Il testo della decisione del TAR Sardegna sulla separazione tra politica e amministrazione

    TAR Sardegna

    Ordinanza 12 ottobre 2011 n. 968

    (presidente Scano, relatore Lensi)

    (…)


    Ritiene il collegio che, alla luce delle specifiche previsioni legislative statali succedutesi nel tempo (D.Lgs. 3 febbraio 1993 n. 29; D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 80; legge 15 maggio 1997 n. 127; legge 16 giugno 1998 n. 191; D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267; D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165; D.Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150), che hanno riconosciuto e confermato il principio della separazione della funzione politica da quella amministrativa, riservando quest’ultima funzione alla competenza dei dirigenti, debba ritenersi che il predetto principio di separazione della funzione politica da quella amministrativa costituisca, allo stato, principio fondamentale dell’ordinamento giuridico (in forza, tra l’altro, della previsione contenuta nell’articolo 1, comma terzo, del D.Lgs. n. 165/2001), da un lato, espressione diretta dei principi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, nonché, d’altro lato, condizione essenziale e necessaria affinché siano, effettivamente ed in concreto, assicurati i predetti principi, come stabilito dal citato articolo della Costituzione.

    Ritiene il collegio che tale assunto possa trovare sostegno nei principi affermati in materia dalla Corte Costituzionale con le sentenze n. 103 e n.104 del 23 marzo 2007, allorché si afferma – in particolare – che il legislatore, proprio per porre i dirigenti (generali) in condizione di svolgere le loro funzioni nel rispetto dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione, ha accentuato con il D.Lgs. n. 80 del 1998 il principio della distinzione tra funzione di indirizzo politico-amministrativo degli organi di governo e funzione di gestione e attuazione amministrativa dei dirigenti.

    Deve altresì richiamarsi la pronuncia del Consiglio di Stato, quinta sez., n. 5312 del 5 ottobre 2005, con la quale si afferma che “per effetto dell’art. 3 D. Lgs. n. 29/1993, nonché della L. n. 127/97, e n. 191/98, è stata realizzata una rigida ed effettiva separazione dei ruoli attribuiti al potere politico (atti d’indirizzo e programmazione), e ai dirigenti (atti di gestione), con la specificazione che i compiti gestionali e di adozione dei provvedimenti amministrativi spettano ai dirigenti “in via esclusiva”.

    Inoltre tale statuizione è stata ulteriormente rafforzata dall’art. 45, D. Lgs n. 80/1998, il quale ha precisato che a decorrere dalla sua entrata in vigore “le disposizioni previgenti che attribuiscono agli organi di governo la adozione di atti di gestione, di atti o provvedimenti amministrativi si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti””.

    Ritenuto infine – a giudizio del collegio – che l’espressione del giudizio di valutazione di impatto ambientale costituisca senz’altro atto amministrativo di gestione, di natura tecnico discrezionale, senza che nell’espressione di tale giudizio rilevino profili di programmazione, o valutazioni di direzione o indirizzo politico, ciò stante, deve ritenersi la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 8 della Legge regionale sarda 13 novembre 1998 n. 31, nella parte in cui – dopo aver affermato, al terzo comma, la competenza, in via generale, dei dirigenti all’adozione degli atti e provvedimenti amministrativi e gestionali, in applicazione del principio di separazione della funzione politica da quella amministrativa – stabilisce espressamente, al successivo quarto comma, che tale competenza può essere derogata soltanto a opera di specifiche disposizioni legislative, con ciò prevedendo espressamente che il principio dell’attribuzione ai dirigenti della funzione amministrativa e gestionale possa essere comunque derogato a opera di specifiche disposizioni di legge regionale; nonché la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’articolo 48, comma terzo, della legge regionale n. 9 del 12 giugno 2006, nella parte in cui attribuisce alla giunta regionale la competenza ad esprimere il giudizio di valutazione di impatto ambientale, per possibile violazione dell’articolo 97 della Costituzione, sotto il profilo della possibile violazione del principio di buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa, in considerazione altresì dei possibili profili di irragionevolezza della scelta in questione di consentire la deroga al principio della separazione delle funzioni.

    Deve altresì ritenersi la rilevanza della predetta questione di legittimità costituzionale, posto che, qualora fondata, la dichiarazione di illegittimità costituzionale delle norme in questione comporterebbe l’illegittimità della deliberazione di giunta regionale impugnata dalla ricorrente, sotto il profilo preliminare ed assorbente dell’incompetenza della giunta regionale medesima ad esprimere il giudizio di compatibilità ambientale, dovendosi ritenere la competenza dirigenziale ad esprimere il giudizio medesimo.

    Per le suesposte considerazioni, ritenuta la rilevanza e non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 8 della Legge regionale sarda 13 novembre 1998 n. 31 e dell’articolo 48, comma terzo, della legge regionale n. 9 del 12 giugno 2006, nella parti sopra specificate, per possibile violazione dell’articolo 97 della Costituzione, deve pertanto sollevarsi la relativa questione di legittimità costituzionale, con la conseguente sospensione del giudizio e la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.

    P.Q.M.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda)

    Visti gli articoli 1 della legge costituzionale 9.2.1948, n. 1 e 23 della legge 11.3.1953, n. 87;

    Ritenuta rilevante ai fini della decisione e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale di cui in motivazione;

    Sospende il giudizio in corso;

    Dispone l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale;

    Ordina che la presente ordinanza sia notificata alle parti in causa ed al Presidente della Giunta Regionale della Sardegna e comunicata al Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna.

    Così deciso in Cagliari nelle camere di consiglio del giorno 31 maggio 2011 e 29 giugno 2011 con l’intervento dei magistrati:

    Francesco Scano, Presidente

    Marco Lensi, Consigliere, Estensore

    Tito Aru, Consigliere

    Depositata in segreteria il 12 ottobre 2011