Decreto legislativo 16 marzo 2015, n. 28 – Tenuità del fatto

    Francesco Maltoni
    Disposizioni in materia di non punibilita' per  particolare  tenuita'
    del fatto, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera m), della  legge
    28 aprile 2014, n. 67. (15G00044)

    (GU n.64 del 18-3-2015)

     Vigente al: 2-4-2015
     
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
    
      Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
      Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400; 
      Vista la legge 28 aprile 2014, n. 67, recante deleghe al Governo in
    materia di pene detentive non carcerarie e  di  riforma  del  sistema
    sanzionatorio nonche' disposizioni  in  materia  di  sospensione  del
    procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili,
    in particolare l'articolo 1, comma 1, lettera m); 
      Visto  il  regio  decreto  19  ottobre  1930,  n.   1398,   recante
    approvazione del testo definitivo del codice penale; 
      Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988,
    n. 447, recante approvazione del codice di procedura penale; 
      Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri,
    adottata nella riunione del 1° dicembre 2014; 
      Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni  della  Camera  dei
    deputati e del Senato della Repubblica; 
      Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri,  adottata  nella
    riunione del 12 marzo 2015; 
      Sulla proposta del Ministro della giustizia,  di  concerto  con  il
    Ministro dell'economia e delle finanze; 
    
                                    Emana 
                      il seguente decreto legislativo: 
    
                                   Art. 1 
    
                         Modifiche al codice penale 
    
      1. Dopo l'articolo 131 del  codice  penale,  le  denominazioni  del
    Titolo V e del Capo I sono sostituite dalle seguenti: 
    
                                  «Titolo V 
    
    Della non punibilita'  per  particolare  tenuita'  del  fatto.  Della
      modificazione, applicazione ed esecuzione della pena 
    
                                   Capo I 
    
    Della non punibilita'  per  particolare  tenuita'  del  fatto.  Della
                  modificazione e applicazione della pena». 
    
      2. Prima dell'articolo 132 e' inserito il seguente: 
      «Art. 131-bis. -  (Esclusione  della  punibilita'  per  particolare
    tenuita' del fatto). Nei reati  per  i  quali  e'  prevista  la  pena
    detentiva non superiore nel massimo a cinque  anni,  ovvero  la  pena
    pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena,  la  punibilita'  e'
    esclusa quando, per le modalita' della condotta e per l'esiguita' del
    danno o del pericolo, valutate  ai  sensi  dell'articolo  133,  primo
    comma, l'offesa e' di particolare tenuita' e il comportamento risulta
    non abituale. 
      L'offesa non puo' essere ritenuta di particolare tenuita', ai sensi
    del primo comma, quando  l'autore  ha  agito  per  motivi  abietti  o
    futili, o con crudelta', anche in danno di animali,  o  ha  adoperato
    sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata  difesa
    della vittima, anche in  riferimento  all'eta'  della  stessa  ovvero
    quando la condotta ha  cagionato  o  da  essa  sono  derivate,  quali
    conseguenze non volute, la morte  o  le  lesioni  gravissime  di  una
    persona. 
      Il comportamento e' abituale nel caso in  cui  l'autore  sia  stato
    dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza  ovvero
    abbia commesso piu' reati  della  stessa  indole,  anche  se  ciascun
    fatto, isolatamente considerato, sia di particolare tenuita', nonche'
    nel caso in cui si tratti di reati che abbiano  ad  oggetto  condotte
    plurime, abituali e reiterate. 
      Ai fini della determinazione  della  pena  detentiva  prevista  nel
    primo comma non si tiene conto delle  circostanze,  ad  eccezione  di
    quelle per le quali la legge stabilisce una pena di specie diversa da
    quella ordinaria del reato  e  di  quelle  ad  effetto  speciale.  In
    quest'ultimo caso ai fini dell'applicazione del primo  comma  non  si
    tiene conto del giudizio di bilanciamento delle  circostanze  di  cui
    all'articolo 69. 
      La disposizione del primo comma si applica anche  quando  la  legge
    prevede la  particolare  tenuita'  del  danno  o  del  pericolo  come
    circostanza attenuante.».
                                   Art. 2 
    
                   Modifiche al codice di procedura penale 
    
      1. All'articolo 411 sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) al comma 1, dopo le  parole:  «condizione  di  procedibilita'»
    sono inserite le seguenti: «, che la persona sottoposta alle indagini
    non e' punibile ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale  per
    particolare tenuita' del fatto»; 
        b)  dopo  il  comma  1  e'  aggiunto  il  seguente:  «1-bis.   Se
    l'archiviazione e' richiesta per particolare tenuita' del  fatto,  il
    pubblico ministero deve darne avviso  alla  persona  sottoposta  alle
    indagini e alla persona offesa, precisando che, nel termine di  dieci
    giorni, possono prendere visione degli atti e presentare  opposizione
    in cui indicare, a pena di inammissibilita', le ragioni del  dissenso
    rispetto  alla  richiesta.  Il  giudice,  se  l'opposizione  non   e'
    inammissibile, procede ai sensi dell'articolo 409, comma 2,  e,  dopo
    avere sentito le  parti,  se  accoglie  la  richiesta,  provvede  con
    ordinanza.  In  mancanza  di  opposizione,   o   quando   questa   e'
    inammissibile, il giudice procede senza formalita' e, se accoglie  la
    richiesta di archiviazione, pronuncia decreto motivato. Nei  casi  in
    cui non accoglie la richiesta il  giudice  restituisce  gli  atti  al
    pubblico ministero, eventualmente provvedendo ai sensi  dell'articolo
    409, commi 4 e 5.».
                                   Art. 3 
    
                  Disposizioni di coordinamento processuale 
    
      1. Al  codice  di  procedura  penale  sono  apportate  le  seguenti
    modificazioni: 
        a) dopo il comma 1 dell'articolo 469  e'  aggiunto  il  seguente:
    «1-bis. La sentenza di non doversi  procedere  e'  pronunciata  anche
    quando l'imputato non e' punibile ai sensi dell'articolo 131-bis  del
    codice penale, previa audizione in camera di  consiglio  anche  della
    persona offesa, se compare.»; 
        b)  dopo  l'articolo  651  e'  aggiunto  il  seguente:  «651-bis.
    Efficacia della sentenza di proscioglimento per particolare  tenuita'
    del fatto nel giudizio civile o amministrativo  di  danno.  -  1.  La
    sentenza  penale  irrevocabile  di  proscioglimento  pronunciata  per
    particolare tenuita' del fatto in seguito a dibattimento ha efficacia
    di giudicato quanto all'accertamento  della  sussistenza  del  fatto,
    della sua illiceita' penale e all'affermazione che l'imputato  lo  ha
    commesso, nel giudizio civile o amministrativo per le restituzioni  e
    il risarcimento del danno promosso nei confronti del condannato e del
    responsabile civile che sia stato citato ovvero sia  intervenuto  nel
    processo penale. 
      2.  La  stessa   efficacia   ha   la   sentenza   irrevocabile   di
    proscioglimento pronunciata per  particolare  tenuita'  del  fatto  a
    norma dell'articolo 442, salvo che vi si opponga la parte civile  che
    non abbia accettato il rito abbreviato.».
                                   Art. 4 
    
    Modifiche al decreto del  Presidente  della  Repubblica  14  novembre
      2002, n. 313, recante testo unico delle disposizioni legislative  e
      regolamentari in materia  di  casellario  giudiziale,  di  anagrafe
      delle sanzioni amministrative dipendenti da reato  e  dei  relativi
      carichi pendenti 
    
      1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
    materia  di  casellario  giudiziale,  di  anagrafe   delle   sanzioni
    amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti di
    cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre  2002,  n.
    313, sono apportate le seguenti modificazioni: 
        a) all'articolo 3, comma 1, lettera f), dopo le  parole:  «misura
    di sicurezza» sono aggiunte le seguenti: «, nonche' quelli che  hanno
    dichiarato la non punibilita'  ai  sensi  dell'articolo  131-bis  del
    codice penale.»; 
        b) all'articolo 5, comma 2, dopo la lettera  d)  e'  inserita  la
    seguente: 
          «d-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non
    punibilita'  ai  sensi  dell'articolo  131-bis  del  codice   penale,
    trascorsi dieci anni dalla pronuncia;»; 
        c) all'articolo 24, comma 1, dopo la lettera f)  e'  inserita  la
    seguente: 
          «f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non
    punibilita' ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale,  quando
    la relativa iscrizione non e' stata eliminata;»; 
        d) all'articolo 25, comma 1, dopo la lettera f)  e'  inserita  la
    seguente: 
          «f-bis) ai provvedimenti giudiziari che hanno dichiarato la non
    punibilita' ai sensi dell'articolo 131-bis del codice penale,  quando
    la relativa iscrizione non e' stata eliminata;».
                                   Art. 5 
    
                          Disposizioni finanziarie 
    
      1.  Alle  minori  entrate  derivanti  dalle  disposizioni  di   cui
    all'articolo 1, valutate in 474.400 euro a decorrere dall'anno  2015,
    si provvede con quota parte delle minori spese derivanti dal medesimo
    articolo 1, pari a 513.342 euro a decorrere dall'anno 2015. 
      Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare. 
        Dato a Roma, addi' 16 marzo 2015 
    
                                 MATTARELLA 
    
                                Renzi,  Presidente  del   Consiglio   dei
                                ministri 
    
                                Orlando, Ministro della giustizia 
    
                                Padoan, Ministro  dell'economia  e  delle
                                finanze 
    
    Visto, il Guardasigilli: Orlando