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Accesso ai buoni pasto anche per i liberi professionisti

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Negli ultimi anni il rapporto azienda-personale si è modificato e ha posto davvero al centro il benessere psicofisico della persone. Si è compreso quanto sia produttivo per l’azienda migliorare la vita dei propri dipendenti dentro e fuori le mura aziendali. Un ambiente in cui coesistono persone soddisfatte è maggiormente produttivo e fornisce al di fuori l’immagine di un’azienda sana, forte e rispettosa delle esigenze della collettività.

Da qui si comprende la volontà di allargare la rete dei fringe benefits che l’azienda elargisce alle risorse umane. I benefici riguardano vari settori: istruzione, assistenza sanitaria, viaggi, tempo libero, cultura, ecc. Tra i più richiesti ci sono senza dubbio premi immediati, fondo pensione, assicurazione sulla vita, agevolazione per gli abbonamenti dei mezzi pubblici, flessibilità lavorativa, macchina aziendale, ecc. I benefit aziendali rispondono perciò alle esigenze del singolo includendo anche i suoi familiari.

In particolare, al secondo posto tra i benefit più richiesti ci sono anche i buoni pasto. Per questo motivo si è deciso di estendere il suo utilizzo a più soggetti e oggi sono disponibili anche i buoni pasto per partite iva. Questi non sono stati pensati solo per i liberi professionisti, ma anche per le ditte individuali che hanno accolto positivamente l’annuncio. Inoltre, i buoni pasto si sono adattati al processo di transizione digitale in atto e il superamento del buono pasto cartaceo ha aperto la porta a soluzioni digitale veloci, pratiche e vantaggiose in termini economici, ma anche di tempo. Oltre ad apportare vantaggi ai fruitori, i buoni pasto digitali sono anche amici dell’ambiente, infatti, essi favoriscono una riduzione dello spreco della carta.

I vantaggi generali dei buoni pasto

In linea generale è più che comprensibile che i buoni pasto siano diventati motivo di attenzione per i dipendenti, poiché determinano un’agevolazione sulla capacità di spesa e questo li classifica tra i benefit maggiormente desiderati. Inoltre, i buoni pasto sono diventati uno strumento di diffuso utilizzo in molti ambienti: bar, ristoranti, ma anche supermercati.

Altro vantaggio che riguarda il loro uso a prescindere dal soggetto beneficiario, consiste nel loro passaggio dal cartaceo al digitale. Il buono pasto digitale, ovvero consistente in una card o virtualmente presente su una pratica app installabile sul proprio smartphone, determina un vantaggio in termini di praticità e di tempo.

I vantaggi dei buoni pasto per le partite iva


Per quanto riguarda il caso specifico delle partite iva e di chi detiene una ditta individuale restano inalterati i vantaggi generali precedentemente elencati. Nel caso specifico il soggetto potrà acquistarli per farne un uso personale o per cederli ai suoi eventuali collaboratori.

I liberi professionisti e i titolari di ditte individuali che solitamente si interfacciano con clienti, collaboratori, fornitori ecc., in quelli che sono diventati luoghi di incontro e confronto lavorativo, ovvero ristoranti e bar, potranno servirsi dei buoni pasto digitali. Questo consentirà di ridurre i tempi di attesa necessari alla compilazione della fattura in cassa. A tal proposito si ricorda che i buoni pasto digitali sono deducibili come costi aziendali al 100% fino a 8 euro e fino a 4 euro se, invece, in formato cartaceo.

Partire iva e ditte individuali trarranno anche il vantaggio pratico di non dover raccogliere ogni singolo scontrino e fattura per questioni di contabilità e ai fini della compilazione della prima nota, ma si andrà verso un’unica fattura mensile.

Informazioni di carattere tecnico/fiscale

Il costo dell’acquisto del buono pasto sarà deducibile nella misura del 75%. La misura fa riferimento esclusivamente ai titolari di partite iva con regime ordinario e non forfettario. Ambo i soggetti protagonisti della misura avranno piena facoltà di personalizzare il numero di buoni pasto emessi e il loro singolo valore.

Cenni storici

I buoni pasto fanno il proprio ingresso in Italia per la prima volta nella metà degli anni Sessanta. Nello stesso periodo sono stati introdotti anche in Francia, in particolare la loro diffusione si deve alla società Ticket Restaurant fondata da Jacques Borel. È stata, tuttavia, nel 1954, la Gran Bretagna ad erogare i primi buoni, come titoli cartacei prepagati da distribuire ai dipendenti. Il benefit aziendale rispondeva alle richieste e alle esigenze dei dipendenti di tutte quelle realtà sprovviste di una mensa aziendale.

Il buono pasto è un esempio di benefit aziendale che è sopravvissuto al tempo ed è mutato adattandosi alle nuove professionalità e alla transizione digitale in atto.

 




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