Mircocredito, il decreto del MEF n. 176 del 2014

    MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

    DECRETO 17 ottobre 2014, n. 176 

    Disciplina del microcredito, in attuazione dell’articolo  111,  comma 5, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. (14G00184)

    (GU n.279 del 1-12-2014)

     

    Vigente al: 16-12-2014

     

     

    IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

     

    Visto il Testo unico delle leggi in materia bancaria e  creditizia,

    emanato con  decreto  legislativo  1°  settembre  1993,  n.  385  (di

    seguito: «t.u.b.») e, in particolare l’articolo 111, comma 5, in base

    al quale il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la  Banca

    d’Italia,  emana  disposizioni  attuative  dello   stesso   articolo,

    disciplinando, tra l’altro,

    a) requisiti concernenti i beneficiari e le  forme  tecniche  dei

    finanziamenti;

    b) limiti all’ammontare massimo  dei  singoli  finanziamenti,  al

    volume di attivita’ e alle condizioni economiche applicate;

    c) le caratteristiche dei soggetti che beneficiano  della  deroga

    prevista dal comma 4 dello stesso articolo;

    d) le informazioni da fornire alla clientela;

    Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

    Sentita la Banca d’Italia;

    Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione

    Consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 agosto 2014;

    Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri, ai

    sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400,

    effettuata con nota prot. n. 600/UCL1334 del 29 settembre 2014;

    Visto il nulla osta della Presidenza del  Consiglio  dei  ministri,

    pervenuto con la nota prot. n. 9259 del 9 ottobre 2014;

     

    Emana

    il seguente regolamento:

    Titolo I
    Microcredito per l’avvio o lo sviluppo di iniziative imprenditoriali
    e per l’inserimento nel mercato del lavoro

                                   Art. 1

    Beneficiari e caratteristiche dell’attivita’

     

    1. Rientra nell’attivita’ di microcredito disciplinata dal presente

    titolo l’attivita’ di finanziamento finalizzata a sostenere l’avvio o

    lo sviluppo di un’attivita’ di lavoro  autonomo  o  di  microimpresa,

    organizzata in forma individuale, di  associazione,  di  societa’  di

    persone, di societa’ a responsabilita’  limitata  semplificata  o  di

    societa’ cooperativa, ovvero a promuovere  l’inserimento  di  persone

    fisiche nel mercato del lavoro.

    2. Sono esclusi i finanziamenti ai seguenti soggetti:

    a) lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da  piu’

    di cinque anni;

    b) lavoratori autonomi o imprese individuali  con  un  numero  di

    dipendenti superiore alle 5 unita’;

    c) societa’  di  persone,  societa’  a  responsabilita’  limitata

    semplificata, o societa’ cooperative con un numero di dipendenti  non

    soci superiore alle 10 unita’;

    d) imprese che  al  momento  della  richiesta  presentino,  anche

    disgiuntamente, requisiti dimensionali superiori  a  quelli  previsti

    dall’articolo 1, secondo comma, lettere a) e b) del regio decreto  16

    marzo 1942, n. 267, come aggiornati ai sensi del  terzo  comma  della

    medesima disposizione ed un  livello  di  indebitamento  superiore  a

    100.000 Euro.

    Art. 2

    Finalita’ dei finanziamenti

     

    1.  La  concessione  di   finanziamenti   e’   finalizzata,   anche

    alternativamente:

    a) all’acquisto di beni, ivi incluse le materie prime  necessarie

    alla  produzione  di  beni  o  servizi  e  le  merci  destinate  alla

    rivendita, o di servizi strumentali all’attivita’ svolta, compreso il

    pagamento dei canoni delle operazioni di leasing e il pagamento delle

    spese  connesse  alla  sottoscrizione  di  polizze  assicurative.   I

    finanziamenti  possono  essere  concessi   anche   nella   forma   di

    microleasing finanziario;

    b) alla retribuzione di nuovi dipendenti o soci lavoratori;

    c) al pagamento di  corsi  di  formazione  volti  ad  elevare  la

    qualita’ professionale e  le  capacita’  tecniche  e  gestionali  del

    lavoratore autonomo, dell’imprenditore e dei relativi  dipendenti;  i

    finanziamenti concessi alle  societa’  di  persone  e  alle  societa’

    cooperative  possono  essere  destinati   anche   a   consentire   la

    partecipazione a corsi di formazione da parte dei soci (e le srls?);

    d)  al  pagamento  di  corsi  di  formazione  anche   di   natura

    universitaria o post-universitaria volti ad  agevolare  l’inserimento

    nel  mercato  del  lavoro  delle  persone  fisiche  beneficiarie  del

    finanziamento.

    2. L’operatore verifica l’effettiva destinazione dei  finanziamenti

    alle  finalita’  di  cui  al  comma  1  anche  richiedendo   apposita

    attestazione al soggetto finanziato.

    Art. 3

    Servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio

     

    1. L’operatore  di  microcredito  presta,  in  fase  istruttoria  e

    durante il periodo di  rimborso,  almeno  due  dei  seguenti  servizi

    ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati:

    a) supporto alla definizione  della  strategia  di  sviluppo  del

    progetto finanziato e all’analisi di soluzioni per  il  miglioramento

    dello svolgimento dell’attivita’;

    b) formazione sulle  tecniche  di  amministrazione  dell’impresa,

    sotto  il  profilo   della   gestione   contabile,   della   gestione

    finanziaria, della gestione del personale;

    c)  formazione  sull’uso  delle  tecnologie  piu’  avanzate   per

    innalzare la produttivita’ dell’attivita’;

    d) supporto alla definizione dei  prezzi  e  delle  strategie  di

    vendita, con l’effettuazione di studi di mercato;

    e) supporto per  la  soluzione  di  problemi  legali,  fiscali  e

    amministrativi e informazioni circa i  relativi  servizi  disponibili

    sul mercato;

    f) con riferimento al finanziamento  concesso  per  le  finalita’

    indicate  all’articolo  2,  comma  1,  lettera  d),   supporto   alla

    definizione del percorso di inserimento nel mercato del lavoro;

    g) supporto all’individuazione e diagnosi di eventuali criticita’

    dell’implementazione del progetto finanziato.

    2. In deroga al comma 1, l’operatore di microcredito puo’ affidare,

    con contratto da stipularsi in forma scritta, i servizi indicati  nel

    presente articolo, a soggetti specializzati nella prestazione di tali

    attivita’. Il contratto prevede, tra l’altro, l’obbligo  di  riferire

    periodicamente all’operatore l’andamento delle attivita’ svolte  e  i

    risultati conseguiti dai soggetti finanziati.

     

    Art. 4

    Ammontare massimo, caratteristiche

    dei finanziamenti e canali distributivi

     

    1. I finanziamenti non possono essere assistiti da garanzie reali e

    non  possono  eccedere  il  limite  di  euro   25.000   per   ciascun

    beneficiario. Il limite puo’ essere aumentato di euro 10.000, qualora

    il  contratto  di  finanziamento  preveda   l’erogazione   frazionata

    subordinando i versamenti successivi al  verificarsi  delle  seguenti

    condizioni:

    a) il pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse;

    b)  lo  sviluppo   del   progetto   finanziato,   attestato   dal

    raggiungimento di  risultati  intermedi  stabiliti  dal  contratto  e

    verificati dall’operatore di microcredito.

    2. L’operatore di microcredito puo’ concedere allo stesso  soggetto

    un nuovo finanziamento  per  un  ammontare,  che  sommato  al  debito

    residuo, non superi il limite di 25.000 euro o, nei casi previsti dal

    comma 1, di 35.000 euro.

    3. Il rimborso dei finanziamenti e’ regolato sulla base di un piano

    con rate aventi cadenza al massimo trimestrale. La data di inizio del

    pagamento delle rate puo’ essere posposta  per  giustificate  ragioni

    connesse con le caratteristiche del progetto finanziato.

    4. La durata massima del finanziamento non puo’ essere superiore  a

    sette anni, ad eccezione dei finanziamenti concessi per le  finalita’

    di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), per i quali la durata  e’

    coerente con il piano di formazione finanziato e  in  ogni  caso  non

    superiore a dieci anni.

    5.  Gli  operatori  di  microcredito  concludono   direttamente   i

    contratti di finanziamento. Per la promozione e il  collocamento  dei

    contratti  di  finanziamento,  ove  non  curati   direttamente,   gli

    operatori  di  microcredito  possono  avvalersi  esclusivamente   dei

    soggetti indicati all’articolo 3, comma 2.

    Titolo II
    Requisiti dei finanziamenti destinati a promuovere progetti di
    inclusione sociale e finanziaria

                                   Art. 5

    Beneficiari e finalita’ dei finanziamenti

     

    1.  Rientra   nell’attivita’   disciplinata   dal   presente   capo

    l’attivita’ di finanziamento finalizzata  a  promuovere  progetti  di

    inclusione sociale e finanziaria destinati a persone fisiche  che  si

    trovino   in   una   delle   seguenti   condizioni   di   particolare

    vulnerabilita’ economica o sociale:

    a) stato di disoccupazione;

    b) sospensione o riduzione dell’orario di lavoro  per  cause  non

    dipendenti dalla propria volonta’;

    c) sopraggiungere di condizioni di non autosufficienza propria  o

    di un componente il nucleo familiare;

    d) significativa contrazione del reddito o  aumento  delle  spese

    non derogabili per il nucleo familiare.

    2. I finanziamenti sono destinati all’acquisto di  beni  o  servizi

    necessari  al  soddisfacimento  di  bisogni  primari   del   soggetto

    finanziato o di un membro del proprio nucleo familiare,  tra  cui,  a

    titolo esemplificativo e non  esaustivo,  spese  mediche,  canoni  di

    locazione, spese per la messa a norma degli  impianti  della  propria

    abitazione principale e per la riqualificazione  energetica,  tariffe

    per l’accesso a servizi  pubblici  essenziali,  quali  i  servizi  di

    trasporto e i servizi  energetici,  spese  necessarie  per  l’accesso

    all’istruzione scolastica.

    3.  L’operatore  verifica,   anche   richiedendo   apposite   prove

    documentali, la sussistenza delle  condizioni  di  cui  al  comma  1,

    nonche’ l’effettivo utilizzo delle somme corrisposte per le finalita’

    di cui al comma 2.

    4.  L’esposizione  di  ciascun  beneficiario  verso   il   medesimo

    finanziatore non puo’ in alcun momento eccedere il limite  di  10.000

    euro; i finanziamenti non sono assistiti da garanzie  reali  e  hanno

    una durata massima di cinque anni.

    5.  I  contratti  di  finanziamento  specificano  espressamente  la

    destinazione dei fondi erogati e stabiliscono le forme e le modalita’

    di svolgimento dei  servizi  ausiliari  di  assistenza  dei  soggetti

    finanziati nella gestione del bilancio familiare. Tali servizi devono

    in particolare fornire ai debitori informazioni utili a migliorare la

    gestione dei flussi  delle  entrate  e  delle  uscite  e  realizzarsi

    durante l’intera durata del piano di rimborso del finanziamento. Essi

    possono essere prestati direttamente dall’operatore  di  microcredito

    ovvero dai soggetti, indicati all’articolo 3, comma 2.

    6.  Il  tasso  effettivo   globale,   comprensivo   di   interessi,

    commissioni e spese di ogni genere, ivi comprese quelle per i servizi

    ausiliari, applicato ai finanziamenti concessi non puo’  superare  il

    tasso effettivo globale medio rilevato per la categoria di operazioni

    risultante dall’ultima rilevazione trimestrale  effettuata  ai  sensi

    della legge 7 marzo 1996, n. 108, moltiplicato  per  un  coefficiente

    pari a 0,8. Per individuare la categoria di operazioni  rilevante  ai

    fini di cui al  periodo  precedente  si  fa  riferimento  alla  forma

    tecnica  del  finanziamento  e  alle  caratteristiche  del   soggetto

    finanziato, secondo quanto stabilito dal provvedimento del  Ministero

    dell’economia e delle finanze  adottato  ai  sensi  dell’articolo  2,

    comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, e dalle Istruzioni per  la

    rilevazione dei tassi effettivi globali medi  ai  sensi  della  legge

    sull’usura della Banca d’Italia. Le clausole non  conformi  a  quanto

    previsto dal presente comma sono nulle. La  nullita’  della  clausola

    non comporta la nullita’ del contratto e si applica in  tal  caso  il

    tasso massimo individuato dal presente comma.

    7. L’ammontare complessivo dei finanziamenti previsti dal  presente

    articolo  non  puo’  superare  il  49%  dell’ammontare  di  tutti   i

    finanziamenti concessi.

    Titolo III
    Attuazione dell’articolo 111, comma 2, TUB

                                   Art. 6

    Requisiti per l’iscrizione  nell’elenco  previsto  all’articolo  111,

    comma 1, t.u.b.

     

    1. I soggetti iscritti nell’elenco di cui all’articolo  111,  comma

    1, t.u.b., svolgono  esclusivamente  l’attivita’  di  concessione  di

    finanziamenti disciplinati  dal  presente  regolamento  e  i  servizi

    accessori e strumentali, tra cui, in particolare, i servizi ausiliari

    di assistenza e di monitoraggio dei soggetti finanziati.

    2. L’iscrizione nell’elenco indicato dall’articolo  111,  comma  1,

    t.u.b., e’ subordinata al ricorrere delle seguenti condizioni:

    a) oggetto sociale conforme al disposto del comma 1;

    b) forma di societa’ per azioni, di societa’ in  accomandita  per

    azioni,  di  societa’  a  responsabilita’  limitata  o  di   societa’

    cooperativa;

    c) capitale sociale versato  non  inferiore  a  cinque  volte  il

    capitale minimo previsto  per  la  costituzione  delle  societa’  per

    azioni (ora 50.000 Euro);

    d) possesso da parte dei partecipanti al capitale  dei  requisiti

    di onorabilita’ previsti dall’articolo 7 del presente regolamento;

    e) possesso da  parte  dei  soggetti  che  svolgono  funzioni  di

    amministrazione, direzione e controllo dei requisiti di  onorabilita’

    e professionalita’ previsti dall’articolo 8 ed insussistenza  di  una

    delle cause di sospensione dalla carica previste dall’art. 9 o di una

    delle situazioni impeditive previste dall’articolo 10;

    f) la presentazione di un programma di attivita’ che  indichi  le

    caratteristiche dei  prestiti  che  si  intendono  erogare  sotto  il

    profilo delle condizioni economiche, delle finalita’, del  target  di

    clientela,  le  modalita’  di  erogazione  e  di   monitoraggio   dei

    finanziamenti concessi, nonche’ l’indicazione dei soggetti di cui  ci

    si  intende  avvalere  per  i  servizi  ausiliari  di  assistenza   e

    consulenza e le modalita’ di controllo dell’operato degli stessi.

     

    Art. 7

    Requisiti di onorabilita’ dei partecipanti al capitale

     

    1. Chiunque partecipi al capitale di un operatore  di  microcredito

    in misura superiore al dieci per cento del capitale rappresentato  da

    azioni o quote con diritto di voto non puo’ esercitare il diritto  di

    voto inerente alle azioni o quote eccedenti qualora:

    a)  sia  stato  sottoposto  a  misure  di  prevenzione   disposte

    dall’autorita’ giudiziaria ai sensi della legge 27 dicembre 1956,  n.

    1423,  o  della  legge  31  maggio  1965,  n.   575,   e   successive

    modificazioni   ed   integrazioni,   salvi    gli    effetti    della

    riabilitazione;

    b) sia stato condannato  con  sentenza  irrevocabile,  salvi  gli

    effetti della riabilitazione:

    1) a pena detentiva per un tempo non inferiore a sei  mesi  per

    uno dei reati  previsti  dalle  norme  che  disciplinano  l’attivita’

    bancaria, finanziaria,  mobiliare,  assicurativa  e  dalle  norme  in

    materia di mercati e valori mobiliari, di strumenti di pagamento;

    2) alla reclusione per un tempo non inferiore a  sei  mesi  per

    uno dei delitti previsti nel titolo XI del libro V del codice  civile

    e nel regio decreto del 16 marzo 1942, n. 267;

    3) alla reclusione per un tempo non inferiore a un anno per  un

    delitto contro la pubblica amministrazione, contro la fede  pubblica,

    contro il patrimonio, contro  l’ordine  pubblico,  contro  l’economia

    pubblica ovvero per un delitto in materia tributaria;

    4) alla reclusione per un tempo non inferiore a due anni per un

    qualunque delitto non colposo.

    c) sia stato condannato a una delle pene indicate alla lettera b)

    con sentenza che applica la pena su richiesta delle parti,  salvo  il

    caso dell’estinzione del reato; le pene di cui alla lettera b), n. 1)

    e n. 2), non rilevano se inferiori ad un anno, sempre che  si  tratti

    della prima condanna con sentenza che applica la  pena  su  richiesta

    delle parti.

    2. Il comma  1  si  applica  anche  a  chiunque,  indipendentemente

    dall’entita’ della partecipazione posseduta, controlla la societa’ ai

    sensi dell’articolo 23, t.u.b. In tal caso la sospensione del diritto

    di voto interessa l’intera partecipazione.  Qualora  il  partecipante

    sia una persona giuridica, i requisiti  di  cui  al  comma  1  devono

    essere posseduti  dagli  amministratori  e  dal  direttore  generale,

    ovvero dai soggetti che ricoprono cariche equivalenti.

    3. Con riferimento alle  fattispecie  disciplinate  da  ordinamenti

    stranieri, la verifica dei requisiti previsti dal  presente  articolo

    e’  effettuata  sulla  base  di  una   valutazione   di   equivalenza

    sostanziale a cura della Banca d’Italia.

    4. Spetta al presidente dell’assemblea dei soci,  in  relazione  ai

    suoi compiti di verifica della regolare costituzione dell’assemblea e

    della legittimazione dei soci, ammettere o non ammettere  al  voto  i

    soggetti che, sulla base delle informazioni disponibili, sono  tenuti

    a comprovare il possesso del requisito di onorabilita’.

    Art. 8

    Requisiti  di  onorabilita’  e  professionalita’  dei  soggetti   che

    svolgono funzioni di amministrazione e direzione

     

    1. Le cariche, comunque denominate, di  amministratore,  sindaco  e

    direttore generale non possono essere  ricoperte  da  coloro  che  si

    trovano nelle situazioni indicate dall’articolo  7,  comma  1,  o  si

    trovano in  una  delle  condizioni  di  ineleggibilita’  o  decadenza

    previste dall’articolo 2382 del codice civile.

    2. Con riferimento alle fattispecie  disciplinate  in  tutto  o  in

    parte da ordinamenti stranieri, la verifica dell’insussistenza  delle

    condizioni previste dal comma 1  e’  effettuata  sulla  base  di  una

    valutazione di equivalenza sostanziale a cura della Banca d’Italia.

    3. Coloro che svolgono  funzioni  di  amministrazione  e  direzione

    negli operatori di microcredito devono essere scelti secondo  criteri

    di professionalita’ e competenza fra  persone  che  abbiano  maturato

    un’esperienza  complessiva   di   almeno   un   triennio   attraverso

    l’esercizio di:

    a) attivita’ di amministrazione o  di  controllo  ovvero  compiti

    direttivi presso imprese;

    b)  attivita’  professionali  in  materia  attinente  al  settore

    creditizio o finanziario;

    c) attivita’ d’insegnamento universitario in materie giuridiche o

    economiche;

    d) funzioni amministrative o dirigenziali  presso  enti  privati,

    enti pubblici o pubbliche amministrazioni  aventi  attinenza  con  il

    settore creditizio, finanziario e assicurativo.

    4. Il difetto dei  requisiti  di  onorabilita’  o  professionalita’

    determina la decadenza dalla carica. Entro trenta giorni dalla nomina

    o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto l’operatore  dichiara  la

    decadenza dalla carica e ne informa senza indugio la Banca d’Italia.

     

    Art. 9

    Sospensione dalle cariche

     

    1.  Costituiscono  cause   di   sospensione   dalle   funzioni   di

    amministratore, sindaco e direttore generale:

    a) la condanna con sentenza non definitiva per uno dei  reati  di

    cui all’articolo 7, comma 1, lettera b);

    b) l’applicazione su richiesta delle parti di una delle  pene  di

    cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), con sentenza non definitiva;

    c)  l’applicazione  provvisoria  di  una  delle  misure  previste

    dall’articolo 10, comma 3, della legge 31 maggio  1965,  n.  575,  da

    ultimo sostituito dall’articolo 3 della legge 19 marzo 1990, n. 55, e

    successive modificazioni e integrazioni;

    d) l’applicazione di una misura cautelare di tipo personale.

     

    Art. 10

    Situazioni impeditive

     

    1. Non possono ricoprire le cariche  di  amministratore,  direttore

    generale e sindaco coloro che, almeno per i due  esercizi  precedenti

    l’adozione dei  relativi  provvedimenti,  hanno  svolto  funzioni  di

    amministrazione, direzione o controllo:

    a) in imprese sottoposte a fallimento;

    b) in  imprese  operanti  nel  settore  creditizio,  finanziario,

    mobiliare o assicurativo sottoposte alla procedura di amministrazione

    straordinaria, di  sospensione  degli  organi  di  amministrazione  e

    controllo,  di  revoca  dell’autorizzazione  ai  sensi  dell’articolo

    113-ter, t.u.b., o di liquidazione coatta amministrativa;

    c) in operatori del microcredito  nei  cui  confronti  sia  stata

    disposta la cancellazione dall’elenco  ai  sensi  dell’articolo  113,

    t.u.b.;

    d) in imprese nei cui confronti sono state irrogate, in relazione

    a  reati  da  questi  commessi,  le  sanzioni  interdittive  indicate

    nell’articolo 9, comma 2, lettere a) e b), del decreto legislativo  8

    giugno 2001, n. 231.

    2. Gli impedimenti di cui al comma 1,  lettere  a),  b)  e  c)  non

    operano se l’interessato dimostra la propria estraneita’ ai fatti che

    hanno determinato la crisi dell’impresa ovvero la  sua  cancellazione

    dall’elenco  generale  o  speciale  degli  intermediari   finanziari.

    L’interessato  informa  tempestivamente  la  Banca   d’Italia   delle

    situazioni di cui al comma 1, lettere a), b), e  c)  e  comunica  gli

    elementi idonei a dimostrare la  propria  estraneita’  ai  fatti  che

    hanno determinato la crisi dell’impresa ovvero la sua cancellazione.

    3. La Banca d’Italia valuta l’idoneita’ degli  elementi  comunicati

    dall’interessato a dimostrare l’estraneita’ dai fatti addebitati.  Ai

    fini della valutazione, essa tiene conto, fra gli altri elementi, del

    fatto  che,  in  relazione  alla  crisi  dell’impresa  o   alla   sua

    cancellazione,   non   siano    stati    adottati    nei    confronti

    dell’interessato provvedimenti sanzionatori ai sensi della  normativa

    del settore bancario, mobiliare o assicurativo, condanne con sentenza

    anche provvisoriamente esecutiva al risarcimento dei danni  in  esito

    all’esercizio dell’azione di  responsabilita’  ai  sensi  del  codice

    civile, provvedimenti ai sensi del quarto  comma  dell’articolo  2409

    del  codice  civile,  ovvero  delibere  di  sostituzione   da   parte

    dell’organo competente.

    4. Entro trenta giorni dalla comunicazione degli elementi da  parte

    dell’interessato,  la  Banca  d’Italia  comunica  a  quest’ultimo  la

    propria   motivata   decisione    in    merito    alla    sussistenza

    dell’impedimento.

    5.  L’idoneita’  dell’interessato   e’   nuovamente   valutata   se

    sopravvengono i fatti previsti al comma 3 ovvero  altri  fatti  nuovi

    che  possono  avere  rilievo  per  la  valutazione.  A  questo  scopo

    l’interessato  comunica  tempestivamente  tali   fatti   alla   Banca

    d’Italia, la quale procede ai sensi del comma 3.

    6. Gli impedimenti di cui al comma 1 hanno la durata  di  tre  anni

    dall’adozione dei relativi provvedimenti. Il periodo e’ ridotto ad un

    anno nelle ipotesi in cui il provvedimento di avvio  della  procedura

    sia stato adottato su istanza dell’imprenditore, di uno degli  organi

    d’impresa o in conseguenza della segnalazione dell’interessato.

    Titolo IV
    Attuazione dell’articolo 111, comma 4

                                   Art. 11

    Caratteristiche dei soggetti e finanziamenti

     

    1. L’attivita’ disciplinata dal titolo II  puo’  essere  esercitata

    senza iscrizione nell’elenco previsto  dall’articolo  111,  comma  1,

    t.u.b., dai seguenti soggetti:

    a) associazioni e fondazioni aventi personalita’ giuridica;

    b) societa’ di mutuo soccorso di cui alla legge 15  aprile  1886,

    n. 3818;

    c) aziende pubbliche di  servizi  alla  persona  derivanti  dalla

    trasformazione delle Istituzioni di assistenza e beneficenza;

    d) cooperative riconosciute come organizzazioni non lucrative  di

    utilita’ sociale ai sensi dell’articolo  10,  comma  1,  del  decreto

    legislativo 4 dicembre 1997 n. 460;

    e) cooperative sociali disciplinate dalla legge 8 novembre  1991,

    n. 381.

    2. Gli enti di cui al precedente  comma  sono  ammessi  a  svolgere

    l’attivita’  di  cui  al  titolo  II  al  ricorrere  delle   seguenti

    condizioni:

    a) possesso da parte di chi e’ responsabile  della  gestione  dei

    requisiti di onorabilita’ di cui all’articolo 8, comma 1;

    b)   previsione   nell’atto   costitutivo   o    nello    statuto

    dell’esercizio dell’attivita’ di microcredito a  titolo  esclusivo  o

    congiuntamente all’esercizio di un’attivita’ che abbia  obiettivi  di

    inclusione sociale e finanziaria;

    c) previsione nell’atto costitutivo o nello statuto di un  organo

    di controllo composto da tre membri  in  possesso  dei  requisiti  di

    onorabilita’  previsti  all’articolo  8,  comma  1,  e  per  cui  non

    ricorrano  le  condizioni  previste  dall’articolo  2399  del  codice

    civile.

    3. Non e’ ammessa la concessione di finanziamenti per l’acquisto di

    beni o servizi del soggetto finanziatore.

    4. All’attivita’ di finanziamento svolta si applica  l’articolo  5,

    ad eccezione dei commi 6 e 7.

    5.  Il  tasso  effettivo   globale,   comprensivo   di   interessi,

    commissioni e  spese  di  ogni  genere,  applicato  ai  finanziamenti

    concessi deve essere non remunerativo e adeguato a consentire il mero

    recupero delle spese sostenute; non puo’ in  ogni  caso  superare  il

    tasso effettivo globale medio rilevato per la categoria di operazioni

    risultante dall’ultima rilevazione trimestrale  effettuata  ai  sensi

    della legge 7 marzo 1996, n. 108, moltiplicato  per  un  coefficiente

    pari a 0,4. Per individuare la categoria di operazioni  rilevante  ai

    fini di cui al  periodo  precedente  si  fa  riferimento  alla  forma

    tecnica  del  finanziamento  e  alle  caratteristiche  del   soggetto

    finanziato, secondo quanto stabilito dal provvedimento del  Ministero

    dell’economia e delle finanze  adottato  ai  sensi  dell’articolo  2,

    comma 2, della legge 7 marzo 1996, n. 108, e dalle Istruzioni per  la

    rilevazione dei tassi effettivi globali medi  ai  sensi  della  legge

    sull’usura della Banca d’Italia. Le clausole non  conformi  a  quanto

    previsto dal presente comma sono nulle. La  nullita’  della  clausola

    non comporta la nullita’ del contratto e si applica in  tal  caso  il

    tasso massimo individuato dal presente comma.

    Titolo V
    Disposizioni finali

                                   Art. 12

    Obblighi informativi

     

    1. Gli operatori  di  microcredito  iscritti  nell’elenco  previsto

    dall’articolo 111, comma 1, t.u.b., e i soggetti di cui  all’articolo

    11, comma 1, forniscono al cliente, prima che egli sia  vincolato  da

    un  contratto  o  da  una  proposta  irrevocabile,  le   informazioni

    necessarie a consentire una  decisione  informata  e  consapevole  in

    merito alla conclusione del contratto. Le informazioni  sono  fornite

    gratuitamente, su supporto cartaceo o su altro supporto durevole,  in

    forma  chiara  e  concisa.  Esse  includono  almeno  il  tasso  annuo

    effettivo globale, calcolato  secondo  quanto  previsto  dalla  Banca

    d’Italia, la durata del contratto e le  altre  condizioni  economiche

    del finanziamento e precisano le  conseguenze  cui  il  cliente  puo’

    andare incontro in caso di mancato pagamento.

    2. Il finanziamento, nonche’  le  forme  e  le  modalita’  con  cui

    l’operatore di microcredito fornisce al soggetto finanziato i servizi

    indicati all’articolo 3, comma 1, ovvero  all’articolo  5,  comma  5,

    sono disciplinati con contratto da stipularsi in forma scritta.

     

    Art. 13

    Altre disposizioni relative al microcredito

     

    1. Non rientrano nell’attivita’ di microcredito:

    a) la concessione di  crediti  di  firma  anche  nella  forma  di

    garanzie personali;

    b) la concessione di finanziamenti a fronte  della  cessione  del

    quinto  dello  stipendio  o  della  pensione  ovvero  a   fronte   di

    delegazione di pagamento relativa a un credito retributivo.

    2. E’ precluso agli operatori  del  microcredito  di  avvalersi  di

    consorzi o fondi di garanzia che coprano il rischio di credito in una

    percentuale superiore al 80% di ogni finanziamento concesso.

    3. I limiti massimi di finanziamento di cui agli  articoli  4  e  5

    possono essere aggiornati ogni tre  anni  con  decreto  del  Ministro

    dell’economia  e  delle  finanze,  sulla  base  della   media   delle

    variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al consumo per  le  famiglie

    di operai e impiegati intervenute nel periodo di riferimento.

     

    Art. 14

    Limiti all’indebitamento

     

    1. Gli operatori iscritti  nell’elenco  di  cui  all’articolo  111,

    comma 1, t.u.b., possono acquisire risorse a titolo di  finanziamento

    per un ammontare non superiore a sedici  volte  il  patrimonio  netto

    risultante dall’ultimo bilancio approvato.

     

    Art. 15

    Gestione dell’elenco e organismo per la gestione dell’elenco

     

    1. La Banca d’Italia disciplina modalita’, termini e procedure  con

    riferimento a:

    a) l’iscrizione e la gestione  dell’elenco  di  cui  all’articolo

    111, comma 1, t.u.b.,  ivi  inclusa  la  dichiarazione  di  decadenza

    dell’esponente aziendale in caso di inerzia dell’operatore del  micro

    credito;

    b) la comunicazione di dati e notizie da parte degli operatori di

    microcredito con riferimento, tra l’altro, ai finanziamenti  concessi

    e alla tipologia di servizi ausiliari prestati.

    2. I riferimenti contenuti  nel  presente  regolamento  alla  Banca

    d’Italia devono intendersi all’Organismo previsto dall’articolo  113,

    t.u.b., quando questo – una volta  costituito  –  abbia  iniziato  ad

    operare.

     

    Art. 16

    Operatori di finanza mutualistica e solidale

     

    1. Sono operatori di finanza mutualistica e  solidale  i  soggetti,

    iscritti nell’elenco di cui all’articolo  111,  comma  1,  t.u.b.,  e

    costituiti in forma di cooperativa a mutualita’  prevalente,  il  cui

    statuto preveda che:

    a) partecipanti al capitale,  dipendenti  e  collaboratori  siano

    esclusivamente soci;

    b)  l’assemblea  dei  soci  abbia  la  competenza  esclusiva   di

    deliberare in ordine alle scelte strategiche e gestionali;

    c) siano resi pubblici i nominativi dei partecipanti al capitale,

    l’ammontare dei finanziamenti concessi e la natura dei beneficiari;

    d) la societa’ non abbia scopo di  lucro  e  non  possano  essere

    distribuiti dividendi in misura  superiore  al  tasso  di  inflazione

    dell’anno di riferimento;

    e) per  ogni  finanziamento  sia  condotta  un’istruttoria  socio

    ambientale alla quale  e’  attribuito  lo  stesso  valore  di  quella

    economica ai fini dell’erogazione.

    2. Gli operatori di finanza mutualistica e solidale possono:

    a) in deroga all’articolo 1, comma 2, lettera a), e ai limiti  di

    cui all’articolo 4, commi 1 e 4, concedere finanziamenti  di  cui  al

    titolo I ai propri soci fino ad un ammontare massimo di euro 75.000 e

    per una durata massima di dieci  anni;  il  tasso  effettivo  globale

    applicato a tali finanziamenti non puo’ eccedere la somma  dei  costi

    di gestione della struttura e del costo di remunerazione del capitale

    in misura non superiore al tasso d’inflazione;

    b)  nel  rispetto  di  tutte   le   disposizioni   del   presente

    regolamento, concedere altri finanziamenti previsti dai  titoli  I  e

    II.

    Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito

    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

    italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

    osservare.

     

    Roma, 17 ottobre 2014

     

    Il Ministro dell’economia

    e delle finanze

    Padoan

     

    Visto, il Guardasigilli: Orlando

     

     

    Elenco  degli  oneri  informativi  introdotti  o  eliminati  di   cui

    all’articolo 2, comma 2, del D.P.C.M. 14 novembre 2012, n. 252.

     

     

    =====================================================================

    |                   | Riferimento normativo  |  Cosa cambia per il  |

    |     Categoria     |        interno         |  cittadino/impresa   |

    +===================+========================+======================+

    |                   |                        |Il decreto legislativo|

    |                   |                        |1° settembre 1993, n. |

    |                   |                        |385, come modificato  |

    |                   |                        |da ultimo dal decreto |

    |                   |                        |legislativo 19        |

    |                   |                        |settembre 2012, n.    |

    |                   |                        |169, prevede una      |

    |                   |                        |disciplina speciale   |

    |                   |                        |per il c.d.           |

    |                   |                        |”microcredito”.       |

    |                   |                        |L’articolo 111 e’ una |

    |                   |                        |norma che abilita     |

    |                   |                        |all’esercizio di      |

    |                   |                        |questa peculiare      |

    |                   |                        |categoria di          |

    |                   |                        |finanziamenti anche   |

    |                   |                        |soggetti diversi dagli|

    |                   |                        |intermediari          |

    |                   |                        |finanziari            |

    |                   |                        |disciplinati          |

    |                   |                        |dall’articolo 106 del |

    |                   |                        |citato testo unico.   |

    |                   |                        |L’esercizio del       |

    |                   |                        |microcredito e’       |

    |                   |                        |riservato ai soggetti |

    |                   |                        |iscritti ad apposito  |

    |                   |                        |elenco tenuto dalla   |

    |                   |                        |Banca d’Italia in     |

    |                   |                        |presenza di           |

    |                   |                        |determinati requisiti.|

    |                   |                        |Il Regolamento        |

    |                   |                        |specifica i requisiti |

    |                   |                        |per l’iscrizione      |

    |                   |                        |all’elenco ma il      |

    |                   |                        |relativo procedimento |

    |                   |                        |sara’ disciplinato    |

    |                   |                        |dalla Banca d’Italia  |

    |                   |                        |che, ai sensi         |

    |                   |                        |dell’articolo 113,    |

    |                   |                        |t.u.b., tiene         |

    |                   |                        |l’elenco. L’esercizio |

    |                   |                        |del microcredito      |

    |                   |1) Articolo 15, comma 1:|sociale puo’ essere   |

    |                   |delega alla Banca       |svolto anche senza    |

    |                   |d’Italia per la         |iscrizione all’elenco |

    |                   |disciplina del          |dai soggetti di cui   |

    |                   |procedimento di         |all’articolo 11, comma|

    |                   |iscrizione all’elenco di|1, alle condizioni    |

    |                   |cui all’articolo 111,   |specificate nel       |

    |Domanda alla P.A.  |t.u.b.                  |medesimo articolo.    |

    +——————-+————————+———————-+

    |                   |1) Articolo 15, comma 1:|                      |

    |                   |delega alla Banca       |Il Regolamento delega |

    |                   |d’Italia per la         |la Banca d’Italia per |

    |                   |disciplina della        |la disciplina del     |

    |                   |comunicazione da parte  |potere, riconosciuto  |

    |                   |degli operatori di      |all’Autorita’         |

    |                   |microcredito di dati e  |dall’articolo 113,    |

    |                   |notizie; l’onere e’ gia’|comma 1, t.u.b., di   |

    |                   |previsto dall’articolo  |richiedere dati,      |

    |                   |113, comma 1, t.u.b. 2) |notizie, atti e       |

    |                   |Articolo 8, comma 4:    |documenti. Il         |

    |                   |comunicazione alla Banca|Regolamento specifica |

    |                   |d’Italia della decadenza|i requisiti di        |

    |                   |dalla cariche di        |onorabilita’ e        |

    |                   |componente degli organi |professionalita’ dei  |

    |                   |di amministrazione e    |partecipanti al       |

    |                   |controllo per difetto   |capitale, di coloro   |

    |                   |dei requisiti di        |che svolgono le       |

    |                   |onorabilita’ o          |funzioni di           |

    |                   |professionalita’. 3)    |amministrazione e     |

    |                   |Articolo 9, comma 2:    |controllo nonche’ le  |

    |                   |comunicazione alla Banca|situazioni impeditive |

    |                   |d’Italia delle          |rilevanti. Il         |

    |                   |situazioni di cui       |regolamento disciplina|

    |                   |all’articolo 9, comma 1,|altresi’ il           |

    |                   |lettere a), b) e c) e   |procedimento di       |

    |                   |degli elementi idonei a |valutazione da parte  |

    |                   |dimostrare l’estraneita’|della Banca d’Italia  |

    |                   |dell’interessato ai     |dell’estraneita’ del  |

    |                   |fatti che hanno         |soggetto interessato  |

    |Comunicazione o    |determinato la crisi    |ai fatti che          |

    |dichiarazione alla |dell’impresa ovvero la  |costituiscono         |

    |P.A                |sua cancellazione.      |situazioni impeditive.|

    +——————-+————————+———————-+

    |                   |                        |Il Regolamento non    |

    |                   |                        |prevede specifici     |

    |                   |                        |obblighi di           |

    |                   |                        |conservazione.        |

    |                   |                        |Obblighi del genere   |

    |                   |                        |potrebbero discendere |

    |                   |                        |dalla normativa di    |

    |                   |                        |attuazione della Banca|

    |                   |                        |d’Italia di cui       |

    |                   |                        |all’articolo 15, comma|

    |                   |                        |1, in ordine          |

    |                   |                        |all’esercizio dei     |

    |                   |                        |poteri di controllo ad|

    |                   |                        |essa riconosciuti     |

    |Documentazione da  |                        |dall’articolo 113,    |

    |conservare         |N. A.                   |comma 1, t.u.b.       |

    +——————-+————————+———————-+