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Aumento pensioni da ottobre 2022: nuovi importi, esempi e beneficiari

Assegni aumentati dai 10 ai 50 euro

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Tra le novità introdotte dal Decreto dal Decreto Aiuti bis del 9 agosto 2022 e in via di conversione in legge è previsto un nuovo aumento delle pensioni a partire dal mese di ottobre.

In particolare, il nuovo Decreto-legge varato per contrastare l’aumento del costo della vita ha disposto che la rivalutazione delle pensioni prevista per il 2023 venga anticipata al 1° ottobre 2022.

Questo si traduce in un aumento nel cedolino della pensione di ottobre di 2 punti percentuali. La rivalutazione dell’importo delle pensioni per adeguarle all’inflazione è definito perequazione e viene applicata il 1° gennaio di ogni anno.

Per il 2022, la percentuale di variazione applicata per il calcolo della perequazione delle pensioni è pari all’1,7%. Tuttavia, questo tasso era provvisorio, poiché il tasso definitivo è stato successivamente definito nella misura dell’1,9%. Questa differenza dello 0,2% doveva essere applicata come conguaglio a partire da gennaio 2023, ma il Decreto aiuti bis ha anticipato anch’essa al 1° ottobre. In totale, quindi, la rivalutazione delle pensioni a ottobre sarà del 2,2%.

Vediamo nei prossimi paragrafi cosa prevede il Decreto Aiuti bis e come funziona la perequazione delle pensioni.

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Aumento pensioni da ottobre nel Decreto Aiuti bis


Si legge all’articolo 21 del Decreto-legge 9 agosto 2022, n. 115 (Decreto Aiuti bis) che:

Al fine di contrastare gli effetti negativi dell’inflazione per l’anno 2022 e sostenere il potere
di acquisto delle prestazioni pensionistiche, in via eccezionale:

  1. il conguaglio per il calcolo della perequazione delle pensioni, di cui all’articolo 24, comma
    5, della legge 28 febbraio 1986, n. 41, per l’anno 2021 è anticipato al 1° novembre 2022;
  2. nelle more dell’applicazione della percentuale di variazione per il calcolo della
    perequazione delle pensioni per l’anno 2022 con decorrenza 1° gennaio 2023, con riferimento al trattamento pensionistico lordo complessivo in pagamento per ciascuna delle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2022, ivi inclusa la tredicesima mensilità spettante, è riconosciuto in via transitoria un incremento, limitatamente alle predette mensilità e rispetto al trattamento mensile determinato sulla base della normativa vigente prima dell’entrata in vigore del presente decreto, di due punti percentuali, calcolato con le stesse modalità di cui all’articolo 1, comma 478, della legge 27 dicembre 2019, n. 160.

Sono quindi due le misure che porteranno all’aumento dell’importo delle pensioni a partire da ottobre:

  • anticipo del conguaglio della perequazione 2021 pari allo 0,2%;
  • anticipo della perequazione 2022 pari al 2%.

La percentuale della rivalutazione delle pensioni a ottobre sarà quindi del 2%, per passare al 2,2% dalla pensione di novembre.

Nell’articolo si legge inoltre che l’incremento “non rileva, per l’anno 2022, ai fini del superamento dei limiti reddituali previsti nel medesimo anno per il riconoscimento di tutte le prestazioni collegate al reddito.

Aumento pensioni: cos’è la perequazione

La perequazione delle pensioni è la rivalutazione annuale degli importi dei trattamenti pensionistici per adeguarli al costo della vita. Questa misura ha lo scopo di proteggere il potere d’acquisto delle pensioni, mettendole al riparo, almeno in parte, dall’erosione dovuta all’inflazione.

In base a quanto stabilito dal comma 5 dell’articolo 24 della Legge 28 febbraio 1986, n. 41, entro il 20 novembre di ogni anno viene determinato, con decreto del Ministro del tesoro e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni.

L’applicazione della perequazione avviene al primo gennaio di ogni anno, e l’adeguamento si basa sugli incrementi dell’indice annuo dei prezzi al consumo accertati dall’Istat.

Aumento pensioni da ottobre: per quali trattamenti

La rivalutazione delle pensioni si applica a tutti i trattamenti pensionistici erogati dalla previdenza pubblica, dalle gestioni dei lavoratori autonomi, dalle gestioni sostitutive, esonerative, esclusive, integrative ed aggiuntive.

Si applica inoltre alle pensioni dirette e a quelle ai superstiti (pensione di reversibilità e pensione indiretta), indipendentemente dal fatto che esse siano integrate al trattamento minimo.

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Aumento pensioni da ottobre: gli importi per fasce di reddito

L’aumento non si applica allo stesso modo per tutte le pensioni, ma dipenderà dalle fasce di reddito. In particolare, viene applicata la rivalutazione al:

  • 100% dell’inflazione, ovvero in misura piena, per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (corrispondente a 523,83 euro);
  • 90% dell’inflazione per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte il trattamento minimo;
  • 75% dell’inflazione per le pensioni oltre 5 volte il trattamento minimo.

Inoltre, in base a quanto stabilito dal Decreto Aiuti bis, l’aumento del 2% sarà riconosciuto “qualora il trattamento pensionistico mensile sia complessivamente pari o inferiore all’importo di 2.692 euro“. Superata questa cifra, la rivalutazione non si applicherà nemmeno con la riduzione al 75%.

Aumento pensioni da ottobre: esempi pratici

Come si traduce in pratica questa rivalutazione?

Per fare un primo esempio pratico, una pensione di 1.000 euro al mese vedrà un aumento di 20 euro al mese. Una pensione di 2.000 euro al mese, allo stesso modo, vedrà un aumento di 40 euro al mese.

Per pensioni che vanno da 2.095,32 a 2.619,15 euro, l’importo della rivalutazione è ridotto al 90%. Quindi, una pensione di 2.500 euro al mese vedrà un aumento di 50 euro al mese, mentre una pensione di 2.692 euro vedrà la rivalutazione del 2% ridotto del 75%, per cui in questo caso l’aumento sarà di 52 euro al mese.

Da novembre, a questa rivalutazione si aggiungerà quella dello 0,2% a titolo di conguaglio per il 2021.

L’aumento si applica al trattamento pensionistico lordo complessivo in pagamento per ciascuna delle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2022, ivi inclusa la tredicesima mensilità spettante”.

Leggi anche “Nuovo taglio cuneo fiscale 2022: come funziona e i nuovi aumenti in busta paga”




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8 COMMENTI

    • Gentile lettore, nel caso di una pensione di 2166 euro si avrà una perequazione al 90% della rivalutazione del 2%, che consiste in un aumento di 38,98 euro.

  1. Il commenoto che ho scritto ci sono alcuni errori di ribattitura. Ma il contenuto che bisogna valutare…? Non comprendo la definizione: “il tuo commento è in attesa di moderazione…” Chi ha scritto questa risposta, non ha compreso: i disperati pensionati che vivono da fame con un reddito di pensione di euro 648,77 al mese….. Con tante spese che deve affrontare….!

  2. Si parla delle pensioni minime che poi non tutti le minime sarano agevolati da questo assurdo aumento di fame perche chi disgraziatamneto è proprietario della casa dove vive e non calcolando che prende la pensone minima che non è sufficiente neanhe a fine mese per il vitto e spese vaire,… Non condidranto che affronta le terribile spese condominiali che si girano annualmente di euro su i 4500 e molto spsso di euro 5000 annulae.
    Quei dieci euro che verrebbero aumentati dai 1 ottobbre, sono solo una presa in giro al disperato pensionato…
    Stiamo vivendo solo nella disperata situazione che ci porta solo a farla finita….

  3. dov’è la progressione: io prendo 2697,56 euro lordi e non ho diritto alla rivalutazione del 2 % che corrisponde ad un aumento di circa 58 Euro lordi, mentre ho solo diritto all’aumento del 0.2 % che portano ad un aumento di circa 5 Euro lordi, mentre chi prende 2691.99 euro 5 Euro meno di me ha diritto alla rivalutazione del 2.2 % pari a circa 57 Euro lordi. So che la rivalutazione totale averrà con la pensione di gennaio 2023 ma intanto perdo 3 mensilità pari circa (58-5) * 3 156 Euro lordi. Grazie

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