Legge anticorruzione 27 maggio 2015, n. 69

    LEGGE 27 maggio 2015, n. 69

    Disposizioni   in   materia   di   delitti   contro    la    pubblica
    amministrazione, di associazioni  di  tipo  mafioso  e  di  falso  in
    bilancio. (15G00083)

    (GU n.124 del 30-5-2015)

     Vigente al: 14-6-2015

    Capo I

    Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica
    amministrazione, di associazioni di tipo mafioso, nonche’ ulteriori
    modifiche al codice di procedura penale, alle relative norme di
    attuazione e alla legge 6 novembre 2012, n. 190.

     
    
      La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
    approvato; 
    
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
    
                                  Promulga 
    
    la seguente legge: 
    
                                   Art. 1 
    
    Modifiche alla disciplina sanzionatoria in materia di delitti  contro
                         la pubblica amministrazione 
    
      1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo  32-ter,  secondo  comma,  la  parola:  «tre»  e'
    sostituita dalla seguente: «cinque»; 
        b) all'articolo 32-quinquies,  la  parola:  «tre»  e'  sostituita
    dalla seguente: «due»; 
        c) all'articolo 35, secondo comma, le parole:  «quindici  giorni»
    sono sostituite dalle seguenti: «tre mesi» e le  parole:  «due  anni»
    sono sostituite dalle seguenti: «tre anni»; 
        d) all'articolo 314, primo comma, le parole: «da quattro a  dieci
    anni» sono sostituite dalle seguenti: «da quattro anni a dieci anni e
    sei mesi»; 
        e) all'articolo 318, le parole:  «da  uno  a  cinque  anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da uno a sei anni»; 
        f) all'articolo 319, le parole: «da quattro  a  otto  anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da sei a dieci anni»; 
        g) all'articolo 319-ter: 
          1) al primo comma, le parole: «da quattro a  dieci  anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da sei a dodici anni»; 
          2) al secondo comma, le parole: «da cinque a dodici anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da sei a quattordici anni» e  le  parole:
    «da sei a venti anni» sono sostituite  dalle  seguenti:  «da  otto  a
    venti anni»; 
        h) all'articolo 319-quater, primo comma, le  parole:  «da  tre  a
    otto anni» sono sostituite dalle seguenti: «da sei anni a dieci  anni
    e sei mesi»; 
        i) all'articolo 323-bis: 
          1) e' aggiunto, in fine, il seguente comma: 
            «Per i delitti previsti dagli  articoli  318,  319,  319-ter,
    319-quater, 320, 321, 322 e 322-bis, per  chi  si  sia  efficacemente
    adoperato per  evitare  che  l'attivita'  delittuosa  sia  portata  a
    conseguenze ulteriori, per  assicurare  le  prove  dei  reati  e  per
    l'individuazione degli altri responsabili  ovvero  per  il  sequestro
    delle somme o altre utilita' trasferite, la pena e' diminuita  da  un
    terzo a due terzi»; 
          2)  la  rubrica  e'  sostituita  dalla  seguente:  «Circostanze
    attenuanti».
                                   Art. 2 
    
    Modifica  all'articolo  165  del  codice  penale,   in   materia   di
                     sospensione condizionale della pena 
    
      1. Dopo il terzo comma  dell'articolo  165  del  codice  penale  e'
    inserito il seguente: 
      «Nei casi di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317,
    318,  319,  319-ter,  319-quater,  320  e  322-bis,  la   sospensione
    condizionale della pena e' comunque subordinata al pagamento  di  una
    somma equivalente al  profitto  del  reato  ovvero  all'ammontare  di
    quanto   indebitamente   percepito   dal   pubblico    ufficiale    o
    dall'incaricato di un pubblico  servizio,  a  titolo  di  riparazione
    pecunaria in favore  dell'amministrazione  lesa  dalla  condotta  del
    pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio, ovvero,
    nel caso di cui all'articolo 319-ter, in favore  dell'amministrazione
    della giustizia, fermo restando il  diritto  all'ulteriore  eventuale
    risarcimento del danno».
                                   Art. 3 
    
    Modifica  dell'articolo  317  del  codice  penale,  in   materia   di
                                 concussione 
    
      1. L'articolo 317 del codice penale e' sostituito dal seguente: 
      «Art. 317 (Concussione). - Il pubblico ufficiale o l'incaricato  di
    un pubblico servizio che, abusando della  sua  qualita'  o  dei  suoi
    poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o
    a un terzo, denaro o altra utilita', e' punito con la  reclusione  da
    sei a dodici anni».
                                   Art. 4 
    
    Introduzione dell'articolo 322-quater del codice penale,  in  materia
                          di riparazione pecuniaria 
    
      1. Dopo  l'articolo  322-ter  del  codice  penale  e'  inserito  il
    seguente: 
      «Art. 322-quater (Riparazione pecuniaria). -  Con  la  sentenza  di
    condanna per i reati previsti dagli  articoli  314,  317,  318,  319,
    319-ter, 319-quater, 320 e 322-bis, e' sempre ordinato  il  pagamento
    di una somma pari all'ammontare di quanto indebitamente ricevuto  dal
    pubblico ufficiale o dall'incaricato di un pubblico servizio a titolo
    di riparazione  pecuniaria  in  favore  dell'amministrazione  cui  il
    pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio appartiene,
    ovvero,  nel  caso   di   cui   all'articolo   319-ter,   in   favore
    dell'amministrazione  della  giustizia,  restando  impregiudicato  il
    diritto al risarcimento del danno».
                                   Art. 5 
    
                Associazioni di tipo mafioso, anche straniere 
    
      1.  All'articolo  416-bis  del  codice  penale  sono  apportate  le
    seguenti modificazioni: 
      a) al primo comma,  le  parole:  «da  sette  a  dodici  anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da dieci a quindici anni»; 
      b) al secondo comma, le parole: «da nove a quattordici  anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da dodici a diciotto anni»; 
      c) al quarto comma, le parole:  «da  nove  a  quindici  anni»  sono
    sostituite dalle seguenti: «da dodici a venti anni» e le parole:  «da
    dodici a ventiquattro  anni»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «da
    quindici a ventisei anni».
                                   Art. 6 
    
    Integrazione dell'articolo 444 del codice  di  procedura  penale,  in
      materia di applicazione della pena su richiesta delle parti 
    
      1. All'articolo 444 del codice di procedura penale, dopo  il  comma
    1-bis e' inserito il seguente: 
      «1-ter. Nei procedimenti per i delitti previsti dagli articoli 314,
    317, 318, 319, 319-ter,  319-quater  e  322-bis  del  codice  penale,
    l'ammissibilita' della richiesta di cui al  comma  1  e'  subordinata
    alla restituzione integrale del prezzo o del profitto del reato».
                                   Art. 7 
    
    Informazione  sull'esercizio  dell'azione  penale  per  i  fatti   di
                                 corruzione 
    
      1. All'articolo  129,  comma  3,  delle  norme  di  attuazione,  di
    coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al
    decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e' aggiunto, in fine,  il
    seguente periodo: «Quando esercita l'azione penale per i  delitti  di
    cui agli articoli 317, 318, 319, 319-bis, 319-ter,  319-quater,  320,
    321, 322, 322-bis, 346-bis, 353  e  353-bis  del  codice  penale,  il
    pubblico ministero informa  il  presidente  dell'Autorita'  nazionale
    anticorruzione, dando notizia dell'imputazione».
                                   Art. 8 
    
                Modifiche alla legge 6 novembre 2012, n. 190 
    
      1. All'articolo 1, comma 2, della legge 6 novembre  2012,  n.  190,
    dopo la lettera f) e' inserita la seguente: 
        «f-bis) esercita la vigilanza e il controllo sui contratti di cui
    agli articoli  17  e  seguenti  del  codice  dei  contratti  pubblici
    relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo
    12 aprile 2006, n. 163». 
      2. All'articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012,  n.  190,
    dopo  il  primo  periodo  e'  inserito  il  seguente:  «Le   stazioni
    appaltanti  sono  tenute   altresi'   a   trasmettere   le   predette
    informazioni ogni semestre alla commissione di cui al comma 2». 
      3. All'articolo 1 della legge 6 novembre  2012,  n.  190,  dopo  il
    comma 32 e' inserito il seguente: 
        «32-bis. Nelle controversie concernenti  le  materie  di  cui  al
    comma 1, lettera e), dell'articolo 133 del codice di cui all'allegato
    1  al  decreto  legislativo  2  luglio  2010,  n.  104,  il   giudice
    amministrativo trasmette alla commissione ogni informazione o notizia
    rilevante emersa nel corso del giudizio che, anche  in  esito  a  una
    sommaria valutazione, ponga in evidenza condotte o atti  contrastanti
    con le regole della trasparenza».

    Capo II

    Disposizioni penali in materia di societa’ e consorzi

                                   Art. 9 
    
                Modifica dell'articolo 2621 del codice civile 
    
      1. L'articolo 2621 del codice civile e' sostituito dal seguente: 
      «Art. 2621 (False comunicazioni sociali). - Fuori dai casi previsti
    dall'art. 2622, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti
    preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i  sindaci
    e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per se' o  per  altri
    un ingiusto profitto, nei bilanci,  nelle  relazioni  o  nelle  altre
    comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico,  previste  dalla
    legge,  consapevolmente  espongono  fatti  materiali  rilevanti   non
    rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la  cui
    comunicazione e' imposta  dalla  legge  sulla  situazione  economica,
    patrimoniale o finanziaria della societa' o del gruppo  al  quale  la
    stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre  altri  in
    errore, sono puniti con la pena della  reclusione  da  uno  a  cinque
    anni. 
      La stessa pena si applica anche  se  le  falsita'  o  le  omissioni
    riguardano beni posseduti o amministrati dalla societa' per conto  di
    terzi».
                                   Art. 10 
    
      Introduzione degli articoli 2621-bis e 2621-ter del codice civile 
    
      1. Dopo l'articolo 2621 del codice civile sono inseriti i seguenti: 
        «Art.  2621-bis  (Fatti  di   lieve   entita').   -   Salvo   che
    costituiscano piu' grave reato, si applica la pena da sei mesi a  tre
    anni di reclusione se i fatti di cui all'articolo 2621 sono di  lieve
    entita', tenuto conto della natura e delle dimensioni della  societa'
    e delle modalita' o degli effetti della condotta. 
        Salvo che costituiscano piu' grave reato, si  applica  la  stessa
    pena di cui al comma precedente quando i fatti  di  cui  all'articolo
    2621 riguardano societa' che  non  superano  i  limiti  indicati  dal
    secondo comma dell'articolo 1 del regio decreto  16  marzo  1942,  n.
    267. In  tale  caso,  il  delitto  e'  procedibile  a  querela  della
    societa', dei soci, dei creditori o  degli  altri  destinatari  della
    comunicazione sociale. 
        Art. 2621-ter (Non punibilita' per particolare  tenuita').  -  Ai
    fini della non punibilita' per particolare tenuita' del fatto, di cui
    all'articolo 131-bis del codice penale, il giudice  valuta,  in  modo
    prevalente, l'entita' dell'eventuale danno cagionato  alla  societa',
    ai soci o ai creditori conseguente ai fatti di cui agli articoli 2621
    e 2621-bis».
                                   Art. 11 
    
                Modifica dell'articolo 2622 del codice civile 
    
      1. L'articolo 2622 del codice civile e' sostituito dal seguente: 
      «Art. 2622 (False comunicazioni sociali delle societa' quotate).  -
    Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti  preposti  alla
    redazione  dei  documenti  contabili  societari,  i   sindaci   e   i
    liquidatori di societa' emittenti strumenti finanziari  ammessi  alla
    negoziazione in un mercato regolamentato italiano o  di  altro  Paese
    dell'Unione europea, i quali, al fine di conseguire  per  se'  o  per
    altri un ingiusto profitto, nei  bilanci,  nelle  relazioni  o  nelle
    altre  comunicazioni  sociali  dirette  ai   soci   o   al   pubblico
    consapevolmente espongono fatti materiali  non  rispondenti  al  vero
    ovvero omettono fatti materiali rilevanti  la  cui  comunicazione  e'
    imposta  dalla  legge  sulla  situazione  economica,  patrimoniale  o
    finanziaria  della  societa'  o  del  gruppo  al  quale   la   stessa
    appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in  errore,
    sono puniti con la pena della reclusione da tre a otto anni. 
      Alle societa' indicate nel comma precedente sono equiparate: 
      1) le societa' emittenti strumenti finanziari per i quali e'  stata
    presentata una  richiesta  di  ammissione  alla  negoziazione  in  un
    mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell'Unione europea; 
      2)  le  societa'  emittenti  strumenti  finanziari   ammessi   alla
    negoziazione in un sistema multilaterale di negoziazione italiano; 
      3)  le  societa'  che  controllano  societa'  emittenti   strumenti
    finanziari ammessi alla  negoziazione  in  un  mercato  regolamentato
    italiano o di altro Paese dell'Unione europea; 
      4) le societa' che  fanno  appello  al  pubblico  risparmio  o  che
    comunque lo gestiscono. 
      Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche se le
    falsita' o le omissioni  riguardano  beni  posseduti  o  amministrati
    dalla societa' per conto di terzi».
                                   Art. 12 
    
    Modifiche  alle  disposizioni  sulla  responsabilita'  amministrativa
                 degli enti in relazione ai reati societari 
    
      1. All'articolo 25-ter, comma 1, del decreto legislativo  8  giugno
    2001, n. 231, sono apportate le seguenti modificazioni: 
      a) l'alinea e' sostituito dal seguente: «In relazione ai  reati  in
    materia societaria previsti dal codice civile, si applicano  all'ente
    le seguenti sanzioni pecuniarie:»; 
      b) la lettera a) e' sostituita dalla seguente: 
      «a)  per  il  delitto  di  false  comunicazioni  sociali   previsto
    dall'articolo 2621 del  codice  civile,  la  sanzione  pecuniaria  da
    duecento a quattrocento quote»; 
      c) dopo la lettera a) e' inserita la seguente: 
      «a-bis) per il delitto  di  false  comunicazioni  sociali  previsto
    dall'articolo 2621-bis del codice civile, la sanzione  pecuniaria  da
    cento a duecento quote»; 
      d) la lettera b) e' sostituita dalla seguente: 
      «b)  per  il  delitto  di  false  comunicazioni  sociali   previsto
    dall'articolo 2622 del  codice  civile,  la  sanzione  pecuniaria  da
    quattrocento a seicento quote»; 
      e) la lettera c) e' abrogata. 
      La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato. 
    
        Data a Roma, addi' 27 maggio 2015 
    
                                 MATTARELLA 
    
                                      Renzi, Presidente del Consiglio dei
                                      ministri 
    
    Visto, il Guardasigilli: Orlando