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Sconto benzina e diesel: proroga al 31 ottobre nel Decreto Aiuti ter

Lo sconto di 30 centesimi è stato esteso ancora

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Durerà fino al 31 ottobre lo sconto su benzina e diesel, dopo l’approvazione in consiglio dei Ministri del Decreto Aiuti ter. Il Decreto prevede infatti una nuova proroga al taglio delle accise, dopo che l’ultima contenuta in un decreto interministeriale a firma Cingolani e franco aveva prorogato lo sconto fino al 17 ottobre.

Esteso quindi di ulteriori due settimane il taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione.

Lo sconto totale continuerà a essere di circa 30,5 centesimi al litro per benzina e diesel, considerando anche il risparmio sull’Iva, mentre per il metano sarà di circa 10,4 centesimi.

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Sconto benzina e diesel: proroga al 31 ottobre

Come anticipato, lo sconto su benzina e diesel inizialmente stabilito dal Decreto Ucraina bis “In considerazione degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici” sarà prorogato al 31 ottobre 2022, mentre l’ultima proroga in ordine di tempo fermava lo sconto al 17 ottobre.

Un articolo contenuto all’interno del Decreto Aiuti ter dispone che “In considerazione del perdurare degli effetti economici derivanti dall’eccezionale incremento dei prezzi dei prodotti energetici, a decorrere dal 18 ottobre 2022 e fino al 31 ottobre 2022:


a) le aliquote di accisa, di cui all’allegato I al testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, dei sotto indicati
prodotti sono rideterminate nelle seguenti misure:

  • benzina: 478,40 euro per mille litri;
  • oli da gas o gasolio usato come carburante: 367,40 euro per mille litri;
  • gas di petrolio liquefatti (GPL) usati come carburanti: 182,61 euro per mille chilogrammi;
  • gas naturale usato per autotrazione: zero euro per metro cubo.

b) l’aliquota IVA applicata al gas naturale usato per autotrazione è ridotta al 5 per cento.

Sebbene in questo stati si sia intervenuto con un decreto-legge, lo sconto sui carburanti è stato precedentemente prorogato dai decreti interministeriali a firma MITE e MEF, in base a quanto previsto dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (la Legge di Bilancio 2008), che all’articolo 1 comma 290 stabilisce che “con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili sono ridotte al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio“.

In questo caso è intervenuto il Ministro della Transizione ecologica e il Ministro dello Sviluppo Economico poiché quando il MiTE è stato creato, alla nascita del Governo Draghi, ha acquisito i compiti e le funzioni precedentemente attribuite al MISE in tema di politica energetica e mineraria nazionale.

In ogni caso, l’aumento del prezzo del petrolio negli scorsi mesi c’è stato, per questo motivo allo Stato sono arrivate maggiori entrate dall’Iva sui carburanti che hanno permesso di ridurre le accise. Come abbiamo visto la riduzione è temporanea, ma con l’incertezza dei mercati dovuta alla crisi ucraina il prezzo del petrolio potrebbe continuare ad aumentare, e per questo motivo anche lo sconto operato tramite la riduzione delle accise potrebbe continuare a essere prorogato.

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Sconto benzina e diesel: bonus carburante

Sempre nel Decreto Ucraina bis, in particolare all’articolo 2, era stato disposto non rilevabilità ai fini del reddito per il 2022 dei bonus carburante, una misura di welfare aziendale che può essere concessa dalle aziende private ai propri dipendenti.

Sono diverse le aziende che già erogano questo tipo di bonus, soprattutto ai lavoratori pendolari che devono prendere l’auto per recarsi sul luogo di lavoro. Trattandosi di una forma di fringe benefit, non è un’agevolazione che è possibile richiedere direttamente, sebbene un lavoratore possa tranquillamente chiedere all’azienda che la misura venga presa in considerazione.

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L’importo del buono può arrivare fino a un massimo di 200 euro e per il 2022 non sarà soggetto a tasse, poiché in base a quanto stabilito dal nuovo decreto non concorrerà alla formazione del reddito.

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