Imu completa, in base all’aliquota applicata dal Comune, che, per la mini Imu, sarà tra il 4 e il 6 per mille. Esempio, con applicazione aliquota massima:

Rendita rivalutata x 6/1000 e dal risultato ottenuto, va sottratto 200, cioè la detrazione base assicurata a tutte le prime case soggette a Imu. Ulteriori sottrazioni di 50 euro andranno applicate per ogni figlio al di sotto dei 26 anni presente nel nucleo ivi residente

 

3. A questo punto, dobbiamo però conoscere a quanto ammonterebbe l’Imu, qualora fosse applicata l’aliquota base del 4 per mille, ripetendo esattamente il punto 2 ma con aliquota standard. Dunque:

Rendita rivalutata del punto 1 x 4/1000 – 200 – eventuali figli a carico 

e si ottiene così l’Imu base.

 

4. Ora, è necessario trovare la differenza esatta tra i due importi, quello con aliquota aumentata meno il risultato con percentuale base del 4 per mille.

 

5. Non è finita, poiché il risultato ottenuto non andrà pagato per intero, ma, come si diceva, solo per il 40% e dunque andrà effettuato un ulteriore passaggio, calcolando il valore corrispondente rispetto al risultato ottenuto al punto 5.

 

Come pagare la mini Imu

I metodi di pagamento accettati dai Comuni per il saldo della mini Imu 2014, sono i soliti: modello F24, nel campo “Sezione Imu e altri tributi locali”, scrivendo il Codice catastale del Comune di riferimento sotto lo spazio “Codice ente/Comune”, oppure tramite bollettino postale, he dovrà contenere il numero di conto corrente 1008857615.

I codici tributo rimangono i soliti,

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze
  • 3914 terreni

QUI TUTTI I CODICI TRIBUTO DELL’IMU 2013

 

MA…

La legge di stabilità 2014 contiene una norma che concede fino al 16 giugno 2014 per evitare interessi e sanzioni sulle possibilità di insufficiente versamento, che, dunque, si applicherà anche alla mini Imu. Insomma, la scadenza è il 24 gennaio, ma entro il 16 giugno non si corre alcun rischio. E non sono pochi i contribuenti che potrebbero rimandare il pagamento, magari nella speranza che, nel frattempo, la tassa possa essere cancellata definitivamente…