Decreto del Presidente deI Consiglio dei Ministri 20 febbraio 2015, n. 29

    Regolamento recante norme attuative delle disposizioni in materia  di
    liquidazione del TFR come parte integrante della retribuzione per  il
    periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018. (15G00046)

    (GU n.65 del 19-3-2015)

     Vigente al: 3-4-2015
     
                                IL PRESIDENTE 
                         DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
    
      Visto l'articolo 2120 del Codice civile, recante la disciplina  del
    trattamento di fine rapporto; 
      Visto il  regio  decreto  16  marzo  1942,  n.  267,  e  successive
    modificazioni, recante la disciplina del fallimento,  del  concordato
    preventivo, dell'amministrazione  controllata  e  della  liquidazione
    coatta amministrativa; 
      Visto l'articolo 3, commi quindicesimo e sedicesimo, della legge 29
    maggio 1982, n. 297, che ha previsto le  modalita'  di  finanziamento
    del Fondo di  garanzia  del  trattamento  di  fine  rapporto  di  cui
    all'articolo 2 della medesima legge; 
      Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,
    n. 917, recante l'approvazione del  testo  unico  delle  imposte  sui
    redditi; 
      Visto l'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23  agosto  1988,  n.
    400, e successive modificazioni; 
      Visto il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.  252,  recante  la
    disciplina delle forme pensionistiche complementari; 
      Visto l'articolo 1, commi  755,  756  e  756-bis,  della  legge  27
    dicembre 2006, n. 296, che ha istituito il Fondo per l'erogazione  ai
    lavoratori dipendenti del settore privato  dei  trattamenti  di  fine
    rapporto di cui all'articolo 2120 del Codice civile e disciplinato le
    modalita' di finanziamento e funzionamento del predetto fondo; 
      Visto l'articolo 1, commi da 26 a 34, della legge 23 dicembre 2014,
    n. 190, ed in particolare il comma  33  il  quale  prevede  che,  con
    apposito decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  di
    concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il
    Ministro del lavoro e delle politiche  sociali,  siano  stabilite  le
    modalita' di attuazione delle disposizioni di cui ai citati commi  da
    26 a 34, articolo 1, della legge 23 dicembre 2014, n. 190; 
      Visto il  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  della  previdenza
    sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze 30
    gennaio 2007, con il  quale  sono  state  definite  le  modalita'  di
    attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi 755 e 756,
    della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  relative  al  Fondo  per
    l'erogazione  ai  lavoratori  dipendenti  del  settore  privato   dei
    trattamenti di fine rapporto di  cui  all'articolo  2120  del  Codice
    civile (Fondo tesoreria) pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  26
    del 1° febbraio 2007; 
      Sentito l'INPS, per i profili di competenza  inerenti  alle  misure
    previste dalle citate disposizioni di  cui  alla  legge  23  dicembre
    2014, n. 190; 
      Udito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato,  reso  dalla  sezione
    consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 12 febbraio 2015; 
      Sulla proposta  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  di
    concerto con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  e  con  il
    Ministro del lavoro e delle politiche sociali; 
    
                                   Adotta 
    
                          il seguente regolamento: 
    
                                   Art. 1 
    
                                 Definizioni 
    
      1. Ai fini delle disposizioni contenute  nel  presente  decreto  si
    intendono per: 
      a) «Finanziamento assistito  da  garanzia»  o  «Finanziamento»:  il
    finanziamento, di cui  all'articolo  1,  comma  30,  della  legge  23
    dicembre  2014,  n.  190,  assistito  dalla  garanzia  del  Fondo  di
    garanzia, di cui possono fruire i datori di lavoro che  abbiano  alle
    proprie dipendenze meno di 50 addetti e  che  non  siano  tenuti,  ai
    sensi dell'articolo 1, comma 756, della legge 27  dicembre  2006,  n.
    296, al versamento del TFR al Fondo di tesoreria INPS, allo scopo  di
    acquisire  la  provvista  finanziaria  necessaria  per   operare   la
    liquidazione del TFR come parte  integrante  della  retribuzione  nei
    confronti dei lavoratori dipendenti che esercitano detta opzione; 
      b) «Fondo di garanzia» o «Fondo»: il fondo di cui  all'articolo  1,
    comma 32, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, i cui interventi sono
    assistiti  dalla  garanzia  dello  Stato  quale  garanzia  di  ultima
    istanza; 
      c)  «Fondo  di  tesoreria  INPS»:  il  fondo  per  l'erogazione  ai
    lavoratori dipendenti del settore privato  dei  trattamenti  di  fine
    rapporto di cui all'articolo 2120 del  codice  civile  costituito  ai
    sensi dell'articolo 1, comma 755, della legge 27  dicembre  2006,  n.
    296; 
      d) «lavoratore dipendente beneficiario»: il  lavoratore  dipendente
    del settore privato che ha un rapporto di lavoro in essere da  almeno
    sei mesi presso il medesimo datore di lavoro che  puo'  scegliere  di
    richiedere la liquidazione mensile  del  TFR  come  parte  integrante
    della retribuzione nei limiti e alle condizioni del presente decreto; 
      e) «Intermediario aderente»: la banca o l'intermediario finanziario
    che aderisce all'accordo quadro tra i Ministri  del  lavoro  e  delle
    politiche sociali e dell'economia e delle  finanze  e  l'Associazione
    bancaria italiana ai sensi dell'articolo 1, comma 31, della legge  23
    dicembre 2014, n. 190; 
      f) «Legge di stabilita' 2015»: la legge 23 dicembre 2014,  n.  190,
    recante  disposizioni  per  la  formazione  del  bilancio  annuale  e
    pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2015); 
      g) «Accordo quadro»: accordo quadro tra i  Ministri  del  lavoro  e
    delle  politiche  sociali  e  dell'economia   e   delle   finanze   e
    l'Associazione Bancaria Italiana ai sensi dell'articolo 1, comma  31,
    della legge 23 dicembre 2014, n. 190, contenente anche le  specifiche
    tecniche e di sicurezza dei flussi informativi; 
      h) «Istanza di accesso»:  domanda  del  lavoratore  dipendente,  da
    redigere secondo il modello di  cui  all'Allegato  A,  che  e'  parte
    integrante del presente decreto, con cui si chiede  di  percepire  la
    quota maturanda di cui all'articolo 2120 del Codice civile  al  netto
    del contributo di cui all'articolo 3, ultimo comma,  della  legge  29
    maggio 1982, n. 297, ivi inclusa la quota eventualmente destinata  ad
    una forma pensionistica complementare, tramite  liquidazione  diretta
    mensile come parte integrativa della retribuzione; 
      i) «Qu.I.R.»: quota integrativa della retribuzione pari alla  quota
    maturanda di cui all'articolo 2120 del Codice  civile  al  netto  del
    contributo di cui all'articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio
    1982, n. 297, erogato tramite liquidazione diretta mensile.
                                   Art. 2 
    
                             Oggetto e finalita' 
    
      1. Il presente decreto disciplina le modalita' di attuazione  delle
    disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 26 a 34, della legge  di
    stabilita' 2015, nonche' i criteri, le condizioni e le  modalita'  di
    funzionamento del Fondo di garanzia.
                                   Art. 3 
    
                            Soggetti destinatari 
    
      1. Possono presentare istanza per  la  liquidazione  mensile  della
    Qu.I.R. tutti i lavoratori dipendenti da datore di lavoro del settore
    privato, con rapporto di lavoro subordinato in essere da  almeno  sei
    mesi, per i quali trova applicazione l'istituto del TFR, eccetto: 
      a) i lavoratori dipendenti domestici; 
      b) i lavoratori dipendenti del settore agricolo; 
      c) i lavoratori dipendenti per i quali la legge ovvero il contratto
    collettivo  nazionale  di  lavoro,  anche  mediante  il  rinvio  alla
    contrattazione  di  secondo  livello,   prevede   la   corresponsione
    periodica del TFR ovvero l'accantonamento  del  TFR  medesimo  presso
    soggetti terzi; 
      d) i  lavoratori  dipendenti  da  datori  di  lavoro  sottoposti  a
    procedure concorsuali; 
      e) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto
    nel registro delle imprese un accordo di ristrutturazione dei  debiti
    di cui all'articolo 182-bis della legge fallimentare; 
      f) i lavoratori dipendenti da datori di lavoro che abbiano iscritto
    presso il Registro delle imprese un piano di risanamento attestato di
    cui all'articolo 67, comma 3, lettera d), della legge fallimentare; 
      g) i lavoratori dipendenti da datori di  lavoro  per  i  quali,  ai
    sensi delle disposizioni normative vigenti, siano  stati  autorizzati
    interventi di integrazione salariale straordinaria e in deroga, se in
    prosecuzione dell'integrazione straordinaria stessa, limitatamente ai
    lavoratori dipendenti in forza all'unita' produttiva interessata  dai
    predetti interventi; 
      h) ai  lavoratori  dipendenti  da  datori  di  lavoro  che  abbiano
    sottoscritto  un  accordo  di  ristrutturazione  dei  debiti   e   di
    soddisfazione dei crediti di  cui  all'articolo  7,  della  legge  27
    gennaio 2012, n. 3. 
      2. L'opzione di cui al comma 1 puo' essere esercitata anche in caso
    di conferimento, sulla base di modalita' esplicite ovvero tacite, del
    TFR maturando alle  forme  pensionistiche  complementari  di  cui  al
    decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. In tal caso,  nel  corso
    del periodo di durata della predetta opzione, la  partecipazione  del
    lavoratore dipendente alla forma pensionistica complementare prosegue
    senza soluzione di continuita' sulla base della posizione individuale
    maturata nell'ambito della forma pensionistica medesima nonche' della
    eventuale contribuzione a suo carico  e/o  a  carico  del  datore  di
    lavoro. 
      3. Il lavoratore dipendente e' tenuto a  notificare  al  datore  di
    lavoro la eventuale disposizione del TFR a garanzia di  contratti  di
    finanziamento; detta disposizione preclude  l'esercizio  dell'opzione
    di cui al comma 1, preclusione che  permane  fino  alla  notifica  da
    parte del mutuante della estinzione del credito oggetto del contratto
    di finanziamento. 
      4. La liquidazione della Qu.I.R. e' interrotta  al  verificarsi  di
    una delle condizioni previste al comma 1, lettere e), f), g) ed h), a
    partire dal periodo di paga successivo a quello di  insorgenza  delle
    predette condizioni e  per  l'intero  periodo  di  sussistenza  delle
    medesime ovvero, per le condizioni previste al comma 1, lettera d), a
    partire dalle decorrenze previste all'articolo 7, comma 5.
                                   Art. 4 
    
                         Misura del TFR da liquidare 
                  come parte integrativa della retribuzione 
    
      1. In caso di esercizio dell'opzione di cui all'articolo 1 comma 26
    della Legge di stabilita'  2015,  la  Qu.I.R.  e'  pari  alla  misura
    integrale della quota maturanda del TFR determinata sulla base  delle
    disposizioni dell'articolo 2120  del  codice  civile,  al  netto  del
    contributo di cui all'articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio
    1982, n. 297, ove dovuto. 
      2. Ai sensi dell'articolo 1, comma 26, lettera a), della  legge  di
    stabilita', ai fini dell'imposta sui redditi di lavoro dipendente, la
    Qu.I.R. e' assoggettata a tassazione ordinaria e non e' imponibile ai
    fini previdenziali. Per l'applicazione della tassazione  separata  di
    cui all'articolo 19 del TUIR, la Qu.I.R. non e' considerata  ai  fini
    della determinazione della aliquota di imposta per la tassazione  del
    TFR. 
      3. Ai soli fini della verifica dei limiti di reddito complessivo di
    cui all'articolo 13, comma 1-bis, del TUIR, non si tiene conto  della
    Qu.I.R.
                                   Art. 5 
    
                      Procedura di liquidazione del TFR 
                  come parte integrativa della retribuzione 
    
      1. I lavoratori di cui all'articolo 3 del presente decreto  possono
    richiedere al datore di lavoro la liquidazione mensile della Qu.I.R.,
    nella misura determinata dall'articolo  4,  comma  1,  attraverso  la
    presentazione al datore di lavoro, di  apposita  istanza  di  accesso
    debitamente compilata e validamente sottoscritta. 
      2. Accertato, da parte  del  datore  di  lavoro,  il  possesso  dei
    requisiti di  cui  all'articolo  3,  la  manifestazione  di  volonta'
    esercitata dal lavoratore dipendente e' efficace e l'erogazione della
    Qu.I.R. e' operativa a  partire  dal  mese  successivo  a  quello  di
    formalizzazione della istanza di cui al comma 1 sino  al  periodo  di
    paga che scade il 30 giugno 2018 ovvero, a quello in cui si  verifica
    la risoluzione del rapporto di lavoro, ove antecedente. Nel corso del
    predetto  periodo,  la  manifestazione  di  volonta'  esercitata   e'
    irrevocabile. 
      3. A partire dal periodo di paga decorrente dal mese  successivo  a
    quello di presentazione della istanza di cui al comma 1, il datore di
    lavoro e' tenuto ad operare la liquidazione mensile della Qu.I.R., al
    lavoratore dipendente, sulla base delle  modalita'  in  uso  ai  fini
    dell'erogazione della  retribuzione  corrisposta  in  dipendenza  del
    rapporto di lavoro. In relazione ai lavoratori dipendenti per i quali
    si procede alla liquidazione mensile della Qu.I.R., non  operano  gli
    obblighi  di   versamento   del   TFR   alle   forme   pensionistiche
    complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n.  252,
    e al Fondo di tesoreria INPS. 
      4. I datori di lavoro di cui all'articolo 6,  comma  1,  che,  allo
    scopo di acquisire la provvista finanziaria necessaria per operare la
    liquidazione della Qu.I.R. come parte integrante  della  retribuzione
    nei confronti dei lavoratori dipendenti che esercitano detta opzione,
    accedono  al  finanziamento  assistito  da  garanzia,  effettuano  le
    operazioni di liquidazione mensile della Qu.I.R. a partire dal  terzo
    mese successivo a quello di efficacia dell'istanza ai sensi del comma
    2.
                                   Art. 6 
    
               Accesso al finanziamento assistito da garanzia 
    
      1. Allo scopo di finanziare la liquidazione mensile  della  Qu.I.R.
    ai lavoratori dipendenti che ne abbiano fatto richiesta, i datori  di
    lavoro che abbiano alle proprie dipendenze meno di 50 addetti  e  che
    non sono tenuti, ai sensi dell'articolo 1, comma 756, della legge  27
    dicembre 2006, n. 296, al versamento del TFR al  Fondo  di  tesoreria
    INPS possono accedere al  finanziamento.  Il  finanziamento,  per  il
    quale gli intermediari aderenti devono richiedere la costituzione del
    privilegio speciale su beni mobili di cui all'articolo 46 del decreto
    legislativo 1° settembre 1993,  n.  385,  e'  assistito  da  garanzia
    rilasciata dal Fondo di garanzia di cui all'articolo 9 e da  garanzia
    dello Stato di ultima istanza. 
      2. Il limite dimensionale della  forza  lavoro  aziendale  ai  fini
    dell'applicazione delle disposizioni  di  cui  al  presente  decreto,
    anche con riguardo alle misure compensative per  le  imprese  di  cui
    all'articolo 8, e' calcolato sulla base dei principi  e  dei  criteri
    adottati  ai  fini  dell'individuazione  dei  soggetti  obbligati  al
    versamento del TFR al Fondo di tesoreria INPS di cui all'articolo  1,
    comma  755,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,   in   forza
    dell'articolo 1, commi 6 e 7, del citato  decreto  del  Ministro  del
    lavoro e della previdenza sociale 30 gennaio 2007  e  delle  relative
    disposizioni amministrative. Il requisito di accesso al finanziamento
    e' verificato dall'INPS all'atto della prima certificazione di cui al
    comma 4. 
      3. Ai finanziamenti non possono essere applicati tassi, comprensivi
    di ogni eventuale onere, superiori al tasso  di  rivalutazione  delle
    quote di TFR di cui all'articolo 2120 del  codice  civile  tempo  per
    tempo  vigente,  periodicamente  aggiornato  dall'INPS  e  reso  noto
    mediante le procedure telematiche di cui al comma 4. 
      4. Ai fini dell'accesso al credito di cui al comma 1, i  datori  di
    lavoro, attraverso l'utilizzo delle procedure telematiche, richiedono
    all'INPS  la  certificazione  delle   informazioni   necessarie   per
    l'attivazione  del  finanziamento  assistito  da   garanzia.   L'INPS
    rilascia  l'attestazione  dei  requisiti  aziendali,  riferiti   alla
    specifica posizione contributiva, entro 30 giorni dalla richiesta. La
    certificazione  rilasciata  dall'INPS  puo'  essere  utilizzata   per
    l'accensione del finanziamento,  assistito  da  garanzia,  presso  un
    unico intermediario aderente. 
      5. Sulla base delle  sole  informazioni  contenute  nella  predetta
    certificazione dell'INPS, senza  alcuna  valutazione  di  merito,  il
    datore di lavoro e l'intermediario aderente stipulano,  nel  rispetto
    dei criteri  e  delle  condizioni  fissati  nell'Accordo  quadro,  il
    relativo contratto di finanziamento assistito da  garanzia  che  deve
    prevedere, nei termini e nei modi di cui all'articolo 46 del  decreto
    legislativo 1° settembre 1993, n. 385, la costituzione del privilegio
    speciale sui beni mobili. L'intermediario aderente comunica  all'INPS
    l'avvenuta concessione del finanziamento. La misura del finanziamento
    non puo'  eccedere  l'importo  della  Qu.I.R.  certificato  dall'INPS
    mensilmente. 
      6. L'INPS rende disponibile, ogni mese, entro 60 giorni  decorrenti
    dal primo giorno del mese  successivo  a  quello  di  competenza,  al
    datore di lavoro e all'intermediario  aderente  che  ha  concesso  il
    finanziamento,  la  certificazione  della  misura  della  Qu.I.R.  da
    finanziare come risultante dalle denunce contributive del  datore  di
    lavoro. In  assenza  di  denunce  contributive  il  finanziamento  e'
    sospeso. 
      7. Gli intermediari aderenti provvedono all'erogazione mensile  dei
    finanziamenti nella misura indicata dalle  menzionate  certificazioni
    INPS. 
      8. Il datore di lavoro che  opta  per  l'accesso  al  finanziamento
    assistito  da  garanzia,  e'  tenuto  a  rivolgersi   ad   un   unico
    intermediario  aderente  anche  nel  caso  in  cui  il  finanziamento
    assistito da garanzia e' esteso per effetto di  successive  richieste
    di liquidazione della Qu.I.R.
                                   Art. 7 
    
              Rimborso del finanziamento assistito da garanzia 
                     e cause di interruzione anticipata 
    
      1. Il rimborso del finanziamento assistito da garanzia  e'  fissato
    al 30  ottobre  2018,  sulla  base  delle  modalita'  e  dei  criteri
    stabiliti nell'ambito dell'accordo quadro. 
      2.  In  tutti  i  casi  di  risoluzione  del  rapporto  di   lavoro
    intervenuti  durante  la  vigenza  del  finanziamento  assistito   da
    garanzia, il datore di lavoro mutuatario e' tenuto  al  rimborso  del
    finanziamento assistito da garanzia  gia'  fruito,  con  scadenza  di
    pagamento entro la fine del mese successivo a quello  di  risoluzione
    del rapporto di lavoro medesimo,  relativamente  all'importo  oggetto
    della liquidazione mensile della Qu.I.R. del lavoratore  interessato,
    comprensivo degli oneri a servizio del  prestito,  senza  pregiudizio
    alcuno della erogazione della Qu.I.R. al lavoratore. 
      3. Ove sia accertato che il  finanziamento  sia  stato  utilizzato,
    anche parzialmente, per finalita' diverse dalla liquidazione  mensile
    della Qu.I.R, fatta salva la configurazione di fattispecie penalmente
    rilevanti a carico del datore di lavoro,  l'erogazione  del  predetto
    finanziamento e' interrotta e  il  datore  di  lavoro  mutuatario  e'
    tenuto al rimborso immediato della parte di finanziamento gia' fruita
    e degli interessi. 
      4.  L'erogazione  del  finanziamento  assistito  da   garanzia   e'
    interrotta  al  verificarsi  di   una   delle   condizioni   previste
    all'articolo 3, comma 1, lettere e), f), g)  ed  h),  a  partire  dal
    periodo di paga successivo a  quello  di  insorgenza  delle  predette
    condizioni e per  l'intero  periodo  di  sussistenza  delle  medesime
    ovvero, per le  condizioni  di  cui  al  comma  5,  a  partire  dalle
    decorrenze ivi previste. 
      5. L'interruzione dell'erogazione del  finanziamento  assistito  da
    garanzia per l'ipotesi di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), ha
    luogo al verificarsi dei seguenti eventi: 
      a) avvio della procedura di fallimento del datore di lavoro, a  far
    data dalla iscrizione della sentenza dichiarativa di  fallimento  nel
    Registro  delle  imprese  ai  sensi  dell'articolo  17  della   legge
    fallimentare; 
      b) avvio della procedura  di  concordato  preventivo,  a  far  data
    dall'iscrizione del decreto di ammissione alla procedura nel Registro
    delle imprese ai sensi dell'articolo 166 della legge fallimentare; 
      c) avvio della procedura di liquidazione coatta  amministrativa,  a
    far   data   dalla   pubblicazione   del   provvedimento,    adottato
    dall'Autorita' competente nella Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica
    italiana ai sensi dell'articolo 197 della legge fallimentare; 
      d) avvio della procedura di amministrazione  straordinaria,  a  far
    data  dall'iscrizione  nel  Registro  delle  imprese  della  sentenza
    dichiarativa dello stato di  insolvenza  ai  sensi  dell'articolo  8,
    comma 3, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270. 
      6. Nei casi di interruzione delle erogazioni del  finanziamento  di
    cui al comma 5, l'intermediario aderente puo' richiedere l'intervento
    del Fondo di garanzia secondo procedure, termini e condizioni di  cui
    all'articolo 10.
                                   Art. 8 
    
                 Misure compensative per i datori di lavoro 
    
      1. In relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015  al
    30  giugno  2018,  ai  datori  di  lavoro  si  applicano  le   misure
    compensative di cui all'articolo 10, comma 2, del decreto legislativo
    5 dicembre 2005, n. 252, relativamente alle quote  maturande  di  TFR
    corrisposte ai lavoratori che hanno richiesto la  liquidazione  della
    Qu.I.R. 
      2. In relazione ai periodi di paga di cui al comma 1, ai datori  di
    lavoro che effettuano la liquidazione della  Qu.I.R.  senza  accedere
    alle misure di finanziamento assistito da garanzia  si  applicano  le
    misure compensative di cui all'articolo 10, commi 1 e 3, del  decreto
    legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252,  relativamente  alle  quote
    maturande di TFR corrisposte ai lavoratori che ne hanno richiesto  la
    liquidazione come parte integrante della retribuzione.
                                   Art. 9 
    
             Costituzione e funzionamento del Fondo di garanzia 
    
      1. Il Fondo di garanzia  per  l'accesso  ai  finanziamenti  di  cui
    all'articolo 1, comma 30, della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190,
    istituito presso l'INPS interviene a copertura del rischio di credito
    dei finanziamenti concessi ed erogati dagli intermediari aderenti, ai
    sensi dell'articolo 6, al solo scopo della liquidazione della  Qu.I.R
    ai lavoratori dipendenti beneficiari. Il medesimo  Fondo  costituisce
    patrimonio autonomo e separato  e  opera  nei  limiti  delle  risorse
    disponibili e fino ad esaurimento delle stesse. 
      2.  La  garanzia  del  Fondo  e'  a  prima  richiesta,   esplicita,
    incondizionata e irrevocabile. 
      3. La garanzia  del  Fondo  copre  l'ammontare  totale  di  ciascun
    finanziamento  concesso  dagli  intermediari   aderenti,   garantendo
    l'esposizione creditizia, comprensiva di capitali  e  interessi,  nei
    limiti dell'importo effettivo erogato al datore  di  lavoro  ai  fini
    della liquidazione della Qu.I.R. ai lavoratori dipendenti beneficiari
    e  degli  oneri  complessivi  applicati  al  medesimo  finanziamento,
    determinati nel rispetto di quanto stabilito all'articolo 6. 
      4. Le modalita'  di  comunicazione  ai  fini  dell'ammissione  alla
    garanzia  del  Fondo  di  garanzia  sono  definite  dall'INPS   nelle
    istruzioni operative di cui all'articolo 15, comma 2. 
      5.  Ai  fini  di  una  sana  e  prudente  gestione  delle   risorse
    finanziarie assegnate, a  valere  sulle  risorse  del  Fondo,  l'INPS
    effettua un accantonamento di importo non inferiore al  2,6  percento
    annuo dell'importo di ciascun finanziamento ammesso alla garanzia del
    Fondo.
                                   Art. 10 
    
              Attivazione della garanzia del Fondo di garanzia 
    
      1. L'intermediario aderente, alla maturazione delle condizioni  per
    il diritto alla restituzione del finanziamento assistito da garanzia,
    notifica al datore di lavoro, la richiesta di  rimborso  della  somma
    erogata, al netto dell'importo  eventualmente  gia'  restituito,  con
    distinta evidenza della quota capitale e della quota a  servizio  del
    prestito, comprensiva degli interessi e di ogni altro onere,  secondo
    modalita' e tempistiche definite nell'Accordo quadro  su  indicazione
    dell'INPS. 
      2. La predetta comunicazione evidenzia  che,  in  caso  di  mancato
    adempimento nel termine di trenta giorni dall'avvenuta  notifica,  il
    Fondo di garanzia e' surrogato di diritto all'intermediario  aderente
    nel privilegio di cui all'articolo  46  del  decreto  legislativo  1°
    settembre 1993, n.  385,  e  l'INPS  e'  legittimato  ad  operare  la
    riscossione del credito non restituito avvalendosi  della  formazione
    dell'avviso di addebito con titolo esecutivo di cui  all'articolo  30
    del  decreto-legge  31  maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con
    modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e  di  ogni  altro
    strumento di riscossione previsto dalle  disposizioni  di  legge.  La
    comunicazione di cui al comma 1  riporta  la  data  di  scadenza  del
    rimborso, ancorche' in misura parziale, del  finanziamento  assistito
    da garanzia, a decorrere dalla quale, in caso  di  inadempimento,  il
    datore di lavoro e' tenuto a  corrispondere,  all'INPS,  le  sanzioni
    civili nella misura di cui all'articolo 116,  comma  8,  lettera  a),
    della legge 22 dicembre 2000, n. 388. 
      3.  L'intermediario  aderente,  accertato  il   mancato   rimborso,
    ancorche' in forma parziale, del finanziamento ai sensi dell'articolo
    6, decorsi infruttuosamente 30 giorni dalla data  dell'inadempimento,
    notifica all'INPS la richiesta di intervento del Fondo  di  garanzia,
    secondo l'apposita modulistica predisposta dall'INPS,  corredata  dei
    seguenti elementi informativi: 
      a) copia del contratto di finanziamento nel quale siano indicati  i
    beni oggetto del  privilegio  di  cui  all'articolo  46  del  decreto
    legislativo 1° settembre 1993, n. 385; 
      b) copia della richiesta di rimborso di cui al comma  1,  corredata
    degli estremi comprovanti l'avvenuta notifica; 
      c) attestazione dei flussi finanziari  afferenti  al  contratto  di
    finanziamento, con evidenza della quota  capitale  e  della  quota  a
    servizio del prestito. 
      4. L'intermediario aderente, al verificarsi  degli  eventi  di  cui
    all'articolo 7, comma 5, avvia le procedure di recupero  del  credito
    mediante deposito dell'istanza di ammissione  allo  stato  passivo  o
    atto  equivalente.  Entro  i  successivi  sessanta  giorni   notifica
    all'INPS la richiesta di intervento del Fondo  di  garanzia,  secondo
    l'apposita modulistica predisposta dall'INPS,  corredata  almeno  dei
    seguenti elementi informativi: 
      a) copia del contratto di finanziamento nel quale siano indicati  i
    beni oggetto del  privilegio  di  cui  all'articolo  46  del  decreto
    legislativo 1° settembre 1993, n. 385; 
      b) copia della documentazione comprovante l'avvio  delle  procedure
    di recupero; 
      c) attestazione dei flussi finanziari  afferenti  al  contratto  di
    finanziamento, con evidenza della quota capitale  e  della  quota  al
    servizio del prestito. 
      5. La richiesta di  intervento  del  Fondo  di  garanzia  da  parte
    dell'intermediario  aderente  deve  essere  presentata,  a  pena   di
    decadenza: 
      a) per i finanziamenti da restituire entro il 30 ottobre 2018,  nel
    termine del 31 marzo 2019; 
      b) in relazione alle casistiche di cui all'articolo 7, commi 2, 3 e
    5, nel termine di 6 mesi dalle decorrenze ivi previste, in  relazione
    alle specifiche fattispecie. 
      6. Entro 60 giorni dalla presentazione della richiesta  di  cui  al
    comma 3, l'INPS perfeziona il pagamento, all'intermediario  aderente,
    del finanziamento assistito da garanzia non rimborsato dal datore  di
    lavoro nei limiti di importo di cui all'articolo 9, comma 3. 
      7. Nel caso non risulti completa la documentazione di cui ai  commi
    3 e 4, il termine di cui al comma 6 e'  sospeso  fino  alla  data  di
    ricezione della documentazione mancante. La garanzia del Fondo decade
    qualora la documentazione non pervenga all'INPS entro il  termine  di
    90 giorni dalla data della richiesta della documentazione mancante.
                                   Art. 11 
    
                     Finanziamento del Fondo di garanzia 
    
      1. Il Fondo di garanzia di cui all'articolo 9 e' alimentato: 
      a) dalla dotazione iniziale pari a 100 milioni di euro  per  l'anno
    2015 a carico  del  bilancio  dello  Stato  disposta  dal  comma  32,
    articolo 1, della legge di stabilita' 2015; 
      b) dal pagamento del prezzo per la  garanzia  sul  finanziamento  a
    carico dei datori di lavoro che accedono al finanziamento  pari  alla
    misura del contributo mensile dello 0,20 per cento della retribuzione
    imponibile di cui all'articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153,
    e successive modificazioni, riferita ai lavoratori dipendenti  per  i
    quali il  datore  di  lavoro  ha  richiesto  il  finanziamento  della
    liquidazione mensile della Qu.I.R. 
      2.  L'INPS,  sulla  base   dei   dati   acquisiti   attraverso   le
    dichiarazioni contributive dei  datori  di  lavoro,  della  dotazione
    finanziaria complessiva di cui al comma 1 posta a  finanziamento  del
    Fondo di garanzia, nonche' degli interventi operati  ai  sensi  degli
    articoli 9 e 10, effettua il monitoraggio delle misure  previste  dal
    presente decreto e  riferisce  le  relative  risultanze  con  cadenza
    mensile al Ministero dell'economia e delle finanze.  La  stessa  INPS
    invia con cadenza mensile al medesimo Ministero dell'economia e delle
    finanze e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali il valore
    complessivo delle certificazioni rilasciate e  dei  finanziamenti  al
    fine di consentire la valutazione dell'adeguatezza della  consistenza
    del fondo di garanzia. 
      3. In caso di mancato versamento del contributo di cui al comma  1,
    lettera  b),  l'INPS  si  avvale  dell'avviso  di  addebito  di   cui
    all'articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,  e  di  ogni
    altro  strumento   di   riscossione   previsto   per   i   contributi
    previdenziali obbligatori.
                                   Art. 12 
    
                 Crediti dell'INPS derivanti dall'intervento 
                            del Fondo di garanzia 
    
      1. Per la riscossione dei crediti  rivenienti  dall'intervento  del
    Fondo di garanzia, l'INPS si avvale degli strumenti  derivanti  dalla
    surroga nei diritti dell'intermediario aderente nel privilegio di cui
    all'articolo 46 del decreto legislativo 1° settembre  1993,  n.  385,
    nonche'  dell'avviso  di  addebito  con  titolo  esecutivo   di   cui
    all'articolo 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,  convertito,
    con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,  e  di  ogni
    altro strumento di riscossione previsto dalle disposizioni di  legge.
    Le somme recuperate dall'INPS in ragione della  surroga  confluiscono
    nel Fondo. 
      2.  Sulle  somme  pagate  all'intermediario   aderente   ai   sensi
    dell'articolo  9  il  datore  di  lavoro  inadempiente  e'  tenuto  a
    corrispondere le sanzioni civili nella  misura  di  cui  all'articolo
    116, comma 8, lettera a), della legge 22 dicembre  2000,  n.  388,  a
    decorrere dalla data di scadenza  della  restituzione,  ancorche'  in
    misura parziale, del finanziamento assistito da  garanzia  fino  alla
    data di pagamento. 
      3. Il datore di lavoro puo' accedere al pagamento  delle  somme  di
    cui al comma 2 anche attraverso le modalita' di  regolarizzazione  in
    forma rateale sulla base delle condizioni e modalita' previsti per  i
    crediti di natura contributiva. 
      4. La sussistenza dei debiti di cui al comma 2 non rileva  ai  fini
    del rilascio del documento unico di regolarita'  contributiva  (DURC)
    di cui all'articolo 6 del decreto del Presidente della  Repubblica  5
    ottobre 2010, n. 207.
                                   Art. 13 
    
                         Inefficacia della garanzia 
    
      1. Fatte salve le ulteriori ipotesi  previste  o  desumibili  dalla
    normativa di riferimento, la garanzia del Fondo e' inefficace qualora
    risulti che  sia  stata  concessa  sulla  base  di  dati,  notizie  o
    dichiarazioni mendaci, inesatte o reticenti, se  quantitativamente  e
    qualitativamente rilevanti ai fini dell'ammissibilita' all'intervento
    del Fondo, ove risulti che tale non veridicita' di  dati,  notizie  o
    dichiarazioni era nota all'intermediario aderente all'iniziativa. 
      2. L'INPS rilevata la  circostanza  che  potrebbe  dar  luogo  alla
    inefficacia della garanzia o alla decadenza  ai  sensi  del  presente
    decreto, comunica agli intermediari  aderenti  entro  il  termine  di
    trenta giorni l'avvio del relativo procedimento.
                                   Art. 14 
    
                   Operativita' della Garanzia dello Stato 
    
      1. A norma dell'articolo 1, comma 26, della legge 23 dicembre 2014,
    n. 190, gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia  dello
    Stato, quale garanzia di ultima istanza. 
      2. La garanzia dello Stato opera in caso di inadempimento da  parte
    del Fondo in relazione agli impegni assunti a titolo di garante. 
      3. La garanzia dello Stato opera limitatamente a quanto dovuto  dal
    Fondo  per  la  garanzia  concessa,  quantificato  sulla  base  della
    normativa che regola  il  funzionamento  della  garanzia  medesima  e
    ridotto di eventuali pagamenti parziali effettuati dal Fondo. 
      4. La richiesta di escussione della garanzia dello Stato  da  parte
    degli intermediari aderenti e' trasmessa al Ministero dell'economia e
    delle finanze - Dipartimento del tesoro - Direzione VI,  e  all'INPS,
    trascorsi 60 giorni dalla richiesta di pagamento al Fondo. 
      5. Il Ministero dell'economia e delle  finanze,  sulla  base  delle
    risultanze istruttorie e del parere motivato dell'INPS,  provvede  al
    pagamento di quanto dovuto, dopo  aver  verificato  che  siano  stati
    rispettati i criteri, le modalita' e le procedure  che  regolano  gli
    interventi del Fondo e l'escussione della garanzia dello Stato. 
      6. Le modalita' di escussione della garanzia e di  pagamento  dello
    Stato  assicurano  la  tempestivita'  di  realizzo  dei  diritti  del
    creditore, con esclusione della facolta' per lo Stato di  opporre  il
    beneficio della preventiva escussione.
                                   Art. 15 
    
                             Disposizioni finali 
    
      1. Allo scopo di favorire il  flusso  delle  informazioni  connesse
    all'applicazione del presente decreto, i datori di  lavoro  integrano
    le  denunce  contributive  sulla  base  delle  istruzioni  rese  note
    dall'INPS. 
      2. L'INPS provvede  altresi'  alla  predisposizione  di  istruzioni
    operative volte a definire gli  aspetti  tecnici  e  procedurali  per
    l'accesso agli interventi  del  Fondo  di  garanzia,  nell'ambito  di
    quanto previsto dal presente decreto e dall'Accordo quadro. 
      3. L'accordo quadro e' definito sentito l'INPS  per  i  profili  di
    competenza. 
      4. L'INPS provvede alle attivita' previste dal presente decreto con
    le  risorse  umane,   strumentali   e   finanziarie   disponibili   a
    legislazione vigente. 
      5. Per tutto quanto non previsto dal presente decreto, si applicano
    le disposizioni di legge e regolamentari vigenti in materia. 
      Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare. 
        Roma, 20 febbraio 2015 
    
                                Il Presidente 
                         del Consiglio dei ministri 
                                    Renzi 
    
                          Il Ministro dell'economia 
                               e delle finanze 
                                   Padoan 
    
                           Il Ministro del lavoro 
                          e delle politiche sociali 
                                   Poletti 
    
    Visto, il Guardasigilli: Orlando 
    
    Registrato alla Corte dei conti il 17 marzo 2015 
    Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia  e  affari  esteri,
    reg.ne - prev. n. 679
                                                               Allegato A 
    
                  Parte di provvedimento in formato grafico