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Decontribuzione Sud fino al 31 dicembre 2022: istruzioni Inps

Ok della Commissione Ue alla proroga fino a fine anno degli sgravi per il lavoro al Sud

Paolo Ballanti
decontribuzione sud 2022

Il 24 giugno scorso la Commissione europea ha esteso l’operatività dello sgravio contributivo denominato Decontribuzione Sud sino al prossimo 31 dicembre. L’autorizzazione UE, arrivata con Decisione C(2022) 4499 final, ha garantito alle aziende di poter fruire dell’agevolazione che, altrimenti, si sarebbe arrestata al 30 giugno 2022.

Prevista in origine dal cosiddetto “Decreto Agosto” (D.L. numero 104/2020) dal 1° ottobre 2020 al 31 dicembre 2020 e successivamente prorogata dalla Manovra 2021 (Legge numero 178/2020) fino al 31 dicembre 2029, Decontribuzione Sud ha avuto inizialmente come obiettivo quello di contenere gli effetti straordinari sull’occupazione determinati dall’epidemia COVID-19, in aree caratterizzate da una grave situazione di disagio socioeconomico.

Al fine di consentire la piena operatività dell’agevolazione nel periodo luglio 2022 – dicembre 2022, le Autorità italiane hanno notificato la misura alla Commissione UE l’8 giugno scorso, subordinando la stessa al rispetto delle condizioni di cui alla Comunicazione C(2022) 1890 final del 23 marzo 2022 recante “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina” (cosiddetto Temporary Crisis Framework).

A seguito dell’estensione dello sgravio fino al prossimo 31 dicembre, l’INPS è intervenuta con la Circolare del 27 luglio 2022 numero 90, per fornire i necessari chiarimenti operativi alle aziende.

Per quanto riguarda invece l’applicazione di Decontribuzione Sud dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2029, fa sapere l’Istituto, le relative istruzioni “saranno fornite all’esito del procedimento di autorizzazione ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile in materia di aiuti di Stato”.


Analizziamo la novità in dettaglio.

Decontribuzione Sud: esonero fino al 2029

Inizialmente previsto dal Decreto Agosto (D.L. 14 agosto 2020 convertito in Legge 13 ottobre 2020 numero 126) dal 1° ottobre 2020 al 31 dicembre 2020, l’esonero Decontribuzione Sud è stato successivamente prorogato sino al 31 dicembre 2029, ad opera della Manovra 2021 (Legge 30 dicembre 2020 numero 178).

A seguito dell’ok dell’Unione Europea, arrivato con la decisione della Commissione C(2022) 4499 final del 24 giugno, lo sgravio è attualmente fruibile fino al prossimo 31 dicembre, rispetto alla precedente scadenza del 30 giugno 2022.

Per i periodi successivi, considerato che la misura è prevista fino al 2029, l’operatività di Decontribuzione Sud è legata all’esito del procedimento di autorizzazione della Commissione europea (ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattamento sul funzionamento dell’Unione europea) e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa applicabile in materia di aiuti di Stato.

> Decontribuzione Sud 2021: tutte le istruzioni Inps <

Decontribuzione Sud: per quali contratti di lavoro

L’esonero opera in favore di tutti i rapporti di lavoro dipendente, a prescindere dalla tipologia, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, già instaurati o da attivare, a patto che la sede di lavoro sia “situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media EU27 o comunque compreso tra il 75 per cento e il 90 per cento, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale” (articolo 27, comma 1, Decreto – legge numero 104/2020).

Pertanto, la sede di lavoro dev’essere collocata nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per “sede di lavoro”, ha precisato l’INPS con la Circolare del 22 febbraio 2021 numero 33, si intende “l’unità operativa presso cui sono denunciati in Uniemens i lavoratori”.

Datori di lavoro interessati dalla Decontribuzione Sud

Hanno la possibilità di fruire dello sgravio Decontribuzione Sud i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, colpiti dagli effetti della crisi ucraina, con esclusione del settore agricolo e di quanti stipulano contratti di lavoro domestico, oltre a:

  • Enti pubblici economici;
  • Istituti autonomi case popolari trasformati in enti pubblici economici ai sensi della legislazione regionale;
  • Enti trasformati in società di capitali, ancorché a capitale interamente pubblico, per effetto di procedimenti di privatizzazione;
  • Ex istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, trasformate in associazioni o fondazioni di diritto privato, in quanto prive dei requisiti per la trasformazione in aziende di servizi alla persona (ASP) ed iscritte nel registro delle persone giuridiche;
  • Aziende speciali costituite anche in consorzio ai sensi degli articoli 31 e 114 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (di cui al Decreto – legislativo numero 267/2000);
  • Consorzi di bonifica;
  • Consorzi industriali;
  • Enti morali;
  • Enti ecclesiastici.

Come precisato dall’INPS, nei confronti dei soggetti appena citati, seppur equiparabili ai datori di lavoro privati, la decontribuzione “non può trovare applicazione”.

In virtù, peraltro, delle condizioni previste dal Temporary Crisis Framework lo sgravio non opera in favore di:

  • Imprese operanti nel settore finanziario;
  • Imprese soggette a sanzioni adottate dall’Unione Europea.

Datori di lavoro con sede legale in regione diversa da quelle ammesse

Come vedremo meglio poc’anzi, il beneficio è riconosciuto a patto che il luogo di lavoro insista in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Pertanto, al fine di garantire la Decontribuzione Sud per i datori di lavoro titolari di posizione INPS agganciata ad una sede legale, presente in regioni diverse da quelle appena citate, è necessario “che la Struttura INPS territorialmente competente, a seguito di specifica richiesta da parte del datore di lavoro interessato e dopo aver effettuato i dovuti controlli” (Circolare numero 90) inserisca nelle caratteristiche contributive della matricola aziendale il codice di autorizzazione “0L” avente il significato di “Datore di lavoro che effettua l’accentramento contributivo con unità operative nei territori del Mezzogiorno”.

Per attribuire il codice “0L” la struttura INPS verifica:

  • La sede di lavoro indicata nella comunicazione obbligatoria (modello UNILAV) trasmessa dall’azienda;
  • Che la sede di lavoro riportata nella comunicazione obbligatoria corrisponda ad una di quelle associate all’azienda, registrate all’interno del portale “it” nella sezione “Fascicolo elettronico aziendale”.

Conclusi i controlli, l’Istituto procede ad attribuire o prorogare il codice “0L” con data di inizio validità 1° luglio 2022 e fine validità il 31 dicembre prossimo.

Decontribuzione Sud: importo dell’esonero

Decontribuzione Sud è un esempio di sgravio che opera attraverso un abbattimento parziale dei contributi previdenziali a carico dell’azienda, secondo una percentuale che cambia nel corso del tempo.

In particolare, l’esonero è pari a:

  • 30% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, dal 1° ottobre 2020 sino al 31 dicembre 2025;
  • 20% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2026 e 2027;
  • 10% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, per gli anni 2028 e 2029.

A differenza di altre tipologie di sgravio (si pensi all’esonero per l’assunzione di under 36) la Decontribuzione Sud si applica senza alcun tetto massimo mensile.

Condizioni per accedere alla Decontribuzione Sud

L’agevolazione opera con riferimento a tutti i rapporti di lavoro subordinato, eccezion fatta per il lavoro agricolo e domestico, a condizione che la sede di lavoro sia collocata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Sui requisiti di spettanza è opportuno precisare che:

  • Decontribuzione Sud non ha natura di incentivo all’assunzione, di conseguenza non è soggetta ai principi generali fissati dall’articolo 31 del Decreto legislativo numero 150/2015;
  • Il diritto all’agevolazione è invece subordinato al rispetto delle condizioni previste dall’articolo 1, comma 1175, Legge numero 296/2006.

Queste ultime prescrivono:

  • Il possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC);
  • L’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro ed il rispetto degli altri obblighi di legge;
  • Il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, regionali, territoriali o aziendali, sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori, comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

Sotto il profilo delle norme in materia di aiuti di Stato, l’INPS ha ricordato che l’autorizzazione della Commissione UE riguardante il riconoscimento di Decontribuzione Sud nel periodo 1° luglio – 31 dicembre 2022, è avvenuta in osservanza delle condizioni di cui al Temporary Crisis Framework.

Quest’ultimo considera aiuti di stato compatibili con il mercato interno, quelli che rispettino, tra le altre, le seguenti condizioni:

  • Importo non superiore a 400 mila euro (per impresa ed al lordo di imposte o altri oneri) ovvero non superiore a 35 mila per le realtà operanti nei settori pesca ed acquacoltura;
  • Concessione entro e non oltre il 31 dicembre 2022;
  • Aiuto riconosciuto ad imprese colpite dalla crisi.

Per quanto riguarda quest’ultimo requisito, precisa la Circolare numero 90, è necessario “che le imprese destinatarie siano state colpite direttamente o indirettamente dalla crisi attuale, ingenerata dall’aggressione russa all’Ucraina”.

Decontribuzione Sud: il rapporto con gli altri sgravi

Considerata la misura dello sgravio Decontribuzione Sud, precisa la Circolare numero 90, lo stesso risulta cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote INPS “nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta, e sempre che non vi sia un espresso divieto di cumulo previsto da altra disposizione”.

In particolare, la cumulabilità opera sia con riferimento ad altre agevolazioni di tipo contributivo (è il caso, ad esempio, dell’incentivo all’assunzione di over 50 disoccupati da almeno dodici mesi) che economico (come l’incentivo all’assunzione di disabili o di beneficiari di NASpI).

In concreto, per stabilire la convivenza o meno di Decontribuzione Sud con altri esoneri, è “necessario verificare le diverse discipline che regolano le singole agevolazioni previste dal nostro ordinamento; ove sia presente un residuo di contribuzione esonerabile a seguito dell’applicazione della diversa misura, sarà possibile procedere al cumulo con la Decontribuzione Sud, fermo restando il limite della contribuzione previdenziale dovuta dal datore di lavoro”.

Facciamo l’esempio dell’agevolazione per chi assume uomini over 50 disoccupati da almeno dodici mesi. La Decontribuzione Sud troverà applicazione a seguito dell’abbattimento dei contributi (pari al 50%) operato in virtù dello sgravio sopra citato.

Decontribuzione Suda: istruzioni UniEmens

I datori di lavoro interessati dall’agevolazione, a partire dal flusso UniEmens di competenza del mese di luglio 2022, valorizzeranno, secondo le consuete modalità, gli elementi:

  • <Imponibile>;
  • <Contributo>, con l’indicazione della contribuzione piena, calcolata sull’imponibile previdenziale del mese.

Il beneficio sarà esposto all’interno di <DenunciaIndividuale>, <DatiRetributivi>, nell’elemento <IngoAggcausaliContrib>:

  • Il campo <CodiceCausale> riporterà il valore “DESU” avente il significato di “Esonero per assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato Articolo 1, commi da 161 a 168, della legge 30 dicembre 2020, n. 178”;
  • Nel campo <IdentMotivoUtilizzoCausale> si riporterà il valore “N”, mentre per le agenzie di somministrazione “dovrà essere concatenato alla data di assunzione, il numero di matricola dell’azienda utilizzatrice, nel seguente formato AAAAMMGGMMMMMMMMMM” o, in sua mancanza, il codice fiscale;
  • Nell’elemento <AnnoMeseRif> dovrà essere indicato l’anno ed il mese di riferimento del conguaglio;
  • L’elemento <ImportoAnnoMeseRif> sarà invece dedicato all’importo conguagliato.

Da ultimo, si legge nella Circolare INPS, per quanto riguarda la valorizzazione dell’elemento <AnnoMeseRif> con riferimento a luglio 2022, nel caso in cui “i datori di lavoro non riescano ad adeguare i propri sistemi informativi, potrà essere effettuata come arretrato esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza dei mesi di agosto, settembre e ottobre 2022”. La sezione “InfoAggcausaliContrib” va ripetuta “per il mese di arretrato”.

I datori di lavoro che hanno diritto allo sgravio ma hanno sospeso o cessato l’attività, potranno comunque fruire dell’esonero attraverso la procedura delle regolarizzazioni (UniEmens/Vig).

Scarica la Circolare Inps numero 90 del 27 luglio 2022




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