Blocco appalti, la risoluzione del Pd

    La VIII Commissione,

    premesso che:

    la crisi del settore delle costruzioni continua a mordere, con effetti devastanti, consegnando un saldo negativo del 24 per cento, nel quadriennio 2008-2011, che sale al 44,5 per cento se consideriamo il periodo 2005-2011 periodo pre-crisi;

    in aggiunta ai noti fattori congiunturali, si pone in particolare evidenza come, per superare la crisi, occorrono, per quel che concerne il settore degli appalti, oltre ad iniziative di rilancio di investimenti nel settore delle opere pubbliche, con effetti indotti sulle forniture ed i servizi, anche interventi strutturali intesi alla riqualificazione del mercato e delle imprese;

    in questa direzione il regolamento degli appalti pubblici di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010 assume fondamentale valenza quale fattore incentivante la crescita qualitativa delle imprese;

    tuttavia, un apparato normativo così ampio e complesso ha richiesto necessariamente un insieme di norme che regolino il passaggio dalla legislazione precedente al nuovo panorama normativo, ponendo alcune questioni di diritto intertemporale;

    in particolare, l’attuale regolamento prevede, tra le modifiche alla vecchia normativa, quella relativa a molte categorie di qualificazione (categorie OG10, OG11, OS2, OS7, OS8, OS12, OS18, OS20 e OS21), le cui attestazioni – ai sensi dell’articolo 357, comma 12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 5 ottobre 2010, rilasciate nella vigenza del decreto del Presidente della Repubblica n. 34 del 2000 – cesseranno di avere validità a decorrere dall’8 giugno 2012, salvo riattestazione alla luce delle nuove regole;

    al fine di rendere compatibili le categorie variante con le nuove declaratorie contenute nel decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, entro il prossimo mese di giugno, le stazioni appaltanti dovranno procedere alla remissione di un numero elevatissimo di certificati lavori, con grande difficoltà a reperire progetti risalenti nel tempo ed in generale a recuperare i dati necessari al calcolo delle quote dei lavori specialistici che componevano gli interventi, anche a causa del continuo avvicendamento dei RUP;

    la proroga di ulteriori sei mesi per la remissione dei predetti certificati ai sensi dell’articolo 357, comma 12, non è servita ad attuare la necessaria accelerazione delle procedure per il rilascio dei certificati ancora in forte ritardo, con effetti negativi sulla capacità delle imprese a partecipare alle gare bandite con le categorie oggetto di modifica;

    in questi anni il sistema di trasmissione telematica dei documenti di cui all’articolo 83 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, non ha trovato piena applicazione in quanto molti enti appaltanti emettono ancora copie cartacee dei certificati e omettono di trasmetterli all’autorità;

    la questione è di assoluto rilievo anche in considerazione del fatto che tra la riattestazione riguarda settori particolarmente significativi delle costruzioni (Og 11 e OS12);

    la stessa Autorità di vigilanza sui contratti pubblici nella relazione annuale per il 2010 ha rilevato, con riferimento al periodo transitorio, «criticità di particolar rilevanza riconducibili al considerevole numero di certificati emessi dal 2001 che dovranno essere riemessi, alla valutazione di un numero altrettanto cospicuo di attestati rilasciati sulla base di lavori eseguiti in ambito privato, nonché alla validità delle attestazioni di qualificazione contenenti le categorie oggetto di modifica rispetto all’arco temporale previsto dalla norma entro il quale procedere anche all’adeguamento dell’attuale sistema informatico»;

    l’enorme aggravio di lavoro a carico delle stazioni appaltanti, espone al rischio di un blocco del sistema, impedendo alle imprese di poter entrare in possesso di una attestazione valida ed efficace prima del giugno 2012, non consentendo loro di partecipare alle gare pubbliche bandite ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 207 del 2010, vanificando gli obiettivi perseguiti dal legislatore ed ogni sforzo propulsivo nella direzione del superamento della crisi;

    è già forte l’allarme di molte stazioni appaltanti che, in considerazione delle difficoltà del sistema di qualificazione di ottemperare alle previsioni normative, stanno valutando ipotesi di ritiro/sospensione delle procedure di gara in corso di pubblicazione con le nuove categorie variate, con rilevanti danni per l’economia del sistema Paese e rischio di perdita dei già ridotti finanziamenti pubblici;

    in un quadro in cui il sistema normativo degli appalti integrato a livello europeo deve essere articolato in modo da consentire alle imprese italiane e comunitarie di gareggiare a pari condizioni, le criticità del sistema di qualificazione nazionale rischiano di rendere deteriori le condizioni di partecipazione delle imprese italiane a quelle comunitarie, per le quali la qualificazione avviene senza limitazioni di subappalto né alle qualifiche riportate, a tutto danno delle imprese nazionali,

     

    impegna il Governo

     

    ad adottare ogni utile iniziativa volta ad impedire il paventato blocco del mercato degli appalti connesso al rilascio dei certificati lavori necessari alla riattestazione nelle nuove categorie variate, ivi incluse, possibili iniziative normative per introdurre, se del caso, soluzioni acceleratorie per il rilascio delle nuove attestazioni nonché ogni utile modifica della disciplina finalizzata a neutralizzare gli effetti distorsivi per la concorrenza derivanti dalla applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010 a danno delle imprese nazionali a favore di quelle comunitarie.

    (7-00857) «Mariani, Margiotta, Braga, Morassut, Realacci, Bratti, Iannuzzi, Motta, Marantelli, Benamati, Bocci, Esposito, Ginoble, Viola».