Compensazione di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario

     MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

    DECRETO

    14 gennaio 2014

    Compensazione di crediti con  somme  dovute  in  base  agli  istituti definitori della  pretesa  tributaria  e  deflativi  del  contenzioso tributario. (14°00362)  (GU n.18 del 23-1-2014)

    Il MINISTRO DELL’ECONOMIA  E DELLE FINANZE

    Visto  l’art.  28-quinquies  del  decreto  del   Presidente   della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 in materia di «Compensazioni  di crediti con somme dovute  in  base  agli  istituti  definitori  della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso  tributario»  inserito dall’art. 9,  comma  1,  del  decreto-legge  8  aprile  2013,  n.  35 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64;  Visto  l’art.  7  del  suddetto  decreto-legge  n.  35  del   2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n.  64;  in materia  di  ricognizione  dei  debiti  contratti   dalle   pubbliche amministrazioni;  Visto l’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.  241,  in materia di versamento unitario e compensazione;  Visto l’art. 22 del suddetto decreto legislativo n.  241  del  1997 concernente l’istituzione della «struttura di gestione»;  Visto il decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218 in  materia  di accertamento con adesione e, in particolare, l’art. 8 concernente  le modalita’  di  pagamento, l’art.  5,  comma  1-bis  in  materia   di definizione degli inviti al contraddittorio, l’art. 5-bis in  materia di adesione ai verbali di constatazione, l’art. 11,  comma  1-bis  in materia di definizione degli inviti al  contraddittorio  ai  fini  di altre imposte indirette, l’art. 15 in materia di acquiescenza;  Visti gli articoli 16 e 17, del  decreto  legislativo  18  dicembre 1997, n. 472 in materia di definizione agevolata delle sanzioni;  Visto il decreto  legislativo  18  dicembre  1992,  n.  546  e,  in particolare, l’art. 48  in  materia  di  conciliazione  giudiziale  e l’art. 17-bis in materia di mediazione;  Visto il decreto legislativo 13 aprile 1999,  n.  112,  concernente «Riordino del servizio nazionale  della  riscossione,  in  attuazione della delega prevista dalla legge 28 settembre 1998, n. 337»;  Visto il decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,  recante  «Misure di contrasto all’evasione fiscale e disposizioni urgenti  in  materia tributaria e finanziaria», convertito, con modificazioni, dalla legge del 2 dicembre 2005, n. 248 e,  in  particolare,  l’art.  3,  recante «Disposizioni in materia di servizio nazionale della riscossione»;  Visto il decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,  recante  «Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e  impresa  e per  ridisegnare  in  funzione  anti-crisi   il   quadro   strategico nazionale» convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  28  gennaio 2009, n. 2, e, in particolare, l’art. 9,  commi  3-bis  e  3-ter,  in materia di certificazione dei crediti nei  confronti  delle  regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale per somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti;  Visto l’art. 12, comma  11-quinquies,  del  decreto-legge  2  marzo 2012, n. 16. convertito, con modificazioni,  dalla  legge  26  aprile 2012, n. 44, che estende alle amministrazioni statali  ed  agli  enti pubblici nazionali la disciplina della certificazione dei crediti  di cui al richiamato decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185;  Vista la legge 12 novembre 2011, n. 183, recante «Disposizioni  per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  e,  in particolare, l’art. 13, comma 2, il quale prevede  che,  con  decreto del Ministro dell’economia e delle  finanze,  sentita  la  Conferenza unificata, di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto  1997, n. 281, siano disciplinate, nel rispetto degli obiettivi  di  finanza pubblica concordati in sede europea, le modalita’ di attuazione delle disposizioni  recate  dai  commi  3-bis  e  3-ter  dell’art.  9   del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185;  Visto il decreto-legge del 24 gennaio 2012, n.  1,  convertito  con modificazioni nella legge 24 marzo 2012, n. 27, recante «Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo  delle  infrastrutture  e  la competitivita’» e, in particolare, l’art. 35 in  materia  di  «Misure per la tempestivita’  dei  pagamenti,  per  l’estinzione  dei  debiti pregressi delle  amministrazioni  statali,  nonche’  disposizioni  in materia di tesoreria unica»;  Visto l’art.  13-bis  del  decreto-legge  7  maggio  2012,  n.  52, convertito con modificazioni, dalla  legge  6  luglio  2012,  n.  94, rubricato «Disposizioni in materia di certificazione e  compensazione dei crediti vantati da fornitori di  beni  e  servizi  nei  confronti delle Amministrazioni Pubbliche»;  Visto il decreto del Ministro  dell’economia  e  delle  finanze  22 maggio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2012,  recante  «Pagamento  dei  crediti   commerciali   connessi   a transazioni commerciali per l’acquisizione di  servizi  e  forniture, certi, liquidi ed esigibili,  corrispondenti  a  residui  passivi  di bilancio,  ai  sensi  dell’art.  35,  comma  1,   lettera   b),   del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito,  con  modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27»;  Visto l’art. 28-quater del decreto del Presidente della  Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 in materia di «Compensazioni di crediti con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo», inserito dall’art. 31, comma 1-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con modificazioni, dalla legge  30  luglio  2010,  n.  122  e  successive modificazioni;  Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del  22 maggio 2012 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21  giugno  2012,  n. 143, recante «Modalita’ di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte delle amministrazioni dello  Stato  e  degli  enti  pubblici nazionali»;  Visto il decreto del Ministro  dell’economia  e  delle  finanze  25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 2  luglio 2012, recante «Modalita’ di  certificazione  del  credito,  anche  in forma telematica, di somme dovute per somministrazione,  forniture  e appalti, da parte delle Regioni, degli Enti locali, e degli Enti  del Servizio Sanitario Nazionale, di cui all’art. 9, commi 3-bis e  3-ter del  decreto-legge  29  novembre  2008,  n.   185,   convertito   con modificazioni  dalla  legge  28  gennaio  2009,  n.  2  e  successive modificazioni e integrazioni»;  Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del  25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 2  luglio 2012, recante «Modalita’ con  le  quali  i  crediti  non  prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei  confronti  delle  Regioni, degli Enti Locali e degli Enti del Servizio Sanitario  Nazionale  per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, ai  sensi  dell’art. 31, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010 n. 78,  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122»;  Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del  24 settembre 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  del  2  novembre 2012, n. 256, recante «Modifica del decreto 22 maggio  2012,  recante «Modalita’ di certificazione del credito, anche in forma  telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e  appalti  da  parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici nazionali».;  Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del  19 ottobre 2012  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  259  del  6 novembre 2012, recante «Modifiche al decreto 25 giugno 2012, recante: “Modalita’ di certificazione del credito, anche in forma  telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti,  da  parte delle Regioni, degli Enti locali e degli enti del Servizio  sanitario nazionale, di cui all’art. 9, commi 3-bis e 3-ter  del  decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla  legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive modificazioni e integrazioni”»;  Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del  19 ottobre 2012  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  259  del  6 novembre  2012,  recante  «Modalita’  con  le  quali  i  crediti  non prescritti certi liquidi ed esigibili maturati  nei  confronti  dello Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo ai  sensi  dell’art.  28-quater  del  decreto  del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602».

    Decreta:

    Art. 1

    Definizioni

    1.            Ai fini del presente decreto, si intendono per:

    a)            «crediti  certificati»,  i  crediti  non  prescritti,  certi, liquidi ed esigibili, maturati al  31  dicembre  2012  nei  confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali,  delle  regioni  e  delle province autonome di Trento e Bolzano, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, per somministrazioni,  forniture  e appalti e prestazioni professionali, certificati da tali soggetti  ai sensi dell’art. 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29  novembre  2008, n. 185, oppure ai sensi dell’art. 9, comma 3-ter, lettera b),  ultimo periodo, del medesimo decreto;

    b)           «certificazione», la certificazione dei crediti rilasciata  ai sensi dell’art. 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29  novembre  2008, n. 185, oppure ai sensi dell’art. 9, comma 3-ter, lettera b),  ultimo periodo, del medesimo decreto e dell’art. 12, comma 11-quinquies, del decreto-legge 2 marzo 2012, n.  16,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44;

    c)            «piattaforma elettronica di  certificazione»,  la  piattaforma elettronica  per  la   gestione   telematica   del   rilascio   delle certificazioni,  predisposta  dal  Ministero  dell’economia  e  delle finanze – Dipartimento della  Ragioneria  Generale  dello  Stato,  ai sensi del Decreto Ministeriale del 22 maggio 2012 recante  «Modalita’ di certificazione del credito, anche in forma  telematica,  di  somme dovute per somministrazione,  forniture  e  appalti  da  parte  delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici  nazionali»  e  del Decreto  Ministeriale  del  25  giugno  2012  recante  «Modalita’  di certificazione del credito,  anche  in  forma  telematica,  di  somme dovute per somministrazione,  forniture  e  appalti  da  parte  delle regioni degli  enti  locali  e  degli  enti  del  Servizio  sanitario nazionale»;

    d)           «pubblica  amministrazione»,  lo   Stato,   l’ente   pubblico nazionale, la regione,  l’ente  locale  ovvero  l’ente  del  Servizio sanitario nazionale che ha rilasciato la certificazione del credito;  e)       «data prevista per il pagamento del credito  certificato»,  la data  di  pagamento  indicata  nella   certificazione   del   credito rilasciata dalla pubblica amministrazione;

    f)            «debiti da accertamento tributario», le somme dovute a seguito di accertamento con  adesione  ai  sensi  dell’art.  8,  del  decreto legislativo  19  giugno  1997,  n.  218;  di  definizione,  ai  sensi dell’art. 5, comma 1-bis, dell’art. 5-bis, dell’art. 11, comma 1-bis, e di  acquiescenza  ai  sensi  dell’art.  15,  dello  stesso  decreto legislativo, di definizione agevolata delle sanzioni ai  sensi  degli articoli 16 e 17, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,  n.  472, di conciliazione  giudiziale  ai  sensi  dell’art.  48,  del  decreto legislativo  31  dicembre  1992,  n.  546,  di  mediazione  ai  sensi dell’art. 17-bis, dello stesso decreto;

    g)            «modello F24 telematico», il sistema mediante  il  quale  sono eseguiti  i  versamenti  unitari  di  cui  all’art.  17  del  decreto legislativo  9  luglio  1997,  n.   241,   trasmesso   esclusivamente attraverso i servizi telematici offerti dall’Agenzia  delle  entrate, ai sensi del capo IV del decreto dirigenziale del 31 luglio 1998;

    h)          «struttura di gestione»,  la  struttura  di  gestione  di  cui all’art. 22, comma 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;  i)   «c.s. n. 1778», la contabilita’ speciale  n.  1778,  intestata «Agenzia delle entrate – fondi  di  bilancio»,  presso  la  tesoreria dello Stato:  j)               «compensazione», la compensazione di crediti  certificati  con debiti da accertamento tributario, ai  sensi  dell’art.  28-quinquies del decreto del Presidente della Repubblica, 29  settembre  1973,  n.  602.

    Art. 2

    Pagamento   dei   debiti   da   accertamento   tributario    mediante compensazione con i crediti certificati

    1.            I  soggetti  titolari  di  crediti  certificati  richiedono  di utilizzare  detti  crediti  per  effettuare  il  pagamento   mediante compensazione  dei  propri  debiti  da  accertamento  tributario.  La compensazione  avviene  esclusivamente  attraverso  il  modello   F24 telematico.

    2.            I debiti da accertamento tributario sono individuati  attraverso gli appositi codici riportati nella tabella di cui all’allegato 1  al presente decreto, pubblicata anche  sul  sito  internet  dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it. Tali  codici  devono  essere indicati nel modello F24 telematico  in  corrispondenza  delle  somme relative ai debiti da accertamento tributario, esposte nella  colonna «importi  a   debito   versati»   del   modello   stesso.   Eventuali aggiornamenti della tabella sono pubblicati esclusivamente sul citato sito internet dell’Agenzia delle entrate.

    3.            I  crediti  certificati  utilizzati   in   compensazione   sono individuati dai codici istituiti con risoluzione  dell’Agenzia  delle entrate.  Tali  codici  devono  essere  indicati  nel   modello   F24 telematico, in  corrispondenza  dell’importo  dei  predetti  crediti, esposti nella colonna «importi  a  credito  compensati»  del  modello stesso. In apposito campo del modello F24 telematico,  sono  altresi’ riportati gli estremi identificativi della certificazione, attribuiti dalla piattaforma elettronica di certificazione.

    4.            Nel caso in cui l’importo dei debiti da accertamento  tributario risulti superiore all’ammontare dei crediti certificati  indicati  in compensazione nel modello F24 telematico, la differenza  puo’  essere versata  attraverso  lo  stesso  modello,  oppure  con  una  distinta operazione. L’eventuale saldo positivo del  modello  F24  telematico, risultante  dalla  differenza   tra   l’ammontare   dei   debiti   da accertamento tributario e l’importo dei  crediti,  anche  diversi  da quelli certificati, utilizzati in compensazione nello stesso  modello ai fini del pagamento, e’  corrisposto  mediante  addebito  su  conto corrente bancario o postale.

    Art. 3

    Condizioni  per  il  perfezionamento  dei  pagamenti  dei  debiti  da accertamento tributario

    1.            I pagamenti di cui all’art. 2 sono considerati perfezionati  ove risultino rispettate tutte le seguenti condizioni:

    a)            i  crediti  utilizzati   in   compensazione,   risultino   da certificazione rilasciata attraverso la  piattaforma  elettronica  di certificazione  e  non  siano  stati  gia’  pagati   dalla   pubblica amministrazione ovvero impiegati per le  altre  finalita’  consentite dalla normativa vigente. I crediti sono  individuati  attraverso  gli estremi  identificativi  della  relativa  certificazione,  attribuiti dalla piattaforma elettronica di certificazione;

    b)           la certificazione rechi  la  data  di  pagamento  del  credito certificato;

    c)            il soggetto titolare dei  debiti  da  accertamento  tributario coincida con  il  soggetto  titolare  dei  crediti  risultante  dalle relative certificazioni. Detto soggetto e’ individuato esclusivamente attraverso il rispettivo codice fiscale. In caso di variazione  della titolarita’   del   credito,   il   soggetto   interessato   fornisce tempestivamente  alla  pubblica  amministrazione  la   documentazione necessaria per aggiornare i dati presenti  sulla  certificazione  del credito,  attraverso  l’apposita  funzione  resa  disponibile   dalla piattaforma elettronica di certificazione;

    d)           nel modello F24 telematico utilizzato per la compensazione non siano presenti pagamenti diversi da quelli  identificati  dai  codici riportati nella tabella di cui all’allegato 1 al presente decreto;

    e)           l’utilizzo  in  compensazione  di  eventuali  altri  crediti, diversi da quelli certificati, nello stesso  modello  F24  telematico presentato per il pagamento dei debiti  da  accertamento  tributario, risulti conforme alle  disposizioni  vigenti  in  tema  di  controllo preventivo delle compensazioni effettuate tramite modello F24.  f)               l’addebito  dell’eventuale  saldo  positivo  del  modello  F24 telematico, di cui all’art. 2, comma 4, sia andato a buon fine.

    2.            Nel caso in cui una delle condizioni  di  cui  al  comma  1  non risulti rispettata, tutti i pagamenti contenuti nello stesso  modello F24  telematico  sono  considerati  come  non  avvenuti.  Il  mancato rispetto di tali condizioni e’ reso noto dall’Agenzia  delle  entrate al soggetto che ha  trasmesso  il  modello  F24  telematico,  tramite apposita  ricevuta  consultabile  attraverso  il  sito  dei   servizi telematici della medesima Agenzia.

    Art. 4

    Modalita’ di verifica  del  rispetto  delle  condizioni  relative  ai crediti certificati utilizzati in compensazione  1.  Ai fini della verifica del  rispetto  delle  condizioni  di  cui all’art. 3, comma 1, lettere a),  b),  c),  l’Agenzia  delle  entrate trasmette   tempestivamente   alla   piattaforma    elettronica    di certificazione, in modalita’  telematica,  le  seguenti  informazioni contenute nei modelli F24 telematici ricevuti:

    a)            il  codice  fiscale  del  soggetto  titolare  del  debito  da accertamento tributario;

    b)           gli importi dei crediti utilizzati in compensazione,  con  gli estremi identificativi delle relative certificazioni;

    c)            la data di presentazione del modello F24 telematico.

    2.            La   piattaforma   elettronica   di   certificazione   comunica all’Agenzia delle  entrate,  in  modalita’  telematica,  l’esito  dei controlli finalizzati alla verifica del rispetto delle condizioni  di cui all’ art. 3, comma 1, lettere a), b), c), specificando:  a)                in caso di esito positivo, la data prevista per  il  pagamento del credito certificato utilizzato in compensazione,  indicata  nella relativa certificazione;  b)               in caso di esito negativo, i motivi che hanno determinato tale esito, al fine di consentire all’Agenzia delle entrate  di  informare il soggetto che ha trasmesso il modello F24  telematico,  tramite  la ricevuta di cui all’art. 3, comma 2.

    3.            In  caso  di  esito  positivo  dei  controlli,  la  piattaforma elettronica di certificazione, prima di effettuare  la  comunicazione telematica di cui al comma 2, registra nei propri archivi  l’avvenuto utilizzo dei crediti compensati, per l’importo  esposto  nei  modelli F24 telematici.

    4.            Il  mancato  addebito  del  saldo  positivo  del  modello   F24 telematico, di cui all’art. 2, comma 4, nonche’ gli annullamenti  dei modelli F24  telematici  effettuati  dall’Agenzia  delle  entrate  su richiesta  dei  contribuenti,  sono  tempestivamente  comunicati,  in modalita’  telematica  dalla  medesima   Agenzia   alla   piattaforma elettronica  di  certificazione,  ai  fini  dell’annullamento   delle registrazioni di cui al comma 3.

    5.            Ai fini dei controlli di cui al presente articolo, le  pubbliche amministrazioni che hanno  rilasciato  le  certificazioni  comunicano tempestivamente,   attraverso   la   piattaforma    elettronica    di certificazione, i pagamenti dei crediti certificati effettuati.  6.     Le modalita’ telematiche di scambio delle informazioni di cui al presente articolo, tra  l’Agenzia  delle  entrate  e  la  piattaforma elettronica di  certificazione,  sono  definite  nell’allegato  2  al presente decreto.  Eventuali  modifiche  al  predetto  allegato  sono concordate tra l’Agenzia delle Entrate ed il Ministero  dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, attraverso apposite lettere d’intesa.

    Art. 5  Certificazioni utilizzabili in compensazione rilasciate al  di  fuori della piattaforma elettronica

    1.            Al fine dell’utilizzo in compensazione dei  crediti  certificati ai sensi dell’art. 9, comma  3-bis,  del  decreto-legge  29  novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge  28  gennaio 2009, n. 2, in modalita’ ordinaria, oppure dei crediti certificati ai sensi dell’art. 9, comma  3-ter,  lettera  b),  ultimo  periodo,  del medesimo  decreto,  le  certificazioni  del  credito  devono   essere convertite  in  formato  telematico,  su   istanza   del   creditore, attraverso l’apposita funzione  resa  disponibile  dalla  piattaforma elettronica.

    Art. 6  Ripartizione degli importi dei pagamenti dei debiti  da  accertamento tributario

    1.            Con riferimento  ai  pagamenti  perfezionati,  la  struttura  di gestione ripartisce, tra i vari  enti  impositori,  gli  importi  dei debiti da accertamento tributario definiti, attingendo, per le  somme corrispondenti ai crediti certificati  utilizzati  in  compensazione, alle disponibilita’ finanziarie presenti nella c.s. n. 1778, che sono reintegrate attraverso i versamenti ed i recuperi effettuati ai sensi dei successivi articoli 7 e 8.

    Art. 7

    Versamento da  parte  delle  Pubbliche  Amministrazioni  delle  somme corrispondenti ai crediti utilizzati in compensazione

    1.            Entro 60  giorni  dalla  data  prevista  per  il  pagamento  del credito, indicata nella certificazione, le pubbliche amministrazioni, diverse dallo Stato, versano nella c.s. 1778  l’importo  del  credito utilizzato in compensazione.

    2.            Il versamento di cui al comma  1  e’  effettuato  attraverso  il sistema dei  versamenti  unitari  di  cui  all’art.  17  del  decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, con esclusione della compensazione di  eventuali  crediti,  oppure  attraverso  il  modello  «F24   enti pubblici», di cui al provvedimento del Direttore  dell’Agenzia  delle entrate del  28  giugno  2013.  Con  risoluzione  dell’Agenzia  delle entrate, sono istituiti i codici per effettuare  tali  versamenti  ed impartite le necessarie istruzioni.

    3.            Nel caso in cui la pubblica amministrazione non possa utilizzare gli strumenti indicati al  comma  2,  i  versamenti  sono  effettuati direttamente sulla c.s. n. 1778, distintamente per  ciascun  credito, con la causale «versamento per crediti  utilizzati  in  compensazione tramite F24», seguita dagli estremi  identificativi  del  credito  al quale  si  riferisce  il  versamento.  Con  riferimento  ai   crediti utilizzati in compensazione, certificati dallo Stato, sulla base  dei dati comunicati dalla struttura  di  gestione,  i  singoli  Ministeri provvedono ai necessari trasferimenti in favore della c.s. n. 1778.

    Art. 8  Recupero delle somme non versate dalle pubbliche amministrazioni

    1.            Nel caso in cui  le  pubbliche  amministrazioni,  diverse  dallo Stato, non effettuino i versamenti di cui all’art. 7, la struttura di gestione trattiene l’importo del credito certificato,  utilizzato  in compensazione, dalle  entrate  spettanti  a  tali  enti  a  qualsiasi titolo, a seguito della ripartizione delle somme  riscosse  ai  sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,  n.  241,  oppure tramite il modello «F24 enti pubblici», di cui al  provvedimento  del Direttore  dell’Agenzia  delle  entrate  del  28  giugno  2013.   Con riferimento a ciascuna Regione la struttura di gestione  comunica  al Ministero  dell’economia  e  delle  finanze  –   Dipartimento   della Ragioneria generale dello Stato le compensazioni  effettuate  per  il recupero delle somme non versate.

    2.            Scaduto il termine di cui all’art. 7, comma 1, la  struttura  di gestione comunica, entro la fine del mese successivo,  le  somme  non recuperabili ai sensi del comma 1 al Ministero dell’Economia e  delle Finanze – Dipartimento  della  Ragioneria  Generale  dello  Stato  e, limitatamente agli enti di competenza, al Ministero dell’Interno,  ai fini della riduzione delle somme a qualsiasi titolo dovute agli  enti interessati. Il Dipartimento della Ragioneria  Generale  dello  Stato provvede ad interessare i Ministeri dai quali gli  enti  inadempienti ricevono i trasferimenti, ai fini della riduzione delle somme ad essi dovute. Per le Regioni e le Province autonome  di  Trento  e  Bolzano provvede il Dipartimento della  Ragioneria  Generale  dello  Stato  a valere sulle risorse a qualsiasi titolo dovute alle stesse.

    3.            Le  eventuali  somme  non  recuperate  sono  iscritte  a  ruolo, affinche’ il recupero venga effettuato dagli agenti della riscossione competenti per territorio,  in  ragione  della  sede  della  pubblica amministrazione inadempiente.  4.                Le somme recuperate ai sensi del presente articolo sono  versate sulla c.s. n. 1778 ed imputate dalla struttura di gestione ai crediti certificati utilizzati in compensazione, a partire da  quello  avente scadenza piu’ remota.

    Art. 9  Compensazioni effettuate in misura eccedente  rispetto  all’ammontare dei debiti da accertamento tributario

    1.            Nel caso in cui l’ammontare dei crediti certificati,  utilizzato in  compensazione,  risulti  superiore  all’importo  dei  debiti   da accertamento  tributario  effettivamente  dovuto,  la  differenza  e’ comunicata   telematicamente   dall’Agenzia   delle   entrate    alla piattaforma elettronica di certificazione, ai fini dell’annullamento, per l’importo corrispondente a tale differenza,  delle  registrazioni di cui al precedente art. 4, comma 3, esclusivamente con  riferimento alle certificazioni per le quali non risultano effettuati  versamenti o recuperi di cui ai precedenti articoli 7 e 8. Ove  l’eccedenza  sia imputabile  all’utilizzo  in  compensazione  di  crediti  oggetto  di diverse certificazioni, l’eccedenza  stessa  e’  imputata  a  partire dalla certificazione con data di pagamento piu’ remota.

    Art. 10  Decorrenza

    1.            Le disposizioni di cui al presente decreto entrano in vigore  lo stesso  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della Repubblica italiana.  Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.  Roma, 14 gennaio 2014  Il Ministro: Saccomanni  Allegato 1