Jobs Act: il testo ufficiale della legge delega uscita in Gazzetta

    Francesco Maltoni

    LEGGE 10 dicembre 2014, n. 183  Deleghe  al  Governo  in  materia  di  riforma  degli  ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive,  nonche’ in materia di riordino della disciplina  dei  rapporti  di  lavoro  e dell’attivita’ ispettiva e di tutela e conciliazione  delle  esigenze di cura, di vita e di lavoro. (14G00196)  (GU n.290 del 15-12-2014)

    Vigente al: 16-12-2014

    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Promulga    la seguente legge:

    Art. 1      1.  Allo  scopo  di   assicurare,   in   caso   di   disoccupazione involontaria, tutele uniformi e legate alla storia  contributiva  dei lavoratori, di razionalizzare la normativa in materia di integrazione salariale e di favorire il  coinvolgimento  attivo  di  quanti  siano espulsi  dal  mercato  del  lavoro  ovvero   siano   beneficiari   di ammortizzatori sociali, semplificando le procedure  amministrative  e riducendo gli oneri non salariali del lavoro, il Governo e’  delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di  entrata  in  vigore  della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e  delle  finanze, uno  o  piu’  decreti  legislativi  finalizzati  al  riordino   della normativa in materia di ammortizzatori sociali,  tenuto  conto  delle peculiarita’ dei diversi settori produttivi.    2. Nell’esercizio della delega di cui al  comma  1  il  Governo  si attiene, rispettivamente, ai seguenti principi e criteri direttivi:      a) con riferimento  agli  strumenti  di  tutela  in  costanza  di rapporto di lavoro:

    1) impossibilita’ di autorizzare le integrazioni  salariali  in caso di cessazione definitiva di attivita’ aziendale o di un ramo  di essa;        2)  semplificazione  delle  procedure  burocratiche  attraverso l’incentivazione di strumenti  telematici  e  digitali,  considerando anche la  possibilita’  di  introdurre  meccanismi  standardizzati  a livello nazionale di concessione dei trattamenti prevedendo strumenti certi ed esigibili;        3) necessita’ di regolare  l’accesso  alla  cassa  integrazione guadagni  solo  a   seguito   di   esaurimento   delle   possibilita’ contrattuali  di  riduzione  dell’orario  di  lavoro,   eventualmente destinando una parte delle risorse attribuite alla cassa integrazione a favore dei contratti di solidarieta’;        4) revisione dei limiti  di  durata  da  rapportare  al  numero massimo di ore ordinarie lavorabili nel periodo di  intervento  della cassa integrazione guadagni  ordinaria  e  della  cassa  integrazione guadagni   straordinaria   e   individuazione   dei   meccanismi   di incentivazione della rotazione;        5) previsione di una maggiore compartecipazione da parte  delle imprese utilizzatrici;        6) riduzione degli oneri contributivi ordinari e  rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell’utilizzo effettivo;        7)  revisione   dell’ambito   di   applicazione   della   cassa integrazione guadagni  ordinaria  e  straordinaria  e  dei  fondi  di solidarieta’ di cui all’articolo 3 della legge 28 giugno 2012, n. 92, fissando un termine certo  per  l’avvio  dei  fondi  medesimi,  anche attraverso   l’introduzione   di   meccanismi    standardizzati    di concessione,  e  previsione  della  possibilita’  di  destinare   gli eventuali  risparmi  di   spesa   derivanti   dall’attuazione   delle disposizioni di cui alla  presente  lettera  al  finanziamento  delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4;        8) revisione dell’ambito di  applicazione  e  delle  regole  di funzionamento  dei  contratti  di   solidarieta’,   con   particolare riferimento all’articolo 2 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1984, n.  863, nonche’ alla messa a regime dei  contratti  di  solidarieta’  di  cui all’articolo 5, commi 5 e 8, del decreto-legge  20  maggio  1993,  n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19  luglio  1993,  n. 236;      b)  con  riferimento  agli  strumenti  di  sostegno  in  caso  di disoccupazione involontaria:        1)  rimodulazione  dell’Assicurazione  sociale  per   l’impiego (ASpI), con omogeneizzazione della disciplina relativa ai trattamenti ordinari  e  ai  trattamenti  brevi,  rapportando   la   durata   dei trattamenti alla pregressa storia contributiva del lavoratore;        2)  incremento  della  durata  massima  per  i  lavoratori  con carriere contributive piu’ rilevanti;        3) universalizzazione del campo di applicazione dell’ASpI,  con estensione ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, fino al  suo  superamento,  e  con  l’esclusione  degli amministratori  e  sindaci,  mediante  l’abrogazione  degli   attuali strumenti  di  sostegno  del  reddito,  l’eventuale  modifica   delle modalita’ di accreditamento dei contributi  e  l’automaticita’  delle prestazioni, e prevedendo, prima dell’entrata a  regime,  un  periodo almeno biennale di sperimentazione a risorse definite;        4) introduzione di massimali in  relazione  alla  contribuzione figurativa;        5) eventuale introduzione, dopo la fruizione dell’ASpI, di  una prestazione, eventualmente priva di copertura figurativa, limitata ai lavoratori, in disoccupazione  involontaria,  che  presentino  valori ridotti dell’indicatore della situazione economica  equivalente,  con previsione  di  obblighi  di  partecipazione   alle   iniziative   di attivazione proposte dai servizi competenti;        6) eliminazione dello stato di  disoccupazione  come  requisito per l’accesso a servizi di carattere assistenziale;      c) attivazione del  soggetto  beneficiario  degli  ammortizzatori sociali di cui alle lettere a) e b) con meccanismi e  interventi  che incentivino la ricerca attiva di una nuova occupazione, come previsto dal comma 4, lettera v);      d)  previsione  che  il  coinvolgimento   attivo   del   soggetto beneficiario dei trattamenti di  cui  alle  lettere  a)  e  b)  possa consistere anche nello svolgimento di  attivita’  a  beneficio  delle comunita’ locali, con modalita’ che non  determinino  aspettative  di accesso agevolato alla pubblica amministrazione;      e) adeguamento delle  sanzioni  e  delle  relative  modalita’  di applicazione,  in  funzione  della  migliore  effettivita’,   secondo criteri  oggettivi  e  uniformi,   nei   confronti   del   lavoratore beneficiario di sostegno al reddito che non si rende  disponibile  ad una nuova occupazione, a programmi di formazione o alle  attivita’  a beneficio di comunita’ locali di cui alla lettera d).    3. Allo scopo di garantire la fruizione dei servizi  essenziali  in materia  di  politica  attiva  del  lavoro  su  tutto  il  territorio nazionale, nonche’ di assicurare l’esercizio unitario delle  relative funzioni amministrative, il Governo e’ delegato  ad  adottare,  entro sei mesi dalla data di entrata in vigore  della  presente  legge,  su proposta del Ministro  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  di concerto, per i profili di rispettiva  competenza,  con  il  Ministro dell’economia  e  delle  finanze   e   con   il   Ministro   per   la semplificazione e la pubblica amministrazione, previa intesa in  sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai  sensi  dell’articolo  3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, uno  o  piu’  decreti legislativi finalizzati al riordino della  normativa  in  materia  di servizi per il lavoro e di politiche attive. In mancanza  dell’intesa nel termine di cui all’articolo 3 del citato decreto  legislativo  28 agosto  1997,  n.  281,  il  Consiglio  dei  ministri  provvede   con deliberazione  motivata  ai  sensi  del  medesimo  articolo   3.   Le disposizioni del presente comma  e  quelle  dei  decreti  legislativi emanati in  attuazione  dello  stesso  si  applicano  nelle  province autonome di Trento e di Bolzano  in  conformita’  a  quanto  previsto dallo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige  e  dalle  relative norme di attuazione nonche’  dal  decreto  legislativo  21  settembre 1995, n. 430.    4. Nell’esercizio della delega di cui al  comma  3  il  Governo  si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:      a) razionalizzazione degli incentivi all’assunzione esistenti, da collegare alle caratteristiche osservabili  per  le  quali  l’analisi statistica evidenzi una minore probabilita’ di trovare occupazione, e a criteri di valutazione e di verifica dell’efficacia e dell’impatto;      b)  razionalizzazione  degli  incentivi   per   l’autoimpiego   e l’autoimprenditorialita’, anche nella forma  dell’acquisizione  delle imprese in crisi da parte dei dipendenti, con la  previsione  di  una cornice  giuridica  nazionale  volta  a  costituire   il   punto   di riferimento anche per gli interventi posti in  essere  da  regioni  e province autonome;      c) istituzione,  anche  ai  sensi  dell’articolo  8  del  decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, senza nuovi o  maggiori  oneri  a carico  della  finanza  pubblica,   di   un’Agenzia   nazionale   per l’occupazione, di seguito denominata «Agenzia», partecipata da Stato, regioni e province autonome, vigilata  dal  Ministero  del  lavoro  e delle politiche sociali, al cui  funzionamento  si  provvede  con  le risorse  umane,  finanziarie  e  strumentali   gia’   disponibili   a legislazione vigente e mediante quanto previsto dalla lettera f);      d) coinvolgimento delle parti  sociali  nella  definizione  delle linee di indirizzo generali dell’azione dell’Agenzia;      e) attribuzione all’Agenzia di competenze gestionali  in  materia di servizi per l’impiego, politiche attive e ASpI;      f) razionalizzazione degli enti strumentali e  degli  uffici  del Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali  allo  scopo  di aumentare  l’efficienza  e  l’efficacia  dell’azione  amministrativa, mediante l’utilizzo delle risorse umane,  strumentali  e  finanziarie gia’ disponibili a legislazione vigente;      g)  razionalizzazione  e  revisione  delle  procedure   e   degli adempimenti in  materia  di  inserimento  mirato  delle  persone  con disabilita’ di cui alla legge 12 marzo 1999, n.  68,  e  degli  altri soggetti aventi diritto al  collocamento  obbligatorio,  al  fine  di favorirne l’inclusione sociale, l’inserimento  e  l’integrazione  nel mercato del lavoro, avendo cura di valorizzare  le  competenze  delle persone;      h) possibilita’ di far confluire, in via prioritaria,  nei  ruoli delle  amministrazioni  vigilanti   o   dell’Agenzia   il   personale proveniente dalle amministrazioni o uffici soppressi o  riorganizzati in attuazione della lettera f) nonche’ di altre amministrazioni;      i)  individuazione  del  comparto  contrattuale   del   personale dell’Agenzia con modalita’ tali da garantire  l’invarianza  di  oneri per la finanza pubblica;      l) determinazione della dotazione organica di fatto  dell’Agenzia attraverso la corrispondente riduzione delle posizioni presenti nella pianta organica di fatto delle  amministrazioni  di  provenienza  del personale ricollocato presso l’Agenzia medesima;      m) rafforzamento delle funzioni  di  monitoraggio  e  valutazione delle politiche e dei servizi;      n) valorizzazione delle sinergie tra servizi pubblici  e  privati nonche’ operatori  del  terzo  settore,  dell’istruzione  secondaria, professionale  e  universitaria,  anche  mediante   lo   scambio   di informazioni  sul  profilo  curriculare  dei  soggetti  inoccupati  o disoccupati, al  fine  di  rafforzare  le  capacita’  d’incontro  tra domanda e offerta di lavoro, prevedendo, a tal fine,  la  definizione dei criteri per l’accreditamento e l’autorizzazione dei soggetti  che operano  sul  mercato  del  lavoro  e  la  definizione  dei   livelli essenziali delle prestazioni nei servizi pubblici per l’impiego;      o) valorizzazione  della  bilateralita’  attraverso  il  riordino della disciplina vigente in materia, nel  rispetto  dei  principi  di sussidiarieta’, flessibilita’ e prossimita’ anche al fine di definire un sistema di monitoraggio e controllo sui risultati dei  servizi  di welfare erogati;      p) introduzione di principi di politica  attiva  del  lavoro  che prevedano la promozione di un collegamento tra misure di sostegno  al reddito della persona inoccupata o disoccupata e misure volte al  suo inserimento nel tessuto produttivo, anche attraverso  la  conclusione di accordi per la ricollocazione che vedano come parte le agenzie per il lavoro o altri operatori accreditati,  con  obbligo  di  presa  in carico,  e  la  previsione  di  adeguati   strumenti   e   forme   di remunerazione, proporzionate  alla  difficolta’  di  collocamento,  a fronte dell’effettivo inserimento almeno per un  congruo  periodo,  a carico di fondi regionali a cio’ destinati, senza  nuovi  o  maggiori oneri a carico della finanza pubblica statale o regionale;      q) introduzione di modelli sperimentali, che prevedano l’utilizzo di strumenti per incentivare il collocamento dei soggetti in cerca di lavoro e che tengano anche conto delle buone  pratiche  realizzate  a livello regionale;      r) previsione di meccanismi di raccordo e di coordinamento  delle funzioni  tra  l’Agenzia  e  l’Istituto  nazionale  della  previdenza sociale (INPS), sia a livello centrale che a livello territoriale, al fine di tendere a una maggiore integrazione delle politiche attive  e delle politiche di sostegno del reddito;      s) previsione di meccanismi di raccordo tra l’Agenzia e gli  enti che, a livello centrale  e  territoriale,  esercitano  competenze  in materia di incentivi all’autoimpiego e all’autoimprenditorialita’;      t) attribuzione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali delle competenze in materia di verifica e controllo del rispetto  dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere  garantite  su tutto il territorio nazionale;      u) mantenimento in capo alle regioni  e  alle  province  autonome delle competenze in materia di programmazione di politiche attive del lavoro;      v) attivazione del soggetto  che  cerca  lavoro,  in  quanto  mai occupato,  espulso  dal  mercato  del  lavoro   o   beneficiario   di ammortizzatori sociali, al fine di incentivarne la ricerca attiva  di una nuova occupazione, secondo percorsi personalizzati di istruzione, formazione professionale  e  lavoro,  anche  mediante  l’adozione  di strumenti  di  segmentazione  dell’utenza  basati   sull’osservazione statistica;      z) valorizzazione del sistema informativo  per  la  gestione  del mercato del lavoro e il monitoraggio delle prestazioni erogate, anche attraverso l’istituzione del fascicolo elettronico  unico  contenente le informazioni  relative  ai  percorsi  educativi  e  formativi,  ai periodi lavorativi, alla fruizione di  provvidenze  pubbliche  ed  ai versamenti contributivi,  assicurando  il  coordinamento  con  quanto previsto dal comma 6, lettera i);      aa) integrazione del sistema informativo di cui alla  lettera  z) con la raccolta sistematica dei  dati  disponibili  nel  collocamento mirato nonche’ di dati relativi alle  buone  pratiche  di  inclusione lavorativa delle persone con disabilita’ e agli ausili ed adattamenti utilizzati sui luoghi di lavoro;      bb)  semplificazione  amministrativa  in  materia  di  lavoro   e politiche  attive,  con  l’impiego  delle  tecnologie   informatiche, secondo le regole tecniche in materia di interoperabilita’ e  scambio dei dati definite dal codice di cui al decreto  legislativo  7  marzo 2005, n. 82, allo scopo di rafforzare l’azione dei  servizi  pubblici nella gestione delle politiche attive e favorire la cooperazione  con i servizi privati, anche mediante la previsione di strumenti  atti  a favorire il conferimento al sistema  nazionale  per  l’impiego  delle informazioni relative ai posti di lavoro vacanti.

    5.  Allo  scopo  di  conseguire  obiettivi  di  semplificazione   e razionalizzazione delle procedure  di  costituzione  e  gestione  dei rapporti di lavoro nonche’ in  materia  di  igiene  e  sicurezza  sul lavoro, il Governo e’ delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta  del  Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, uno o piu’  decreti legislativi   contenenti   disposizioni    di    semplificazione    e razionalizzazione delle procedure e degli  adempimenti  a  carico  di cittadini e imprese.    6. Nell’esercizio della delega di cui al  comma  5  il  Governo  si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:      a) razionalizzazione e semplificazione delle  procedure  e  degli adempimenti, anche mediante abrogazione di  norme,  connessi  con  la costituzione e la gestione del rapporto di lavoro, con l’obiettivo di ridurre drasticamente il numero di  atti  di  gestione  del  medesimo rapporto, di carattere amministrativo;      b)   semplificazione,   anche   mediante   norme   di   carattere interpretativo, o abrogazione delle norme  interessate  da  rilevanti contrasti interpretativi, giurisprudenziali o amministrativi;      c)    unificazione    delle    comunicazioni    alle    pubbliche amministrazioni  per  i  medesimi  eventi  e  obbligo  delle   stesse amministrazioni   di   trasmetterle   alle   altre    amministrazioni competenti;      d) introduzione del divieto per le pubbliche  amministrazioni  di richiedere dati dei quali esse sono in possesso;      e) rafforzamento del sistema di trasmissione delle  comunicazioni in via telematica e abolizione della tenuta di documenti cartacei;      f)  revisione  del   regime   delle   sanzioni,   tenendo   conto dell’eventuale natura formale della violazione, in modo  da  favorire l’immediata  eliminazione  degli  effetti  della  condotta  illecita, nonche’ valorizzazione degli istituti di tipo premiale;      g) previsione di modalita’ semplificate per garantire data  certa nonche’  l’autenticita’  della  manifestazione  di   volonta’   della lavoratrice o del lavoratore in  relazione  alle  dimissioni  o  alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro,  anche  tenuto  conto della necessita’ di  assicurare  la  certezza  della  cessazione  del rapporto nel caso di comportamento concludente  in  tal  senso  della lavoratrice o del lavoratore;      h) individuazione di modalita’  organizzative  e  gestionali  che consentano di svolgere esclusivamente in  via  telematica  tutti  gli adempimenti di carattere amministrativo connessi con la costituzione, la gestione e la cessazione del rapporto di lavoro;      i) revisione degli adempimenti in materia di  libretto  formativo del cittadino, in un’ottica di integrazione nell’ambito della dorsale informativa di cui all’articolo 4, comma 51, della  legge  28  giugno 2012, n. 92, e della banca dati delle politiche attive e passive  del lavoro di cui all’articolo 8 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge  9  agosto  2013,  n.  99, anche con riferimento al sistema dell’apprendimento permanente;      l) promozione  del  principio  di  legalita’  e  priorita’  delle politiche volte a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso in tutte le sue forme ai sensi delle risoluzioni del Parlamento europeo del  9 ottobre  2008  sul  rafforzamento  della  lotta  al  lavoro  sommerso (2008/2035(INI)) e del 14 gennaio 2014  sulle  ispezioni  sul  lavoro efficaci come strategia per migliorare le  condizioni  di  lavoro  in Europa (2013/2112(INI)).    7. Allo scopo di rafforzare le opportunita’ di ingresso  nel  mondo del lavoro da parte di coloro  che  sono  in  cerca  di  occupazione, nonche’ di riordinare i contratti  di  lavoro  vigenti  per  renderli maggiormente  coerenti  con  le   attuali   esigenze   del   contesto occupazionale e produttivo e di rendere piu’  efficiente  l’attivita’ ispettiva, il Governo  e’  delegato  ad  adottare,  su  proposta  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, entro sei  mesi  dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno  o  piu’  decreti legislativi, di cui uno recante un testo organico semplificato  delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi, in  coerenza  con la regolazione dell’Unione europea e le convenzioni internazionali:      a)  individuare  e  analizzare  tutte   le   forme   contrattuali esistenti, ai fini di poterne valutare l’effettiva  coerenza  con  il tessuto occupazionale  e  con  il  contesto  produttivo  nazionale  e internazionale,  in  funzione  di  interventi   di   semplificazione, modifica o superamento delle medesime tipologie contrattuali;      b)  promuovere,  in  coerenza  con  le  indicazioni  europee,  il contratto a tempo indeterminato come forma  comune  di  contratto  di lavoro rendendolo  piu’  conveniente  rispetto  agli  altri  tipi  di contratto in termini di oneri diretti e indiretti;      c) previsione, per le nuove assunzioni,  del  contratto  a  tempo indeterminato a  tutele  crescenti  in  relazione  all’anzianita’  di servizio, escludendo per i licenziamenti  economici  la  possibilita’ della reintegrazione del lavoratore nel posto di  lavoro,  prevedendo un  indennizzo  economico  certo  e  crescente  con  l’anzianita’  di servizio e limitando il diritto alla reintegrazione ai  licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche  fattispecie  di  licenziamento disciplinare ingiustificato, nonche’  prevedendo  termini  certi  per l’impugnazione del licenziamento;      d) rafforzamento degli strumenti per  favorire  l’alternanza  tra scuola e lavoro;      e) revisione della disciplina delle mansioni, in caso di processi di  riorganizzazione,  ristrutturazione   o   conversione   aziendale individuati  sulla  base  di   parametri   oggettivi,   contemperando l’interesse  dell’impresa  all’utile  impiego   del   personale   con l’interesse del lavoratore alla tutela del  posto  di  lavoro,  della professionalita’ e delle condizioni di vita ed economiche, prevedendo limiti  alla   modifica   dell’inquadramento;   previsione   che   la contrattazione collettiva, anche aziendale ovvero di secondo livello, stipulata   con   le   organizzazioni   sindacali   dei    lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale  a  livello interconfederale o di categoria possa individuare  ulteriori  ipotesi rispetto a quelle disposte ai sensi della presente lettera;      f) revisione della disciplina  dei  controlli  a  distanza  sugli impianti e sugli strumenti di lavoro, tenendo  conto  dell’evoluzione tecnologica e contemperando le esigenze produttive  ed  organizzative dell’impresa con la tutela della dignita’ e  della  riservatezza  del lavoratore;      g) introduzione, eventualmente anche  in  via  sperimentale,  del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonche’, fino al loro superamento, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei  settori non   regolati   da   contratti   collettivi    sottoscritti    dalle organizzazioni sindacali  dei  lavoratori  e  dei  datori  di  lavoro comparativamente piu’ rappresentative  sul  piano  nazionale,  previa consultazione   delle    parti    sociali    comparativamente    piu’ rappresentative sul piano nazionale;      h) previsione, tenuto conto di quanto disposto  dall’articolo  70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, della possibilita’ di estendere,  secondo  linee  coerenti  con  quanto  disposto  dalla lettera a) del presente comma, il ricorso  a  prestazioni  di  lavoro accessorio per le attivita’ lavorative discontinue e occasionali  nei diversi settori produttivi, fatta salva la piena  tracciabilita’  dei buoni   lavoro   acquistati,   con    contestuale    rideterminazione contributiva di cui all’articolo 72, comma  4,  ultimo  periodo,  del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;      i) abrogazione di  tutte  le  disposizioni  che  disciplinano  le singole forme contrattuali, incompatibili  con  le  disposizioni  del testo  organico  semplificato,  al  fine  di  eliminare  duplicazioni normative e difficolta’ interpretative e applicative;      l) razionalizzazione e semplificazione dell’attivita’  ispettiva, attraverso misure di coordinamento ovvero  attraverso  l’istituzione, ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 30 luglio  1999,  n. 300, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza  pubblica  e con  le  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie  disponibili  a legislazione vigente, di una  Agenzia  unica  per  le  ispezioni  del lavoro, tramite l’integrazione  in  un’unica  struttura  dei  servizi ispettivi  del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali, dell’INPS e dell’Istituto nazionale per  l’assicurazione  contro  gli infortuni  sul  lavoro  (INAIL),  prevedendo  strumenti  e  forme  di coordinamento con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie  locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale.    8. Allo scopo di garantire adeguato sostegno alle  cure  parentali, attraverso misure volte a tutelare la maternita’ delle lavoratrici  e favorire le opportunita’ di conciliazione dei  tempi  di  vita  e  di lavoro per la generalita’ dei lavoratori, il Governo e’  delegato  ad adottare, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di  concerto,  per  i profili di rispettiva competenza, con  il  Ministro  dell’economia  e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la  pubblica amministrazione, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti legislativi  per  la  revisione  e l’aggiornamento delle misure volte a  tutelare  la  maternita’  e  le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.    9. Nell’esercizio della delega di cui al  comma  8  il  Governo  si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi:      a)  ricognizione  delle  categorie  di  lavoratrici  beneficiarie dell’indennita’  di  maternita’,  nella  prospettiva  di   estendere, eventualmente anche in modo graduale, tale  prestazione  a  tutte  le categorie di donne lavoratrici;      b)  garanzia,  per  le  lavoratrici  madri  parasubordinate,  del diritto alla prestazione  assistenziale  anche  in  caso  di  mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro;      c)  introduzione  del  tax  credit,  quale  incentivo  al  lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori o disabili non autosufficienti e che si trovino al di  sotto  di  una determinata   soglia   di   reddito   individuale   complessivo,    e armonizzazione del regime delle detrazioni per il coniuge a carico;      d) incentivazione di  accordi  collettivi  volti  a  favorire  la flessibilita’ dell’orario  lavorativo  e  dell’impiego  di  premi  di produttivita’, al fine di favorire la conciliazione  tra  l’esercizio delle responsabilita’ genitoriali e dell’assistenza alle persone  non autosufficienti e l’attivita’ lavorativa, anche attraverso il ricorso al telelavoro;      e) eventuale riconoscimento, compatibilmente con  il  diritto  ai riposi  settimanali  ed  alle   ferie   annuali   retribuite,   della possibilita’ di  cessione  fra  lavoratori  dipendenti  dello  stesso datore di lavoro di tutti o parte dei  giorni  di  riposo  aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo  nazionale  in  favore  del lavoratore genitore di figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute;      f) integrazione dell’offerta di servizi  per  le  cure  parentali forniti dalle aziende e dai  fondi  o  enti  bilaterali  nel  sistema pubblico-privato dei servizi alla persona in  coordinamento  con  gli enti locali titolari delle funzioni amministrative, anche mediante la promozione dell’utilizzo  ottimale  di  tali  servizi  da  parte  dei lavoratori e dei cittadini  residenti  nel  territorio  in  cui  sono attivi;      g)  ricognizione  delle  disposizioni  in  materia  di  tutela  e sostegno della maternita’ e della  paternita’,  ai  fini  di  poterne valutare la revisione per garantire una  maggiore  flessibilita’  dei relativi congedi obbligatori e parentali, favorendo  le  opportunita’ di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,  anche  tenuto  conto della funzionalita’ organizzativa all’interno delle imprese;      h) introduzione di  congedi  dedicati  alle  donne  inserite  nei percorsi di protezione relativi alla violenza di  genere  debitamente certificati dai servizi sociali del comune di residenza;      i) estensione dei principi di cui al presente  comma,  in  quanto compatibili e senza nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica, ai   rapporti   di   lavoro   alle   dipendenze    delle    pubbliche amministrazioni, con riferimento al riconoscimento della possibilita’ di fruizione dei congedi parentali in modo frazionato e  alle  misure organizzative  finalizzate  al  rafforzamento  degli   strumenti   di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;      l) semplificazione e  razionalizzazione  degli  organismi,  delle competenze e  dei  fondi  operanti  in  materia  di  parita’  e  pari opportunita’ nel lavoro e  riordino  delle  procedure  connesse  alla promozione di azioni positive di competenza del Ministero del  lavoro e  delle  politiche  sociali,  ferme  restando  le   funzioni   della Presidenza del Consiglio dei ministri in materia di  parita’  e  pari opportunita’.    10. I decreti legislativi di cui ai commi  1,  3,  5,  7  e  8  del presente articolo sono adottati nel rispetto della procedura  di  cui all’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400.    11. Gli schemi dei  decreti  legislativi,  corredati  di  relazione tecnica che dia conto  della  neutralita’  finanziaria  dei  medesimi ovvero  dei  nuovi  o  maggiori  oneri  da  essi  derivanti   e   dei corrispondenti  mezzi  di  copertura,  a  seguito  di   deliberazione preliminare del Consiglio dei ministri, sono  trasmessi  alla  Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su  di  essi  siano espressi, entro trenta giorni dalla data di  trasmissione,  i  pareri delle Commissioni competenti per materia e per i profili  finanziari. Decorso tale termine, i decreti sono emanati anche  in  mancanza  dei pareri. Qualora il termine per l’espressione dei pareri  parlamentari di cui al presente comma scada nei  trenta  giorni  che  precedono  o seguono la scadenza dei termini previsti ai commi 1,  3,  5,  7  e  8 ovvero al comma 13, questi ultimi sono prorogati di tre mesi.    12. Dall’attuazione delle deleghe recate dalla presente  legge  non devono derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza pubblica. A tale fine, per  gli  adempimenti  dei  decreti  attuativi della  presente  legge,  le  amministrazioni  competenti   provvedono attraverso una diversa allocazione  delle  ordinarie  risorse  umane, finanziarie e strumentali, allo  stato  in  dotazione  alle  medesime amministrazioni. In conformita’ all’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n.  196,  qualora  uno  o  piu’  decreti  attuativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino  compensazione  al proprio interno, i decreti legislativi dai  quali  derivano  nuovi  o maggiori oneri sono emanati solo  successivamente  o  contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi, ivi compresa  la legge di stabilita’, che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.    13. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore  dei  decreti legislativi di cui al comma 10, nel rispetto dei principi  e  criteri direttivi fissati dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la  medesima  procedura  di  cui  ai  commi  10  e  11,  disposizioni integrative e correttive dei decreti  medesimi,  tenuto  conto  delle evidenze attuative nel frattempo emerse. Il  monitoraggio  permanente degli effetti degli interventi di attuazione  della  presente  legge, con particolare riferimento agli effetti sull’efficienza del  mercato del lavoro, sull’occupabilita’ dei cittadini  e  sulle  modalita’  di entrata e  uscita  nell’impiego,  anche  ai  fini  dell’adozione  dei decreti di cui al primo periodo, e’ assicurato dal sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito  ai  sensi  dell’articolo  1, comma 2, della legge 28 giugno 2012, n. 92, che vi  provvede  con  le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o  maggiori  oneri  a  carico  della finanza pubblica.    14. Sono fatte salve le potesta’ attribuite alle regioni a  statuto speciale ed alle  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  dai rispettivi statuti speciali e dalle relative norme di attuazione,  le competenze  delegate  in  materia  di  lavoro   e   quelle   comunque riconducibili all’articolo 116 della Costituzione e  all’articolo  10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.    15. La presente legge e i decreti legislativi di attuazione entrano in vigore il giorno successivo  a  quello  della  loro  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

    La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 10 dicembre 2014                                 NAPOLITANO

    Renzi, Presidente del  Consiglio  dei                                 ministri

    Poletti, Ministro del lavoro e  delle                                 politiche sociali

    Visto, il Guardasigilli: Orlando