Mediazione civile obbligatoria, tutte le tappe e gli ultimi aggiornamenti

Ripercorriamo le travagliate vicende della mediazione civile, un istituto che i governi in successione hanno cercato – e cercano tuttora – di introdurre al fine di smaltire il numero delle vertenze che approdano in aula, e poter dunque smaltire progressivamente l’arretrato, che, soprattutto in sede di appello, è la vera zavorra del sistema giustizia italiano.

 

La genesi

Posta in essere con il decreto 28/2010, la mediazione civile viene enunciata come condizione di procedibilità per il proseguo delle cause. in sostanza, è obbligatoria: prima di andare a dibattimento, è necessario instaurare un tavolo tra le parti in dissidio e tentare un riavvicinamento che consenta di evitare il ricorso all’autorità di giustizia. Una parte del mondo forense, però, non accoglie di buon occhio la riforma e presenta ricorso al Tar per aspetti di incostituzionalità. Una posizione che viene accolta dal Tribunale, che rimanda la legge dinanzi alla Consulta.

Vai al testo dell’ordinanza del 12 aprile 2011 del Tar

Intanto, però, il Ministero, che sentiva tirare un’aria di flop, ha cercato di introdurre qualche correttivo per mezzo del decreto 145/2011, che interveniva proprio su alcuni aspetti particolarmente invisi all’avvocatura, in special modo sui costi della mediazione, sebbene forzando la man e enunciando un tirocinio regolare ogni due anni per i mediatori, una sorta di formazione continua.

Intanto, dalle parti dell’Unione europea si apprezzano gli sforzi del governo, che sembra operare con la finalità di alleggerire il carico delle cause civili sfruttando uno strumento come quello della mediazione, ed esprime posizione unanime con la risoluzione 2011/2026.

Il decreto entra pienamente in vigore il 21 marzo del 2012, comprendendo materie alquanto frequenti tra i professionisti della giustizia, come le liti condominiali e i sinistri stradali.

Qui il testo completo del decreto istitutivo della mediazione civile

 

La bocciatura

Intanto, a fine 2011 cambia il governo e al ministero della Giustizia arriva un avvocato, Paola Severino, favorevole all’istituto della mediazione civile obbligatoria. In attesa del pronunciamento della Corte costituzionale, la conciliazione viene esercitata, si eseguono corsi di formazione e viene via via a prendere forma un esercito di nuovi professionisti che gli avvocati più critici guardano di sottecchi. Infine, il 24 ottobre 2012, dopo lanci di strali tra le varie fazioni, ecco il verdetto della Corte: la mediazione civile è incostituzionale. La notizia spiazza i mediatori e fa esultare coloro che avevano avversato la pratica.

Leggi il testo integrale della sentenza della Corte costituzionale sulla mediazione civile

Leggi gli effetti dell’incostituzionalità

Immediatamente, il mondo forense si spacca tra chi ha sempre avversato la mediazione, come alcune sigle di rappresentanza degli avvocati, e chi, invece, crede nella bontà della conciliazione e nella sua efficacia.

Il 14 novembre, il Ministero della Giustizia emana una circolare a corredo del pronunciamento della Consulta. LEGGI IL TESTO

 

Il ritorno

Il resto, è cronaca recente. Dapprima, il governo Monti, ormai al capolinea, aveva tentato di reintrodurre la mediazione con un emendamento alla legge di stabilità 2013, che però non è passato in Senato. Così, l’istituto non è stato ritoccato fino all’arrivo del governo guidato da Enrico Letta, che ne ha ripresentato a sorpresa i contenuti in maniera quasi analoga, principalmente spuntando dalle materie i sinistri stradali e riducendo di un mese il termine di durata per il tavolo di dialogo. Agli avvocati, infine, viene riconosciuto di diritto il ruolo di mediatore.

Vai al ritorno della mediazione nel decreto del fare

Qui le modifiche introdotte dal decreto del fare

Leggi il testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale