Audizione Ministro Ambiente

    TERRITORIO, AMBIENTE, BENI AMBIENTALI    (13ª)

    MARTEDÌ 22 NOVEMBRE 2011

    310ª Seduta

    Presidenza del Presidente D’ALI’

    Interviene il ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Clini.

    La seduta inizia alle ore 16,50.

     

    PROCEDURE INFORMATIVE

    Comunicazioni del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero   (Il Ministro non ha lasciato documentazione)

     

    Il ministro CLINI illustra preliminarmente il contesto relativo alla prossima Conferenza sui cambiamenti climatici in programma a Durban, il cui segmento centrale si svolgerà dal 6 al 9 dicembre 2011, rilevando che i temi che verranno in essa trattati rimangono sostanzialmente quelli della Conferenza di Copenaghen. Particolare rilevanza assume pertanto la riduzione delle emissioni globali di anidride carbonica al fine di limitare la crescita della temperatura dell’atmosfera in due gradi centigradi, entro il 2050. Occorre quindi programmare la riduzione del consumo di combustibili fossili da parte dei Paesi industrializzati e di quelli emergenti, tenendo conto dei consumi di quelli, quali India e Cina, che comunque incrementano la loro domanda di combustibili fossili. In questo quadro, risulta tuttavia ridotto l’apporto dell’energia nucleare alla riduzione delle predette emissioni, anche in considerazione della situazione determinatasi a seguito del drammatico incidente di Fukushima del marzo 2011. La riduzione degli investimenti e degli incentivi destinati ai combustibili fossili, a livello mondiale nei prossimi vent’anni, a vantaggio delle fonti di energia rinnovabile e del recupero di efficienza energetica, potrebbe consentire di raggiungere gli obiettivi fissati, anche se alcune previsioni per l’anno 2050 sembrerebbero attestare un raddoppio del consumo di petrolio e gas e conseguentemente un incremento di anidride carbonica, con un innalzamento della temperatura media del globo tra 3,5 e 6 gradi centigradi. Tali previsioni sono incoraggiate dalla circostanza che le esplorazioni in zona artica e nel Mediterraneo lasciano presupporre investimenti con una continuità operativa fino al 2050. Occorre allora rendere il sistema degli incentivi alle fonti rinnovabili coerente con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Osserva poi che a livello globale è possibile osservare un incremento degli investimenti in fonti alternative con una conseguente riduzione dei costi di impiego delle relative tecnologie. Le ultime generazioni di fotovoltaico costano oggi un quinto di quanto costavano le analoghe tecnologie impiegate appena pochi anni addietro. Gli investimenti in tecnologie innovative vedono i Paesi emergenti più impegnati rispetto alle economie mature ed in tal senso i dati di India, Cina e Corea del Sud sono senz’altro indicativi. Appare assolutamente necessario sviluppare misure concordate a livello mondiale per invertire il trend delle emissioni di anidride carbonica. In tal senso, l’Europa ha già definito un quadro normativo che, in confronto ad altre economie, quali Cina e Stati Uniti d’America, può comportare uno svantaggio competitivo costringendo le imprese europee a delocalizzare la produzione in Paesi dove non vigono obblighi stringenti come in Europa. Nel settore della cooperazione ambientale internazionale l’Italia può giocare un ruolo attivo, così come propositiva è sempre stata la sua azione in ambito europeo. A seguito delle determinazioni che verranno assunte a Durban è previsto un Consiglio europeo il prossimo 10 dicembre che sarà finalizzato, tra l’altro, a definire la posizione europea per la prossima Conferenza di Rio.

     

    Per quanto riguarda l’attività del Ministero dell’ambiente, ritiene prioritario organizzare al meglio le risorse e le competenze esistenti per la difesa del territorio dai rischi idrogeologici, anche in considerazione che la prevenzione di tale rischio rappresenta uno strumento di crescita e di rilancio delle potenzialità economiche del Paese. La difesa del suolo si lega infatti alla valorizzazione economica e turistica del patrimonio culturale e paesaggistico. In tale contesto, assume un ruolo fondamentale la gestione integrata delle risorse idriche con riferimento a fiumi e torrenti spesso responsabili di gravi disastri. Occorre calibrare la gestione del territorio in funzione delle mutate condizioni climatiche e ridisegnare l’uso del territorio stesso nelle zone più deboli sotto il profilo idrogeologico, operando una maggiore integrazione delle competenze regionali e locali. E’ necessario integrare le risorse finanziarie attualmente disponibili sulla base di una programmazione effettuata con progetti specifici mirati alla difesa del territorio, combinando le risorse pubbliche con gli investimenti dei privati ed i fondi comunitari. Occorre stabilire una priorità di interventi considerando che spesso investimenti a basso impatto economico, in zone fortemente suscettibili di rischio idrogeologico, possono avere effetti notevoli sul piano della prevenzione dei disastri. Vanno inoltre studiate misure che incentivino l’intervento di soggetti privati prevedendo opportune agevolazioni per l’IVA relativa alle spese. Insieme al Parlamento è pertanto necessario individuare innovazioni volte a rendere più efficaci la programmazione regionale e locale del territorio. Un altro versante sul quale si concentrerà l’azione del Ministero è quello del completamento della regolamentazione delle fonti rinnovabili. Il sistema degli incentivi dovrà essere riorientato per consentire alle imprese italiane di svolgere un ruolo più rilevante nella competizione internazionale. Sul versante dell’efficienza energetica è necessario adottare il relativo piano nazionale valorizzando soluzioni tecnologiche e realizzative che sviluppino la capacità competitiva dei campioni nazionali nel settore. Cina ed India hanno importanti programmi per la riduzione dei consumi energetici delle nuove costruzioni ed è importante che le imprese italiane riescano ad essere presenti in questo mercato. E’ inoltre necessario coniugare l’obiettivo dello sviluppo sostenibile con una politica infrastrutturale coerente, in particolar modo nel settore del trasporto delle merci, che é responsabile più del traffico urbano dei livelli di inquinamento. I vincoli al traffico delle merci determinano non soltanto conseguenze ambientali negative, ma rappresentano un vero e proprio vincolo alla crescita economica. Per quanto riguarda le aree urbane devono trovare maggiore applicazione a livello nazionale iniziative di cui il Ministero si è fatto, in questi anni, attivo promotore ed occorre integrare tali misure con una migliore organizzazione dei sistemi di gestione della mobilità (cosiddette smart cities). A tal fine andrebbero potenziate le tecnologie ad alta efficienza energetica (smart grids) per definire sistemi urbani che riducano la mobilità non necessaria e conseguentemente l’utilizzo dei mezzi privati. Sottolinea quindi la trasversalità delle competenze ambientali e la necessità di trovare soluzioni condivise e non conflittuali rispetto alle esigenze dello sviluppo economico. Per quanto riguarda poi la protezione della natura e della biodiversità ritiene necessario incrementare il ruolo delle risorse naturali come base di partenza per le politiche di sviluppo, sollecitando l’attenzione dei grandi investitori privati, da interessare con riduzioni del carico fiscale per gli investimenti con finalità di protezione ambientale. Altrettanto importante è la protezione delle coste soprattutto per quanto riguarda gli aspetti connessi alla prospezione ed alla estrazione petrolifera. A tale riguardo sottolinea la necessità di evitare l’elusione della vigente normativa poiché i danni provocati in un mare chiuso come il Mediterraneo dalla contaminazione petrolifera rischierebbero di pregiudicare indelebilmente il patrimonio marino e costiero nazionale. Con riferimento poi al tema dei rifiuti fa presente che il Ministero non mancherà di svolgere il suo ruolo in ordine ad una situazione che è molto delicata in Campania e che rischia di diventare delicata anche in Calabria e nel Lazio. E’ necessario pertanto che si affermi definitivamente l’etica della responsabilità e che si applichino in tutte le realtà del Paese quei modelli che in altre Regioni hanno dimostrato di poter ben funzionare. Analogo discorso deve essere fatto per la bonifica dei siti inquinati poiché situazioni molto simili a quelle nazionali sono state affrontate e risolte con successo in altre parti d’Europa, rendendo disponibili alla collettività aree pregiate, spesso all’interno di zone fortemente urbanizzate, che per decenni sono rimaste inutilizzate. Ciò potrebbe anche permettere lo sviluppo di una filiera della chimica verde che, oggi, è ostacolato dal contenzioso ancora aperto sui siti di bonifica.

     

    Il presidente D’ALI’ ringrazia il Ministro per l’accurata esposizione e fa presente che all’ordine del giorno della Commissione sono iscritti provvedimenti e indagini conoscitive che riguardano proprio i settori principali di intervento ricordati dal Ministro stesso, a cominciare da quello relativo alla tutela del Mediterraneo dai pericoli connessi alle attività di prospezione, ricerca e produzione di idrocarburi.

     

    Il senatore DELLA SETA (PD) ringrazia il Ministro per la tempestività delle sue comunicazioni e confida che questa possa costituire la premessa di quell’interlocuzione costante con la Commissione  e con l’intero Parlamento sui temi ambientali che purtroppo in questa legislatura non si era ancora potuta instaurare. La gravità della situazione finanziaria in cui versa il Ministero dell’ambiente determina pesantissimi ostacoli allo svolgimento delle politiche di tutela dell’ambiente, a cominciare da quelle relative alla difesa del suolo. Dopo aver rilevato che il dissesto idrogeologico costituisce un’emergenza paragonabile per gravità all’attuale crisi finanziaria, dichiara di confidare nel fatto che il Governo a Durban assumerà una posizione coerente con le decisioni e gli impegni assunti in sede di Unione europea. E’ fondamentale che il ministro Clini faccia valere le ragioni della tutela dell’ambiente e della green economy all’interno del Consiglio dei ministri in vista dell’indispensabile mutamento di strategie in settori cruciali come quelli dei trasporti e dell’efficienza energetica. Fa presente, infine, di condividere le considerazioni svolte dal Ministro sul tema dei rifiuti e chiede a quest’ultimo di precisare il ruolo che il Ministero intende svolgere al riguardo.

     

    Il senatore ORSI (PdL), dopo aver ringraziato il Ministro per l’ampia esposizione e per gli elementi di riflessione forniti, osserva che è ragionevole ipotizzare che il Ministero non avrà grandi risorse a disposizione e dovrà puntare molto sulla razionalizzazione delle competenze e sull’aggiornamento e la rigorosa applicazione delle normative vigenti. In effetti, con riferimento ai settori delle bonifiche, dei rifiuti e dei vincoli idrogeologici, si deve rilevare che in Italia ad una normativa assai avanzata corrisponde una realtà concreta molto problematica, conseguenza della mancata attuazione di quella stessa normativa. I recenti tragici avvenimenti alluvionali in Liguria sono stati la conseguenza rispettivamente di una datata e dissennata tombinatura del torrente Fereggiano e di un elevato e rigido livello di conservazione ambientale che ha impedito i pur necessari interventi di manutenzione idraulica nella Cinque Terre. Sottolinea quindi l’urgenza di rivedere la normativa sulle competenze in materia di tutela idrogeologica, oggi eccessivamente frammentate a seguito di una sorta di delirio federalista, recuperando il ruolo guida del Ministero dell’ambiente e di far fronte all’avvicinarsi della cessazione degli ambiti territoriali ottimali, che rischia di aprire un pericoloso vuoto sul terreno della programmazione.

     

    Il senatore VALLARDI (LNP) ringrazia il Ministro per le sue comunicazioni e  rileva che il suo Gruppo vigilerà affinché gli impegni annunciati dal Ministro non rimangano una sorta di libro delle buone intenzioni e siano invece puntualmente realizzati anche se è ragionevole nutrire qualche dubbio al riguardo. In particolare va apprezzata l’intenzione di puntare sulle fonti alternative, giacché un coerente sostegno alle rinnovabili è fortemente richiesto dal Paese, e di trasferire quote importanti di merci e persone dal trasporto su gomma a quello su rotaia. Nel settore dei rifiuti occorre fare qualcosa di concreto per porre fine ad un’assurda situazione di disparità tra la positività del ciclo dei rifiuti nelle regioni del Nord e le condizioni disastrose in cui versa lo stesso ciclo in Campania. Sottolinea, infine, la necessità di stanziare adeguate risorse per gli interventi di difesa del suolo e fa presente che i drammatici eventi liguri sono stati la diretta conseguenza di un cattivo controllo del territorio negli anni passati da parte delle autorità regionali e locali.

     

    Il senatore DI NARDO (IdV) ringrazia il Ministro per la sua articolata esposizione, che assume particolare valore specie se si considera che le tematiche ambientali sono state completamente ignorate dal Presidente del Consiglio nelle sue dichiarazioni programmatiche, e auspica che al Ministero dell’ambiente sia assicurata un’adeguata dotazione finanziaria e che possa essere svolta  un’efficace azione per la difesa del suolo, per la tutela delle aree naturali e per lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

     

    Il senatore MOLINARI (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), dopo aver ringraziato il Ministro per le considerazioni svolte, chiede secondo quali modalità il Ministro medesimo intenda realizzare le auspicate condizioni di regia rispetto alle tematiche del ciclo dei rifiuti, dell’impiego dei fondi europei e del coinvolgimento finanziario dei privati nelle politiche ambientali.

     

    Il senatore FERRANTE (PD) chiede chiarimenti in ordine alle questioni dei sacchetti biodegradabili e del sistema di tracciabilità SISTRI e sottolinea la necessità di una trasparenza delle nomine da effettuare prossimamente anche all’interno del Ministero.

     

    Il ministro CLINI, con riferimento alla situazione dei rifiuti in Campania precisa che occorre evitare che si crei, come in passato, un meccanismo di scarico di responsabilità che la gestione commissariale ha probabilmente favorito, e che occorre fare in modo che ogni soggetto si assuma le proprie responsabilità evitando situazioni di emergenza. Si impegna quindi a fornire quanto prima alla Commissione una stima delle risorse di cui il Ministero necessita, nonché indicazioni circa le modalità secondo le quali attivare risorse aggiuntive anche attraverso meccanismi fiscali.

     

    Il presidente D’ALI’ ringrazia il Ministro ed avverte che il seguito delle comunicazioni avrà luogo in una prossima seduta.

     

    SULLA QUESTIONE DI COMPETENZA RELATIVA ALLA PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO SULLA SICUREZZA DELL’ATTIVITA’ OFFSHORE DI PROSPEZIONE, RICERCA E PRODUZIONE NEL SETTORE DEGLI IDROCARBURI (COM (2011) 688 DEFINITIVO)

     

    Il presidente D’ALI’ propone di sollevare una questione di competenza in ordine al deferimento, ai sensi dell’articolo 144 del Regolamento, alla sola 10a Commissione permanente della Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sulla sicurezza dell’attività offshore di prospezione, ricerca e produzione nel settore degli idrocarburi (COM (2011) 688 definitivo), affinché la stessa Proposta sia deferita congiuntamente alla 10a  e alla 13a  Commissione.

     

    La Commissione si esprime all’unanimità in senso favorevole  sulla Proposta di sollevare la questione di competenza.

     

    SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE

     

    Il presidente D’ALI’ comunica che il disegno di legge n.2037, recante “Norme per la consultazione e la partecipazione democratica in materia di localizzazione e realizzazione di opere pubbliche”, è stato nuovamente deferito dal Presidente del Senato alle Commissioni riunite 8ª e 13ª in sede referente.

     

    La seduta termina alle ore 18,45.