Decreto flussi 2013-2014, ecco il testo ufficiale uscito in Gazzetta

    Francesco Maltoni

    DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 novembre 2013

    Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei  lavoratori  non
    comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello  Stato  per
    l'anno 2013. (13A10359)

    (GU n.297 del 19-12-2013)

     
    
                                IL PRESIDENTE 
                         DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
    
      Visto il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,  e  successive
    modificazioni  ed  integrazioni,  recante  il   Testo   unico   delle
    disposizioni concernenti  la  disciplina  dell'immigrazione  e  norme
    sulla condizione dello straniero; 
      Visto, in particolare, l'art. 3 del Testo unico  sull'immigrazione,
    il quale dispone che la determinazione annuale delle quote massime di
    stranieri da ammettere nel territorio dello Stato avviene con decreto
    del Presidente del Consiglio dei ministri,  sulla  base  dei  criteri
    generali per la definizione dei  flussi  d'ingresso  individuati  nel
    Documento   programmatico   triennale,   relativo    alla    politica
    dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato, e che
    «in caso di  mancata  pubblicazione  del  decreto  di  programmazione
    annuale, il Presidente del Consiglio dei ministri puo' provvedere  in
    via transitoria, con proprio  decreto,  entro  il  30  novembre,  nel
    limite delle quote stabilite nell'ultimo decreto emanato»; 
      Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n.
    394, e successive modificazioni ed integrazioni, Regolamento  recante
    norme di attuazione del Testo unico sull'immigrazione; 
      Considerato che il Documento programmatico triennale non  e'  stato
    emanato; 
      Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  16
    ottobre 2012, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
    Italiana, Serie generale n. 273 del 22 novembre 2012, concernente  la
    Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei  lavoratori  non
    comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello  Stato  per
    l'anno 2012, che prevede una quota d'ingresso  di  13.850  lavoratori
    non comunitari per motivi di lavoro non stagionale, cui  si  aggiunge
    la quota di 4.000 lavoratori non comunitari gia' prevista, in via  di
    anticipazione, con  il  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
    ministri 13 marzo 2012  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
    Repubblica Italiana, Serie  generale,  n.  92  del  19  aprile  2012,
    concernente la Programmazione transitoria dei flussi  d'ingresso  dei
    lavoratori  non  comunitari  stagionali  e  di  altre  categorie  nel
    territorio dello Stato per l'anno 2012,  per  una  quota  complessiva
    pari a 17.850 lavoratori non comunitari  autorizzata  nell'anno  2012
    per il lavoro non stagionale; 
      Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  15
    febbraio 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica
    Italiana, Serie generale, n. 71 del 25  marzo  2013,  concernente  la
    Programmazione transitoria dei flussi d'ingresso dei  lavoratori  non
    comunitari stagionali nel territorio dello Stato per l'anno 2013, che
    prevede una quota di 30.000 unita' per l'ingresso di  lavoratori  non
    comunitari per motivi di lavoro stagionale; 
      Ravvisata la necessita' di prevedere per il corrente anno 2013  una
    quota  di  ingresso  di  lavoratori  non  comunitari  non  stagionali
    residenti all'estero, che hanno partecipato  a  corsi  di  formazione
    professionale  e  di  istruzione  nei  Paesi  di  origine,  ai  sensi
    dell'art. 23 del citato Testo unico  sull'immigrazione,  al  fine  di
    assicurare continuita' ai rapporti di cooperazione con i Paesi terzi; 
      Tenuto conto inoltre delle esigenze di specifici settori produttivi
    nazionali che richiedono lavoratori autonomi per particolari  settori
    imprenditoriali e professionali; 
      Visto l'art. 21 del citato Testo unico sull'immigrazione, circa  la
    previsione di quote riservate all'ingresso di lavoratori  di  origine
    italiana; 
      Visto l'Accordo di Sede tra il Governo della Repubblica Italiana  e
    il Bureau International des Expositions sulle misure  necessarie  per
    facilitare la partecipazione all'Esposizione Universale di Milano del
    2015, fatto a Roma l'11 luglio 2012, ratificato con legge 14  gennaio
    2013, n. 3, pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica
    Italiana n. 21 del 25 gennaio 2013; 
      Ravvisata  l'esigenza  di  consentire,  gia'  dal  corrente   anno,
    l'ingresso in Italia di lavoratori cittadini dei Paesi non comunitari
    partecipanti all'Esposizione Universale  di  Milano  del  2015,  come
    definiti nell'Accordo di Sede sopra citato; 
      Considerata infine  l'esigenza  di  consentire  la  conversione  in
    permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di
    permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo; 
      Rilevato che ai fini anzidetti puo'  provvedersi  con  decreto  del
    Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  da  adottare,  in  via  di
    programmazione transitoria, nel limite della  quota  complessivamente
    utilizzabile per l'anno 2013, risultante dalle  corrispondenti  quote
    di ingresso per motivi di lavoro non  stagionale  autorizzate  con  i
    decreti del Presidente del Consiglio dei ministri 13 marzo 2012 e  16
    ottobre 2012, sopra richiamati; 
    
                                  Decreta: 
    
                                   Art. 1 
    
      Sono ammessi in Italia, in via di  programmazione  transitoria  dei
    flussi d'ingresso  dei  lavoratori  non  comunitari  per  lavoro  non
    stagionale nell'anno 2013, i cittadini stranieri non comunitari entro
    una  quota  complessiva  di  17.850  unita',  per  motivi  di  lavoro
    subordinato non stagionale e di lavoro autonomo.
                                   Art. 2 
    
      1. Nell'ambito della quota di  cui  all'art.  1,  sono  ammessi  in
    Italia 3.000 cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero,
    che abbiano completato programmi  di  formazione  ed  istruzione  nei
    Paesi d'origine ai sensi dell'art.  23  del  decreto  legislativo  25
    luglio 1998, n. 286. 
      2. E' consentito l'ingresso  in  Italia,  nei  limiti  della  quota
    complessiva indicata all'art. 1,  di  200  lavoratori  cittadini  dei
    Paesi  non  comunitari  partecipanti  all'Esposizione  Universale  di
    Milano del 2015, per esigenze di lavoro subordinato  non  stagionale.
    Le modalita' per l'ingresso ed il soggiorno e  quelle  relative  alla
    presentazione  delle  istanze  dei  lavoratori  non  comunitari   per
    esigenze riguardanti lo svolgimento  dell'Esposizione  Universale  di
    Milano del 2015, saranno definite con  apposita  circolare  congiunta
    del Ministero  dell'Interno  e  del  Ministero  del  Lavoro  e  delle
    Politiche Sociali, d'intesa con il Ministero degli Affari Esteri,  in
    conformita' a quanto previsto dall'art. 6, comma 3,  dell'Accordo  di
    Sede, citato in premessa.
                                   Art. 3 
    
      Nell'ambito della quota di cui all'art. 1, e' consentito l'ingresso
    in Italia per motivi di lavoro autonomo, di 2.300 cittadini stranieri
    non  comunitari  residenti  all'estero  appartenenti  alle   seguenti
    categorie:  imprenditori  di  societa'  che  svolgono  attivita'   di
    interesse   per   l'economia    italiana;    liberi    professionisti
    riconducibili a professioni vigilate,  oppure  non  regolamentate  ma
    rappresentative a livello nazionale e comprese negli  elenchi  curati
    dalla Pubblica amministrazione; figure societarie,  di  societa'  non
    cooperative,  espressamente  previste  dalla  normativa  vigente   in
    materia di visti d'ingresso; artisti di chiara fama internazionale, o
    di alta qualificazione professionale,  ingaggiati  da  enti  pubblici
    oppure da enti privati; cittadini stranieri per  la  costituzione  di
    imprese «start-up innovative» ai sensi della legge 17  dicembre  2012
    n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla  stessa  legge  e  a
    favore dei quali sia riconducibile un rapporto di  lavoro  di  natura
    autonoma con l'impresa.
                                   Art. 4 
    
      Nell'ambito della quota di cui all'art. 1, sono ammessi in  Italia,
    per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo,
    entro una quota di 100 unita', lavoratori  di  origine  italiana  per
    parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta
    di ascendenza, residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.
                                   Art. 5 
    
      1. Nell'ambito della quota di cui all'art.  1,  e'  autorizzata  la
    conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di: 
        a) 4.000 permessi di soggiorno per lavoro stagionale; 
        b)  6.000  permessi  di  soggiorno  per  studio,  tirocinio   e/o
    formazione professionale; 
        c) 1.000 permessi di  soggiorno  CE  per  soggiornanti  di  lungo
    periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato  membro
    dell'Unione europea. 
      2.  Nell'ambito  della  quota  di  cui  all'art.  1,   e'   inoltre
    autorizzata la  conversione  in  permessi  di  soggiorno  per  lavoro
    autonomo di: 
        a)  1.000  permessi  di  soggiorno  per  studio,  tirocinio   e/o
    formazione professionale; 
        b) 250  permessi  di  soggiorno  CE  per  soggiornanti  di  lungo
    periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro
    dell'Unione europea.
                                   Art. 6 
    
      I termini per la presentazione delle domande ai sensi del  presente
    decreto decorrono dalle ore 9,00 del giorno successivo alla  data  di
    pubblicazione del presente decreto  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
    Repubblica Italiana; le domande possono  essere  presentate  fino  al
    termine di otto mesi dall'anzidetta data di pubblicazione.
                                   Art. 7 
    
      1. Le quote per lavoro subordinato previste dal  presente  decreto,
    saranno ripartite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche  Sociali
    alle Direzioni territoriali del lavoro, alle Regioni e alle  Province
    autonome. 
      1.  Trascorsi  novanta  giorni  dalla  data  di  pubblicazione  del
    presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica  Italiana,
    qualora vengano  rilevate  quote  significative  non  utilizzate  tra
    quelle previste dal presente decreto, tali quote, ferma  restando  la
    quota massima  prevista  dall'art.  1,  possono  essere  diversamente
    ripartite dal Ministero del Lavoro e delle  Politiche  Sociali  sulla
    base delle effettive necessita' riscontrate sul mercato del lavoro. 
      2. Resta fermo quanto previsto dall'art. 34, comma 7,  del  decreto
    del  Presidente  della  Repubblica  31  agosto  1999,  n.   394   con
    riferimento  alla  redistribuzione  della  quota  di  lavoratori  non
    comunitari formati all'estero prevista al precedente art. 2. 
        Roma, 25 novembre 2013 
    
                                                     Il Presidente: Letta 
    
    Registrato alla Corte dei conti il 13 dicembre 2013 
    Presidenza del Consiglio dei ministri registro n. 9, foglio n. 308