Delega fiscale: tutte le novità, i tempi, i testi dei decreti e le scadenze

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva, giovedì 27 febbraio 2014, il disegno di legge sulla delega fiscale. Si tratta di un provvedimento entrato in Parlamento più di tre anni or sono, cheè sopravvissuto, alle Camera, a ben quattro governi diversi: partito dall’ultimo governo Berlusconi, poi riproposto dal governo tecnico di Mario Monti, portato avanti da Enrico Letta e arrivato in approvazione sotto Matteo Renzi.

La versione finale, in realtà, è quella riportata alle Camere dall’esecutivo Monti, che ha ritoccato in diverse parti il testo originario del disegno di legge delega.

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I tempi

Dopo l’approvazione, c’è un anno di tempo, concesso al governo, per portare a termine la riforma. In questo arco, l’esecutivo dovrà varare i decreti legislativi collegati alla riforma e, insieme, riferire con cadenza regolare alle Camere sull’avanzamento dei lavori. In particolare, dopo i primi due mesi, dunque ad aprile, i ministri coinvolti dovranno presentare la prima relazione al Parlamento. Quindi, dopo 4 mesi, tra i prossimi mesi di giugno e luglio, si attende l’arrivo del primo, corposo decreto attuativo, seguito, a 60 giorni di distanza, da un altro aggiornamento a Camera e Senato. Poi, a 12 mesi, dunque febbraio 2015 i decreti attuativi dovranno essere stati varati nella loro interezza, per arrivare all’entrata in vigore completa delle nuove norme sul fisco entro agosto 2016, dunque a 30 mesi dall’approvazione.

 

Principi generali

La legge delega sul fisco, formula alcuni principi cardine che dovrebbero rinnovare profondamente il sistema di imposizione nazionale, partendo dall’uniformità della disciplina degli obblighi fiscali, alla semplificazione degli adempimenti da parte dei vari soggetti sottoposti a tassazione, fino all’armonizzazione delle funzioni in ottica tributaria.

L’obiettivo finale della riforma, comunque, rimane quello di alleggerire la pressione fiscale sui contribuenti e, tra le varie modalità indicate, un altro punto fondamentale verte sulla compensazione tra crediti e debiti fiscali.

 

Lotta all’evasione

Con la legge delega sul fisco, si dovranno stabilire nuovi limiti all’utilizzo del denaro contante, potenziando, al contempo, i metodi di versamento di tipo elettronico, ovviamente rafforzando la tracciabilità dei pagamenti e, insieme, portando alla diffusione della fatturazione digitale. Tra le attività messe in fieri, poi, l’incrocio tra i database del fisco sulla contabilità nazionale, con i dati raccolti dall’anagrafe tributaria, recentemente avviata dalle Entrate.

Sul fronte penale, poi, vengono rivisti i criteri del sistema punitivo, con maggiore rilevanza ai comportamentio ritenuti fraudolenti, oppure collegati all’utilizzo e alla circolazione di documentazione contraffatta. Verranno ridefiniti, poi, i reati di evasione ed elusione, secondo principi più precisi.

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Abuso del diritto

Arrivano novità anche sul fronte delle manovra contro l’elusione fiscale, con l’unificazione al principio guida di abuso del diritto. Con ciò si fa riferimento al ricorso personalistico e strumentale di strumenti del diritto, al fine di ottenere sconti fiscali, benché questi comportamenti siano in apparenza leciti.

 

Tutela del contribuente

Con le nuove norme sulla mediazione tributaria ormai in vigore, la delega fiscale cercherà di adattare la normativa a un sistema più elastico di contenzioso, che apra anche all’istituto della conciliazione come possibile risoluzione delle controversie con il fisco, allargando i casi in cui un contribuente può evitare di avvalersi di assistenza tecnica e aumentando la competenza e la specializzazione dei componenti delle commissioni tributarie, con la relativa, immediata effettività delle sentenze da esse emanate.

 

Redditi d’impresa

Tra gli auspici della legge delega approvata il 27 febbraio 2014, c’è anche la ridefinizione del peso fiscale sui redditi delle aziende, con la relativa imposizione che dovrà essere conglobata nell’Ires tramite apposita aliquota proporzionale. Tra i redditi che subiranno questo passaggio d’imposte, anche quelli prodotti in forma associata. Secondo i principi contenuti nel ddl, le somme prelevate dall’imprenditore o dai soci dovranno essere deducibili dall’imposta sul reddito da patrimonio.

In aggiunta, verranno razionalizzati gli adempimenti per i cosiddetti contribuenti minimi, che potrebbero accedere anche a forme di opzionalità specifiche, stabilite con i decreti attuativi.

 

Riforma del catasto

L’altra faccia della delega fiscale, è sicuramente la riforma del catasto attesa da quasi ottant’anni e, ora, finalmente impostata. Serviranno almeno cinque anni per ridefinire in toto i milioni di immobili presenti nel Paese, secondo il nuovo criterio di classificazione: non più i vani disponibili nell’edificio, ma i metri quadrati di cui è composto. Quindi, a stabilire l’esatta rendita finale, verrà introdotto un apposito coefficiente, che terrà conto non solo del valore dell’immobile in senso stretto, ma anche della posizione e di altri fattori in grado di accrescerne o diminuirne il valore complessivo.

 

Giochi d’azzardo

La delega fiscale stabilisce che, entro breve tempo, andrà scritto un Codice apposito in grado di vietare la pubblicità dei giochi d’azzardo e per il contrasto all’azzardopatia, con un relativo riordino del sistema dei controlli sul sistema degli aggi ai concessionari e sulle possibili sanzioni.

 

Ambiente

Nel ddl delega fiscale, infine, sono presenti alcune norme che ispireranno le future modalità impositive per il consumo sostenibile. In aggiunta, verranno riviste le accise su prodotti energetici e il gettito derivante da carbon tax verrà indirizzato a ridurre la tassazione sui redditi. In questo modo, verrà anche recepita la direttiva europea che chiede di rivedere i meccanismi di imposizione a seconda del tasso di inquinamento.