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Taglio cuneo fiscale bis 2022: come funziona e i nuovi aumenti in busta paga

Il taglio ai contributi previdenziali per dipendenti è approdato in Gazzetta ufficiale insieme al Decreto Aiuti Bis

Chiara Arroi
taglio cuneo fiscale 2022

Arriva dal 1° luglio in busta paga un ulteriore aumento di stipendio grazie al taglio al cuneo fiscale bis 2022, deciso e approvato con il Decreto Aiuti bis. Il canto del cigno dell’ormai uscente governo Draghi ha messo sul tavolo un provvedimento da 15 miliardi, per sostenere cittadini e famiglie in difficoltà, messi in ginocchio dalla crisi sociale ed economica scatenatasi con la guerra Russia e Ucraina, le speculazioni e l’impennata del costo della vita.

Il Dl Aiuti bis approvato e presentato in conferenza stampa (guarda il video in fondo all’articolo) giovedì 4 agosto, è stato pubblicato in gazzetta ufficiale martedì 9 agosto.

Diverse sono le misure inserite: aumento delle pensioni da ottobre; rinnovo degli sconti sul carburante e del bonus bollette, raddoppio della soglia esentasse per i benefit aziendali. Inoltre s’è anche stata la conferma che il taglio al cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori si farà ancora (oltre a quello che era già stato introdotto a inizio 2022). Le buste paga dei dipendenti con redditi fino a 35 mila euro ringraziano, ma neanche tanto, visti i modesti effetti positivi in arrivo.

Ecco come funzionerà la riduzione del cuneo fiscale da luglio 2022.

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Taglio cuneo fiscale bis da luglio 2022: cos’è

Per la riduzione della pressione fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori è stata confermata la riduzione del cuneo fiscale in favore dei lavoratori dipendenti. Sarà una misura retroattiva e parte dal 1° luglio 2022. Si tratta in pratica di un suo rafforzamento.


Come spiegato all’articolo 20 del decreto aiuti bis in gazzetta, la sforbiciata sarà sul costo dei contributi previdenziali per lavoratori dipendenti. In dettaglio:

“Per i periodi di paga dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022, compresa la tredicesima o i relativi ratei erogati nei predetti periodi di paga, l’esonero sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di cui all’articolo 1, comma 121, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, è incrementato di 1,2 punti percentuali. Tenuto conto dell’eccezionalità della misura di cui al primo periodo, resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

Si tratta di un ulteriore “taglio del cuneo fiscale un po’ maggiore di quello entrato” in Consiglio dei ministri. Così aveva detto il premier nella conferenza stampa del 4 agosto 2022. Prima del Cdm si parlava di un 1% di taglio, dopo il consiglio dei ministri questa percentuale è salita all’1,2%. Confermata nel provvedimento pubblicato

D’altronde ridurre le tasse a partire dal costo del lavoro era un un obiettivo che Draghi si era prefisso da tempo, confermato nella precedente conferenza stampa di luglio, quando il dramma delle dimissioni doveva ancora scatenarsi. Questo le parole del Premier Draghi, che aveva poi proseguito svelando gli obiettivi del Governo:

Ora è importante però mettere in campo misure strutturali per incrementare i salari, per incrementare il netto salariale. Un nostro obiettivo prioritario, come dico da tempo, è ridurre il carico fiscale sui lavoratori a partire dai salari più bassi. Su questo intendiamo intervenire in maniera decisa anche grazie agli spazi che contiamo di trovare all’interno della finanza pubblica, perché non vogliamo che – a seguito di queste decisioni – aumentino i tassi di interesse. In altre parole decidiamo di spendere di più poi ci ritroviamo che li spendiamo di più per tassi di interesse sempre più alti.

E in effetti il Decreto Aiuti bis ha confermato la misura. Dal 1° luglio i lavoratori noteranno un cedolino paga un po’ più alto, grazie appunto al taglio del cuneo.

Beneficiari del taglio del cuneo fiscale bis

L’ampliamento del taglio del cuneo del 1,2%, raggiunge la platea già coinvolta dalla decontribuzione di 0,8 punti prevista dalla legge di bilancio, ovvero per i redditi fino a 35 mila euro.

Cuneo fiscale 2022: come funziona il nuovo taglio

Dopo il primo taglio al cuneo fiscale introdotto dal governo Conte sugli stipendi del 2021, arriva una nuova sforbiciata, un po’ maggiore di quella entrata in Consiglio dei ministri il 4 agosto.

La nuova riduzione del cuneo avrà però durata limitata: dal 1° luglio al 31 dicembre 2022, compresa la tredicesima mensilità.

Tutto ciò si traduce in un ulteriore aumento degli stipendi per gli ultimi 4 mesi dell’anno + la mensilità aggiuntiva:

  • aumento nella busta paga di settembre 2022
  • aumento nella busta paga di ottobre 2022
  • aumento nella busta paga di novembre 2022
  • aumento nella busta paga di dicembre 2022
  • aumento nella busta paga della tredicesima 2022

Cuneo fiscale 2022: quanto aumenta la busta paga

Abbiamo detto che il cuneo fiscale sarà ridotto dall’1,2% dal 1° luglio al 31 dicembre 2022. Sarà quindi un aumento degli stipendi retroattivo. Se uniamo questo percentuale a quella del precedente taglio al cuneo fiscale, in totale la sforbiciata sarà del 2%. 

Secondo i calcoli effettuati dal sindacato Uil Secondo il sindacato con la decontribuzione dell’1% per redditi sino a 35 mila euro lordi, il “guadagno” per i lavoratori dipendenti va da un minimo di 36,92 euro a un massimo di 161,52 euro in sei mesi. A seconda dei redditi, il taglio aggiungerebbe da 1 euro a 6 euro in più al mese. L’effetto sulle buste paga dei dipendenti sarebbe perciò modesto. Ad esempio:

  • un reddito annuo lordo pari a 8 mila euro il beneficio complessivo del taglio dell’1% sarebbe di 36,92 euro lordi, circa 6 euro lordi al mese;
  • nella fascia di reddito da 20.111 annui dei lavoratori dipendenti del settore privato il beneficio da luglio a dicembre sarebbe complessivamente di 92,82 euro lordi, pari a 15,47 euro lordi al mese
  • A quota 30 mila euro di reddito si avrebbero 23,08 euro in più al mese e 138,46 euro nel semestre, mentre a 35 mila euro arriva a 26,92 in un mese e a 161,5 in sei. Questi numeri andrebbero aumentati del 20% (circa) visto l’incremento del taglio del cuneo.

Per Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil si tratta di “Elemosina. Questo conferma che tra il “Palazzo” e la vita reale, purtroppo, c’è una distanza enorme: emerge l’incapacità di cogliere la realtà fatta di persone che soffrono”.

Ecco i calcoli Uil sugli effetti in busta paga del nuovo taglio al cuneo fiscale, in base alla fascia di reddito (dagli 8 mila ai 35 mila euro). Il video della conferenza stampa del 4 agosto

>> Scarica il testo integrale del Decreto Aiuti bis in pdf




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